220809 - Casa del Mutilato di Firenze

Il complesso della Casa del Mutilato di Firenze, costruita fra il 1934 e il 1937, occupa una porzione dell’ex Monastero camaldolese di Santa Maria degli Angeli. La struttura è composta da due edifici che sono interconnessi: uno articolato su due piani, messi in comunicazione attraverso uno scalone monumentale posto all’altezza dell’accesso da piazza Brunelleschi, collegato al chiostro degli Angeli o di ponente, all’ex Chiesa di Santa Maria degli Angeli (Sala IV Novembre) e alla Cappella Ticci, che è connesso, per mezzo di una galleria, alla rotonda del Brunelleschi. Al piano terra, adiacente all’ex chiesa, si trova l’ex refettorio (Sala del Cenacolo) e il primo piano ospita la sala delle Assemblee e quella del Consiglio.

I prospetti esterni del complesso si affacciano su via degli Alfani e su piazza Filippo Brunelleschi: il primo è un palazzo in stile rinascimentale che presenta il bugnato di pietra agli angoli, una panca alla base dell’edificio prospicente piazza Brunelleschi. La facciata su questa piazza presenta un marcapiano in pietra che inquadra il piano terra e il primo piano, in cui è presente una serie di finestre incorniciate dalla pietra al cui centro di trova una loggia a tre arcate sostenuta da tre colonne in pietra, in cui sono posizionate tre vetrate policrome, corrispondenti alla Sala del Consiglio, sopra cui si trova un loggiato panoramico, e, nel lato rivolto verso la Rotonda del Brunelleschi, c’è un grande portone accessibile attraverso una scalinata in pietra. Il lato su via degli Alfani, che rappresenta il lato esterno del chiostro degli Angeli o di ponente, presenta delle finestre incorniciate dalla pietra al piano terra e, nella porzione superiore, una loggia delimitata, nella sezione inferiore, da un marcapiano in pietra su cui poggiano delle colonne che formano una loggia aperta. Adiacente a quanto descritto si trova la facciata della chiesa sconsacrata.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Piazza Filippo Brunelleschi,1 (accesso del poliambulatorio), 2 (ingresso principale), 3; via degli Alfani, 39 (accesso della sala IV Novembre), 43, 49; via del Castellaccio (ingresso della Rotonda del Brunelleschi)
CAP:
50121
Latitudine:
43.775125125559
Longitudine:
11.260601980136

Informazioni

Luogo di collocazione:
Ambienti esterni ed interni dell'ex Monastero di Santa Maria degli Angeli, lato strada
Data di collocazione:
1934 (inizio lavori), 4 novembre 1937 (inuagurazione)
Materiali (Generico):
Laterizio, Marmo, Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
- Cappella Ticci -
Lastre funerarie del corridoio d'accesso in metallo e marmo, pavimento in marmo, porta d'accesso in pietra

- Chiostro degli Angeli -
Busti in marmo, elementi decorativi in pietra, finestra posta sotto l'affresco "Sogno di Romualdo" di legno e vetro, parte centrale scoperta in pietra grigia, pavimento sotto i portici in cotto

- Esterno -
Bassorilievi in pietra; bordi delle finestre, marcapiani, muri angolari, scalinata esterna dell'edificio e simboli dell'ANMIG in rilievo sulle lapidi esterne in pietra; cancello in via degli Alfani, adiacente alla rotonda del Brunelleschi, targa apposta sulla sua anta sinistra e porta bandiera posto sopra il portone d'accesso da piazza Brunelleschi, 2 in metallo; corrimani esterni all'ingresso del poliambulatorio in metallo; scritta "telegrammi - espressi" inserita sulla porta del poliambulatorio in plastica; stemma presente sulla faccia prospicente a piazza Brunelleschi in marmo bianco; lapidi poste in prossimità dell'ingresso principale e quello della sala IV Novembre, che recano inciso il nome dell'ANMIG, in pietra; lastre toponomastiche in marmo e metallo; porte in legno e metallo; vetrate policrome delle finestre in vetro

- Rotonda del Brunelleschi -
Accesso in legno e matallo, bordi circolari delle vetrate in mattoni, cornici interne in pietra serena, pietrame in pietra serena di Santa Brigida, vetrata posta a chiusura della cupola in metallo e vetro, vetrate che chiudono gli oculi del tamburo in metallo e vetro

- Sala delle Assemblee -
Mobilio e tavolo in legno, sedie al centro della stanza in plastica e tessuto, sedie intorno al tavolo in legno e pelle, supporti per l'illuminazione in metallo, targa esterna in metallo, termosifoni in metallo

- Sala del Cenacolo -
Targa alla base dell'affresco "Ultima cena" in metallo

- Sala del Consiglio -
Bassorilievi in marmo rosa, cornici dei bassorilievi in granito rosa, cornici delle porte in marmo rosso, divisori posti sotto le vetrate in metallo, meccanismo della vetrata con corde e pulegge, panca a parete in legno massello, rivestimento della pareti in marmo, vetrata in metallo e vetro piombato, tessere di vetro colorato della vetrata unite da un profilato di piombo, sedie in legno e pelle, targa esterna in metallo, tavolo in legno

- Sala IV Novembre -
Accesso da via degli Alfani in legno e metallo, lastra con l'iscrizione in marmo, porta d'accesso dal chiostro degli Angeli in legno (esterno), metallo e vetro (interno); targhe esplicative delle opere in metallo, vetrate della facciata in metallo e vetro
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Associazione Nazione fra Mutilati ed Invalidi di Guerra (ANMIG); Azienda Sanitaria Locale (porzione che va da sinistra dello scalone d'ingresso alla galleria d'accesso alla rotonda del Brunelleschi); Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato
Notizie e contestualizzazione storica:
-- Archivio storico della Sezione ANMIG di Firenze --
- Complesso archivistico -
La descrizione del complesso archivistico risiede nelle banche dati di seguito riportate, liberamente consultabili ai seguenti link:
1 - Centro Archivistico della Scuola Normale Superiore di Pisa:
https://www.sa-toscana.beniculturali.it/ardes-web_anmig/cgi-bin/pagina.pl?PrpSecId=680
2 - Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche (SIUSA):
https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TuttoAperto=0&RicTipoScheda=ca&RicVM=ricercasemplice&RicFrmRicSemplice=associazione%20nazionale%20fra&RicSez=complessi&Chiave=594948&RicProgetto=reg%2dtos&TipoPag=comparc

- Foto storiche -
Sul sito della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, nella pagina "L’architettura nelle immagini dello Studio Barsotti. Fotografi in Firenze (1893-1982)", sono presenti le foto digitalizzate dell'archivio relative all'ex monastero prima della costruzione della Casa del Mutilato, ai lavori per la sua edificazione e al lavoro terminato. Il fondo di foto che fa parte dell'archivio è liberamente accessibile e consultabile al seguente link:
http://www.sa-toscana.beniculturali.it/ardes-web_barsotti/cgi-bin/pagina.pl?CurChiaveAlbero=64058&CurTipoAlbero=uni&CurApriNodo=1&CurRecId=64058&CurRecType=uni&PrpSecId=38#Nuni-64058

-- Storia del complesso --
L'ex Monastero camaldolese di santa Maria degli Angeli fu fondato nel 1295. Fu ampliato alla fine del XVI secolo e fu rimodernato nel XVII secolo da Gherardo Silvano (1579 - 1675) e Bartolomeo Ammannati (1511 - 1592). Fra il 1654 e il 1670 ospitò la "stazione meteorologica di Firenze Monastero degli Angeli", la prima stazione metereologica di Firenze e una delle più antiche a livello mondiale. Il complesso religioso fu soppresso per volontà di Napoleone Bonaparte (1769 - 1821) nel 1808.
(FONTI: Wikipedia, Chiesa di Santa Maria degli Angeli (Firenze) - https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_degli_Angeli_(Firenze) e Stazione meteorologica di Firenze Monastero degli Angeli - https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_meteorologica_di_Firenze_Monastero_degli_Angeli)

Dal 2 luglio 1867 la porzione dell'ex monastero corrispondente alla Casa del Mutilato risulta di proprietà dell'Arcispedale di Santa Maria Nuova e il 20 settembre 1932 tale area fu acquisita dalla sezione di Firenze dell'Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi gi Guerra (ANMIG) per destinarla a Casa del Mutilato, dopo che l'architetto Rodolfo Sabatini (1870 - 1957) indicò ad Aurelio Nicolodi (1894 - 1950), presidente del tempo della sezione fiorentina dell'associazione il luogo come possibile sede.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 17)

In precedenza la sezione fiorentina dell'associazione aveva avuto le seguenti sedi: dal 1917 in via delle Carra, poi in via degli Anselmi, 2 e infine in un locale in affitto in via Alfonso la Marmora.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 18)

Prima dell'acquisizione da parte dell'ANMIG, il braccio settecentesco del complesso religioso, che comprendeva biblioteca, dormitori, foresteria e altri ambienti monastici, fu adibito a reparto di dermatologia.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 19 - 20)

Nel 1932 l'area acquisita comprendeva il braccio settecentesco del complesso religioso, la Cappella Ticci, l'ex Chiesa di Santa Maria degli Angeli, il chiostro degli Angeli o di ponente, metà dell'ex refettorio monastico e la sacrestia. A queta operazione partecipò anche l'Opera Nazionale per gli Invalidi di Guerra (ONIG) (1917 - 1979), che dette un contributi all'ANMIG dell'11% e che acquisì l'area sinistra dell'edificio rettangolare affacciato su piazza Brunelleschi.
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 6 e Savelli 2008, pag. 18 - 19)

I lavori di costruzione cominciarono il primo settembre 1934 e Sabatini, presidente dell'Accademia del Disegno, ricoprì il ruolo di direttore e progettista del cantiere e cominciarono dall'edificio affacciato su piazza Brunelleschi e terminarono con il recupero della Rotonda del Brunelleschi.
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 4 e Savelli 2008, pag. 21)

Alcuni ambienti furono realizzati ex novo e alcuni furono restaurati, come il campanile settecentesco dell'ex Chiesa di Santa Maria degli Angeli e il chiostro degli Angeli o si ponente.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 21)

L'edificio rettangolare affacciato su piazza Brunelleschi fu realizzato da Sabatini ex novo, demolendo il braccio settecentesco dell'ex monastero, facendo riferimento all'architettura fiorentina del Quattrocento e del Cinquecento, in stile neo rinascimentale. Fu mantenuto solo il corridoio posto a piano terra.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 19 - 20)

L'arredo ligneo interno, ancora oggi conservato, fu eseguito su disegno di Sabatini.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 23)

La Casa del Mutilato fu inaugurata il 4 novembre 1937 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III (FONTE: Savelli 2008, pag. 23) e, in volume pubblicato nel medesimo anno, veniva riportata la seguente descrizione: "L'intera «Casa» copre un'area di circa 2.000 metri quadrati, comprendente la Rotonda del Brunellesco [Brunelleschi], la vecchia Chiesa ed una parte dell'ex Convento degli Angioli [...]" (FONTE: ANMIG 1937, pag. 3)

L'intervento delineato fin qui rientrava nell'ambito di un più ampio progetto di riqualificazione dell'area di piazza Brunelleschi a Firenze: "Secondo il piano regolatore della zona la nuova Piazza Brunelleschi risulterà delimitata a levante del Portico, rimesso a giorno dell'Ammannati, a tramontana della «Casa del Mutilato» e dalla Rotonda [del Brunelleschi], a Mezzogiorno dalla nuova Sede della Cassa di Risparmio. La via del Castellaccio ne costituirà il quarto lato. Evidentemente la «Casa» [del Mutilato] che viene così ad occupare il lato maggiore della Piazza [Brunelleschi], incastrata fra la Rotonda [del Brunelleschi] e il Chiostro dell'Ammannati, non poteva né doveva risultare una costruzione spiccatamente moderna."
(FONTE: ANMIG 1937, pag. 7)

Dopo lo scioglimento dell'ONIG nel 1979, la porzione di sua proprietà della Casa del Mutilato fu impiegata dall'Azienda Sanitaria Locale.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 19)

Nel 2000 nacque la Fondazione ANMIG della sezione di Firenze presso la Casa del Mutilato.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 31)

-- Storia dei luoghi di interesse artistico, culturale e storico del complesso --
- Cappella Ticci -
La cappella fu realizzata nel Cinquecento come luogo privato di preghiera della famiglia Ticci, originaria di Figline Valdarno, che ne fece il proprio mausoleo come si legge nella targa sul pavimento. Adiacente all'ex Chiesa di Santa Maria degli Angeli si trova la cappella dedicata alla famiglia Ticci, L'affresco "Pietà" fu intonacato quando l'ex monastero apparteneva all'Arcispedale di Santa Maria Nuova e quindi, non essendo visibile, fu danneggiato con l'apertura di una porta sulla parete dove si trovava prima di essere portato nella cappella Ticci. Nella seconda metà del Novecento fu riscoperto dal presidente della sezione ANMIG fiorentina Mario Nencioni, che lo fece ricollocare nella postazione attuale.
(FONTI: ANMIG 2022, pag. 17 e Facebook, 2 luglio 2021, 21 gennaio 2022)

Il luogo di culto presenta una pianta a croce greca.
(FONTE: ANMIG 1937, pag. 5)

