297183 - Cippo a 5 partigiani fucilati a Calderino – Monte San Pietro (BO)

Il 27 agosto 1944 militi fascisti della Guardia Nazionale Repubblicana fucilarono 5 partigiani lungo l’argine del torrente Lavino, nella località Calderino di Monte San Pietro. Il cippo è costituito da quattro parallelepipedi di cemento sovrapposti, dal più grande al più piccolo. I primi tre sono a pianta rettangolare, mentre l’ultimo, alla sommità, è a pianta quadrata. Nella parte frontale del terzo parallelepipedo (partendo dal basso) è stato ricavato un incavo in cui è stata inserita una lastra rettangolare di marmo su cui è stata incisa l’epigrafe. Questa riporta la data della fucilazione e quella di posa del manufatto. I caratteri sono stati rivestiti con vernice di colore nero. Sulla parte frontale del cubo al vertice del cippo, sempre inserita in un apposito incavo, vi è una lastra di marmo quadrata su cui sono stati applicati i fotoritratti di ceramica dei Caduti (quattro all’altezza degli angoli ed il quinto al centro). Su ogni ovale è impresso il corrispondente cognome e iniziale del partigiano. Dinanzi a questa lastra, in posizione centrale, è stata posizionata una piccola lampada votiva con fiaccola di vetro. L’area su cui è stato eretto il cippo è di forma rettangolare ed è stata rivestita con formelle quadrate di pietrisco. Inoltre è delimitata da alcuni paletti di ferro che tendono la catena di protezione a maglie dello stesso materiale.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Frazione Calderino
Indirizzo:
Via Lavino
CAP:
40050
Latitudine:
44.457515784712
Longitudine:
11.199997870938

Informazioni

Luogo di collocazione:
In un’apposita area lungo il margine stradale di Via Lavino, nei pressi del Municipio (Monte San Pietro è un Comune sparso e la sede è proprio a Calderino).
Data di collocazione:
16 maggio 1954
Materiali (Generico):
Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Cemento per la struttura del cippo. Marmo per le due lastre, una con incisa l’epigrafe e unaltra con i fotoritratti dei Caduti. Vernice di colore nero a riempimento dei caratteri incisi per l’epigrafe. Ceramica per i fotoritratti dei cinque partigiani. Vetro e metallo per la fiaccola. Graniglia di cemento per le formelle che rivestono la superficie su cui è stato eretto il manufatto. Ferro per i paletti e per le maglie della catena di protezione che essi tendono.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Monte San Pietro
Notizie e contestualizzazione storica:
Dalla scheda compilata da Massimo Turchi per il sito www.straginazifasciste.it :

All'alba di domenica 27 agosto 1944 la 1° Compagnia, ribattezzata "Compagnia della Morte", comandata dal capitano della GNR Enrico Zanarini, di stanza a Castello di Serravalle (BO), e la 2° Compagnia del presidio di Castel d'Aiano (BO), comandata dal capitano Gaspare Pifferi, compiono un rastrellamento per catturare i partigiani della 63a Brigata Garibaldi "Bolero" (da notare che l’intitolazione della Brigata a “Bolero”, Corrado Masetti, avverrà dopo la sua morte avvenuta il 30 ottobre 1944 a Casteldebole di Bologna durante uno scontro con i tedeschi, NdS) che in quel periodo si trovano nel territorio di Monte San Pietro. Nella zona di Castello (Monte San Pietro) i partigiani vengono colti di sorpresa e tentano la fuga, ma quasi tutti sono catturati. Altre persone vengono catturate a Montemaggiore (Monte San Pietro). Tutti i prigionieri, tra civili e partigiani, ammontano a circa un'ottantina e vengono raggruppati davanti la Chiesa di Monte San Pietro. Qui, Mignani, un ex-milite passato ai partigiani, è tratto con la forza dalla fila dei prigionieri e fatto sfilare davanti a essi nella speranza che indichi chi sono i suoi compagni di lotta, ma lui dice di non riconoscere nessuno: per questo motivo è picchiato a sangue. Nel tardo pomeriggio i prigionieri sono condotti nella piazza di Calderino (Monte San Pietro) e divisi in quattro gruppi: quelli da fucilare subito, quelli da uccidere il giorno seguente, che vengono portati nelle Scuole di Gesso di Zola Predosa (BO), quelli da essere deportati in Germania, mentre gli altri, soprattutto donne, vengono rinchiusi in una casina vicino al ponte di Rivabella (Calderino). Lo stesso pomeriggio è organizzato il plotone d’esecuzione e un testimone ricorda che i militi si sono offerti volontari, dopodiché un sergente della GNR chiama fuori dal gruppo dei sette prigionieri che si trova in piazza a Calderino: Valter Mignani, i fratelli Giuseppe e Primo Fenara, Libero Grandi ed Elio Roda. Questi sono condotti nel greto del torrente Lavino e fucilati. Poi è il turno di Righetti e Dalle Olle, essi, giungendo nel luogo della fucilazione, vedono i loro cinque compagni a terra ancora agonizzanti. Ai due viene chiesto di esprimere il loro ultimo desiderio, quando arriva un capitano che sospende la fucilazione: "Per questi domani la stessa sorte, oppure la Germania", poi estrae la pistola e spara un colpo in bocca a ognuno dei cinque moribondi e, infine, conclude con disprezzo: "Qui ci vuole il becchino".

