Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Piazza Salvo d'Acquisto
- CAP:
- Latitudine:
- 44.541486390376
- Longitudine:
- 10.786419255191
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- A bordo della piazza di fronte al civico 44 di Viale A. Gramsci.
- Data di collocazione:
- 10 aprile 2025
- Materiali (Generico):
- Ottone, Altro
- Materiali (Dettaglio):
- Struttura in metallo. Decori e iscrizioni in ottone.
- Stato di conservazione:
- Ottimo
- Ente preposto alla conservazione:
- Informazione non reperita
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Anche la Regia Guardia di Finanza, il corpo militare più antico dello Stato italiano nato alla fine del 1700, partecipò alla Grande Guerra. Su una forza effettiva di circa 32.000 uomini, 12.000 finanzieri furono schierati lungo tutto il fronte italiano, con il medesimo equipaggiamento degli Alpini e dei Fanti e inquadrati in 18 Battaglioni e reparti autonomi minori. I restanti 20.000 finanzieri furono dispiegati per la vigilanza costiera e delle frontiere neutrali e alleate (anche oltremare in Albania, in Libia e nel Dodecanneso), nonché per lo svolgimento dei tradizionali compiti d’istituto a tutela della legalità dell’economia e del commercio.
Il primo colpo di fucile della Grande Guerra fu esploso da due finanzieri. Alle ore 22.40 del 23 maggio 1915, prima ancora che iniziassero ufficialmente le ostilità il 24 maggio, Pietro Dell’Acqua e Costantino Carta, finanzieri incaricati di vigilare il ponte doganale di Brazzano (GO) sul fiume Judrio, scorsero alcuni guastatori austriaci intenzionati a minare l’importante infrastruttura e decisero di aprire il fuoco. Così salvarono dal sabotaggio austriaco il ponte che l’indomani fu utilizzato dai soldati dell´11^ Divisione di Fanteria (Brigate Re e Pistoia) per attraversare agevolmente il corso d’acqua e prendere posizione contro le linee nemiche. L’azione valse ai due finanzieri la Medaglia di Bronzo al Valore Militare.
I Finanzieri combatterono duramente nel luglio 1915 sul Podgora al fianco della Brigata “Re” oltre che sul Monte Sei Busi per essere poi travolti un anno dopo durante la “Strafexpedition” in Val d’Astico. Qui, durante alcuni drammatici tentativi di riconquista del Monte Cimone ai primi di luglio 1916, quasi tutti i Finanzieri del VII battaglione offertisi per l'attacco non fecero ritorno: per le loro azioni eroiche furono assegnate nove Medaglie d’Argento e diciotto di Bronzo. Il III Battaglione, composto dall’8°, 9° e 10° Compagnia, inquadrato nel 3° Corpo d’ Armata italiano, partecipò nel 1915 e 1916 a diverse operazioni militari nella Val di Ledro, fra cui l’occupazione di Biacesa del 23 ottobre 1915, l’epica conquista di S. Giovanni del 4 gennaio 1916 nonché l’assalto alle trincee del Monte Sperone del 9 aprile 1916. Le Fiamme Gialle si distinsero inoltre tenendo la retroguardia nel ripiegamento durante l’offensiva austro-tedesca di Caporetto ma soprattutto sul Piave dove il VII, l’VIII e il XX Battaglione, durante la “Battaglia del Solstizio”, resistettero agli attacchi nemici e aprirono la strada alla vittoria finale. Il prezzo pagato dal Corpo durante la Grande Guerra fu altissimo: 2.392 caduti, 2.600 feriti e 500 mutilati e invalidi. Il finanziere Pietro Rizzon del 16° Battaglione mobilitato, nato a Cismon (VI) il 14 ottobre 1891, fu il primo del Corpo Caduto in combattimento nella Grande Guerra il 31 maggio 1915 in Val Visdende.
Per il contributo che i finanzieri diedero nel corso del conflitto il Corpo della Guardia di Finanza fu insignito di due Medaglie di Bronzo al Valor Militare con le seguenti motivazioni
1- "Per il generoso contributo di sangue, di valore e di abnegazione dato durante la guerra, e per le virtù militari spiegate dai componenti del Corpo e da alcuni reparti, degni compagni in aspre prove di quelli dell'Esercito.”
2- “Per il valore con cui contrattaccò il nemico soverchiante per numero e per mezzi ostacolandone l'avanzata e per lo slancio dimostrato in aspre giornate di battaglia.”
Inoltre agli uomini delle Fiamme Gialle furono assegante 141 Medaglie d’Argento al Valor Militare (41 delle quali alla memoria), 261 di Bronzo, 224 Croci di guerra al Valore (di cui 53 alla memoria) e 136 promozioni per merito di guerra.
