7281 - Cimitero di guerra del fiume Sangro – Torino di Sangro

Vi sono raccolte 2.617 tombe dei militari del Commonwealth. I filari delle sepolture, contrassegnate dalle caratteristiche lapidi di marmo bianco, sono a terra in un prato verde, disposte a semicerchio lungo il pendio, come in un anfiteatro. Dall’ingresso, un sentiero lastricato fiancheggiato da filari di magnolie conduce alla “Croce del Sacrificio”; un altro sentiero con siepi di biancospino porta alla “Pietra della Rimembranza” presso l’opposta recinzione.

I 2.617 caduti sono così distinti:

  •     1768 del Regno Unito
  •     2 Canada
  •     3 Australia
  •     355 Nuova Zelanda
  •     74 Sud Africa
  •     335 India e Pakistan
  •     5 Altri territori
  •     75 Ignoti

Una iscrizione nell’apposito “Memoriale” ricorda i nomi di altri 517 soldati indiani, caduti in quella zona, i cui resti furono cremati”.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Contrada Sentinella, Torino di Sangro
CAP:
66020
Latitudine:
42.21860029392959
Longitudine:
14.535507211608888

Informazioni

Luogo di collocazione:
Contrada Sentinella
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Laterizio, Marmo, Ottone, Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Lapidi in marmo; struttura in mattoni e travertino; ara in mattoni, pietra e marmo verde; registro dei visitatori in ottone; memoriali, pietra della memoria e croce del sacrificio in travertino; magnolie e biancospino.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Torino di Sangro
Notizie e contestualizzazione storica:
Vi sono raccolte 2.617 tombe dei militari del Commonwealth, Caduti durante le dure battaglie del novembre-dicembre 1943 scoppiate lungo la costiera Adriatica per il superamento delle tenaci difese germaniche a cavallo del fiume Sangro. Il cimitero si trova su un ampio declivio collinare a nord di Torino di Sangro, a poco più di un chilometro dalla foce del Sangro. Il cimitero è stato progettato dall'architetto Louis de Soissons ed è gestito dalla Commonwealth War Graves Commission (CWGC).

