293637 - Cenotafio a Marino Gilioli – Reggio Emilia

Iscrizione posta nel cimitero della frazione Sabbione sulla tomba del padre Celso per ricordare il figlio Marino Gilioli, caporale di fanteria detenuto come IMI (“Internati Militari Italiani”) in Germania e lì disperso.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Sabbione
Indirizzo:
Via Anna Frank
CAP:
42122
Latitudine:
44.628105136522
Longitudine:
10.692123373041

Informazioni

Luogo di collocazione:
Nel cimitero di Sabbione. Nella prima colonna a sinistra del colombario alla sinistra della cappella cimiteriale.
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Marmo
Materiali (Dettaglio):
Lastra in marmo grigio, centinata in alto e con iscrizione incisa.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Informazione non reperita
Notizie e contestualizzazione storica:
Marino Gilioli nacque a Reggio Emilia il 25 settembre 1908. Durante la seconda guerra mondiale fu caporale nel 84° Battaglione Fanteria. Dopo l’8 settembre 1943 fu deportato come IMI nei campi di lavoro nazisti in Germania. Dichiarato disperso il 2 aprile 1945.
Fonte: https://alboimicaduti.it

La tragica vicenda degli Internati Militari Italiani (IMI) ebbe inizio l’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio sottoscritto dall’Italia con le Forze Alleate durante la seconda guerra mondiale. I militari italiani, lasciati senza ordini dalle massime autorità militari, furono catturati e disarmati dalle truppe tedesche in tutti i fronti europei. Caricati su carri bestiame, furono avviati nei lager del Terzo Reich, soprattutto in Germania, Austria e Polonia. Ai circa 650.000 prigionieri fu richiesto di continuare a combattere a fianco dei tedeschi o dei fascisti della Repubblica di Salò. La maggior parte di loro si rifiutò di collaborare affrontando sofferenze e privazioni. I militari italiani internati nei lager nazisti furono definiti IMI, con un provvedimento arbitrario di Hitler che li sottrasse alle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra per i prigionieri di guerra, per destinarli come forza lavoro per l’economia del Terzo Reich. Decine di migliaia di IMI persero la vita nel corso della prigionia per malattie, fame, stenti, uccisioni. Per i sopravvissuti la liberazione avvenne tra febbraio e maggio 1945. Il rimpatrio, tuttavia, non fu immediato e si svolse nell'estate e nell'autunno 1945.
Fonte: https://www.lessicobiograficoimi.it

Contenuti

Iscrizioni:
IL FIGLIO
MARINO
N.1908 D.1945
DISPERSO IN GERMANIA
Simboli:
Sulla lastra è presente la fotoceramica ovale del caduto.
Sulla mensolina davanti alla lastra sono presenti due vasi portafiori e una lampada votiva.

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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