La Guardia di Finanza fu impegnata nella sua totalità nella seconda guerra mondiale. Il Corpo disponeva allora di 51.133 uomini che agirono nel conflitto suddivisi in quattro aliquote. Anche in questo conflitto la Guardia di Finanza mobilitò diciotto battaglioni, tre dei quali presero parte alla campagna di Grecia ed al conflitto italo-jugoslavo, mentre gli altri concorsero all’occupazione in Slovenia, Croazia, Montenegro, Dalmazia, Erzegovina, Grecia, e nella Francia meridionale. Parteciparono direttamente alle operazioni anche i reparti dislocati in Africa Orientale, in Libia e nell’Egeo, mentre l’organizzazione operativa nel territorio metropolitano fu impegnata nella difesa costiera e nella tutela dell’economia di guerra. Nuclei speciali furono destinati al controllo della produzione bellica, alla disciplina valutaria, al controllo dei prezzi e a quello dei rifornimenti energetici ed alimentari. Il naviglio, passato alle dipendenze dei comandi operativi della R. Marina, svolse missioni antisommergibili, di dragaggio e di vigilanza marittima.
All’atto dell’armistizio dell’8 settembre 1943, tutti i reparti mobilitati si trovavano fuori del territorio nazionale e seguirono la sorte delle unità dell’Esercito nelle quali erano inquadrati. I loro componenti furono internati o riuscirono ad unirsi alle forze partigiane locali; soltanto a pochi fu possibile rientrare in Patria. Il VI ed il XV battaglione si unirono alla divisione partigiana “Garibaldi” operante in Montenegro, mentre il I, dislocato a Cefalonia ed a Corfù, fu oggetto della strage nazista insieme con la Divisione “Acqui”.
Sul territorio nazionale i reparti territoriali (che continuarono a prestare servizio d'istituto per effetto delle norme internazionali vigenti, accolte dalla nostra legge di guerra) parteciparono alla Resistenza e alla lotta partigiana, mentre un battaglione organico prese parte, accanto ai reparti della 5^ Armata Americana del Generale Clark, alla liberazione di Roma.
Notevole fu inoltre l'impegno di reparti e di singoli finanzieri in favore di profughi ebrei e dei perseguitati, moltissimi dei quali aiutati a espatriare clandestinamente in Svizzera, oppure occultati nelle caserme o in abitazioni private. Tale meritoria opera di esemplare solidarietà umana ha trovato il suo riconoscimento nella concessione di due Medaglie d'Oro al Merito Civile e di sei riconoscimenti come "Giusti tra le Nazioni", conferiti a sei militari del Corpo nel corso di una solenne cerimonia tenutasi il 29 gennaio 2008 alla presenza dell'ambasciatore d'Israele e di alte autorità istituzionali. I finanzieri riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” e ricordati nel Memoriale Yad Vashem di Gerusalemme sono:
– Finanziere GAVINO GIOVANNI TOLIS, nato a Chiaramonti (SS) nel 1919. Per la sua attività di aiuto all’espatrio dei cittadini ebrei verso la Svizzera, fu arrestato e deportato nel campo di Mauthausen-Gusen dove morì il 28 dicembre 1944. Insignito anche della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria.
- Tenente GIORGIO CEVOLI, nato a Napoli il 18 agosto 1919. Prima riuscì a far liberare un uomo, garantendo personalmente al comandante tedesco di Chiavenna (SO) che non si trattava di un ebreo. Poi, tra il 1944 e il 1945, mentre era al comando della Tenenza di Gironico (CO), fornì documenti falsi a una famiglia ebrea e la ospitò, facendone figurare i componenti come suoi parenti profughi da Roma.
- Finanziere scelto SALVATORE CORRIAS, nato a San Nicolò Gerrei (CA) il 18 novembre 1909 in servizio presso la Brigata di frontiera di Bugone di Moltrasio (CO). Dopo aver messo in salvo in Svizzera centinaia di famiglie di ebrei in fuga dallo sterminio, ma anche tanti politici e perseguitati del regime fascista e dai tedeschi, fu catturato dai fascisti e fucilato sommariamente nel recinto della stessa caserma dove prestava servizio il 28 gennaio 1945. Insignito anche della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria.
- Finanziere GIULIO MASSARELLI, nato a Terni il 4 marzo 1908 e in servizio presso il Nucleo di polizia tributaria di Busto Arsizio (VA). Durante l’occupazione tedesca del Nord Italia si distinse nel salvataggio di numerosi ebrei e personalità antifasciste.
- Tenente GIUSEPPE POLLO, nato a Venezia il 21 gennaio 1912 e comandante della Stazione Naviglio di Venezia. Durante l’occupazione nazi-fascista, si prodigò in favore di ebrei e perseguitati politici acquisendo informazioni su eventuali arresti o deportazioni presso gli uffici della Questura e offrendo un rifugio sicuro, per molti mesi, a numerose persone di origine ebrea.
- Maggiore RAFFAELLO TANI, comandante del II Battaglione della Legione allievi. Durante l’occupazione tedesca di Roma, si adoperò per il salvataggio di alcuni ebrei, uno dei quali fu ospitato nella sua abitazione, nonostante gli alti rischi che l’eventuale rappresaglia colpisse pure la moglie Iolanda e i figli.
