A Perugia “La medicina veterinaria nella prima guerra mondiale”

PERUGIA – “Questa mostra ci aiuta a riflettere innanzitutto sulla ‘Grande Guerra’ e ciò che essa rappresentò in quanto primo conflitto su scala globale che costò la vita a milioni di persone; in secondo luogo ci consente anche di ripensare al rapporto tra esseri umani ed animali, che in questo conflitto ebbe un ruolo di grande rilevanza, se solo pensiamo all’utilizzo di cavalli, muli e, addirittura, dei ‘piccioni viaggiatori’, come mezzo di comunicazione”. È quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che insieme – tra gli altri – all’assessore regionale alla cultura, Fernanda Cecchini, al Rettore dell’Università di Perugia, Franco Moriconi, ha partecipato alla inaugurazione, a Perugia, presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria, della mostra “La medicina veterinaria nella Prima Guerra mondiale”, allestita dal Reparto veterinaria del Ministero della Difesa, nell’atrio dello storico palazzo sede di Veterinaria.
Per la presidente Marini “la medicina veterinaria da molto tempo ha accompagnato la stessa storia del nostro Paese, con figure professionali che sono state preziose nel gestire il rapporto uomo-animale che, se cento anni fa vedeva predominare la figura dell’animale da ‘reddito’ o con funzioni di supporto militare, oggi invece vede prevalere di gran lunga l’animale da ‘affezione’. Per questo ringrazio il Ministero della Difesa, ed il centro di Medicina veterinaria, per questa mostra che rappresenta un contributo di conoscenza particolarmente importante”.
E proprio sul rapporto “uomo-animale” è intervenuta anche l’assessore Cecchini: “avere qui, in Umbria, questa mostra è molto significativo, perché onora innanzitutto la storia dello stesso Dipartimento di veterinaria la cui attuale sede, guarda caso, fu inaugurata proprio il 27 ottobre di ottantotto anni fa. E non fu un caso che proprio nella nostra regione nascesse una delle prime facoltà di Veterinaria. Qui, in Umbria, infatti era a quel tempo molto rilevante la presenza della zootecnia”. L’assessore ha sottolineato anche il ruolo dell’Istituto zooprofilattico Umbria-Marche, soprattutto per l’attività svolta in occasione del sisma del 2016.

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