I Caduti:
1. Giuseppe Fenara, nato il 20 aprile 1925 a Monzuno (BO), residente a Monte San Pietro, fratello di Primo; colono. Riconosciuto Caduto partigiano appartenente al Battaglione “Monaldo” della 63a Brig. Garibaldi “Bolero”. Ricordato anche nel Sacrario dei Caduti partigiani di Bologna, in Piazza del Nettuno.
2. Primo Fenara, nato il 6 gennaio 1921 a Monzuno, residente a Monte San Pietro, fratello di Giuseppe; colono. Già soldato di fanteria nel Regio esercito dal gennaio 1943 all’8 settembre successivo in Croazia. Riconosciuto Caduto partigiano appartenente al Battaglione “Monaldo” della 63a Brig. Garibaldi “Bolero”. Ricordato anche nel Sacrario dei Caduti partigiani di Bologna, in Piazza del Nettuno.
3. Libero Grandi, nato il 23 gennaio 1926 a Monte San Pietro, ivi residente; operaio. Riconosciuto Caduto partigiano appartenente al Battaglione “Monaldo” della 63a Brig. Garibaldi “Bolero”. Riposa nel Sacrario dei Caduti partigiani nel Cimitero della Certosa di Bologna. Ricordato anche nel Sacrario dei Caduti partigiani di Bologna, in Piazza del Nettuno.
4. Valter Mignani, nato il 17 agosto 1927 a Monte San Pietro, residente a Casalecchio di Reno (BO); tornitore. Disertore delle Brigate Nere. Riconosciuto Caduto partigiano appartenente al Battaglione “Monaldo” della 63a Brig. Garibaldi “Bolero”. Ricordato anche nel Sacrario dei Caduti partigiani di Bologna, in Piazza del Nettuno.
5. Elio Roda (“Moretto”), nato il 1° luglio 1924 a Zocca (MO), residente a Monte San Pietro; colono. Già militare del Regio esercito in un reparto della sussistenza di stanza a Castenaso (BO) dal 15 agosto 1943 all’8 settembre successivo. Riconosciuto Caduto partigiano appartenente al Battaglione “Monaldo” della 63a Brig. Garibaldi “Bolero”. Ricordato anche nel Sacrario dei Caduti partigiani di Bologna, in Piazza del Nettuno.

FONTI:
• www.storiaememoriadibologna.it/
• www.straginazifasciste.it/

Contenuti

Iscrizioni:
TRUCIDATI DAI
NAZI FASCISTI
IL 27 . 8 . 1944
NEL DECENNALE
DELLA RESISTENZA
16 . 5 . 1954

FENARA G.
FENARA R.
GRANDI
RODA E.
MIGNANI W.
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
Coordinate Google Maps:
44.457528, 11.199978

Le immagini risalgono all'anno 2014.

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