L’invasione alleata dell’Italia il 3 settembre 1943 coincise con la firma di un armistizio con l’Italia stessa che successivamente riprese la guerra a fianco degli alleati. La campagna fu quindi combattuta fra le truppe tedesche d’occupazione in Italia , ancora sostenute da un numero esiguo di unità italiane, ed il 15° Gruppo di Armate alleate che comprendeva inizialmente l’Ottava Armata (Commonwealth) , la Quinta Armata (americana) composta da un corpo d’armata americano e di uno del Commonwealth, e da alcuni reparti italiani che lottavamo per la liberazione del loro paese. Col progredire della campagna reparti francesi, polacchi, greci e brasiliani si unirono al 15° Gruppo di Armate. Le truppe alleate furono aiutate, sempre di più man mano che la campagna avanzava, dal movimento partigiano dietro le linee tedesche.
Gli obiettivi alleati erano di deviare truppe tedesche sia dal fronte russo sia dalla Francia dove erano previsti sbarchi alleati per l’anno successivo. Durante tutta la campagna d’Italia i preparativi per l’invasione dell’Europa occidentale ebbero la precedenza nell’impegno sia umano che materiale. Questa strategia portò non solo alla riduzione delle operazioni anfibie, per le quali il terreno era particolarmente adatto, ma anche al ritiro di divisioni del Commonwealth, americane e francesi (insieme a gran parte del sostegno aereo) per gli sbarchi nella Francia occidentale e meridionale e per le successive operazioni nell’Europa nord-occidentale e in Grecia.
La guerra nelle zone di montagna, prevalente durante i combattimenti in Italia, richiedeva truppe appositamente addestrate, all’inizio solo le divisioni indiane e francesi erano così addestrate. Questa guerra metteva inoltre in rilievo il fatto che la fanteria, appoggiata dall’artiglieria e dal genio, era l’ arma decisiva sul campo di battaglia, in montagna il carro armato era nulla più che un canno semovente. I muli, le jeep e gli aerei che lanciavano rifornimenti divennero i mezzi di trasporto necessari per sostenere le truppe nelle montagne. Gli alleati impiegarono del tempo prima di riuscire ad adattarsi a questo tipo di guerra.
In questa campagna le tre Armi, ciascuna del proprio ambito, combatterono quasi fossero una sola e i rifornimenti ed i rinforzi erano trasportati dalle Marine Mercantili, i cannoni navali fornirono un sostegno diretto sia negli sbarchi che nel successivo impegno con bersagli a terra. Le forze aeree , oltre al loro ruolo strategico nei bombardamenti , fornirono uno stretto sostegno alle truppe sia tattico sia con lanci di rifornimento. Durante tutta la campagna, il dominio del mare e del cielo fu costante. Mancando uno di questi elementi la campagna, che aveva avuto origine interamente dal mare, non avrebbe potuto essere sostenuta.
L’ Ottava Armata, sbarcando a Reggio Calabria il 3 settembre 1943 ed a Taranto il 9 incontrò scarsa resistenza. Lo sbarco della Quinta Armata avvenuto a Salerno il 9 fu invece duramente contrastato e solo il 14, con l’aiuto di un potente sostegno aereo e navale , la controffensiva tedesca fu sopraffatta. Il 16 l’ala sinistra dell’Ottava Armata si congiunse all’ala destra della Quinta , e successivamente la Quinta Armata avanzò lungo la costa occidentale, occupando Napoli il 1°ottobre mentre l’ Ottava Armata risaliva la costa orientale conquistando Termoli il 3 dello stesso mese. Così fu la fine delle avanzate rapide. Aspri combattimenti che durarono fino alla fine dell’anno videro le truppe alleate bloccate sulla Linea Gustav.
Il 12 gennaio 1944 una serie di attacchi furono portati lungo la Linea Gustav , soprattutto contro la roccaforte di Cassino ed il 22 vi fu uno sbarco alleato ad Anzio con l’obiettivo di tagliare le Linee di comunicazione tedesche e minacciarle alle spalle.ma i tedeschi resistettero a cassino non solo al primo ma anche a due successivi attacchi, e contrattaccarono ad Anzio cosicché la testa di ponte fu mantenuta solo con difficoltà. Lasciando nella parte orientale del paese solo una forza di difesa, la massa delle truppe dell’Ottava Armata fu poi trasferita per unirsi a quella della Quinta ad occidente. In questa concentrazione condotta con maestria tre quarti delle forze del 15° Gruppo di Armate furono portate a premere sul breve fronte tra Cassino ed il mare . L’attacco fu sferrato l’11 maggio, la posizione di Cassino fu presa il 18, le truppe ad Anzio spezzarono l’accerchiamento ed i tedeschi abbandonarono la Linea Gustav il 22;la strada attraverso la valle del Liri fu così aperta e gli alleati entrarono a Roma il 4 giugno.
La ritirata tedesca , dapprima precipitosa, rapidamente divenne ordinata e ci furono successive resistenze sulle Linee Transimeno , Arezzo, Arno e Gotica. Benché un’offensiva lanciata il 10 settembre facesse breccia nelle fortificazioni della Linea Gotica, le montagne stesse sbarrarono in seguito la strada eccetto che sul fianco adriatico dove il fronte fu portato in avanti fino a Ravenna.
Nel dicembre, con l’arrivo dell’inverno, gli alleati si posero sulla difensiva per raccogliere le forze per l’offensiva di primavera lanciata il 9 aprile. Dopo una settimana di duri combattimenti il fronte tedesco si spezzò, truppe del fianco destro della Quinta e del fianco sinistro dell’Ottava Armata entrarono a Bologna contemporaneamente ed entro il 23 la maggior parte delle forze tedesche era intrappolata sulla riva meridionale del Po. Il 25, quando sia la Quinta che l’Ottava Armata attraversarono il Po, vi furono insurrezioni popolari nelle città dell’Italia settentrionale ed i partigiani ne presero il controllo dalle guarnigioni tedesche. Il 2 maggio, data della resa tedesca, la Quinta Armata aveva raggiunto Torino ad ovest, mentre l’ Ottava raggiungeva Trieste all’est. Il successo finale alleato in questa aspra ed a volte frustrante campagna fu così completo che deve essere motivo di riflessione la portata tanto più estesa che avrebbe potuto avere se le divisioni e le forze aeree ritirate e destinate ad operazioni su altri fronti fossero state mantenute in Italia.

