Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Via Cesare Battisti, 65
- CAP:
- 98053
- Latitudine:
- 38.099869651374
- Longitudine:
- 15.210976596769
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Nella Piazzetta Castiglione, vicino al muro perimetrale di confine con via Battisti (civico 65).
- Data di collocazione:
- 1975
- Materiali (Generico):
- Marmo, Altro
- Materiali (Dettaglio):
- Struttura del basamento in calcestruzzo. Rivestimento del basamento in granito. Lastre commemorative in marmo.
- Stato di conservazione:
- Ottimo
- Ente preposto alla conservazione:
- COMUNE DI CASTROREALE
- Notizie e contestualizzazione storica:
- NOTIZIE SUL MONUMENTO
Questo monumento è stato realizzato nel 1975 in occasione del trentesimo anniversario della liberazione e del cinquantesimo anniversario dalla morte di Gaetano Castiglione e si inserisce nel più ampio contesto delle memorie locali legate ai Caduti della Resistenza italiana. Non rappresenta soltanto il ricordo di una singola persona, ma assume un valore simbolico più ampio, perché testimonia la partecipazione dei siciliani alla lotta di Liberazione e il sacrificio di molti giovani che combatterono lontano dalla propria terra. Allo stesso tempo, essa richiama il valore della memoria civile, che viene rinnovata ogni anno in occasione del 25 aprile, diventando così un segno concreto di memoria collettiva e di identità storica condivisa.
NOTIZIE SU GAETANO CASTIGLIONE
Castiglione Gaetano nacque il 5 novembre 1917 a Castroreale (ME) da Francesco Castiglione e da Carmela Napoli. Dopo l’8 settembre 1943, al pari di diversi altri soldati, fuggì sulle montagne, stanco della guerra e con nessuna fiducia nella Repubblica di Salò e nelle truppe tedesche che occupavano il centro e il nord Italia. Sulle montagne dell’Alta Valtrompia (BS) si unì a un gruppo guidato da Pietro Gerola, il comandante “Pierino”. Questo gruppo fece parte delle Fiamme Verdi, i partigiani cattolici, e prese il nome di “Brigata Ermanno Margheriti”, in ricordo del giovane partigiano fucilato, assieme ad Astolfo Lunardi, il 6 febbraio 1944 al poligono di Mompiano. Il 5 settembre 1944 Gaetano Castiglione, il partigiano “Giusto”, e altri quattro compagni (Augusto Vecchi, Alfredo Negrin, Fausto Dalaidi e Wassili, un combattente russo) si sacrificarono per permettere al resto della loro brigata di salvarsi dalle forze nazifasciste. Nel conflitto rimase vivo solamente Castiglione che, ferito, fu fatto prigioniero e portato in paese a Collio. Torturato, non rivelò dove la brigata si era rifugiata. Così fu impiccato sulla via che poi gli è stata dedicata. Gaetano Castiglione fu insignito nel 1949 della Medaglia d’Argento al Valore Militare alla memoria con la seguente motivazione: ”Entrato subito dopo l’8 settembre a far parte dei primi nuclei partigiani, si distinse sempre, nella battaglia e nella tregua, per leonino coraggio e serena fermezza. Durante un cruento combattimento visto che il grosso della sua brigata stava per essere accerchiato da preponderanti forze tedesche, conscio del pericolo cui andava incontro, serenamente e generosamente rimaneva al suo posto per proteggere lo sganciamento dei compagni in ritirata. Nella dura lotta esaurite le munizioni, armato solamente di un coltello e dell’epico suo valore, in un sublime e meraviglioso slancio, impegnava col nemico un feroce ed accanito corpo a corpo. Ferito e fatto prigioniero, veniva trasportato nel vicino paese ed atrocemente seviziato. Nelle torture le sue labbra si serrarono ed invano i barbari mezzi poterono strappargli il nome e la dislocazione dei compagni. Già morente fu vilmente impiccato nel viale del paese che oggi porta il suo nome glorioso. Fulgido esempio di abnegazione e di eroismo. – Granci, 6 settembre 1944”.
“Il 17 marzo del 1995 – racconta Palini- una delegazione guidata dall’allora sindaco Ugo Lazzari era nel duomo di Castroreale (Messina) per il gemellaggio tra questo paese siciliano e Collio, nel nome proprio di Gaetano Castiglione. E a questo giovane siciliano, che ha dato la vita per la libertà, è stato anche dedicato un sentiero sulle montagne dell’Alta Valtrompia, il sentiero Castiglione appunto, inaugurato il 18 luglio 2010 con la benedizione ad opera del vescovo emerito di Brescia, mons. Bruno Foresti, su iniziativa dei comuni di Collio e di Castroreale in collaborazione con l’Anpi di Collio e di San Colombano, le Fiamme Verdi, il gruppo Sentieri della Resistenza, gli Amici dell’Alpe Pezzeda e con l’adesione di Comunità Montana, Cai, alpini e scuole del paese”.