La cupola affrescata, terminata nel 1599, fu dipinta da Bernardino Poccetti (1548 - 1612), che usò lo spazio ridotto a disposizione per creare un'illusione prospettica a "lanterna" attraverso una finta architettura di quattro colonne sormontate da una cornice circolare.
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 5 e Facebook, 2 luglio 2021)

Quando il complesso apparteneva all'Ospedale di Santa Maria Nuova la cappella svolgeva la funzione di sala di lettura della biblioteca ospedaliera, che si trovava nell'adiacente ex chiesa del complesso monastico, che era fruibile dagli studenti e dalle studentesse dell'ex Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Firenze. Quando l'edificio fu acquisito e ristrutturato dall'ANMIG fu ripristinato al culto e diventò l'oratorio della Casa del Mutilato.
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 5; ANMIG 2022, pag. 19 e Facebook, 2 luglio 2021)

- Chiostro degli Angeli o di ponente -
Non si hanno notizie precise su chi sia l'architetto del chiostro degli Angeli o di ponente, però sembra che sia opera di Ammannati o di Silvani; sembra comunque certo che sia stato ispirato da disegni di Brunelleschi. Il chiostro risulta composto da archi a tutto sesto che creano un porticato sui quattro lati, al di sopra di cui si trova una loggetta architravata. Tutte le lunette del chiostro sono decorate da affreschi eseguiti negli anni 1598-1603. Quelle sul lato lungo della chiesa illustrano le storie della Genesi e sono di Bernardino Poccetti.
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 5 e ANMIG 2022, pag. 9)

Gli altri affreschi raccontano la storia di San Romualdo. Le lunette prospicienti la chiesa sono sempre di Poccetti, mentre quelle lungo gli altri due lati del chiostro sono di Donato Arsenio Mascagni (1579 - 1637) e di Bernardino Monaldi (nato nel 1568).
(FONTE: ANMIG 2022, pag. 9)

A ogni angolo del chiostro, al piano terra, sono presenti due porte sopra cui sono presenti busti in marmo che rappresentano protettori e santi dell'ordine camaldolese.
(FONTE: Wikipedia, Chiesa di Santa Maria degli Angeli (Firenze) - https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_degli_Angeli_(Firenze))

I busti furono realizzati da Giovanni Battista Caccini (1556 - 1613) e Pietro Francavilla (1584 - 1616) e collocati fra 1595 e il 1602. Un ruolo importante è stato ricoperto da due abati dell'ex convento: don Silvano Razzi, che le ha volute e finanziate, e don Grisostomo Ticci, che ha seguito il lavoro di collocazione.
(FONTE: Facebook, 17 luglio 2022)

Le porte lignee del corridoio inferiore furono realizzate da Antonio di Gino Lorenzi da Settignano (1525 - 1583).
(FONTE: ANMIG 1937, pag. 5)

Tutti raffigurano beati e santi ad eccezione di quella in cui è rappresentato Ambrogio Traversari, che fu inserito per la sua importanza all'interno del convento e nella città di Firenze.
(FONTE: Facebook, 17 luglio 2022)

Per realizzare il busto di Ambrogio Traversari, Pietro Francavilla si servì di un busto in gesso che si trovava nel complesso religioso.
(FONTE: Facebook, primo maggio 2022)

I lavori per la realizzazione del chiostro terminarono nel 1615.
(FONTE: pannello informativo inserito nel chiostro di Levante dall'Università degli Studi di Firenze)

La porta posta sotto il busto di san Benedetto dà accesso a un ambiente che originariamente era la sacrestia.
(FONTE: Facebook,15 maggio 2022)

L'ingresso posto sotto il busto di san Giacomo anticamente dava accesso alla cappella della famiglia Nobili.
(FONTE: Il chiostro camaldolese di Santa Maria degli Angeli: restauro e restituzione del ciclo di affreschi, Soprintendenza per i beni artistici e storici di Firenze, Pistoia e Prato - ufficio restauri, quaderni dell'ufficio restauri, volume 4, Centro Di, 1998)

Il chiostro fu restaurato prima dell'alluvione del 1966, mentre gli affreschi furono staccati verso il 1970 e ricollocati nel maggio 1997.
(FONTE: ANMIG 2022, pag. 9)

Quando il complesso apparteneva all'Arcispedale di Santa Maria Nuova al centro del chiostro era presente una piccola struttura fatta costruire dall'ospedale e i loggiati erano tamponati. Al momento dell'acquisto dell'ANMIG l'edificio fu demolito e i loggiati furono riaperti. Nel 1937 tale intervento venne descritto come di seguito riportato: "Il Chiostrino, mirabile gioiello architettonico sito lungo il fianco di ponente della Biblioteca [attuale Sala IV Novembre] e già orribilmente deturpato e in rovina è oggi restituito a tutta la leggiadria dei suoi porticati e dei suoi loggiati superiori."
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 4 e Savelli 2008, pag. 21)

Nel 1949 l'Opificio della Pietre Dure di Firenze restaurò la parte in pietra del chiostro, che in quel momento presentava un pavimento in mattoni rossi disposti a spina di pesce sotto il portico e in pietra grigia nella parte centrale scoperta e, in quest'ultima area, era presente una vasca rotonda con quattro aiuole ai lato con bossolo e rose.
(FONTE: ANMIG 2022, pag. 29)

Il 26 maggio 1997 furono riportate le lunette affrescate di Mascagni, Monaldi e Poccetti e 18 giugno terminò il lavoro di ricollocazione. Il restauro fu finanziato dal Ministero dei Lavori Pubblici, dal Provveditorato alle Opere Pubbliche (bagni e pavimento in pietra) e dalla Regione Toscana (consolidamento e restauro delle colonne e dei portali, consolidamento delle lunette, intonaci, pavimento in cotto e restauro delle tracce pittoriche delle lunette staccate).
(FONTE: Savelli 2008, pag. 14)

- Corridoi -
Nel 1937 i corridoi dell'edificio rettangolare affacciato su piazza Brunelleschi veniva così descritto: "I diversi Uffici sono disimpegnati da ampie gallerie, larghe quattro metri dove comode panche, inserite nel rivestimento di legno delle pareti, le fanno servire anche da sala da aspetto."
(FONTE: ANMIG 1937, pag. 6)

- Facciata piazza Brunelleschi -
Uno dei medaglioni presenti lungo la facciata su piazza Brunelleschi, quello che simboleggiava le Legioni, che quasi sicuramente fu rimosso dopo la fine del periodo fascista (1922 - 1943) nell'ambito delle epurazioni degli edifici allo scopo di rimuovere da essi tutti i simboli che rimandavano a tale fase srorica, risale al 1936 (v. paragrafo "Facciata piazza Brunelleschi" nella sezione "Iscrizioni") e quindi, molto probabilmente, anche gli altri sono stati apposti nel medesimo anno.

- Oratorio della Confraternita di Sant'Antonio abate -
Dal 1820 la Confraternita di Sant'Antonio abate o del Santo Ritiro del Silenzio ha la propria sede all'interno dell'ex Monastero di Santa Maria degli Angeli e il proprio oratorio, detto anche "Buca ai Pinti", che corrispondeva all'antica sala capitolare dell'ex monastero. Dal 5 gennaio 1828 alcuni locali del complesso sono stati acquisiti dalla Confraternita. Al suo interno ospita una "Crocifissione" di Jacopo del Sellaio (1441 - 1493) e sembra che ci sia stato sepolto Lorenzo Monaco (1370 - 1425), monaco che entrò novizio nel monastero. Anticamente l'oratorio era accessibile dal chiostro degli Angeli ma il portale d'accesso fu in seguito murato. Oggi sono presenti, al suo posto, due finestre chiuse da una grata metallica di forma semi circolare e l'ingresso è da via degli Alfani, 47B.
(FONTI:Facebook, 7 aprile 2022 e Savelli 2008, pag. 25)

- Rotonda del Brunelleschi o tempio degli Scolari -
Il luogo nacque come luogo di culto a pianta circolare con forma ottagonale all'interno e con sedici facciate all'esterno progettato da Filippo Brunelleschi (1377 - 1446) nel 1434 su commissione degli eredi del condottiero e mercante Filippo degli Scolari (1369 - 1426), detto Pippo Spano, che alla sua morte nel 1426 aveva lasciato 5.000 fiorini d'oro all'Arte dei Mercatanti di Calimala, per far costruire una chiesa camaldolese, dedicata alla Vergine e ai dodici Apostoli. Fu quindi deciso di costruire una cappella dedicata ai dodici apostoli e alla Madonna posta all'esterno dell'ex Monastero di Santa Maria degli Angeli, che all'epoca era diventato un importante centro culturale, grazie al priore Ambrogio Traversari (1386 - 1439), che era diventato nel 1436 priore generale dell'ordine.
La costruzione della chiesa fu interrotta nel 1437 quando la Repubblica fiorentina requisì il lascito di Pippo Spano per sopperire alle spese della guerra contro Lucca, scontro in cui prese parte lo stesso Brunelleschi insieme a Donatello (1386 - 1466), Lorenzo Ghiberti (1378 - 1455) e Michelozzo (1396 - 1472) e da quel momento, la cui data è ancora visibile sul muro esterno dell'edificio, l'opera di Brunelleschi rimase un rudere alto circa sette metri privo di copertura e impiegato dai monaci dell'adiacente monastero come orto, che il popolo chiamò "castellaccio".
Un tentativo di coprire le mura circolari fu fatto nel 1600 e poi nel 1867 quando diventò lo studio dello scultore Enrico Pazzi (1818 - 1899), autore della statua di Dante in Piazza Santa Croce. Successivamente le otto cappelle laterali furono utilizzate dall'Arcispedale di Santa Maria Nuova come depositi e magazzini. Nel 1934 la struttura fu acquistata dall'ANMIG per destinarla a Casa del Mutilato. Il progetto di ristrutturazione dell'edificio fu affidato all'architetto Rodolfo Sabatini che nel 1937 realizzò la copertura seguendo un disegno volutamente diverso da quello brunelleschiano usato per la cupola di Santa Maria del Fiore, ottenendo così un edificio diviso in due parti chiaramente distinte: una parte bassa con i costoloni in pietra serena e una parte alta ad intonaco privo di decorazioni.
Tale principio viene descritto in modo dettagliato nella pubblicazione edita nel 1937 in occasione dell'apertura del complesso: "Il concetto ispiratore non fu già di completare, sia pure schematicamente, l'imponente rudere, ma di ripristinarlo fedelmente, fino al punto in cui fu lasciato in tronco, coprendolo in modo nettamente distinto e nello stesso tempo senza turbarne l'architettura, con contrasti stridenti."
Quando la Casa del Mutilato fu inaugurata, il 4 novembre 1937, la rotonda fu dedicata alle conferenze e alle riunioni dei mutilati ed invalidi della Prima guerra mondiale.
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 5 - 6; ANMIG 2022, pag. 17; Facebook, 26 marzo 2021 e Savelli 2008, pag. 14, 18)

La copertura realizzata ex novo da Sabatini presenta lo stile razionalista.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 14)

Per il recupero della rotonda le basi doriche, la fascia marciapiede, i piedistalli, i pilastri d'angolo e le tassellature sono state restaurate in pietra serena arrotata di Santa Brigida, le cornici in pietra e i pilastri interni furono lavorati a mano dagli scalpellini e furono consolidate e impermeabilizzate le cornici in pietra serena e i muri presenti al suo interno.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 24)

In occasione del restauro del 1937 furono demolite le abitazioni che, nel corso del tempo, si erano addossate al tempio degli Scolari e, grazie al sopraelevamento, l'edificio spiccò nel panorama cittadino.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 27 - 28)

Le vetrate sono state realizzate dal pittore e vetraio Giovanni Maria Tolleri (1888 - 1954).
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, emblemi e armi, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900742079)

In occasione del recupero della rotonda fu realizzato un modellino in gesso, che probabilmente risaliva al 1931, di come la struttura si sarebbe presentata a lavori ultimati che fu conservato nella sede ANMIG fino al 1966, quando molto probabilmente, trovandosi nei locali posti al di sotto della sala IV Novembre, fu ricoperto dall'acqua. Una foto del plastico ("Bozzetto del ripristino e riduzione della Rotonda del Brunelleschi", 1934 - http://www.sa-toscana.beniculturali.it/ardes-web_barsotti/cgi-bin/pagina.pl?CurChiaveAlbero=64058&CurTipoAlbero=uni&CurApriNodo=1&CurRecId=153205&CurRecType=doc&PrpSecId=38) è disponibile online sul sito della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana nella pagina dedicata a "L’architettura nelle immagini dello Studio Barsotti".
(FONTI: Savelli 2008, pag. 25 - 26 e Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana)

Nel novembre 1944 nella Rotonda si tenne la riunione costitutiva del Comitato provinciale di Firenze dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, che fu coordinata da Mario Fabiani, che in quel momento era vice sindaco della Giunta di Liberazione designata dal Comitato Toscano di Liberazione Nazionale e che, dal novembre 1946, diventerà il primo sindaco fiorentino eletto in maniera democratica.
(FONTE: Facebook, 24 aprile 2021)

