295678 - Lapide in memoria di don Elio Monari – Spilamberto (MO)

In occasione del 112° anniversario della nascita di don Elio Monari è stata posta sul muro della sua casa natale una lapide per ricordarne l’opera e il martirio. Don Monari (1913 – 1944) fu sacerdote e durante la seconda guerra mondiale aderì alla lotta di Resistenza. Catturato dai nazifascisti fu torturato e trucidato a Firenze. La lapide è stata realizzata grazie al Comitato per la memoria di don Elio Monari, alla sezione ANPI di Spilamberto, ai comuni di Spilamberto, Vignola e Guiglia.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
località Ergastolo
Indirizzo:
Via Poggioli, 2
CAP:
41057
Latitudine:
44.514804607085
Longitudine:
10.989098619177

Informazioni

Luogo di collocazione:
Sulla parete della casa prospiciente la strada.
Data di collocazione:
Inaugurazione sabato 25 Ottobre 2025.
Materiali (Generico):
Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Lastra di marmo bianco con iscrizioni incise e verniciate di nero. Borchie in bronzo.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comitato per la memoria di don Elio Monari, sezione ANPI di Spilamberto, comuni di Spilamberto, Vignola e Guiglia.
Notizie e contestualizzazione storica:
Elio Monari nacque in località Ergastolo di Spilamberto (MO) il 25/10/1913 da Augusto e Luigia Ori, mezzadri. Fu secondo figlio di sei tra fratelli e sorelle. Frequentò le scuole elementari a Maranello. Nell’ottobre 1924, entrò come convittore all’Istituto Sacro Cuore di Modena per frequentare il ginnasio, che poi continuò presso il seminario di Fiumalbo. Nel 1929 entrò nel seminario di Modena e fu ordinato sacerdote il 28 giugno 1936. Nel 1937 ottenne la maturità classica presso il liceo Muratori di Modena. Insegnò prima nel collegio San Carlo di Monteombraro, dove rimase fino al 1939, e poi nel seminario di Modena. Nel frattempo, si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, laureandosi nel 1941. Nel 1938 fu anche nominato assistente ecclesiastico diocesano della Gioventù Italiana di Azione Cattolica (GIAC). Nel febbraio 1943 affiancò don Zeno Saltini a San Giacomo Roncole (diocesi di Carpi) assumendo l’incarico di promozione e guida del «movimento giovanile».Insegnò nel seminario modenese fino al 1943, quando, per i rischi a cui si era esposto con la scelta assunta dopo l’8 settembre, fu consigliato dai superiori di stabilirsi presso la parrocchia di San Biagio, dove era parroco mons. Carlo Dondi, figura di sicuri sentimenti antifascisti. Infatti don Elio, all’indomani dell’armistizio, si attivò strenuamente per nascondere e mettere al sicuro molti soldati alleati fuggiti dai campi di prigionia. Avviò una rete di soccorso agli ebrei che riuscirono a espatriare in Svizzera o ad attraversare il fronte. Si adoperò per portare in montagna, dove era avviata la Resistenza, i giovani che non vollero arruolarsi nella fascista Repubblica Sociale Italiana. Don Elio promosse anche un nucleo di resistenti cattolici in città, appoggiandosi al reticolo di giovani della Giac. La frenetica attività condotta fu individuata dai fascisti e pertanto il 20 maggio 1944 lasciò Modena sfuggendo alla cattura della Guardia nazionale repubblicana. Nonostante la minaccia di sospensione a divinis dell’arcivescovo nel caso avesse compiuto una scelta di campo, don Elio si unì ai partigiani sull’Appennino, fungendo da cappellano delle formazioni di diversa ideologia. Fu presente prima nella valle del Secchia e poi a Montefiorino, adottando il nome di battaglia di don Luigi. Il 5 luglio 1944 don Elio fu catturato dalle truppe nazifasciste a Piandelagotti di Frassinoro (MO). Fu trasferito a Firenze in via Bolognese, 67 (Villa Triste) dove era insediata la banda Carità (reparto della 92ª legione della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale) e dove fu torturato per diversi giorni. All’alba del 16 luglio fu condotto insieme ad altri 16 partigiani alle Cascine, dove tutti furono fucilati. I suoi resti furono ritrovati solo nel 1956. Fu sepolto nel cimitero di Rifredi a Firenze con gli altri partigiani. Alla sua memoria fu decretata la Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione: «Ministro di cristiana carità e patriota di sicura fede, subito dopo l’armistizio si prodigava con solerte e generosa attività nel soccorrere internati italiani e prigionieri alleati, molti ponendo in salvo ed alcuni sottraendo a morte sicura. Primo tra i cappellani di unità partigiane operanti nell’Appennino Modenese era a tutti di indimenticabile esempio, sia nel santo esercizio della sua missione, sia nei pericoli del combattimento che sempre affrontava con valore di soldato e pietà di sacerdote. Per soccorrere un morente presso le linee nemiche e (come aveva a dire ai compagni prima di uscire dai ripari) per dare la vita allo scopo di salvare un’anima, veniva catturato dai tedeschi, spogliato delle vesti sacerdotali, brutalmente percosso ed avviato a lungo martirio nelle carceri di Firenze. Fra le atroci sevizie, sopportate con la fermezza dei forti, sempre incoraggiava e confortava i compagni sofferenti e li benediceva prima di avviarsi all’estremo sacrificio. Firenze, Piazza Washington, luglio 1944».

Fonti:
https://biografieresistenti.isacem.it/biografie/monari-elio/
https://www.doneliomonari.com/o-e-santo-o-e-matto/

Contenuti

Iscrizioni:
IN QUESTA CASA IL 25-10-1913 NACQUE
DON ELIO MONARI
CHE DEDICO’ LA SUA BREVE VITA AI GIOVANI
E ALLE PERSONE PERSEGUITATE
CAPPELLANO DI TUTTE LE BRIGATE PARTIGIANE
DELLA REPUBBLICA DI MONTEFIORINO
CATTURATO DAI TEDESCHI E FUCILATO
DAI FASCISTI A FIRENZE IL 16-7-1944
INSIGNITO DI MEDAGLIA D’ORO
AL VALOR MILITARE NEL 1953

IL COMITATO PER LA MEMORIA DI DON MONARI
SEZIONE ANPI DI SPILAMBERTO
I COMUNI DI GUIGLIA – SPILAMBERTO – VIGNOLA
25-10-2025
Simboli:
Sulla lapide sono presenti la fotoceramica di don Monari e una lampada votiva.

Altro

Osservazioni personali:
Don Monari è anche ricordato nelle pietre:
34381 - Sacrario della Ghirlandina ai Partigiani modenesi caduti – Modena
136370 - Lastra a Don Elio Monari martire antifascista – Modena
206467 - Stele ai Caduti dell’eccidio delle Cascine del 23-24 luglio 1944 – Firenze
272310 - Mausoleo dei Partigiani – Modena

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