Posizione
- Nazione:
- Italia
- Regione:
- Emilia-Romagna
- Provincia:
- Parma (PR)
- Comune:
- Parma
- Frazione:
- Ubicazione Cimitero della Villetta di Parma,
- Indirizzo:
- Cimitero della Villetta, 29/B Parma ( PR)
- CAP:
- 43125
- Latitudine:
- 44.7901768
- Longitudine:
- 10.3144544
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Campo dei Caduti del Cimitero della Villetta, Campo dei Caduti, area centrale del sacrario dedicato ai militari della prima guerra mondiale
- Data di collocazione:
- 3 dicembre del 1922
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Marmo, Pietra
- Materiali (Dettaglio):
- Il monumento: ricorda la prua di una nave sulla quale svettano tre steli come pennoni, alla sommità delle quali sono poste delle croci. Il basamento è composto da un triangolo, rialzato da terra da un gradino, sulle cui facce sono visibili diverse iscrizioni e una ghirlanda in bronzo. Alla base delle tre steli è presente un più piccolo basamento decorato nei tre lati con diverse lastre bronzee. Sopra di esso è posto un cilindro in bronzo in funzione di braciere decorato da croci traforate. “Il basamento, su due bassi gradini, è costituito da una massiccia tomba triangolare, che reca scolpiti i nomi gloriosi dei Caduti.
- Stato di conservazione:
- Buono
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di Parma - Anmig
- Notizie e contestualizzazione storica:
- L'opera si inserisce nel più ampio fenomeno commemorativo del primo dopoguerra, quando comunità, associazioni e istituzioni sentirono l'urgenza di onorare i caduti e di dare forma pubblica al lutto collettivo. Il monumento realizzato in marmo e caratterizzato da una sobria essenzialità formale, riflette uno stile misurato, privo di enfasi retorica, ma fortemente evocativo dei valori di sacrificio, dovere e memoria condivisa.
Contenuti
- Iscrizioni:
- Sul secondo gradino del monumento l'iscrizione ad opera di Ildebrando Cocconi ricorda: “VOLLE/ LA S.M.S. PIETRO COCCONI/ IN QUESTO MARMO ETERNATA/ LA MEMORIA/ DEI FRATELLI SUOI/ CHE NELLA GUERRA IMMANE/IMPORPORARONO/ DI SANGUE GENTILE/ COMBATTUTE TRINCERE/ ALPI TREMENDE/ TRAGICIPIANI/ RIVE SACRI DI FIUMI/ OVUNQUE/ LA TERRA L’ONDA L’ARIA/ CELEBRAVANO GRANDE ILTUO NOME MATERNO/ ITALIA”.
Su due lapidi sono incisi i nomi dei Caduti della Prima Guerra Mondiale, che vengono qui riportati integralmente a memoria di coloro che persero la vita nel conflitto:
Allorini Giuseppe, Bacchini Oreste, Bandini Everardo, Barbacini Emanuele, Barbacini Ferdinando, Barezzi Narciso, Benna Arnaldo, Bersellini Giuseppe, Bertolini Umberto, Bertonelli Luigi, Bezzi Romeo, Bolzoni Guido, Boni Emilio, Braia Abelardo, Buia Egidio, Bertozzi Celeste, Cabassi Ugo, Calestani Medardo, Campanini Alberto, Cantarelli Arnaldo, Cantoni Aristide, Carboni Massimo, Catelli Lodovico, Cervi Rodolfo, Corradi Alberto, Corsi Corso, Coruzzi Giacomo, Dalla Valle Angelo, Fabbi Ettore, Ferrari Dante, Ferrari Giuseppe, Ferrari Luigi, Ferrarini Lino, Finetti Roberto, Fontana Sincero, Furia Pietro, Gavazzoli Ugo, Ghizzoni Mario, Giaroli Achille, Gobbi Virginio, Gravari Arturo, Grossi Enrico, Guareschi Roberto, Labo Federico, Maccanelli Carlo, Martini Ugo, Masini Celestino, Masini Guglielmo, Matellini Ercole, Medioli Marino, Monica Mario, Morini Gino, Mussi Alfredo, Mussi Ottavio, Mozzani Celeste, Nobili Alfredo, Oddi Emilio, Odoni Luigi, Orlandini Pietro, Petrolini Artemio, Parenti Augusto, Poletti Adriano, Poli Alfredo, Rapetti Gino, Robuschi Romeo, Rossi Angiolino, Scarica Dante, Schianchi Emilio, Silva Tomaso, Spotti Antonio, Sovarza Luciano, Stocchi Aldo, Stocchi Guglielmo, Taddei Ermogene, Terzi Adolfo, Tonelli Ferruccio, Violi Ettore, Ziveri Umberto, Zoni Orazio.
- Simboli:
- Tre lastre di bronzo con bassorilievi collegano insieme, al piede, i tre monoliti, formando un’ara triangolare», sulle cui facce sono raffigurate, con classica compostezza e seguendo una iconografia rara per l’epoca “Sacrificio, Eroismo, Fortezza”, “le Madri”, “Mutualità e Fede”. Tre lampade, oggi perdute, ardevano, una per ogni spigolo, sul secondo gradino del monumento su cui il progettista avrebbe voluto inciso l’epitaffio: «La mutualità li unì – fraternamente. Il sacrificio li accolse – eternandoli»”
Altro
- Osservazioni personali:
- Ancora oggi questo monumento rappresenta una testimonianza significativa della cultura civile del primo Novecento e del bisogno profondamente radicato, di conservare il ricordo di chi perse la vita nel conflitto, affinchè la memoria storica continui a essere patrimonio condiviso delle generazioni future.