Nel 1985 l'edificio fu adattato, da parte del Servizio tecnico dell'Università degli Studi di Firenze, per ospitare le aule del Centro Linguistico d'ateneo. Il progetto fu affidato all'architetto Buti, la direzione dei lavori agli architetti Carriero e Fialà e i lavori furono eseguiti dalla IRES S.p.a.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 30)

- Sala delle Assemblee -
La sala delle Assemblee, detta anche “degli affreschi”, era in origine la sala della Presidenza dell'ANMIG di Firenze. In questo spazio dove furono collocati gli affreschi staccati dai locali del monastero durante i lavori di costruzione della Casa del Mutilato.
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 5 - 6; ANMIG 2022, pag. 5 e Savelli 2008, pag. 37)

L'affresco staccato "Madonna col Bambino" fu posizionato nell'attuale collocazione per volontà di Divo Savelli, curatore della Raccolta d'Arte dell'ANMIG, che, nella metà degli anni Ottanta cominciò a informarsi sugli affreschi staccati dalla biblioteca e dalla foresteria dell'ex Monastero di Santa Maria degli Angeli, locali posti nell'ala del complesso ristrutturata per realizzare la Casa del Mutilato, e parlò con Dino Dini, che al tempo, si era occupato del distacco degli affreschi per poi riposizionarli negli ambienti dell'ANMIG, che gli raccontò che si ricordava di una Madonna posta su un muro che stava per essere demolito che non gli avevano detto di salvare. Lui, per non perderla la staccò di propria iniziativa, la arrotolò e la depositò presso il Museo di San Marco a Firenze insieme ai resti conservati della Firenze medievale distrutta nell'Ottocento nel periodi di Firenze Capitale d'Italia. Cinquant'anni dopo Savelli andò a ricercare l'affresco e lo ritrovò e il presidente dell'ANMIG di Firenze Mario Nencioni chiese alla Sovrintendenza che gli fosse restituita l'opera e, grazie alla dichiarazione di Dini, ciò avvenne e l'affresco fu esposto presso la Casa del Mutilato, nella sala delle Assemblee.
(FONTE: Facebook, 12 marzo 2021)

Nel 2005 terminò, nell'attuale Sala delle Assemblee, l'allestimento della raccolta d'arte dell'ANMIG e la struttura fu aperta al pubblico, per la prima volta, in occasione della manifestazione nazionale "Un'opera, un Museo" organizzata dalla Federazione Italiana degli Amici dei Musei.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 32)

Il 20 dicembre 2005 la sala è stata intitolata al presidente regionale toscano dell'ANMIG Siro Cretti.

- Sala del Cenacolo -
Nell'ex refettorio, che diventò l'aula magna dell'ospedale quando l'ex monastero fu acquisito dall'Arcispedale di Santa Maria Nuova, si trova un' "Ultima cena", opera di Ridolfo del Ghirlandaio (1483 - 1561), risalente al 1543. L'affresco è una riproduzione simile alla più celebre "Ultima cena" (1511 . 1527) che Andrea del Sarto (1486 - 1531) dipinse a San Salvi, che, nonostante fosse conosciuto, fu visibile per pochi anni poiché le monache che si installarono a San Salvi osservavano una rigorosa clausura. I due affreschi si distinguono per le balconate più o meno affollate. Nel 1934, con la costruzione della Casa del Mutilato, l'ambiente originario fu diviso in due e l'affresco fu staccato dalla parete originaria e ricollocato sul muro che delimita la proprietà dell'ANMIG, che fu realizzato per l'occasione.
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 4; ANMIG 2022, pag. 5 e Facebook, 17 aprile 2021)

Il lavoro fu eseguito dalla Ditta Bellesi e si svolse nel seguente modo: prima fu demolito il muro retrostante, che era molto spesso, e fu predisposta una grande armatura prima della demolizione della parete. L'operazione terminò la notte prima dell'inaugurazione della Casa del Mutilato.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 23)

L'affresco fu staccato e nuovamente restaurato nel 1969 da Leonetto Tintori.
Nel marzo 2000 cominciò il restauro ad opera di Daniela Dini, il cui lavoro termino nell'ottobre 2001, che recuperò la parte centrale in basso che era stata aggiunta a inizio Novecento e successivamente scialbata con colore neutro. La spesa dell'intervento fu sostenuta dall'Associazione Amici dei Musei Fiorentini.
(FONTI: Catalogo generale di Beni Culturali – ultima cena, 2010, https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900121976 e Savelli 2008, pag. 23)

Nel 1937, quando la Casa del Mutilato fu inaugurata, l'ex Chiesa fu adibita a biblioteca dell'ANMIG e la Sala del Cenacolo a sala di lettura.

- Sala del Consiglio -
Nella sala del Consiglio, arredata con un grande tavolo e sedie originali del primo Novecento fiorentino, spicca la vetrata di Tolleri. La vetrata di vetro piombato è larga circa 5,5 metri e alta 3 ed è stata realizzata nel 1937. Nella parte superiore delle pareti ci sono tre bassorilievi circolari in marmo rosa con cornici in granito rosso raffiguranti soggetti militari che sono opera di Angiolo Vannetti (1881 - 1962).
(FONTE: ANMIG 2022, pag. 4)

Al centro della stanza è posizionato un lungo tavolo rettangolare ligneo intorno a cui sono disposte 14 sedie.

Il 23 febbraio 2004 la sala è stata intitolata a Mario Nencioni, medaglia d'argento al Valor Militare e presidente della sezione di Firenze dell'ANMIG.
(FONTE: Facebook, 18 giugno 2021)

Il soffitto della sala è a cassettoni per creare lo stile "romano".
(FONTE: Savelli 2008, pag. 22 - 23)

- Sala IV Novembre -
L'ex Chiesa di Santa Maria degli Angeli fu consacrata del 1445 dall'arcivescovo di Firenze Antonio Pierozzi (1389 - 1459) il 14 settembre 1445. Anticamente al suo interno erano presenti sei altari e ospitava le sepolture di Benedetto Varchi (1503 - 1565), del cardinale spagnolo Pietro Frias (morto nel 1420 a Firenze). La prima tomba fu trovata vuota e la pietra tombale fu spostata nel chiostro dei morti o di levante del medesimo complesso monastico.
(FONTE: Wikipedia, Chiesa di Santa Maria degli Angeli (Firenze) - https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_degli_Angeli_(Firenze))

La sepoltura di Varchi, al momento della costruzione della Casa del Mutilato, fu trovata vuota delle spoglie mortali.
(FONTE: ANMIG 1937, pag. 4)

L'ex chiesa di santa Maria degli Angeli, oggi sala IV Novembre, presenta un ingresso autonomo da via degli Alfani, che, nella prima età del '400, non consentiva di accedere al luogo di culto ma ad una cappella detta “delle donne” o "dei pellegrini", che consentiva alle due categorie di persone esplicitamente richiamate dal nome del luogo di culto, di assistere alle celebrazioni religiose che avvenivano nella chiesa attraverso una grata di metallo che aveva al centro un'urna cineraria, appoggiata su due basamenti marmorei scolpiti con due iscrizioni differenti, opera di Ghiberti, collocato nel 1428, che conteneva le reliquie di tre martiri cristiani: Giacinto, Nemesio e Proto. I resti erano stati trovati in stato di abbandono nel Monastero camaldolese di San Salvatore a Selvamonda, in provincia di Arezzo, in Toscana e Ambrogio Traversari, priore generale dell'ex Monastero di Santa Maria degli Angeli, aveva ottenuto da papa Martino V che le reliquie venissero raccolte in un'urna da posizionare nel monastero, realizzato grazie al supporto economico da Cosimo de' Medici e dal fratello Lorenzo. L'urna diventò un importante punto di riferimento religioso, in quanto se veniva visitata i fedeli potevano ottenere l'indulgenza. Quando il monastero fu soppresso fu rubata, frammentata e venduta a peso del bronzo. Fu ricostruita nel 1821 ed fu esposta alla Galleria degli Uffizi. Dal 1828 l'urna si trova al Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Nel corso del tempo fu spostata varie volte e le basi di marmo furono rimosse e riutilizzate sempre nell'ex Monastero di Santa Maria degli Angeli per nuove iscrizioni sui lati opposti a quelle scolpite da Ghiberti, che così furono nascoste. Il 21 dicembre 2011 Divo Savelli ritrovò uno dei basamenti sotto l'altare della cappella Ticci con la scritta ghibertiana non visibile perché rivolta verso il muro. Qualche anno dopo il Consiglio Direttivo della sezione ANMIG di Firenze decise di depositare il basamento marmoreo presso il Museo Nazionale del Bargello e, nel febbraio 2017, nel museo fu celebrata la ricomposizione dell'opera. Attualmente le reliquie si trovano nel monastero di Camaldoli.

Fra il 1676 e il 1709 la chiesa fu oggetto di un intervento di ristrutturazione e furono inseriti le opere in stucco poste sugli arconi.
(FONTI: ANMIG 2022, pag. 6 - 7 e Facebook, 11 giugno 2021, 17 dicembre 2021)

In origine l'altare principale si trovava sul lato opposto rispetto all'entrata e alla facciata su via degli Alfani, cioè nel lato in cui oggi si accede alla sala del Cenacolo.
(FONTE: Facebook, 17 dicembre 2021)

Dell'opera "Il ritorno dalla fuga in Egitto" furono fatte varie riproduzioni a stampa e in particolare si diffuse molto la pratica di realizzare dei "santini", immagini di piccole dimensioni che i pellegrini portavano con sé a scopo devozionale e propiziatorio nel cammino verso il santuario di Loreto, nelle Marche. In questo percorso l'ex chiesa ricopriva un ruolo importante in quanto rappresentava la prima sosta devozionale partendo dalla basilica della Santissima Annunziata a Firenze per raggiungere la meta finale, dove, secondo la tradizione, la Santa Casa di Nazareth fu trasportata miracolosamente dagli angeli e qui i pellegrini maturavano la stessa consapevolezza di giungere alla stessa meta a cui, prima di loro, avevano mirato Giuseppe e Maria con Gesù quando, passato il pericolo di Erode e lasciato l'Egitto, si misero in viaggio per rientrare alla loro casa a Nazareth. Quindi i pellegrini, immaginando che avrebbero incontrato nel loro viaggio le stesse difficoltà della Sacra Famiglia, imploravano aiuto e protezione per portare a termine il percorso per Loreto e tornare alla propria casa in salute.
(FONTE: Facebook, 17 maggio 2021)

Dopo la soppressione del monastero camaldolese, l'edificio fu utilizzato, a partire dal 1871, dall'Arcispedale di Santa Maria Nuova come biblioteca ospedaliera con un imponente scaffalatura barocca in noce intagliato e oro, che proveniva dalla biblioteca del convento dei Padri Servi di Maria della Santissima Annunziata di Firenze e che fu posizionata nel 1872, su cui furono raccolti importanti testi scientifici.
(FONTE: ANMIG 1937, pag. 4; ANMIG 2022, pag. 6 - 7 e Savelli 2008, pag. 19)

All'inizio degli anni Trenta del Novecento, quando l'edificio fu acquistato dall'ANMIG ed i libri della biblioteca furono trasferiti presso il nuovo ospedale realizzato a Careggi, la scaffalatura fu utilizzata per raccogliere opere sulla Grande Guerra e sul Risorgimento. Nel secondo dopoguerra l'ANMIG decise di disfarsi della biblioteca e di realizzare nell'ex chiesa una sala per conferenze e la scaffalatura fu donata al Gabinetto Vieusseux che la riadattò per realizzare la Sala Ferri. Nel 1954 terminarono i lavori di allestimento della nuova sala/teatro con la realizzazione di una biglietteria, di una galleria e di un guardaroba.
Nacque così la sala IV Novembre, dedicata al giorno della fine e della vittoria della prima guerra mondiale, con ingresso autonomo da via degli Alfani per consentire l'accesso alla cittadinanza.
La costruzione della galleria e il rifacimento dell'ingresso dalla strada concludono i lavori di ristrutturazione dell'ex chiesa e rappresentano l'ultimo grande intervento in ordine di tempo sul complesso architettonico dell'ex Monastero di santa Maria degli Angeli.
(FONTI: ANMIG 2022, pag. 6 - 7; Catalogo generale dei Beni Culturali, Fortezza e Temperanza, 1979 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900121998 e Facebook, 17 dicembre 2022)

Nel 1966 la sala fu imbiancata a seguito dei danni provocati dall'alluvione del fiume Arno del 1966.
(FONTE: Facebook, 17 dicembre 2022)

Originariamente l'affresco "la Carità" si trovava sopra una porta che poi fu tamponata.
(FONTE: Facebook, 4 febbraio 2022)

Anticamente era contigua all'ex chiesa anche la cappella del Santissimo Sacramento, oggi non più esistente.
(FONTE: Savelli 2008, pag. 45)

Il campanile dell'ex chiesa, visibile dall'adiacente chiostro degli Angeli, riale al Settecento e fu progettato da Filippo Ciocchi.
(FONTE: Savelli, 2008, pag. 21)

Il 17 maggio 1996 fu ricollocata nella sala IV Novembre la tela di Paggi.
Il 2 luglio 1998 fu ricollocata l'opera "Il transito di San Romualdo" di Giuseppe Grisoni (1699 - 1769).
(FONTE: Savelli 2008, pag. 31)

- Scalone -
I due piani dell'edificio rettangolare affacciato su piazza Brunelleschi sono uniti attraverso uno scalone monumentale che si ispira allo stile di Filippo Brunelleschi.
(FONTE: Facebook, 18 giugno 2021)

Bibliografia:
1 - La Casa del Mutilato in Firenze, Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra Sezione provinciale di Firenze, 4 novembre 1937;
2 - Guida alla Casa del Mutilato di Firenze e alle sue Opere d'Arte, Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra e Fondazione – Sezione di Firenze, collana "ANMIG FIRENZE, 1", 2022;
3 - La Casa del Mutilato a Firenze e la sua Raccolta d'Arte, Divo Savelli, Pagnini Editore, 2008.