Contenuti
- Iscrizioni:
- Lapide:
A
GAETANO CASTIGLIONE
PARTIGIANO
MEDAGLIA D’ARGENTO DELLA RESISTENZA
DURANTE UN CRUENTO COMBATTIMENTO VISTO CHE IL GROSSO
DELLA SUA BRIGATA STAVA PER ESSERE ACCERCHIATO
DA PREPONDERANTI FORZE TEDESCHE CONSCIO DEL PERICOLO
CUI ANDAVA INCONTRO SERENAMENTE E GENEROSAMENTE
RIMANEVA AL SUO POSTO PER PROTEGGERE
LO SGANCIAMENTO DEI COMPAGNI IN RITIRATA.
NELLA DURA LOTTA ESAURITE TUTTE LE MUNIZIONI
ARMATO SOLTANTO DI UN COLTELLO E DEL TIPICO
SUO VALORE IN UN SUBLIME E MERAVIGLIOSO SLANCIO
IMPEGNAVA COL NEMICO UN FEROCISSIMO E ACCANITO
CORPO A CORPO. FERITO E FATTO PRIGIONIERO VENIVA
TRASPORTATO NEL VICINO PAESE ED ATROCEMENTE SEVIZIATO.
NELLA TORTURA LE SUE LABBRA SI SERRARONO ED INVANO
I BARBARI MEZZI POTERONO STRAPPARGLI IL NOME
E LA DISLOCAZIONE DEI COMPAGNI. GIÀ MORENTE
FU VILMENTE IMPICCATO NEL VIALE DEL PAESE CHE OGGI
PORTA IL SUO NOME GLORIOSO.
IL COMUNE DI CASTROREALE E LA REGIONE SICILIANA
NEL 30.MO ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE
POSERO
A MEMORIA DELL’EROICO FIGLIO E DI QUANTI SOFFRIRONO
PER LA LIBERTÀ
A MEMENTO DELLE FUTURE GENERAZIONI
Sulla lastra:
CASTROREALE AL SUO EROICO FIGLIO
SOTTOTENENTE PARTIGIANO
GAETANO CASTIGLIONE
MEDAGLIA D’ARGENTO
NEL 50° ANNIVERSARIO DEL SUO SUPREMO
SACRIFICIO PER LA LIBERTÀ
COLLIO 1944 – CASTROREALE 1994
- Simboli:
- FREGIO: Il fregio raffigura una figura umana stilizzata, probabilmente un partigiano, colta in un gesto di tensione e slancio. Il corpo è rappresentato con linee essenziali ma dinamiche, come se fosse impegnato in uno sforzo fisico o in un atto di resistenza. Il braccio sollevato sembra impugnare un oggetto – verosimilmente un’arma o uno strumento di lotta – mentre nella parte inferiore si nota una catena spezzata.
Proprio la catena è uno degli elementi più significativi del fregio: è un simbolo universale di oppressione e prigionia, e il fatto che sia raffigurata spezzata richiama chiaramente la liberazione dal dominio e dalla violenza, in questo caso quella nazifascista. La figura che si libera o combatte sopra la catena rappresenta quindi la Resistenza, intesa non solo come azione militare, ma come affermazione di libertà e dignità umana.
L’insieme del fregio comunica un messaggio preciso: il sacrificio del partigiano non è visto solo come un atto individuale di eroismo, ma come parte di una lotta collettiva per spezzare le “catene” della tirannia. Lo stile semplice e inciso nel marmo, privo di dettagli realistici, rende l’immagine ancora più universale e simbolica, trasformando quella figura in un emblema di tutti coloro che hanno combattuto per la libertà.
Altro
- Osservazioni personali:
- Bibliografia, sitografia e fonti:
- https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org
- https://ecopoliscantieresociale.com/wp-content/uploads/2024/03/partigiani-messinesi.pdf
- https://nuovosoldo.com/index.php/2025/04/27/i-cento-nomi-di-partigiani-e-antifascisti-imi-internati-politici-e-resistenti-scelti-tra-le-migliaia-di-messinesi-per-essere-letti-il-25-aprile-25/
- www.cadutigrandeguerra.it














