297588 - Monumento ai Caduti di Lobia – San Giorgio in Bosco (PD)

Il monumento a forma di ara, dedicato ai Caduti della frazione Lobia durante le due guerre mondiali, è rialzato su una successione di gradoni che costituisce una base cerimoniale e conferisce monumentalità all’insieme. L’impianto è fortemente simmetrico: al centro si sviluppa un alto piedistallo che sostiene la statua, mentre ai lati si dispongono elementi verticali gemelli che delimitano e incorniciano la composizione. Il basamento principale è costituito da una piattaforma a più livelli, sopra la quale emerge un’esedra formata da pannelli in marmo, interrotti da pilastrini terminali, su cui sono state scolpite croci. I pilastrini laterali fungono da elementi di raccordo verticale: sono sormontati da bracieri a fiamma e presentano bassorilievi inseriti nei prospetti frontali. Il fulcro visivo è la statua del soldato, collocata su un alto piedistallo centrale che accentua la verticalità della composizione. I pannelli in marmo bianco laterali riportano i nomi dei Caduti delle due guerre mondiali, mentre quello centrale ospita una dedica. L’architettura, solida e simmetrica, trasmette fermezza e valori civici. L’ampia zona del monumento è delimitata da catene sorrette da dieci dissuasori, da alcune piante e sulla destra dal pennone della Bandiera. L’opera è dello scultore vicentino Egidio Caldana.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Lobia
Indirizzo:
via Chiesa, 501
CAP:
35010
Latitudine:
45.583082195971
Longitudine:
11.794332019833

Informazioni

Luogo di collocazione:
Spiazzo nell'incrocio tra via Pozzo e via Chiesa (strada principale del paese), sul lato della Chiesa parrocchiale.
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Bronzo, Laterizio, Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
L'esedra, la statua del soldato e i due braccieri con fiamma in pietra di Custoza, i tre fregi sono in bronzo, le tre lastre in marmo. Il basamento in cemento con laterizi.
Stato di conservazione:
Insufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di San Giorgio in Bosco
Notizie e contestualizzazione storica:
Il monumento, voluto dagli abitanti di Lobia, fu inaugurato il 9 novembre 1946 alla presenza delle autorità civili e religiose e benedetto dal vescovo di Vicenza, mons. Carlo Zinato. Originariamente era collocato nei pressi del campanile; in seguito, alla fine degli anni Sessanta, in occasione della modifica della viabilità stradale, il monumento fu trasferito nell’attuale posizione.

Contenuti

Iscrizioni:
Lapide marmorea a sinistra:
CADUTI DELLA GUERRA 1915-18
Baggio Giovanni, Baccarin Fiorindo, Casarin Luigi, De Agostini Giuseppe, De Bardi Silvio, De Rossi Francesco, Doro Anselmo, Doro Ernesto, Doro Ferdinando, Doro Giovanni, Doro Giovanni fu Luigi, Fagan Giuseppe, Favaro Bortolo, Favaro Giuseppe, Favaro Pietro, Forestan Clemente, Franceschetto Giovanni, Vedovato Giovanni, Grifalconi Augusto, Grifalconi Cesare, Grifalconi Silvio, Guidolin Silvio, Marcolin Augusto, Marcolin Bortolo

Lapide marmorea a destra:
Martin Federico, Mella Giuseppe, Pallaro Angelo, Pilotto Giuseppe, Rizzotto Anselmo, Vettore Emilio, Villanova Antonio, Villanova Giuseppe, Volpato Isidoro, Zago Giovanni, Zanon Giacomo, Zanon Luigi, Zorzi Antonio, Zorzi Domenico, Pallaro Luigi

CADUTI DELLA GUERRA 1940-45
Baldassa Mario, Casarin Galdino, Longo Emilio, Mella Luigino, Mozzo Amalio, Nardello Riccardo, Pegorin Giuseppe, Rigon Angelo, Toso Antonio, Toso Giuseppe, Vedolin Severino, Doro Anselmo di Pietro

Lapide marmorea centrale:
AGLI EROI DI DUE IMMANI CONFLITTI DORMIENTI NEL SONNO DELLA GLORIA IL POPOLO DI LOBIA PERCHE’ VIVANO SIMBOLO DI FEDE E DI SACRIFICIO NELLA MEMORIA DEI VENTURI


Nelle croci frontali sono incise su una FIDES nell’altra SPES, mente nelle croci laterali SACRIFICIUM e
CARITAS.
Simboli:
La statua, figura solitaria, rappresenta il singolo soldato che si fa carico del destino della comunità. Il fante, vestito con il cappotto militare, ha il braccio destro alzato e regge una baionetta, gesto che simboleggia l’esortazione morale e di difesa della patria. Ai suoi piedi i simboli di una guerra finita, le ruote di un carro spezzate, il cannone per terra come l'elmetto.
I bracieri e i pannelli ricordano che il monumento non celebra un individuo, ma un’intera comunità di Caduti
Il fregio in bronzo frontale: aquila ad ali spiegate, richiama tradizionalmente forza, vittoria, vigilanza e spirito nazionale. Le due armi incrociate, un fucile con baionetta e una sciabola, simboleggiano il combattimento, il valore militare e l’unione delle diverse armi dell’esercito nella difesa della patria. Corone d’alloro sullo sfondo (presenti anche nei pilastrini) sono il simbolo di gloria, onore e memoria imperitura. Nastri o drappi evocano il lutto ufficiale, la commemorazione e il legame rituale con la memoria dei Caduti.
L’architettura è simmetrica e solida: vuole comunicare la fermezza dei valori patriottici

Altro

Osservazioni personali:
Foto e ricerca d'archivio di Spoletto B.
Bozzetto originale dello scultore Egidio Caldana.

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