Sitografia:
Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig. - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/

GALLERIA

Di seguito si riporta, per permettere una migliore comprensione di quanto scritto, vista la vastità del complesso, cosa rappresentano le immagini e le mappe presenti in galleria nella presente scheda; il numero che precede la parte testuale rappresenta l'ordine in cui gli oggetti prima menzionati sono inseriti:

mappe (immagine aerea del 2020 tratta da Google Earth)

1 - mappa che presenta i confini esterni del complesso della Casa del Mutilato (linea rossa), si cui sono indicati gli accessi principali (rettangoli blu accostati da informazioni esplicative inserite in nero); come punto di riferimento è anche indicata la toponomastica (nomi in rosso);

2 - mappa "piano terra": raffigura gli ambienti di interesse artistico, culturale e storico posti al piano terra del complesso, indicati attraverso figure geometriche delimitate da una linea rossa collegate alla denominazione di ciascun luogo (nomi in nero); il chiostro degli Angeli è uno spazio comune sia al piano terra che al primo piano e, per tale motivo, presenta una didascalia sotto il nome;

3 - mappa "primo piano": rappresenta i luoghi di interesse artistico, culturale e storico posti al primo piano del complesso seguendo lo stesso schema indicato per la precedente mappa;

4 - mappa "simboli": indica la posizione dei medaglioni affissi sulla facciata prospicente piazza Brunelleschi (lettere maiuscole associate a una circonferenza blu) e sulle vetrate della Rotonda del Brunelleschi (ottagono delimitato da  una linea rossa al cui interno sono scritti i numeri, sempre in rosso, corrispondenti a ogni vetrata);

vista aerea (immagine aerea del 2020 tratta da Google Earth)

5 - vista aerea del complesso;

immagini storiche realizzate dallo studio Barsotti (v. paragrafo "Foto storiche" nella sezione "Notizie e contestualizzazione storica")

6 - "Bozzetto del ripristino e riduzione della Rotonda del Brunelleschi", 1934: rappresenta il modellino realizzato in occasione del recupero della rotonda del Brunelleschi (v. paragrafo "Rotonda del Brunelleschi o tempio degli Scolari" nella sezione "Notizie e contestualizzazione storica");

7 - "Particolare del chiostrino [...] dell’ex convento camaldolese di S. Maria degli Angeli prima della ristrutturazione", 1934;

8 - "Particolare del chiostrino [...] dell’ex convento camaldolese di S. Maria degli Angeli prima della ristrutturazione", 1934;

9 - "Veduta di un corridoio al piano terra durante i lavori di ristrutturazione", 1935;

10 - "Veduta della Rotonda del Brunelleschi e via Alfani, prima degli interventi di ristrutturazione", 1936;

11 - "Particolare esterno della Rotonda del Brunelleschi angolo via Alfani", 17 febbraio 1936;

12 - "Casa del Mutilato particolare della facciata pressoché ultimata", 1937;

13 - "Particolare della facciata della Casa del Mutilato pressoché ultimata", 1937;

14 - particolare del medaglione E (v. mappa "Simboli") della foto precedente;

15 - "Veduta interna della Rotonda del Brunelleschi ristrutturata", 1937: vista dell'interno della Rotonda del Brunelleschi nella funzione che assunse quando fu costruita la Casa del Mutilato, cioè Sala delle Assemblee;

16 - "Veduta della Casa del Mutilato appena terminata", 1937;

17 - "Casa del Mutilato, particolare della sala delle riunioni", 1937: veduta dell'attuale sala delle Assemblee, che, quando venne realizzata la Casa del Mutilato, rappresentava l'ufficio della Presidenza;

18 - "Casa del Mutilato. Veduta panoramica dalla loggia", 1937: raffigura la loggia panoramica posta al di sopra del primo piano che segue la direzione del muro sottostante adiacente a piazza Brunelleschi;

foto storica della sala IV Novembre

19 - aspetto della sala IV Novembre quando ospitava la biblioteca dell'Arcispedale di Santa Maria Nuova di Firenze (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 16 settembre 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

foto di confronto fra l'aspetto antico e quello attuale

20 - confronto fra la foto 19 e l'aspetto attuale della sala IV Novembre (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 16 settembre 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

21 - confronto tra la foto 7 e l'aspetto attuale del chiostro (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 15 ottobre 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

22 - confronto tra la foto 8 e l'aspetto attuale del chiostro (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 15 ottobre 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

prospetto su piazza Brunelleschi

23 - galleria di raccordo fra l'edificio di forma rettangolare e la Rotonda del Brunelleschi;

24 - visione d'insieme degli edifici affacciati sulla piazza;

cortile interno

25 - vista del cortile interno dal cancello di accesso posto a sinistra della Rotonda del Brunelleschi e della galleria della foto 23;

26 - vista interna del cortile;

27 - vista interna del cortile;

28 - vista interna del cortile;

cappella Ticci

29 - vista della cupola (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 2 luglio 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

30 - vista della cupola e del timpano dell'altare (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 2 luglio 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

31 - parete di fronte all'altare;

32 - parete opposta all'ingresso;

33 - lastra funeraria posta al centro del pavimento;

34 - opera "la resurrezione del figlio della vedova di Naim";

35 - opera "San Francesco";

36 - stemma della famiglia Ticci posto sotto l'opera "San Matteo";

37 - croce dipinta sotto l'altare;

chiostro degli Angeli

38 - vista del chiostro;

39 - particolare delle decorazioni;

40 - vista del chiostro;

41 - vista del chiostro;

42 - vista del chiostro;

43 - vista del corridoio inferiore;

44 - vista del corridoio inferiore;

45 - vista del corridoio inferiore;

46 - vista del corridoio inferiore;

47 - vista del corridoio inferiore;

48 - vista del corridoio superiore;

49 - vista del corridoio superiore;

50 - vista del corridoio superiore;

51 - vista del corridoio superiore; particolare di una delle finestre trecentesche, oggi murate, dell'ex Chiesa di Santa Maria degli Angeli;

52 - particolare del corridoio superiore;

53 - vista del campanile dell'ex chiesa di santa Maria degli Angeli dal corridoio superiore;

54 - lato esterno del chiostro su via degli Alfani;

55 - lato esterno del chiostro su via degli Alfani;

56 - busto A e lunetta 1 (riferimento alla mappa "Chiostro degli Angeli" presente in galleria);

57 - lunetta 2;

58 - busto B e lunetta 3;

59 - busto C e lunetta 4;

60 - lunetta 5;

61 - lunetta 6;

62 - lunetta 7;

63 - lunetta 8;

64 - lunetta 9;

65 - busto D e lunetta 10;

66 - busto E e lunetta 11;

67 - lunetta 12;

68 - busto F e lunetta 13;

68 - lunetta 14;

69 - busto G e lunetta 55;

70 - busto H e lunetta 16;

71 - lunetta 17;

72 - lunetta 18;

73 - lunetta 19;

74 - lunetta 20;

75 - lunetta 21;

76 - busto I e lunetta 22;

77 - busto L e lunetta 23;

78 - lunetta 24;

sala IV Novembre

79 - facciata dell'ex chiesa su via degli Alfani;

80 - lato della sala rivolto verso via degli Alfani;

81 - lato della sala rivolto verso la Sala del Cenacolo (foto fornita dall'ANMIG Firenze);

82 - particolare del lato della sala rivolto verso la Sala del Cenacolo;

83 - particolare del lato della sala rivolto verso via degli Alfani;

84 - particolare del lato della sala rivolto verso via degli Alfani;

85 - porzione dell'ex chiesa rivolta verso la Sala del Cenacolo;

86 - vista della sala dal balcone sopraelevato con le sedute accessibile da via degli Alfani (foto fornita dall'ANMIG Firenze);

87 - soffitto;

88 - particolare del soffitto, opere in stucco "Forza" e "Temperanza" (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 17 dicembre 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

89 - particolare del soffitto, opere in stucco "Giustizia" e "Prudenza" (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 17 dicembre 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

90 - parete adiacente al chiostro degli Angeli; opere "la Fede e la Speranza" (sinistra) e "Transito di san Romualdo" (destra);

91 - parete opposto a quella della foto 90; opere "Carità" (destra) e "Ritorno dalla fuga in Egitto" (sinistra);

92 - opera "Ritorno dalla fuga in Egitto" (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 17 maggio 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

93 - opera "la Fede e la Speranza" (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 4 febbraio 2022 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

94 - opera "la Carità" (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 4 febbraio 2022 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

95 - lastra di marmo incisa nella parete dell'ex chiesa;

sala del Cenacolo

96 - architrave della porta che collega l'ex chiesa e la sala del Cenacolo;

97 - scalinata con accesso posta nel lato opposto dell'affresco;

98 - opera "Ultima cena" di Domenico Ghirlandaio;

facciata piazza Brunelleschi

99 - prospetto del poliambulatorio;

100 - medaglione A (riferimento alla mappa "Simboli" presente nella galleria);

101 - medaglione B;

102 - prospetto esterno;

103 - prospetto esterno;

104 - prospetto esterno;

105 - prospetto esterno;

106 - medaglione C;

107 - medaglione D;

108 - medaglione E;

109 - medaglione F;

110 - medaglione G;

111 - medaglione H;

112 - stemma dell'ex Monastero di Santa Maria degli Angeli;

piano terra

113 - vista del corridoio;

114 - porta di accesso al poliambulatorio;

115 - porta di accesso all'ANMIG;

presidenza (piano terra)

116 - vista dell'attuale Sala della Presidenza (foto fornita dall'ANMIG Firenze);

117 - urna per riporre la bandiera;

scalone

118 - vista del soffitto e della vetrata dal piano terra (foto fornita dall'ANMIG Firenze);

119 - vista dal primo piano;

120 - vista del primo piano;

121 - soffitto;

122 - termosifone;

sala delle Assemblee (ex ufficio della Presidenza)

123 - vista della sala (foto fornita dall'ANMIG Firenze);

124 - affresco "Il Concilio di Firenze del 1439";

125 - affreschi affissi alla parete sinistra della sala;

126 - opera "Il Tradito" di Galileo Chini;

sala del Consiglio

127 - vista della sala (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 18 giugno 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

128 - vista della sala (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 18 giugno 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

129 - panca di legno (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 18 giugno 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

130 - soffitto;

131 - bassorilievo, opera di Angiolo Vannetti, che rappresenta un soldato morente sorretto simbolicamente da una Vittoria alata (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 18 giugno 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

132 - bassorilievo, opera di Angiolo Vannetti, che raffigura un fante all'attacco in procinto di scagliare una bomba a mano (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 18 giugno 2021 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

133 - bassorilievo, opera di Angiolo Vannetti, che raffigura un reduce mutilato che appoggia a una stampella e che è sorretto da un ragazzo;

134 - vetrata (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 12 marzo 2022 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

135 - parte sinistra della vetrata policroma di Giovanni Maria Tolleri del 1937;

136 - porzione centrale della vetrata policroma di Giovanni Maria Tolleri del 1937;

137 - parte destra della vetrata policroma di Giovanni Maria Tolleri del 1937;

138 - quadro della vetrata che raffigura "Il soccorso alle vittime della guerra" (FONTE: Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig., 12 marzo 2022 - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/);

139 - anno e firma dell'autore della vetrata;

140 - griglie metalliche inserite al di sotto delle vetrate laterali;

rotonda del Brunelleschi

141 - vista esterna da piazza Brunelleschi;

142 - vista esterna dall'incrocio di via degli Alfani e via del Castellaccio;

143 - accesso alla rotonda;

144 - vista dal cortile interno della Casa del Mutilato;

145 - vista della cupola dall'interno;

146 - vista interna;

147 - parete di fondo di una delle cappelle di fondo;

148 - vetrata 1 dall'esterno (riferimento alla mappa "Simboli");

149 - vetrata 2 dall'esterno;

150 - vetrata 3 dall'esterno;

151 - vetrata 5 dall'esterno;

152 - vetrata 6 dall'esterno;

153 - vetrata 7 dall'esterno;

154 - vetrata 8 dall'esterno;

155 - vetrata 1 dall'interno (foto fornita dall'ANMIG Firenze);

156 - vetrata 2 dall'interno (foto fornita dall'ANMIG Firenze);

157 - vetrata 3 dall'interno (foto fornita dall'ANMIG Firenze);

158 - vetrata 4 dall'interno (foto fornita dall'ANMIG Firenze);

159 - vetrata 5 dall'interno (foto fornita dall'ANMIG Firenze);

160 - vetrata 6 dall'interno (foto fornita dall'ANMIG Firenze).

