Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- via del Cimitero
- CAP:
- 12081
- Latitudine:
- 44.36507900835
- Longitudine:
- 7.6527250272527
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- I due cippi sono nel cimitero di Beinette, presso la tomba di famiglia.
- Data di collocazione:
- Informazione non reperita
- Materiali (Generico):
- Marmo, Altro
- Materiali (Dettaglio):
- I due cippi sono fatti della stesso materiale (marmo bianco), hanno la stessa forma (a colonna spezzata) e dimensioni (circa 1 metro di altezza). La base è appoggiata su due piastrelle quadre, in marmo. Ciascuno porta la fotoceramica del militare, sopra la scritta commemorativa in caratteri a rilievo.
- Stato di conservazione:
- Ottimo
- Ente preposto alla conservazione:
- Informazione non reperita
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Non sono disponibili informazioni specifiche sui due Caraglio, accomunati da una triste sorte durante la seconda guerra mondiale. Ambedue furono dispersi, uno sul Fronte Russo nel 1943 ed uno in Germania nel 1945.
L'archivio di Pietre della Memoria conferma la presenza dei nomi di Caraglio Giovanni e Caraglio Giuseppe tra i caduti e dispersi della seconda guerra mondiale (1940-1945) nel comune di Beinette, dove sono ufficialmente ricordati nel Monumento ai Caduti in Via Emanuele Filiberto (Vedi Pietre della Memoria, Scheda 161344).
Le note storiche collettive legate ai soldati della provincia di Cuneo che soffrirono di questi specifici destini delineano un quadro del loro possibile percorso bellico:
• Caraglio Giuseppe (Disperso in Russia, 1943): La stragrande maggioranza dei soldati del cuneese inviati sul fronte russo faceva parte della Divisione Alpina Cuneense. Il drammatico ripiegamento iniziato nel gennaio del 1943 a causa della controffensiva sovietica portò alla quasi totale scomparsa dei reparti della Cuneense (come anche della Julia), con migliaia di soldati catturati o rimasti vittima del gelo e dei combattimenti durante la ritirata.
• Caraglio Giovanni (Disperso in Germania, 1945): La dicitura "disperso in Germania" per i militari italiani di cui non si sono più avute notizie dopo l’Armistizio si riferisce quasi sempre agli IMI (Internati Militari Italiani). Si trattava di soldati che, dopo l'8 settembre 1943, si rifiutarono di collaborare con il Terzo Reich o con la Repubblica Sociale Italiana e furono deportati dalle truppe tedesche nei campi di prigionia (Stalag) in Germania e territori annessi. Qui, molti morirono di stenti, malattie o a causa dei bombardamenti.
La Banca Dati dei Caduti e Dispersi nella 2ª Guerra Mondiale del Ministero della Difesa aggiunge alcune informazioni sui due Caraglio: il luogo (Beinette) e le due date di nascita, 24 aprile 1921 per Giovanni e 1° settembre 1921 per Giuseppe; le due date di morte, 8 settembre 1943 per Giovanni (Germania), e 31 gennaio 1943 per Giuseppe (fronte russo). Queste due date coincidono, non casualmente, con avvenimenti caratterizzanti due momenti storici cruciali: l'8 settembre 1943 per Giovanni corrisponde a quella dell'Armistizio di Cassibile, e il 31 gennaio 1943 per Giuseppe corrisponde al giorno in cui si concluse la Battaglia sul Don con la ritirata e la disfatta dell'armata italiana ARMIR. Fu prassi, consolidata da una legge dello Stato (Legge 3 giugno 1949, n. 320), che i caduti e i dispersi di un determinato periodo, in assenza di informazioni certe,venissero raggruppati sotto la data dell'evento chiave per quel contesto storico. Questa attribuzione convenzionale non fu solo un espediente archivistico, ma una misura di fondamentale utilità per le famiglie, sia in sede di diritto militare che civile: essa permise infatti di sbloccare pratiche pensionistiche, sussidi di guerra e tutele successorie. E' quindi lecito pensare che queste due perdite siano state raggruppate sotto date simboliche in mancanza di testimonianze dirette, e siano da considerarsi come date di "morte presunta".
Per quanto riguarda Giovanni Caraglio, si nota una discrepanza tra il 1943, anno registrato nella banca dati del Ministero della Difesa, e il 1945, riportato sul cippo. L'ipotesi di chi scrive è che, mentre il 1943 indica l'anno della morte presunta (come descritto sopra), il 1945 sia stato inciso sulla base di informazioni emerse successivamente, magari in seguito alla apertura di dati prima non disponibili. Al momento, tuttavia, non è stato possibile trovare conferma di questa ricostruzione sulle fonti digitali disponibili.
Contenuti
- Iscrizioni:
- CARAGLIO
GIUSEPPE
DISPERSO
IN
RUSSIA
1921-1943
CARAGLIO
GIOVANNI
DISPERSO
IN
GERMANIA
1921-1945
- Simboli:
- Il cippo a colonna spezzata simboleggia la caducità della vita, come lo fu per i due giovani qui commemorati, e la vita delle loro famiglie, spezzata per il dolore della perdita.
Altro
- Osservazioni personali:
- FONTI
Pietre della Memoria: Scheda 161344 - Monumento ai Caduti delle due guerre a Beinette (CN)
Wikipedia: 4ª Divisione alpina "Cuneense"
IMI: Albo IMI Caduti – Internati Militari Italiani nei lager nazisti, 1943-1945
Ministero della Difesa: Banca Dati dei Caduti e Dispersi 2ª Guerra Mondiale
Legge 3 giugno 1949, n. 320. Dichiarazione di morte presunta di persone scomparse per fatti dipendenti dalla situazione politico-militare determinatasi immediatamente dopo l' 8 settembre 1943. (G.U. 25 giugno 1949, n. 144)