Il contributo alla guerra di liberazione raggiunse, poi, il suo momento più glorioso quando, nella notte del 25 aprile 1945, il Colonnello Alfredo Malgeri, riunendo in un reggimento di formazione i militari della Legione di Milano, da lui comandata, diede inizio al moto insurrezionale attaccando i presidi nemici ed occupando i principali obiettivi della città.
Per la partecipazione alla guerra di Liberazione il Corpo della Guardia di Finanza fu insignito di due Medaglie d'Oro al Valor Militare con le seguenti motivazioni:
1- “Temprato in numerosi aspri combattimenti, tenace nelle lotte più cruente, temerario negli ardimenti, pervaso da indomito spirito guerriero, teneva fede alle leggi dell'onore militare e, a fianco dei reparti della divisione Acqui nella tragica ed eroica resistenza di Cefalonia e di Corfù, dava largo, generoso contributo di sangue, battendosi in condizioni disperate ed immolandosi in glorioso olocausto alla Patria.”
2- "Dopo l'Armistizio dell'8 settembre 1943, i militari della Guardia di Finanza, fedeli allo Stato di diritto e alle tradizioni del Corpo, parteciparono alla Guerra di Liberazione contro l'invasore d'oltralpe.”
Fonti:
https://www.gdf.gov.it/it/museo-storico-della-guardia-di-finanza/sale-espositive/piano-inferiore/i-finanzieri-nella-ii-guerra-mondiale
https://www.reportdifesa.it/wp-content/uploads/2018/10/Il-ruolo-della-Guardia-di-Finanza-nella-Grande-Guerra.pdf
https://www.archiviostoricodalmolin.com/regia-guardia-di-finanza
https://guerrabianca.it/ka_files/5193b1b2d199709c06000e70/2015/0604/0946/55700265d1997044050258d8.pdf
https://www.pernondimenticarelagrandeguerra.it/primi-colpi-li-sparo-la-guardia-finanza/
https://www.iltquotidiano.it/articoli/guardia-di-finanza-ieri-a-ledro-la-commemorazione-di-300-caduti-della-grande-guerra/
https://www.varesenews.it/2025/04/dongo-ricorda-i-finanzieri-eroi-della-resistenza-assegnate-quattro-medaglie-al-valore/2207126/
https://www.lecceprima.it/cronaca/piazza-e-monumento-per-ricordare-i-cinque-finanzieri-giusti-fra-le-nazioni.html
Contenuti
- Iscrizioni:
- Sul fronte:
A.N.F.I.
AI
CADUTI
DELLE
FIAMME
GIALLE
D’ITALIA
Sul retro:
Monumento ai Caduti delle Fiamme Gialle d’Italia
…per non dimenticare
Il monumento dedicato “Ai Caduti delle Fiamme Gialle d’Italia” è stato commissionato e
progettato del Presidente Brig. Capo Q.S. Cav. Giovanni Aliotta e dal Consiglio Direttivo
dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia “Sezione di Sassuolo”.
UN OMAGGIO SOLENNE E DOVERSOSO A CHE HA DATO LA VITA
IN SERVIZIO DELLA NOSTRA PATRIA.
L’arte scultorea che caratterizza questa commemorazione è stata realizzata dal Maestro
d’arte Franco Giordano, che ha saputo infondere nella sua opera un forte senso di rispetto e ricordo
Sassuolo, 10 Aprile 2025
- Simboli:
- Sul fronte è presente l'insegna della Guardia di Finanza.
Sul lato sinistro c'è la bandiera d'Italia.
Sul retro sono raffigurati lo stemma dell'ANFI (in alto) e della Guardia di Finanza (in basso).
Sul lato destro è presente il grifone (emblema ufficiale della Guardia di Finanza).
Altro
- Osservazioni personali:
- Per conoscere nominativi e dettagli di tutti i finanzieri decorati con Medaglie al Valor Militare si può consultare il sito http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/.
Fiamme Gialle è sinonimo di Guardia di Finanza dal 1875 quando il Regio Decreto 10 novembre 1875, n. 2792, avente per oggetto “Nuove Divise per le Guardie Doganali”, introdusse per le uniformi delle Guardie Doganali una nuova giubba in cui la novità più importante fu rappresentata dalla presenza delle prime “asole” a due punte di panno giallo vivo, cucite a circa 3 mm di distanza dalla filettatura esterna del bavero. Queste particolari mostreggiature, a partire dal 1897, con l’emanazione delle nuove “Istruzioni sulla divisa della Regia Guardia di Finanza”, assumeranno l’attuale denominazione di “fiamme gialle”.
Fonte: https://www.gdf.gov.it/it/museo-storico-della-guardia-di-finanza/chi-siamo/sezioni-distaccate/museo-dellaccademia/visita-virtuale/stanza-3/le-fiamme-gialle-il-cappello-alpino-e-il-fregio-del-corpo