Contenuti

Iscrizioni:
- Cappella Ticci -
(lastra funeraria posta al centro del pavimento)
D O M
D M
Philip. math. oliver
et franc. Ticcius
sacellum hoc
Christo crucifixo
sepulcru aute sibi
posteriso construx
a d m d ic cv esset ab
huius coenobii
d chrisostomus
eorum germanus

La traduzione del testo latino in italiano è la seguente: "Filippo, Matteo, Oliviero e Francesco Ticci costruirono questo sacello a Cristo Crocifisso, sepolcro per loro e per i posteri, nell'anno del Signore 1599, essendo abate di questo cenobio Crisostomo loro fratello"
(FONTE: Il chiostro degli angeli: storia dell'antico monastero camaldolese di Santa Maria degli Angeli a Firenze, Divo Savelli, Rita Nencioni, Polistampa, 2008)

(lastre funerarie poste nel pavimento, sotto la mensa dell'altare)
POSTO PRESO
D. FILIPPO BIZZARRI

RAMIREZ
(rettangolo)
VARCHI

PERUZZI

(numero dipinto di rosso nella parte inferiore del dipinto "la resurrezione del figlio della vedova di Naim")
147

(numero dipinto di rosso nella parte inferiore del dipinto "san Francesco")
149

(numero dipinto di rosso nella parte inferiore del dipinto "san Matteo")
148

(stemma affrescato posto sopra il timpano dell'altare)
Q. QUAM
CL [...]
ST. REGNUS

- Chiostro degli Angeli -
(architrave della finestra posta sotto l'affresco "Sogno di Romualdo")
A

(base dei timpani posti ai lati del chiostro su cui poggiano i busti)
D.G.T.A

L'abbreviazione significa "don Grisostomo Ticci Abate"
(FONTE: Facebook, 17 luglio 2022)

(didascalie in caratteri maiuscoli in latino incise su una fascia di pietra al di sotto delle lunetta affrescate in cui sono posti i busti)
1 - busto del beato Michele da Firenze
B. MICHAEL FLOREN. (stemma) EREMITA CAMALD.
DOMINI CORONAE (stemma) DIVINITUS INVITOR
2 - busto di Ambrogio Traversari
AMBROS. GENERAL (stemma) CAMALDULENSIS
GRACAE AC LATINI (stemma) LINGUA PERITISS.
3 - busto di Dio Padre
PATER DE COELIS DEUS MISERERE NOBIS
4 - busto di Gesù giovane
IESUS CHRISTUS (stemma) MARIA VIRGINE
NATUS FILI (stemma) US DEI VIVI
5 - busto della Madonna
QUI CREAVIT ME (stemma) R EOV IFUIT IN
TABERNACULO (stemma) MEO
6 - busto di San Benedetto
SII NED. AB. QUI. MO (stemma) NACORU DISCPILINA
IN OCCIDENTE PENE (stemma) COLLAPSA RESTITUIT
7 - busto di San Bonifacio
S. BONIFATIUS MARTIR (stemma) S P. PROMUALDISCIPU
LUS, OVI PER IGNEM (stemma) ILLESUS TRANSIIT
8 - busto di San Giacomo
SACEILUM FAMILIAS NOBILIUM
9- busto di San Pier Damiani
PETRUS DAMIAN (stemma) RAVEN S. R. CARD
QUII VITAM S. P.(stemma) ROMUALDI CONOSCRIPSIT
10 - busto di San Romualdo
S. ROMUAL AB[...]MAL PATER (stemma) QOOI LAPSA INITALIA
EREMITICA DISCIPLI (stemma) NAM RESTITUIT

L'ultima didascalia significa, in italiano, "San Romualdo abate e padre camaldolese che fece rinascere la disciplina eremitica nell'Italia decaduta"
(FONTE: Facebook, 8 maggio 2022)

(didascalie in caratteri maiuscoli in latino incise su una fascia di pietra al di sotto delle lunetta affrescate)
1 - Donato Mascagni, "Romualdo incontra il Beato Apollinare" (1600):
CONVERSUS QUIDAM ADOLESCENTI ROMUALDO OSTENDIT CORPORALI SPECIE BEATUM APOLLINAREM
SACERDOTALIBUS INFULIS EXORNATUM ET CUNCTA ALTARIA CLASSENSIS
ECCLESIAE AUREO THURIBOLO INCENSANTEM
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, converso indica al giovane Romualdo l'apparizione del Beato Apollinare, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741732-2)
2 - Donato Mascagni "Romualdo riceve il collegio" (1600):
COENOBITAE CLASSENSES ARCHIEPISCOPI RAVEN. PATROCINIO SUFFULTI
ROMUALDUM SUO COLLEGIO ASCISCUNT, EIQUE SANCTAE
CONVERSATIONIS HABITUM TRADUNT
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, Romualdo accolto nel monastero di Classe, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741732-3)
3 - Donato Mascagni, "Nave diretta verso la Gallia" (1600):
PETRUS URSIOLUS VENETIARUM DUX UNA CUM BEATIS VIRIS, ROMUALDO,
GUARINO, MARINO ET IOHAN. GRANDENICO, NAVEM ASCENDENS,
IN GALLIA CONVERSUS AUFUGIT
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, San Romualdo accompagna Pietro Orseolo che si imbarca per la Francia, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741732-4)
4 - Donato Mascagni, "Romualdo riceve i reggenti dell'Abbazia di Classe" (1600):
S. P. ROMUALDUS AB IMP. OCTONE COACTUS
CLASSENSIS ABBATIAE
REGIMEN ACCIPIT
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, San Romualdo accetta il governo dell'abbazia di Classe, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741732-5)
5 - Donato Mascagni, "Sogno di Romualdo" (1600):
S. P. ROMUAL. IN FA APENNINI PARTI UBI NUNC EST EREMUS, VIDET
IN SOMNIS MONACOS IN ALBIS PER SCALAM
IN COTUM ASCENDENTES
6 - Bernardino Poccetti, "Romualdo e Maldolo parlano dell'edificazione dell'eremo" (1601):
S. P. ROMUAL. ET MALDULUS NOBILIS ARRETINUS, POST COELESTI SCALAE
AB AMBO HABITAM VISIONEM, OBVIAM FACTI DE AEDIFICANDA
EREMO COLLOQUUNTUR
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, San Romualdo e Maldolo parlano dell'edificazione dell'Eremo di Camaldoli, 1986 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900189997-2)
7 - Bernardino Poccetti, "San Romualdo e il Vescovo di Arezzo pongono le fondamenta dell'eremo" (1601):
EPISCOPUS ARRETINUS ET S. P. ROMUAL. PRIMA
SACRAE EREMI IACIUNT FUNDAMENTA
ANNO MVIII SIVE MXII
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, fondazione dell'Eremo di Camaldoli, 1986 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900189997-4)
8 - Bernardino Monaldi, "Fanciullo liberato dal demonio" (1601):
PUER QUIDAM DEMONIACUS, TRADITA SIBI A S. P.
ROMUAL. PARTICULA PANIS, AB IPSO
DEMONIO LIBERATUR
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, San Romualdo libera un fanciullo dal demonio, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741733-2)
9 - Bernardino Monaldi, "Abbraccio tra Romualdo e l'imperatore Enrico II" (1601):
HENRICUS II IMP. AD SE ACCERSITUM S. P. ROMUAL. MAGNO
CORDIS AFFECTU AMPLECTITUR, EIQUE MONTIS
AMIATI TRADIT ABBATIAM
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, Enrico II affida a San Romualdo l'abbazia del Monte Amiata, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741733-3)
10 - Bernardino Monaldi, "Romualdo riconosce il cibo datogli da Dio" (1601):
S. P. ROMUAL. AQUIS CIRCUNCLUSUS
CIBUM SIBI DEPERENDUM
COELITUS AGNOSCIT
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, San Romualdo, rimasto isolato coi suoi monaci per una inondazione, riceve cibo dal cielo, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741733-4)
11 - Bernardino Monaldi, "Romualdo salva un monaco peccatore" (1601):
S. P. ROMUAL. QUEDAM MONACUM, LICET PECCATOREM,
DE MANIBUS ERIPIT DIABOLI, QUI EUM IAM
COEPERAT STRANGULARE
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, San Romualdo, San Romualdo salva un monaco dal diavolo, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741733-5)
12 - Bernardino Monaldi, "Il diavolo tenta di annegare Romualdo" (1601):
DIABOLUS, SUB CANIS RUBEI EFFIGIE, ROMUALDI
EQUUM EXTERRENS, SANCTUM VIRUM
MERGERE CONATUR
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, San Romualdo, San Romualdo a cavallo è attaccato dal diavolo in forma di cane rosso, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741733-6)

(base della colonna posta sulla destra dell'affresco "Fanciullo liberato dal demonio")
B.us M. F. 1601
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, San Romualdo libera un fanciullo dal demonio, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741733-2)
Sul gradino posizionato in basso a destra di "Abbraccio tra Romualdo e l'imperatore Enrico II" è presente la seguente iscrizione:
B.o M. F.
1601
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, Enrico II affida a San Romualdo l'abbazia del Monte Amiata, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741733-3)

(in basso su una pietra posizionata al centro della lunetta "Romualdo riconosce il cibo datogli da Dio")
"B.no M. F. 1601"
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, San Romualdo, rimasto isolato coi suoi monaci per una inondazione, riceve cibo dal cielo, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741733-4)

(parte inferiore dei busti posti a lato del chiostro)
In Gratiam D. Silvano Ractii
La scritta indica la committenza delle sculture
(FONTE: Facebook, 17 luglio 2022)

- Facciata piazza Brunelleschi -
(anta sinistra della porta d'accesso del poliambulatorio)
TELEGRAMMI-ESPRESSI

(lastra posta a sinistra del medaglione C; riferimento alla mappa "Simboli" presente in galleria)
PIAZZA
FILIPPO BRUNELLESCHI

(medaglione B)
Nella bussola, posta nel lato destro del bassorilievo, sono presenti le seguenti lettere, che inserite in un bordo circolare in rilievo inserito al suo esterno; si seguito sono trascritte seguendo il senso antiorario, da destra verso sinistra:
E
S
O
N

Sono le abbreviazioni dei punti cardinali e, rispettivamente, sono est, sud, ovest e nord

(medaglione E)
Sul lato sinistro del medaglione, oggi non più presente, all'altezza della scure del fascio littorio, c'era la seguente iscrizione:
A.
XIV
(FONTE: Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, L’architettura nelle immagini dello Studio Barsotti, "Particolare della facciata della Casa del Mutilato pressoché ultimata", 1937 - http://www.sa-toscana.beniculturali.it/ardes-web_barsotti/cgi-bin/pagina.pl?CurChiaveAlbero=64058&CurTipoAlbero=uni&CurApriNodo=1&CurRecId=153312&CurRecType=doc&PrpSecId=38)
La lettera è l'abbreviazione di "anno" e "XIV" (14 in numeri romani) indica che il bassorilievo fu apposto nel 1936, il 14° anno dalla presa del potere del fascismo (1922)

(stemma papale posto vicino all'ingresso del chiostro Grande o del Nigetti, all'altezza del civico 3 di piazza Brunelleschi)
A
RmsI
A

MDCLXVIII [1668]

Le lettere M e S sono sovrapposte: la prima è scritta in carattere corsivo minuscolo e la seconda, di dimensioni minori, è inserita al centro

- Lato esterno lungo via degli Alfani -
(lapide a destra del portale d'accesso della sala IV Novembre)
(simbolo dell'ANMIG in rilievo)
ASSOCIAZIONE NAZIONALE
fra MUTILATI ed INVALIDI di GUERRA
Sezione di Firenze
SALONE IV NOVEMBRE

(lastra a sinistra del portale d'accesso della sala IV Novembre)
AMICI DEI MUSEI
FIORENTINI

(pannello informativo posto all'esterno della sala IV Novembre in via degli Alfani)
Ex convento e chiesa
di Santa Maria degli Angeli

Il monastero camaldolese, fondato nel 1295, fu centro
artistico e culturale della Firenze umanistica specialmente
al tempo di Ambrogio Traversari, nella prima metà del XV
sec., e vi fiorì una celebre scuola di miniatura. Ampliato
alla fine del '500, ha conservato l'aspetto originale,
specialmente nei chiostri. Soppresso nel 1808m ebbe
poi vita travagliata ed è oggi utilizzato dall'Università
e da associazioni culturali. La ex chiesa fu decorata
da Alessandro Gherardini (1700), mentre Bernardino
Poccetti affrescò la cupola della cappella Ticci (1509).
Fa parte del complesso la Rotonda, progettata
dal Brunelleschi a pianta centrale (1434). Lasciata
interrotta (1437), fu ristrutturata da Rodolfo Sabatini
nel 1937 seguendo il disegno del suo ideatore.

The Camaldolese monastery founded in 1295, was a cultural
and artistic centre of humanist Florence, especially in the time
of the graet humanist Ambrogio Traversari, in the earlier 15th
century, and it had a flourishing school of manuscript
illumination. Enlargea in the late 16th century, it preserved its
original aspect, particularly in the cloisters. The monastery was
suppressed in 1808, and the buildings had a troubled history;
they are now used bt the University and by cultural institutes.
The former church has decorations by Alessandro Gherardini
(1700), and the dome of thr Ticci Chapel has frescoes
by Bernardino Poccetti (1599). The centrally-planned Rotonda,
by Brunelleschi (1434), is part of the complex. It was left
unfinished (1437), but was finally completed in 1937 by Rodolfo
Sabatini, in accordance with the scheme of its great designer.

