301650 - Pietra d’inciampo per Guelfo Ferrari – Scandiano (RE)

Pietra d’inciampo posta nella frazione Ca’ de Caroli davanti a quella che fu l’ultima residenza come uomo libero di Guelfo Ferrari. Durante la seconda guerra mondiale Ferrari fu deportato nei campi di prigionia nazisti in Germania quale Internato Militare Italiano (IMI) e lì trovò la morte.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Frazione Ca’ de Caroli
Indirizzo:
via Ubersetto, 33
CAP:
42019
Latitudine:
44.590604128556
Longitudine:
10.675465101011

Informazioni

Luogo di collocazione:
Sul manto stradale davanti al cancelletto del civico 33.
Data di collocazione:
30 aprile 2022
Materiali (Generico):
Ottone, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Cubetto di porfido ricoperto sulla faccia superiore da una piastra di ottone su cui è incisa la dedica.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Scandiano
Notizie e contestualizzazione storica:
Guelfo Ferrari nacque a Ca’ de’ Caroli il 19 gennaio 1915, figlio di Giovanni e Letizia Cavallini. Era fabbro. Fu arruolato nel 1939 ad Avellino nel 49° Reggimento Fanteria. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 si rifiutò di continuare a combattere a fianco dei nazifascisti e tornò a casa ammalato di tubercolosi. Fu arrestato in casa sua dai nazisti il 12 settembre 1943. Fu deportato e internato come IMI nello Stalag III-D nei pressi di Berlino. Quando fu diagnosticato come malato di tubercolosi fu trasferito all'ospedale per internati di Perleberg dove morì il 25 aprile 1944. Le sue ossa ritornarono in Italia quasi cinquant'anni più tardi per riposare nel cimitero di Ca' de Caroli.

La tragica vicenda degli Internati Militari Italiani (IMI) ebbe inizio l’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio sottoscritto dall’Italia con le Forze Alleate durante la seconda guerra mondiale. I militari italiani, lasciati senza ordini dalle massime autorità militari, furono catturati e disarmati dalle truppe tedesche in tutti i fronti europei. Caricati su carri bestiame, furono avviati nei lager del Terzo Reich. Ai circa 650.000 prigionieri fu richiesto di continuare a combattere a fianco dei tedeschi o dei fascisti della Repubblica di Salò. La maggior parte di loro si rifiutò di collaborare affrontando sofferenze e privazioni. I militari italiani internati nei lager nazisti furono definiti IMI, con un provvedimento arbitrario di Hitler che li sottrasse alle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra per i prigionieri di guerra, per destinarli come forza lavoro per l’economia del Terzo Reich. Decine di migliaia di IMI persero la vita nel corso della prigionia per malattie, fame, stenti, uccisioni. Per i sopravvissuti la liberazione avvenne tra febbraio e maggio 1945. Il rimpatrio, tuttavia, non fu immediato e si svolse nell'estate e nell'autunno 1945.

Fonti:
- https://www.stampareggiana.it/2022/05/02/scandiano-posate-le-pietre-di-inciampo/
- https://alboimicaduti.it/index.php/caduti/show/20185
- https://www.lessicobiograficoimi.it

Contenuti

Iscrizioni:
QUI ABITAVA
GUELFO FERRARI
NATO 1915
ARRESTATO 12.9.1943
SCANDIANO
INTERNATO
STALAG III D BERLINO
ASSASSINATO 25.4.1944
PERLEBERG
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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