Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Giardini IV Novembre
- CAP:
- 43043
- Latitudine:
- 44.487070222884
- Longitudine:
- 9.7634609632981
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- All'interno dei Giardini IV Novembre.
- Data di collocazione:
- 1979
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Pietra
- Materiali (Dettaglio):
- Pietra per la stele e per il piccolo basamento. Bronzo per i caratteri in rilievo che compongono l’epigrafe.
- Stato di conservazione:
- Ottimo
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di Borgo Val di Taro ed Associazioni partigiane
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Dal sito del Museo multimediale della Resistenza in Valtaro all’indirizzo: https://www.resistenzavaltaro.it/eventi/38/la-battaglia-del-manubiola/
Mie sono alcune correzioni e note presenti nel testo.
Il 30 giugno 1944 una colonna tedesca, forte di circa 150 uomini perfettamente armati, parte da Berceto a bordo di autocarri con l’obiettivo di penetrare nel territorio libero del Taro. Forzato un primo posto di blocco a guardia della strada provinciale, tentano di dirigersi verso Borgotaro, probabilmente con l’obiettivo di occupare la Stazione ferroviaria.
Allertati telefonicamente, scatta l'allarme tra tutte le formazioni partigiane, che si dirigono nella zona per fronteggiare l'incursione. Nella frazione borgotarese di Frascara, la marcia dei tedeschi è arrestata da un gruppo del “Molinatico” che spara con un fucile mitragliatore sulla colonna e causa grosse perdite al nemico.
Lo scontro a fuoco induce i nazisti a fare dietrofront, ma per coprirsi la fuga prelevano nell’abitato di Frascara una ventina di ostaggi civili, fra i quali anche donne e bambini e uccidono un anziano del posto, Mario Salvanelli.
Davanti alla porta della sua casa, riducono in fin di vita un altro anziano (in realtà è un quarantaquattrenne, NdS), Giuseppe Ruggeri, che morirà qualche ora più tardi a causa delle percosse ricevute.
Saccheggiate le abitazioni, la colonna tedesca si dà alla fuga. Durante il rientro si imbattono in altri civili, che vengono fermati e fatti salire con la forza sugli automezzi. Nel frattempo, il Comando partigiano di Borgotaro sta organizzando l'offensiva: per telefono avverte il Gruppo “Poppy” a Lozzola di Berceto (PR) che si apposta sulla riva destra del torrente Manubiola in attesa del nemico, quindi avverte tutte le formazioni disponibili: Gruppi “Molinatico”, “Vampa”, “Centocroci” e “Tarolli”, che si mettono all’inseguimento del nemico, in parte a piedi e in parte sui pochi mezzi di trasporto disponibili.
Informati della posizione dei tedeschi nell'abitato di Ghiare di Berceto, i partigiani si dirigono verso il ponte distrutto sulla Manubiola, il “Ponte del Diavolo”, sulla provinciale Berceto – Borgotaro. D’altra parte i tedeschi, dopo aver guadato il torrente a Ghiare di Berceto, sentendosi ormai al sicuro, fanno una breve sosta per rifocillasi con i generi alimentari razziati a Frascara e iniziano a risalire verso Berceto sulla strada alla destra del Manubiola.
All’altezza di Groppo San Giovanni (Berceto) vengono fermati dagli uomini di “Poppy”, mentre arriva anche la squadra di “Gomel” accorsa da Baselica di Pontremoli (MS).
I primi camion di tedeschi vengono colpiti e non possono proseguire; alla loro sinistra le rocce a picco sulla strada inibiscono una facile fuga, quindi si sparpagliano lungo il greto del torrente, improvvisando piazzole di difesa e utilizzando come scudo gli stessi civili.
Sopraggiungono altri partigiani che incominciano l’attacco sparando dai costoni alla sinistra del torrente; altri scesi sul greto avanzano attaccando alle spalle, mentre un ultimo gruppo, a completare l’accerchiamento, passa sulla riva destra. La strategia è improvvisata ma efficacissima e i tedeschi completamente accerchiati si difendono facendosi scudo con i civili che, immobili, sentono fischiare le pallottole dei partigiani e sono storditi dal rumore e dal calore delle armi dei tedeschi.
Il primo partigiano a cadere è il dott. Bruno Antolini ("Guelfo") colpito sui costoni a picco sul torrente mentre sta accorrendo in soccorso di un ferito.
Ma il maggior numero di vittime si registrano tra gli ostaggi dei quali i tedeschi si sono fatti scudo: Domenico Del Nevo, Rosetta Del Nevo, Vittorio Gavaini e la suocera Gaetana Ralli (recte Raffi, NdS), Attilio Levati (recte Levanti, NdS), Giuseppe Ruggeri (ucciso a Frascara, NdS), Mario Salvanelli (ucciso a Frascara, NdS) e Giovanni Salvanelli.
Lentamente i partigiani stringono il cerchio ed attaccano per due volte con gli “Sten” finché i tedeschi si arrendono: hanno avuto 14 morti e parecchi feriti.
Fra gli ottanta prigionieri c'è anche il capitano Muller, che sarà poi il carnefice della strage di Strela di Compiano (PR).