(targa sul cancello in via degli Alfani)
Associazione Nazionale
fra Mutilati ed
Invalidi di Guerra
SEZIONE DI FIRENZE

- Porzione superiore delle porte poste dopo l'ingresso da piazza Brunelleschi -
(porta di destra)
ASS. NAZ.
MUTILATI e INVALIDI
DI GUERRA

SEZ. di FIRENZE

(porta di sinistra)
OPERA
NAZIONALE
INVALIDI di GUERRA

POLIAMBULATORIO

- Rotonda del Brunelleschi -
(cassetta postale inserita nell'anta sinistra della porta di accesso)
LETTERE ESPRESSI

(lastra inserita sul lato sinistro della parete corrispondente alla vetrata 3; riferimento alla mappa "Simboli" presente in galleria)
PIAZZA
FILIPPO BRUNELLESCHI

(pietra posta sopra il basamento del muro esterno all'altezza della vetrata 6)
1437

Tale data a riferimento all'anno in cui i lavori per la costruzione dell'edificio furono interrotti

- Sala delle Assemblee -
(affreschi che ritraggono due religiosi)
JOANNES GENERALIS CAMALDULENSIS (tondo di sinistra) e MAFFEUS GERARDUS CAMALDULENSIS VENETIANUS (tondo di destra)
(FONTE: Savelli, 2008, pag. 49)

(targa inserita a destra della porta di accesso, sul lato del muro rivolto verso il corridoio)
Associazione Nazionale fra Mutilati
ed Invalidi di Guerra

Sala Consiliare

Intitolata alla Memoria del
Presidente Regionale della Toscana
Comm. Siro Cretti [in corsivo]

Firenze, 20 dicembre 2005

- Sala del Cenacolo -
(architrave della porta che collega le sale del Cenacolo e IV Novembre)
CALEFACTORIUM

(architrave della porta posta sulla sommità della scala, sul lato esterno alla sala)
REFECTORIUM

(targa alla base dell'affresco "Ultima Cena")
Ridolfo del Girlandaio
( Firenze 1483 - 1561)

ULTIMA CENA
1543

(Restauro finanziato dalla Associazione Amici dei musei Fiorentini)

(balconata dell'affresco)
ANNO D[OMI]NI MDXLIII [1543]

- Sala IV Novembre -
(affresco "la Fede e la Speranza", in basso a destra)
A.G. [iniziali di Alessandro Gherardini]
1700 [anno di realizzazione]
(FONTE: Facebook, 4 febbraio 2022)

(cartiglio sull'arco rivolto verso la sala del Cenacolo)
ANNO (simbolo dell'ANMIG) 1954

Questa data indica l'anno on cui terminò il restauro dell'ex chiesa da parte dell'ANMIG
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, Fortezza e Temperanza, 1979 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900121998)

- Sala del Consiglio -
(targa di ingresso, a destra della porta)
Associazione Nazionale
Mutilati ed Invalidi di Guerra

Sala Consiliare

Intitolata alla Memoria del Presidente
Mario Nencioni [in corsivo]
Medagli d'Argento al Valor Militare
23 Febbraio 2004
(FONTE: Facebook, 18 giugno 2021)

(vetrata)
(vetrata di sinistra)
CARSO
GRAPPA
(vetrata centrale)
TRENTO
NON REDEO
NISI VICTOR
TRIESTE
M.G. TOLLERI
A. (giglio) XIV
(vetrata di destra)
PIAVE
ISONZO

- Sala IV Novembre -
(affresco "la Fede e la Speranza", in basso a destra)
A.G. [iniziali di Alessandro Gherardini]
1700 [anno di realizzazione]
(FONTE: Facebook, 4 febbraio 2022)

(arco rivolto verso la sala del Cenacolo)
ANNO (simbolo dell'ANMIG) 1954

Questa data indica l'anno in cui terminò il restauro dell'ex chiesa da parte dell'ANMIG
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, Fortezza e Temperanza, 1979 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900121998)

(lastra posta fra l'ingresso dell'ex chiesa e l'accesso della cappella Ticci)
B. V. (I) M. SS. (I) ROS. (II) ONUS PERP (I). SACRIE (II)
IN AEDE S: MIN: (IS) V: (O) DEL CEPPO A CORNELIA
TILIMANS INSTR. (O) S. CAR. NOVELLI N: P: F:
D. 27. AUG. 1652. ROG. (VS) INSTITUTUM AD HANC
ARAM EX DECR. (O) S. C. PER ARCHIEP. (M) FLOR. (M)
EMAN. (O) DIE 20. IUN. 1776. TRANSLATUM FUIT

Lettere e numeri sopra riportati fra parentesi nel testo originale sono posizionati sopra il testo

(targa posta sotto l'opera "Ritorno dalla fuga in Egitto")
G. B. Paggi
( 1554 - 1627 )
Ritorno dalla fuga in Egitto

(targa posta sotto l'opera "Transito di san Romualdo")
G. Grisoni
( 1699 - 1769 )
Transito di San Romualdo

(targa posta sotto l'opera "Virtù")
A. Gherardini
( 1655 - 1726 )
Virtù

Sitografia:
Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig. - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/
Simboli:
- Cappella Ticci -
La tela sopra l'altare della Cappella Ticci, inquadrata all'interno di un tempietto, di Giovanbattista Mossi, raffigura “la resurrezione del figlio della vedova di Naim”, un miracolo di Gesù che viene raccontato soltanto dal Vangelo secondo Luca. Alla destra dell'altare c'è un quadro raffigurante San Marco o San Matteo e alla sinistra un quadro con San Francesco. I due dipinti sono stati attribuiti alla scuola di Agnolo di Cosimo (1503 - 1572), conosciuto come Agnolo Bronzino o Bronzino. Gli affreschi della cupola della cappella sono di Bernardino Poccetti, mentre il dipinto danneggiato davanti all'altare è un affresco staccato da un'altra parte del monastero, che doveva raffigurare la Pietà. L'autore è ignoto ma ricorda le opere della scuola di Giotto (1267 ca - 1337) è stato valutato come appartenente alla scuola di Taddeo Gaddi (1300 ca - 1366): si intravedono le aureole della Madonna e di Gesù; sono ben visibili le figure della Maddalena, di san Giovanni Evangelista e di una santa.
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 5; ANMIG 2022, pag. 17 e Facebook, 21 gennaio 2022)

Al di sotto della mensa dell'altare è presente una croce cattolica di color rosso dipinta sul muro, composta da due braccia nei cui punti di intersezione sono inseriti dei raggi.

Nel basamento, all'altezza delle opere laterali, sono presenti due stemmi familiari in rilievo: quello di sinistra si presenta in un pessimo stato di conservazione e quindi risulta difficilmente identificabile, mentre quello di destra presenta un elmetto di un soldato sotto cui è posto lo stemma della famiglia Ticci, costituito da una banda obliqua in cui sono inserito tre gigli rivolti verso l'alto accompagnata da due rose, una nella parte superiore e una in quella inferiore.

Fra i pennacchi sottostanti alla cupola sono posizionate quattro lunette: due parziali e due intere. Le prima sono posizionate sopra il timpano dell'altare e ai lati della finestra, mentre le seconde sono sulla parete della porta d'ingresso (A) e su quella opposta all'altare (B).
Per quanto riguarda queste ultime la lunetta A raffigura la "Castità di San Giuseppe" ed è opera di Poccetti e la B il "sacrificio di Isacco".
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 5 e Facebook, 21 gennaio 2022)

Nella cupola, in cui è raffigurata la "gloria del Paradiso", sono presenti i seguenti simboli:
1 - alla base ci sono angeli musicanti che, attraverso la propria musica, fanno danzare quattro gruppi di tre putti collocati alla base di ciascuna colonna;
2 - al centro di trova Dio Padre benedicente;
3 - al di sotto di essa, nei pennacchi o scuffie, si trovano quattro angeli, ognuno a uno dei quattro angoli dell'ambiente, rappresentati in atteggiamenti allegorici, che creano un rapporto con la parte inferiore della cappella.
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 5 e Facebook, 2 luglio 2021)

Sulla parete di fronte alla porta di ingresso di trovano quattro bassorilievi, divisi dalla finestra che illumina l'ambiente, con i volti rivolti verso di essa: a sinistra rappresentano la Madonna e a destra Gesù.

Sul pavimento della cappella sono presenti quattro gigli.

- Chiostro degli Angeli o di ponente -
Partendo a sinistra, guardando il lato della sala IV Novembre, si trovano le seguenti lunette affrescate (i numeri indicati fra parentesi fanno riferimento alla mappa "Chiostro degli Angeli" presente in galleria):
1 - Bernardino Poccetti, "La Creazione di Adamo" (1601): rappresenta la genesi con la creazione di Adamo e si vedono Adamo e Dio e circondati da animali terrestri (2);
2 - Bernardino Poccetti, "La Creazione di Eva" (1601): rappresenta la genesi con la creazione di Eva e si vedono Eva e Dio circondati da animali marini (24);
3 - Donato Mascagni, "Romualdo incontra il Beato Apollinare" (1600): un converso indica al giovane Romualdo l'apparizione del Beato Apollinare che incensa con un turibolo gli altari dell'abbazia di Classe (21);
4 - Donato Mascagni "Romualdo riceve il collegio" (1600): i cenobiti classensi accolgono Romualdo nella comunità grazie all'intercessione del vescovo ravennate (20);
5 - Donato Mascagni, "Nave diretta verso la Gallia" (1600): Pietro Orseolo, doge di Venezia, s'imbarca per la Francia insieme a San Romualdo e ai beati Guarino, Marino e Giovanni Gradenigo (19);
6 - Donato Mascagni, "Romualdo riceve i reggenti dell'Abbazia di Classe" (1600): san Romualdo, costretto dall'imperatore Ottone, accetta il governo dell'Abbazia di Classe (18);
7 - Donato Mascagni, "Sogno di Romualdo" (1600): Romualdo sogna i monaci vestiti di bianco che salgono verso il cielo attraverso una scala nell'Appennino dove poi sarà costruito l'eremo (17);
8 - Bernardino Poccetti, "Romualdo e Maldolo parlano dell'edificazione dell'eremo" (1601): Romualdo e Maolo, dopo che entrambi hanno visto in sogno la scala celeste, parlano dell'edificazione dell'eremo a Camaldoli (14);
9 - Bernardino Poccetti, "San Romualdo e il Vescovo di Arezzo pongono le fondamenta dell'eremo" (1601): si vedono Romualdo e il Vescovo di Arezzo gettare le prime fondamenta dell'eremo nell'anno del Signore 1008 o 1012 (12);
10 - Bernardino Monaldi, "Fanciullo liberato dal demonio" (1601): San Romualdo libera dal demonio un fanciullo con un pezzetto del suo pane (9);
11 - Bernardino Monaldi, "Abbraccio tra Romualdo e l'imperatore Enrico II" (1601): l'imperatore Enrico IV abbraccia con grande affetto San Romualdo e gli affida l'Abbazia del Monte Amiata (8);
12 - Bernardino Monaldi, "Romualdo riconosce il cibo datogli da Dio" (1601): San Romualdo, rimasto isolato e privo di viveri a causa di una inondazione insieme a un gruppo dei suoi monaci, riceve del cibo dal cielo (7);
13 - Bernardino Monaldi, "Romualdo salva un monaco peccatore" (1601): San Romualdo salva un monaco peccatore che il demonio stava strangolando (6);
14 - Bernardino Monaldi, "Il diavolo tenta di annegare Romualdo" (1601): Il diavolo in forma di un cane rosso tenta di far annegare San Romualdo, spaventando il suo cavallo (5).
(FONTE: ANMIG 2022. pag. 9 a 16)

Nel chiostro sono presenti le seguenti lunette in cui sono posizionati i busti (le lettere indicate fra parentesi fanno riferimento alla mappa "Chiostro degli Angeli" prima menzionata):
1 - Pietro Francavilla, San Romualdo 1599 (I); la lunetta, opera di Donato Mascagni, rappresenta l'eremo di Camaldoli, fondato dal santo (22)
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 5 e Facebook, 8 maggio 2022, 17 luglio 2022);
2 - Giovanni Battista Caccini, San Benedetto, 1598 (C); la lunetta raffigura due angeli che aprono un tendaggio, da cui sembra uscire il busto, che sorreggono alcuni gli attributi del santo: quello di sinistra il fascio di verghe del comando e quello di destra il libro della regola benedettina (4)
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 5 e Facebook, 15 maggio 2022);
3 - Giovanni Battista Caccini, Gesù giovane, posteriore al 1602 (B); lunetta di Poccetti in cui si vedono due figure allegoriche femminili che sembra che siano a sedere sui timpani, che simboleggiano le due virtù di Gesù, la bontà divina e la giustizia (3)
(FONTE: Facebook, 17 giugno 2022);
4 - Giovanni Battista Caccini, Dio Padre, posteriore al 1602 (A); lunetta di Poccetti in cui sono raffigurati degli angeli in adorazione (1)
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 5 e Facebook, 17 giugno 2022);
5 - Giovanni Battista Caccini, Madonna, posteriore al 1602 (L); lunetta di Poccetti in cui si denotano due figure allegoriche che raffigurano le sue virtù, cioè l'innocenza e la verginità (23)
(FONTE: Facebook, 17 giugno 2022);
6 - Giovanni Battista Caccini, San Bonifacio (G); la lunetta rappresenta angeli in venerazione del busto del santo (15);
7 - Giovanni Battista Caccini, San Giacomo (F); la lunetta rappresenta angeli che interagiscono con il santo (13);
8 - Giovanni Battista Caccini, Beato Michele da Firenze (H); la lunetta raffigura due angeli che hanno in mano le corone del Signore, di cui il santo è stato inventore; la corona di nodi d'abete è composta da 33 Pater Noster intercalati da 5 Ave Maria (16);
9 - Pietro Francavilla, San Pier Damiani (E); la lunetta presenta due monumentali angeli, quasi distesi sui timpani della porta sottostante, che sembrano volere uscire fuori dalla lunetta. I due angeli sollevano un drappo per mostrare il busto di san Michele (11)
(FONTI: Facebook, 17 luglio 2022 e Soprintendenza per i beni artistici e storici di Firenze, Pistoia e Prato 1998);
10 - Pietro Francavilla, 1599, Ambrogio Traversari (D); nella lunetta sono visibili due angeli nell'atto di mostrare dei libri, in riferimento alla enorme cultura letteraria del soggetto a cui è dedicato il busto (10)
(FONTI: Facebook, primo maggio 2022, 17 luglio 2022 e Soprintendenza per i beni artistici e storici di Firenze, Pistoia e Prato 1998).

