298626 - Pietra di inciampo a ricordo di Giovanni Barlocchi – Rho (MI)

La pietra d’inciampo al partigiano Giovanni Barlocchi, posta in via Giacomo Matteotti 4 a Rho, ricorda la sua deportazione nei campi nazisti e la sua morte a causa della prigionia.
Le pietre d’inciampo o stolpersteine, ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig, sono cubetti di porfido con la faccia a vista ricoperta in ottone su cui sono incisi: nome, date e luoghi di nascita e morte del caduto. Vengono posate per tramandare la memoria delle persone deportate, fatte morire o uccise nei lager nazisti. L’intento dell’autore è che le pietre d’inciampo restituiscano ad ogni singola vittima l’identità, più di quanto facciano i monumenti collettivi, perché ogni pietra ricorda una singola persona ed è collocata nel luogo in cui visse. Incontrando una pietra, si può scegliere se proseguire indifferenti o fermarsi, osservarla e riflettere. Le scarne informazioni incise, restituiscono individualità a chi si tentò di ridurre a un semplice numero. Il termine ‘inciampo’ non va inteso in senso fisico, ma come un inciampo visivo e mentale, un invito anche casuale a fermarsi, raccogliersi, riflettere.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
via Giacomo Matteotti, 4
CAP:
20017
Latitudine:
45.528963008702
Longitudine:
9.0421343178027

Informazioni

Luogo di collocazione:
Inserita nel marciapiede, davanti a quella che fu l'abitazione dove nacque il Caduto.
Data di collocazione:
2 febbraio 2021
Materiali (Generico):
Ottone, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Cubetto di porfido ricoperto da una piastra di ottone sulla faccia superiore, su cui è incisa la dedica. Misura della piastra in ottone: 10x10 cm.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Rho - ANPI di Rho
Notizie e contestualizzazione storica:
  • Giovanni Antonio Barlocchi
    figlio di Luigi e Maria Sartirana, nacque il 23 ottobre 1881 in via Pasqué 44, a Rho in provincia di Milano. Fu il secondogenito perché il 14 novembre dell'anno 1879, lo precedette Giovanni che visse solo 5 giorni.
    Conobbe Maria Kieffer (forse Klippert) che nel 1916 a Rho, dette alla luce i due figli Rosa e Alberto, ma quest'ultimo non sopravvisse. Giovanni Antonio e Maria Kieffer si sposarono il 5 novembre 1929 nel Comune di Esch sull’Alzette, nel Granducato di Lussemburgo, quando Giovanni si trasferì per lavorare operaio siderurgico presso le miniere di Fontoy nella regione della Mosella.

    La vita già dura per chi lavorava agli altiforni, nelle miniere, nelle acciaierie, divenne ancor più dura quando nel 1940 i nazisti invasero la Mosella annettendola alla Germania. Quando l’Alsazia fu occupata dai tedeschi e di fatto annessa al Reich, la popolazione fu costretta a “diventare tedesca”! I villaggi francesi furono germanizzati a forza, le insegne francesi sparirono, sostituite da insegne con nomi tedeschi, così come furono trascritti in tedesco gli Atti delle anagrafi. La grande propaganda avviata dal regime, non poté nascondere i continui arresti, le sparizioni degli oppositori deportati, l'arruolamento forzato dei giovani.

    Fu allora che Giovanni entrò a far parte del 'Gruppo Mario', nella Resistenza di Fontoy e fu per questo che il 14 dicembre 1943, fu catturato dai nazisti ed internato temporaneamente nel Forte Queuleu. Il 15 febbraio 1944 fu trasferito nel campo di concentramento di Natzweiler come prigioniero politico italiano, e gli fu assegnato il numero di matricola 7480. Il primo di aprile fu ricoverato nell'infermeria del campo, finché il 15 aprile 1944 fu assassinato, all'età di 63 anni.

    NOTE:
    Il campo Natzweiler-Struthof è l'unico lager nazista situato in Alsazia, oggi territorio francese.
    Le principali informazioni, che ci hanno permesso ulteriori approfondimenti, provengono dal sito:
  • Association du Fort de Metz-Queulieu pour la mémoire des internés-déportés et la sauvegarde du site, (la fonte principale) che a sua volta fa riferimento a:
  • Léon Burger, Le Groupe Mario: une page de la Résistance Lorraine, Amicale des Anciens Déportés, Familles de Disparus et Amis du Fort de Queuleu, Imprimerie Louis Hellenbrand, Metz, 1965 et 1985.
  • Cédric Neveu, La résistance en Moselle annexée. Le groupe «Mario», Éditions du Quotidien, Strasbourg, 2015.
  • International Tracing Service (ITS).
  • Base de données de Robert Steegmann du camp de Natzweiler.
  • Archives de la famille Barlocchi.
    (-Léon Burger, Il Gruppo Mario: una pagina della Resistenza della Lorena, Associazione degli ex deportati, famiglie degli scomparsi e amici di Fort Queuleu, Tipografia Louis Hellenbrand, Metz, 1965 e 1985.
    -Cédric Neveu, La Resistenza nella Mosella annessa. Il Gruppo “Mario”, Éditions du Quotidien, Strasburgo, 2015.
    -Servizio internazionale di tracciamento (ITS).
    -Banca dati di Robert Steegmann del campo di Natzweiler.
    -Archivio della famiglia Barlocchi.)

    FONTI:
  • Associationdu Fort de Metz-Queuleu pour la mémoire des internés-déportés et la sauvegarde du site
    -
  • Comune di Rho: pietre d'inciampo
  • SempioneNews Territorio: 'inciampaere' nella storia
  • SempioneNews Territorio: studenti rhodensi in visita
  • Archivio ICG Grossi Rho
  • Malgré-nous: il sacrificio di una generazione
  • Ricerche genealogiche tramite FamilySearch
  • Contenuti

    Iscrizioni:


    QUI NACQUE
    GIOVANNI BARLOCCHI
    NATO 1881
    DEPORTATO 1944
    NATZWEILER
    ASSASSINATO 15.4.1944


    Simboli:
    Informazione non reperita

    Altro

    Osservazioni personali:
    Si ringrazia il personale della farmacia Meazza di Rho per le fotografie appositamente scattate e concesse.

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