Ingente il bottino che comprende otto autocarri, due motociclette, armi pesanti ed individuali; un altro autocarro colpito nell’attacco viene incendiato, mentre il decimo con i morti e i feriti dello scontro di Frascara era stato mandato avanti alla colonna ed era riuscito a sfuggire all’accerchiamento.
I morti tedeschi vengono sepolti nel Cimitero di Albareto (PR), ed il parroco si prende cura di mandare al Comando tedesco di Berceto i loro effetti personali. I prigionieri vengono internati a Compiano.
I Caduti:
1. Bruno Antolini (“Guelfo”), nato nel 1914 a Borgo Val di Taro, medico. Deceduto il 3 luglio 1944 per le ferite riportate nello scontro. Riconosciuto partigiano appartenente alla 1a Brigata “Julia”. Riposa nella Cappella-Sacrario dei Martiri della Libertà del Cimitero comunale di Borgo Val di Taro (*) (**) (***).
2. Domenico Del Nevo, nato nel 1888, civile. Ucciso a Ghiare di Berceto (*) (**) (***).
3. Rosetta Del Nevo, nata il 17 agosto 1943 a Borgo Val di Taro, 11 mesi. Sulla stele la data di morte è fatta risalire al 16 luglio 1944 pertanto non è chiaro se sia un errore o se si tratti della data effettiva del decesso dopo il ferimento del 30 Giugno precedente nello scontro a fuoco tra tedeschi e partigiani. Riposa nella Cappella-Sacrario dei Martiri della Libertà del Cimitero comunale di Borgo Val di Taro (***).
4. Antonio Gavaini, nato nel 1897, civile. Ucciso a Ghiare di Berceto. Riposa nella Cappella-Sacrario dei Martiri della Libertà del Cimitero comunale di Borgo Val di Taro(*) (**) (***).
5. Attilio Levanti, nato nel 1903, civile. Ucciso a Ghiare di Berceto. Riposa nella Cappella-Sacrario dei Martiri della Libertà del Cimitero comunale di Borgo Val di Taro (*) (**) (***).
6. Adolfo Marchini (“Adolfo”), nato il 27 novembre 1912 a Borgo Val di Taro, medico. Caduto a Ghiare di Berceto. Riconosciuto partigiano della 1a Brigata “Julia”. Decorato di Croce al Valor Militare “alla Memoria”. Riposa nella Cappella-Sacrario dei Martiri della Libertà del Cimitero comunale di Borgo Val di Taro (*) (**) (***).
7. Gaetana Raffi, nata nel 1887, civile. Uccisa a Ghiare di Berceto. Riposa nella Cappella-Sacrario dei Martiri della Libertà del Cimitero comunale di Borgo Val di Taro (*) (**) (***).
8. Giuseppe Ruggeri, nato nel 1900, civile. Ucciso a Frascara di Borgo Val di Taro. Riposa nella Cappella-Sacrario dei Martiri della Libertà del Cimitero comunale di Borgo Val di Taro (*) (**) (***).
9. Mario Salvanelli, nato nel 1859, civile. Ucciso a Frascara di Borgo Val di Taro . Riposa nella Cappella-Sacrario dei Martiri della Libertà del Cimitero comunale di Borgo Val di Taro (*) (**) (***).
10. Giovanni Salvanelli, nato nel 1888, civile. Ucciso a Ghiare di Berceto. Riposa nella Cappella-Sacrario dei Martiri della Libertà del Cimitero comunale di Borgo Val di Taro (*) (**) (***).
(*) Il nome compare sul monumento ai Caduti della battaglia del Manubiola del 30 Giugno 1944 posto nel piazzale antistante la Stazione ferroviaria di Ghiare di Berceto.
(**) Il nome compare nella lapide posta sul luogo dello scontro, fra il ponte Manubiola e Ghiare di Berceto (vedi scheda 95085 su questo stesso sito).
(***) Il suo nome compare nel monumento ai Caduti in guerra di Borgo Val di Taro posto nei Giardini IV Novembre.
FONTI:
• Banca dati dei Caduti partigiani presente sul sito dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma (Isrec Parma).
• Marco Minardi, “Memorie di Pietra. Monumenti alla Resistenza, ai suoi caduti e alle vittime civili durante l’occupazione militare tedesca nella provincia di Parma”, Ass.ni Partigiane della Provincia di Parma ALPI-ANPI-APC, Com. di Parma, Amm. Prov. di Parma, Fond. Monte di Parma, Grafiche STEP, Parma 2002.
• www.resistenzavaltaro.it
Contenuti
- Iscrizioni:
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DAVANTI AI MIEI OCCHI APPENA APERTI …
UOMINI CATTIVI
PERCHE’ LI AVETE SPENTI?
A
ROSETTA DELNEVO
NATA A BORGOTARO IL 17.8.1943
UCCISA DAL PIOMBO NAZISTA IL 16.7.1944
IL COMUNE
E LE ASSOCIAZIONI PARTIGIANE
DI BORGOTARO
NELL’ANNO INTERNAZIONALE
DEL FANCIULLO 1979
- Simboli:
- La stele tagliata trasversalmente simboleggia una vita interrotta precocemente.
Altro
- Osservazioni personali:
- Coordinate Google Maps:
44.487051, 9.763475
Le immagini risalgono al mese di settembre 2018.