Sotto il busto di San Benedetto è presente lo stemma dell'ordine camaldolese, che presenta due colombe che bevono da un solo perché san Romualdo, il fondatore, cercò di unire l’esperienza della chiesa orientale con quella della chiesa occidentale. I due volatili rappresentano le chiese e il calice Cristo. Sopra è posta una stella.

- Facciate esterne su piazza Brunelleschi -
Sulle lapidi poste all'esterno degli ingressi da piazza Brunelleschi e della sala IV Novembre è presente il simbolo in rilievo in pietra dell'ANMIG, rappresentato da tre pugnali all'interno di una corona di spine.
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, emblemi e armi, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900742079)

Sulle facciate esterne di piazza Brunelleschi sono presenti otto bassorilievi, due sul lato corto e sei su quello lungo, posti sopra le finestre, inquadrati da una cornice in rilievo di forma circolare in pietra che riportano al proprio interno i seguenti simboli:
1- emblemi delle Armi (Marina, Aviazione, Fanteria, Cavalleria, Genio, Artiglieria);
2 - emblemi delle Legioni;
3 - simbolo dell'ANMIG;
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, emblemi e armi, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900742079)
Il terzo medaglione (indicato con la lettera E nella mappa) del lato maggiore non è più presente.

Di seguito una tabella che fa riferimento alla mappa "Simboli", presente in galleria, che indica il significato dei medaglioni sopra citati:
1 - il bassorilievo A, in cui si vede un'ancora in mezzo al mare, rappresenta la Marina (FONTE: Wikipedia, Casa del Mutilato (Firenze) - https://it.wikipedia.org/wiki/Casa_del_Mutilato_(Firenze));
2 - il B l'Aviazione poiché c'è un'aquila accostata da una bussola;
3 - il C, in cui si vedono in primo piano un'ascia e un piccone rivolti verso destra che incrociano due vanghe e un'ascia girate verso il lato opposto e sullo sfondo si vedono tre pali lignei telegrafici, rappresenta il Genio, il cui simbolo sono due asce incrociate sormontate da una bomba fiammeggiante (FONTE: Esercito Italiano, Arma del Genio e Specialità - https://www.esercito.difesa.it/equipaggiamenti/militaria/Fregi/Pagine/Arma-del-Genio-e-Specialita.aspx), nelle sue specialità: ascia e pale rappresentano l'Arma del Genio e le saette poste in alto le trasmissioni;
4 - il D la Fanteria, il cui emblema è una coppia di fucili incrociati, per la presenza di una di queste armi disposte nella maniera prima indicata (FONTE: Esercito Italiano, Arma di Fanteria e Specialità - https://www.esercito.difesa.it/equipaggiamenti/militaria/Fregi/Pagine/Arma-di-Fanteria-e-Specialita.aspx);
5 - nell'E, oggi non più presente ma visibile nella foto del 1937 inserita in galleria, in cui c'era un fascio littorio girato verso destra (FONTE: Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, L’architettura nelle immagini dello Studio Barsotti, "Particolare della facciata della Casa del Mutilato pressoché ultimata", 1937- http://www.sa-toscana.beniculturali.it/ardes-web_barsotti/cgi-bin/pagina.pl?CurChiaveAlbero=64058&CurTipoAlbero=uni&CurApriNodo=1&CurRecId=153312&CurRecType=doc&PrpSecId=38) che simboleggiava le Legioni;
6 - nell'F c'è il simbolo dell'ANMIG;
7 - nel G probabilmente, in cui si vedono sette lance lunghe alla cui sommità è presente una bandiera e di due trombe, è simboleggiata la Cavalleria, il cui emblema sono due lance lunghe incrociate (FONTE: Esercito Italiano, Arma di Cavalleria e Specialità - https://www.esercito.difesa.it/equipaggiamenti/militaria/Fregi/Pagine/Arma-di-Cavalleria-e-Specialita.aspx);
8 - nell'H, in cui probabilmente sono rappresentati due proiettili che stanno vagando in aria, raffigura l'Artiglieria, il cui emblema sono due bocche da fuoco, armi che lanciano proiettili, incrociate (FONTE: Esercito Italiano, Arma di Artiglieria e Specialità - https://www.esercito.difesa.it/equipaggiamenti/militaria/Fregi/Pagine/Arma-di-Artiglieria-e-specialita.aspx).

- Rotonda del Brunelleschi -
Sulla sommità della rotonda sono presenti otto oculi di forma circolare chiusi da vetrate policrome che presentano una fascia con corona di spine o festone su fondo blu che inquadrano gli stessi simboli presenti nei medaglioni precedentemente analizzati in una versione grafica differente.
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, emblemi e armi, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900742079)

Sulle vetrate i simboli riportati fanno riferimento agli invalidi e i mutilati della Grande Guerra.
(FONTE: ANMIG 2022, pag. 17)

In particolare, facendo riferimento alla mappa "Simboli", si riporta di seguito la simbologia di alcune delle vetrate:
1 - la vetrata 1 riporta il simbolo dell'ANMIG;
2 - la 2 in cui è presente una bocca da fuoco sormontata da una bomba con fiamma, rappresenta l'Artiglieria, in quanto entrambi gli elementi sono presenti nei suoi simboli militari (FONTE: Esercito Italiano, Arma di Artiglieria e Specialità - https://www.esercito.difesa.it/equipaggiamenti/militaria/Fregi/Pagine/Arma-di-Artiglieria-e-specialita.aspx);
3 - nella vetrata 3 è visibile un labaro nero (vessillo con asta trasversa e drappo quadrato), simbolo della milizia (Legioni), che era, negli anni Trenta del Novecento, la forza armata dello Stato;
4 – nella 4,in cui si vedono in primo piano due vanghe e un'ascia che incrociano un piccone e sullo sfondo si vedono tre pali lignei telegrafici, è raffigurato il Genio nelle sue specialità: i pali rappresentano le comunicazioni e le vanghe il Genio vero e proprio;
5 - la 5 presenta lo stesso schema, leggermente modificato, del medaglione B (v. paragrafo precedente), quindi, raffigura anche in questo caso la Fanteria; rappresenta anche il legame fra le forze armate e il lavoro e si può ricondurre alla frase di Benito Mussolini (1883 - 1945) "È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende";
6 – la 6 presenta tre aquile, disposte una sopra l'altra, che stanno volando verso l'alto, quindi raffigura l'Aviazione;
7 - la 7 probabilmente rappresenta la Cavalleria in quanto si evincono quattro lance lunghe con delle bandierine nella parte superiore (FONTE: Esercito Italiano, Arma di Cavalleria e Specialità - https://www.esercito.difesa.it/equipaggiamenti/militaria/Fregi/Pagine/Arma-di-Cavalleria-e-Specialita.aspx);
8 - la 8, in cui si vede un'ancora la cui parte inferiore è inserita nell'acqua, simboleggia la Marina.

Sul lato sinistro del portone di accesso sono presenti quattro ganci di supporto in metallo a forma di giglio, che è il simbolo della città di Firenze.

- Sala delle Assemblee -
In questa sala sono presenti due grandi affreschi, "San Benedetto" e "San Romualdo", che raffigurano gli omonimi santi, che si trovano sulla parete di sinistra, che risalgono al '600 e sono opera di un pittore fiorentino. Il primo tiene in mano le verghe del comando dell'ordine benedettino, il secondo il modellino del monastero di Camaldoli. Sulla stessa parete in alto a sinistra l'immagine allegorica della Fede ("La Fede"), in cui si vede una giovane donna che tiene in mano un crocifisso, e a destra quella della Teologia ("La Teologia"), una giovane donna che tiene in mano un libro. Entrambe le raffigurazioni sono attribuite a Bernardino Poccetti e risalgono all'inizio del '600. In basso due tondi con i volti di prelati non meglio identificati. Sotto la Fede e la Teologia la raffigurazione di due basamenti che incorniciano due storie della vita di san Romualdo tracciate in monocromo giallo, che sono opera di un pittore fiorentino di inizio '600.
Sul fondo della sala l'affresco, alto 3,10 metri e largo 6, che raffigura "Il Concilio di Firenze del 1439", opera di Pier Dandini (1646 - 1712) realizzata all'inizio del 700. L'affresco si trovava in origine nella biblioteca del monastero e fu staccato nel 1934. Si tratta di una celebrazione dell'evento storico del Concilio di Firenze e del suo artefice Ambrogio Traversari, generale dell'ordine camaldolese che per molti anni visse nel monastero. Traversari è al centro del dipinto in atteggiamento di condurre la chiesa greca al Papa Eugenio IV, sotto la protezione dell'Unione, figura allegorica a braccia aperte. La chiesa ortodossa è raffigurata come una donna in abiti orientali che calpesta un demone, lo scisma, che ha sotto il braccio un libro da cui esce un serpentello, l'eresia. Sullo sfondo è visibile la Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze.
Nella parte della sala contrapposta all'affresco di Pier Dandini, sulla parete di sinistra, in alto, un affresco raffigurante una Madonna col Bambino staccata da un muro del monastero prima che venisse abbattuto e più sotto una sinopia e una immagine di Madonna col Bambino attribuita al Beato Angelico (1395 - 1455). Sulla stessa parete, a destra della porta d'ingresso alla sala, un grande quadro a olio di Galileo Chini (1873 - 1956) donato nel 1927 all'ANMIG di Firenze, di cui era socio, raffigurante "Il Tradito", in cui si vede Gesù nell'orto degli ulivi poco prima di essere tradito, che proviene dalla precedente sede in via degli Anselmi.
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 6 - 7; ANMIG 2022, pag. 5 e Savelli 2008, pag. 28, 37, 46, 47 e 50)

Gli affreschi "La Fede", "La Teologia", "San Benedetto" e "San Romualdo", si trovavano nel corridoio del convento, in cui incorniciavano il finestrone di testata del piano terra ("Andito al piano terreno. Ai lati e sopra al finestrone: affreschi a chiaroscuro raffiguranti San Benedetto, San Romualdo, la Fede e la Teologia").
(FONTI: ANMIG 1937, pag. 6 e Savelli, 2008, pag. 44 - 45)

L'affresco "Il Concilio di Firenze del 1439" prima della costruzione della Casa del Mutilato si trovava nella libreria dell'ex monastero che si trovava nel braccio del complesso che risaliva al Seicento e al Settecento.
(FONTE: Savelli, 2008, pag. 47)

- Sala del Cenacolo -
Il momento descritto da Ridolfo del Ghirlandaio nell'affresco "Ultima cena" (1543) è tratto dal Vangelo secondo Giovanni: Gesù afferma che qualcuno di loro lo tradirà e che sarà quello a cui darà un boccone di pane inzuppato. A destra di Gesù Giovanni, Giacomo, simile a Gesù in quanto suo cugino. A sinistra Giuda, Pietro e Tommaso. Al momento della costruzione della Casa del Mutilato l'affresco fu staccato dalla parete originaria e ricollocato sul muro che delimitava la proprietà dell'ANMIG.
(FONTE: ANMIG 2022, pag. 5)

- Sala del Consiglio -
La vetrata della sala del Consiglio presenta varie vetrate dedicate alla prima guerra mondiale: al centro la Vittoria alata che alza al cielo una corona d'alloro con ai lati le date del conflitto in numeri romani (MXMXV e MCMXVIII) e nel quadro in alto a sinistra ("L'assalto con le baionette e la resistenza contro gli austriaci") è raffigurato l'assalto contro il nemico austriaco, rappresentato dal soldato biondo.
Nel quadro sottostante ("La partenza dei militari e il distacco dalla famiglia") i soldati in divisa sono pronti per la partenza: la donna con la pala rappresenta tutte le donne rimaste a casa a svolgere i lavori degli uomini. Nel quadro in alto a destra ("L'Esercito italiano che vincitore marcia sventolando la bandiera tricolore") l'esercito italiano vincitore con il tricolore e nel quadro sottostante ("Il soccorso alle vittime della guerra") il pietoso recupero delle salme e dei feriti. In alto a sinistra ("Carso" e "Grappa") e a destra ("Piave" e "Isonzo") ci sono i nomi delle battaglie della Grande Guerra e al centro i nomi delle città riconquistate ("Trento" e "Trieste") divisi dalla scritta latina "Non redeo nisi victor", che significa in italiano "non torno se non vincitore".
(FONTI: ANMIG 2022, pag. 4; Facebook, 22 agosto 2022 e Savelli 2008, pag. 22 - 23)

Al di sotto delle vetrata di destra e di sinistra si trova un divisorio metallico in cui sono presenti, alternati, il simbolo dell'ANMIG e due fucili incrociati sormontato da un elmetto.

