Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Via Ciarma, 2
- CAP:
- 12016
- Latitudine:
- 44.31920588754
- Longitudine:
- 7.6460785695509
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Nel piazzale sul lato sinistro del Santuario della Madonna delle Grazie.
- Data di collocazione:
- Informazione non reperita
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Marmo, Pietra, Altro
- Materiali (Dettaglio):
- La struttura dell’edicola è realizzata in blocchi di pietra murata, avente il profilo superiore ad arco con una sottile volta ad archetto di protezione.
Al centro dell’edicola è agganciata una lastra di marmo chiaro sormontata da una cornice centinata, sulla quale sono scolpite ghirlande di quercia e alloro. Il medaglione scolpito nel timpano contiene una composizione di simboli celebrativi tipici del contesto (poco riconoscibili a causa del logoramento del marmo): la stella d'Italia a cinque punte, sotto la quale si nota la sagoma di uno stemma sul quale sono sovrapposti un elmetto militare della Grande Guerra posto al centro, dal quale sporgono in diagonale le canne/baionette di due fucili incrociati. Sulla lastra sono incise a caratteri capitali la frase dedicatoria e la lista dei Caduti Monfaionesi nella Guerra 1915 - 1918.
Il tutto poggia su un basamento rettangolare in pietra cementata. Anteriormente, si trova una bassa cancellata in ferro battuto a spunti verticali, pensata per delimitare lo spazio commemorativo e consentire la deposizione di fiori, per i quali sono fissati due contenitori metallici.
- Stato di conservazione:
- Sufficiente
- Ente preposto alla conservazione:
- Amministrazione Comunale di Peveragno
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Si calcola che durante la Prima guerra mondiale circa il 20% del totale degli uomini arruolati nel Regio Esercito, cioè ben 1.142.883 su 5,6 - 5,9 milioni di uomini, praticamente tutti i maschi delle 27 classi di leva nati tra il 1874 e il 1900, o non fecero ritorno perché caduti in combattimento o per malattie contratte a seguito di ferite e/o della malsana vita di trincea (circa 680mila) o tornarono a casa fortemente invalidati (circa 463mila).
Da questi dati, si comprende come tutto il Paese fu coinvolto dalla tragedia dei caduti e degli invalidi causati dagli eventi bellici, e si comprende la necessità della popolazione di lasciare memoria storica di quanti, nelle loro comunità, non tornarono vivi dalla guerra, o ne morirono successivamente. Questo bisogno si espresse, sia dettato dalla profonda pietà cristiana dei sopravvissuti, sia incoraggiato dal regime fascista che prese il potere pochi anni dopo, attraverso l'erezione di monumenti, lapidi, cippi, sacrari diffusi su tutto il territorio italiano.
Anche i comuni più piccoli eressero i loro piccoli sacrari, costellando il il territorio di monumenti alla memoria dei propri figli caduti in questa guerra, ivi inclusi i piccoli borghi contadini, che forse furono, in percentuale, i più colpiti dalla chiamata alle armi e dai lutti.
Contenuti
- Iscrizioni:
- AI PRODI MONFAIONESI
DELLA
GUERRA EUROPEA 1915-18
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SERG. GASTALDI GIUSEPPE
CAP. M. MARRO PAOLO
" NALLINO ANDREA
CAP. BONGIOVANNI GIUSEPPE
" QUARANTA BERNARDO
SOLDATI
BONGIOVANNI FRANCESCO
BONO GIACOMO
DEMARIA GIACOMO
ELLENA ANDREA
ELLENA GUGLIELMO
GARRO BARTOLOMEO
GROSSO GIACOMO
GROSSO LUIGI
MACARIO GIOVANNI
MATASSO CIRIACO
MATTALIA SEBASTIANO
MUSSO GIOVANNI
- Simboli:
- Sul monumento si trova la Croce, simbolo della profonda cristianità degli abitanti di queste terre, e della raccomandazione a Dio dei loro cari.
Si trovano anche simboli laici, legati alla gloria della patria vittoriosa (le ghirlande di quercia - forza - ed alloro - gloria), l'elmetto, il fucile e la baionetta con cui i poveri soldati venivano mandati a combattere fuori dalla trincee, spesso trovando il tragico destino a causa delle armi nemiche usate da ragazzi come loro.
Altro
- Osservazioni personali:
- La galleria fotografica della scheda è stata curata e fornita dal Sig. Guido Peano.
FONTI
Tuttostoria - Italia: il costo in vite umane della Grande Guerra [di Gianluca Padovan]