Ogni pannello è sorretto da un telaio di legno scorrevole verso l'alto e un meccanismo di corde e pulegge consente alla vetrata di aprirsi in senso trasversale.
(FONTE: Facebook, 22 agosto 2022)
Alla sommità delle pareti ci sono tre bassorilievi in marmo rosa con cornici in granito rosso raffiguranti:
1 - un fante all'attacco in procinto di scagliare una bomba a mano;
2 - un soldato morente sorretto simbolicamente da una Vittoria alata;
3 - un reduce mutilato che si appoggia a una stampella e che è sorretto da un ragazzo, forse un balilla.
I tre bassorilievi sono opere di Angiolo Vannetti (1881 - 1962).
(FONTI: ANMIG 2022, pag. 4 e Facebook, 18 giugno 2021)

Nella parte inferiore della vetrata della sala del Consiglio è presente un giglio nero, simbolo della città di Firenze.

- Sala IV Novembre -
Sul soffitto è dipinta “la visione di San Romualdo”, opera di Alessandro Gherardini (1655 - 1723) di inizio Settecento, considerato "la decorazione sacra forse più elegante del Settecento fiorentino". La luminosa e vasta composizione inserita sulla volta della sala raffigura l'apparizione in sogno a San Romualdo della lunga scala su cui saliva al cielo un drappello di religiosi del suo ordine vestiti di bianco; evento che spinse il santo a mutare la tonaca nera dei benedettini in quella immacolata dei monaci di Camaldoli. L'affresco è popolato di angeli e putti che assistono alla scena da soffici nuvole, giocano con rosari o sono intenti a far musica e tengono in mano rami d'abete quale riferimento all'eremo di Camaldoli. L'affresco è diviso in tre parti con quadrature opera di Giuseppe Tonelli (1668 - 1732).

Sulle pareti vediamo a sinistra "la Carità" e a destra "la Fede e la Speranza", sempre di Gherardini. Anche questi dipinti sono databili agli inizi del '700. La prima è seduta sullo scalino di un edificio classico, ha il braccio alzato e tiene in grembo un bambino; alla sua sinistra è visibile un altro bambino che sembra voler trattenere il drappo azzurro e drappeggiato mentre alla sua destra c'è un puttino che, camminando, beve da una coppa. Sullo sfondo si nota un vaso con il fuoco acceso. La Speranza viene raffigurata inginocchiata di profilo con lo sguardo rivolto verso l'alto. La Fede è seduta, ha la testa coperta e porta simboli eucaristici in mano. Sulle ultime due virtù volteggiano due angeli.
(FONTI: ANMIG 2022, pag. 6 - 7 e Facebook, 4 febbraio 2022)

In alto, sopra gli arconi, sono presenti quattro grandi figure allegoriche che simboleggiano le virtù cardinali realizzate in stucco: sull'arcone dalla parte dell'entrata si trovano due figure muliebri che rappresentano la Giustizia e la Prudenza; sull'arcone opposto, quello del presbiterio, altre due figure rappresentano la Forza e la Temperanza. Tutte le figure in stucco sono opera di Vittorio Barbieri (1674 - 1755 circa) e Alessandro Lombardi e risalgono ai primi del 700, quando la chiesa fu oggetto di un intervento di ristrutturazione.
Nel cartiglio posto sulla sommità dell'arco rivolto verso la sala del Cenacolo è presente l'emblema dell'ANMIG.
(FONTI: ANMIG 2022, pag. 6 - 7; Catalogo generale dei Beni Culturali, Fortezza e Temperanza – https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900121998, Giustizia e Prudenza, 1979 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900121999/0900121998)

Sempre sulle pareti della Sala IV Novembre ci sono: a sinistra un quadro di Giuseppe Grifoni (1699 - 1769) sul tema del “transito di San Romualdo”, dipinto affidato all'ANMIG dal demanio affinché fosse ricollocato nella chiesa a cui era stato destinato e da cui era stato rimosso dopo la soppressione del monastero, in cui, ai piedi di San Romualdo, fondatore dell'ordine camaldolese, si vedono tre figure religiose: fra Jacopo Geri, fra Silvestro Cardinali, seduto assorto a leggere, e la beata Paola, mentre sulla parete destra c'è un dipinto che raffigura “Il ritorno dalla fuga in Egitto”.
(FONTI: ANMIG 2022, pag. 6 – 7 e Facebook, 10 aprile 2021)

Quest'ultima opera, che fu dipinta da Giovan Battista Paggi (1554 - 1627) a fine Cinquecento, in cui, in un tripudio di angeli volteggianti, si vede Maria che tiene per mano Gesù, rappresentato da un bambino di sei - sette anni con la mano alzata, con San Giuseppe, posto dietro di loro, che li osserva e segue.
(FONTE: Facebook, 17 maggio 2021)

Sul pannello informativo posto davanti all'entrata della sala IV Novembre, in via degli Alfani, è presente la parte destra di un giglio bianco, simbolo della città di Firenze.

- San Romualdo -
Nella porzione dell'ex Convento camaldolese di Santa Maria degli Angeli di proprietà dell'ANMIG nelle sue numerose opere viene data particolare attenzione al sogno di san Romualdo, ovvero a quando lui dorme e sogna dei monaci vestiti di bianco che salgono una scala che ascende al celo. Secondo la tradizione, a seguito del sogno il santo decide di diventare monaco e fondare l'eremo di Camaldoli. Tale evento è rappresentato in ben tre affreschi:
1 - volta dell'ex chiesa (sala IV Novembre);
2 - lunetta nel chiostro degli Angeli o di ponente;
3 - affresco staccato nella sala delle Assemblee;
(FONTE: Facebook, 19 novembre 2021)

- Stemma esterno -
Nello stemma posto nella parte destra della facciata su piazza Brunelleschi, in prossimità dell'ingresso del chiostro Grande o del Nigetti, si vedono, sulla sinistra, lo stemma dell'ordine camaldolese, costituito da due colombe che bevono da uno stesso calice, sopra cui è posta una stella, simbolo che si ritrova al di sotto del busto di San Benedetto nel chiostro degli Angeli e, sulla destra, il simbolo dell'ex Monastero di Santa Maria degli Angeli (v. paragrafo successivo), sopra cui è posizionata una mitria.
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, stemma dell'Ordine camaldolese, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741998)

- Stemma dell'ex monastero -
Sotto il busto di San Romualdo, nel chiostro degli Angeli, si trova lo stemma dell'ex monastero (v. paragrafo precedente)
(FONTE: Facebook, 8 maggio 2022), che si ritrova anche sotto i busti di Gesù e san Pier Damiani e nella facciata su piazza Brunelleschi, in cui si legge:
A
RmsI
A

Tali lettere rappresentano la frase S [santa] MARIA scritto in modo incrociato.
(FONTE: Catalogo generale dei Beni Culturali, stemma dell'Ordine camaldolese, 2010 - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900741998)

Le lettere M e S sono sovrapposte: la prima è scritta in carattere corsivo minuscolo e la seconda, di dimensioni minori, è inserita al centro.

- Toponomastica -
Le lastre che indicano piazza Brunelleschi sono sorrette da tre ganci metallici, due sul bordo inferiore e uno su quello superiore, che rappresentano dei gigli, che sono il simbolo della città di Firenze.

Bibliografia:
Bibliografia:
1 - La Casa del Mutilato in Firenze, Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra Sezione provinciale di Firenze, 4 novembre 1937;
2 - Guida alla Casa del Mutilato di Firenze e alle sue Opere d'Arte, Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra e Fondazione – Sezione di Firenze, collana "ANMIG FIRENZE, 1", 2022;
3 – Il chiostro camaldolese di Santa Maria degli Angeli: restauro e restituzione del ciclo di affreschi, Soprintendenza per i beni artistici e storici di Firenze, Pistoia e Prato - ufficio restauri, quaderni dell'ufficio restauri, volume 4, Centro Di, 1998
4 - La Casa del Mutilato a Firenze e la sua Raccolta d'Arte, Divo Savelli, Pagnini Editore, 2008.

Sitografia:
Facebook, Casa del Mutilato Firenze Anmig. - https://www.facebook.com/casadelmutilatofi/

Altro

Osservazioni personali:
- Angiolo Vannetti -
Dello scultore Angiolo Vannetti, autore dei bassorilievi della sala del Consiglio, è anche il "monumento al Fante" presente al Parco della Rimembranza - Giardino del Milite Ignoto di Firenze (https://www.pietredellamemoria.it/pietre/parco-della-rimembranza-di-firenze/).

- Cappella Ticci -
All'interno della cappella e nel corridoio sono presenti numerose lastre funerarie, in particolare nel secondo luogo sono affisse, su supporti di metallo, alle pareti.

- Ringraziamenti -
Si ringraziano la sezione ANMIG di Firenze, nelle persone del presidente Alessandro Sardelli, che ha permesso allo scrivente di consultare il volume "La Casa del Mutilato in Firenze" (1937) e il documento "Guida alla Casa del Mutilato di Firenze e alle sue Opere d'Arte" (2022) e ha fornito alcune delle foto inserite nella presente scheda, e di Carla Taiuti, per la comprensione delle lunette poste dietro ai busti nel chiostro degli Angeli (v. paragrafo "Chiostro degli Angeli" nella sezione "Simboli") e dello stemma dell'ex Monastero di Santa Maria degli Angeli (v. paragrafi "Stemma esterno" e "Stemma dell'ex monastero" nella sezione "Simboli") e per le riflessioni relative alla Rotonda del Brunelleschi, e Antonio Zarcone, Generale e storico militare che collabora con la suddetta sezione, per il supporto fornito per interpretare i simboli della facciata di piazza Brunelleschi e della Rotonda del Brunelleschi (v. paragrafi "Facciate esterne su piazza Brunelleschi" e "Rotonda del Brunelleschi" nella sezione "Simboli").

- Rotonda del Brunelleschi -
I ganci di supporto metallici inseriti in prossimità dell'ingresso da via del Castellaccio (v. paragrafo "Rotonda del Brunelleschi" nella sezione "Simboli"), visto l'orientamento dei gigli, suddivisi in due gruppi, uno superiore e uno inferiore, composti da due di essi, che sono rivolti verso una direzione comune a entrambi, molto probabilmente in origine erano dei supporti per una lapide o una lastra.

Nonostante nel pannello informativo inserito all'esterno della sala IV Novembre (v. paragrafo "pannello informativo posto all'esterno della sala IV Novembre in via degli Alfani" nella sezione "Iscrizioni") si affermi che "[la rotonda del Brunelleschi] fu ristrutturata da Rodolfo Sabatini nel 1937 seguendo il disegno del suo ideatore", questa al suo interno presenta un aspetto diviso nettamente in due parti, una bassa con i costoloni in pietra serena e una alta a intonaco senza decorazioni poiché l'autorizzazione alla copertura fu data a condizione che fosse diversa dalle porzioni realizzate da Brunelleschi (v. paragrafo "Rotonda del Brunelleschi o tempio degli Scolari" nella sezione "Notizie e contestualizzazione storica").

- Simboli -
I due stemmi presenti nel chiostro degli Angeli e nella facciata su piazza Brunelleschi (v. paragrafi "Chiostro degli Angeli o di ponente" e "Facciate esterne su piazza Brunelleschi" nella sezione "Simboli") sono presenti anche nei due chiostri dell'ex monastero di proprietà dell'Università degli Studi di Firenze: il chiostro Grande o del Nigetti, accessibile da piazza Brunelleschi, 4, e quello di Levante, in cui si può accedere sia dall'ingresso prima indicato che da via degli Alfani, 37. Nel primo i due simboli si trovano sulla sommità delle arcate che separano il cortile coperto e lo spazio aperto al centro mentre lo stemma che presenta le lettere è posto al di sopra del cancello di accesso da piazza Brunelleschi nel lato rivolto verso il chiostro; nel secondo, sopra il portone di ingresso da via degli Alfani, è presente il medesimo simbolo che si ritrova all'esterno della Casa del Mutilato, in piazza Brunelleschi, in cui i due stemmi sono accostati, privo però del cappello papale.

- Stato di conservazione -
Gli ambienti interni si presentano in un ottimo stato di conservazione mentre le pareti esterne del complesso presentano un elevato livello di degrado.

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