42.000 marinai, soldati ed aviatori delle forze del Commonwealth morirono nella campagna : di essi 38.000sono sepolti nei 37 cimiteri di guerra del Commonwealth e 1.500, i cui resti sono stati cremati, sono commemorati sui monumenti appositi in tre di questi cimiteri. I nomi di 4.000 soldati i cui luoghi di sepoltura sono ignoti sono ricordati nel Monumento Commemorativo di Cassino : quelli dei marinai ed aviatori dispersi sono ricordati nei monumenti eretti nei loro porti di partenza e nel Monumento ai Caduti delle Forze Aeree a Malta. Nessuno dei cimiteri di guerra è solamente un cimitero del campo di battaglia ma ciascuno contiene tombe di caduti ivi raggruppate da zone più ampie, dopo che i combattimenti si erano allontanati. Molti di essi però furono iniziati come cimiteri di campi di battaglia e tutti hanno un particolare significato in relazione alla campagna.

Contenuti

Iscrizioni:
CEMETERY REGISTER;
1939 SANGRO RIVER WAR CEMETERY 1945

THEIR NAME LIVETH
FOR EVERMORE

INDIAN FORCES

THE WAR IN ITALY 1943.1945
The invasion of Italy on 3rd September 1943 coincided with the conclusion of an armistice with that country which subsequently re-entered the war on the allied side. The campaign war therefore fought between the German Forces in occupation of Italy, still supported by a few Italian units, and the Allied 15th Army Group comprising initially the Eighth (Commonwealth) Army, the Fifth (American)Army containing one American and one Commonwealth Corps and some Italian formations seeking the liberation of their country. As the campaign progressed French, Polish, Greek and Brazilian formations joined the 15th Army Group. The Allied Armies were aided, increasingly as the campaign progressed, by the Partisan movement behind the German lines.
The Allied objectives were to draw German troops from the Russian front and from France where Allied landings were planned for the following year. Throughout the Italian campaign preparations for the invasion of western Europe took priority in both manpower and materials. This policy led not only to the curtailment of the amphibious operations for which the terrain offered opportunities but also to the withdrawal of Commonwealth, American and French divisions (as well as a large part of the air support) for the landings in the west and south of France, for the subsequent operations in north-west Europe and for operations in Greece.
The German forces were resolute, well equipped and skillfully deployed. The Italian peninsula consists, for the most part , of a mountain spine- the Appenines- from which rivers, in deep gorges, run into the sea. These gorges were formidable obstacles to the attackers at all seasons, swollen by rain or snow in the severe winter weather, and tenaciously defended, they became even more so and the names of many of the battles of the campaign follow those of the rivers whose crossings were strongly contested.
Mountain warfare, which formed the greater part of the fighting in Italy, demanded mountain trained troops, initially only the Indian and French divisions were so trained. Mountain warfare also emphasized that infantry, supported by artillery and engineers , was the decisive arm on the battlefield; in the mountains the tank was no more than a self-propelled gun. The transport requirement to maintain troops in the mountains became mules, jeeps and supply dropping aircraft. Allied adaptation to this form of warfare took time.
In this campaign the three Services, each in its own element, fought as one and the supplies and reinforcements were carried by the Merchant Navies. Naval guns gave direct support both in landings and in subsequent engagements of targets on shore. Air Forces, in addition to their strategic bombing role, gave close support, both tactical and supply dropping, to the troops. The command of both sea and sky was maintained throughout without either, this wholly sea-borne campaign could not have been sustained.
The Eighth Army, landing at Reggio Calabria on 3rd September 1943 and Taranto on the 9th , met little opposition. The fifth Army’s landing at Salerno on the 9th was sternly opposed and it was not until the 14th that, with the aid of powerful air and naval support, the German counter-offensive was fought down. On the 16th the Eighth Army’s left made contact with the Fifth Army’s right wing and thereafter the Fifth advanced up the west coast, taking Naples on 1st October, and the Eighth up the east capturing Termoli on the 3rd. This marker the end of the period of rapid advance, and bitter fighting to the end of the year saw the Allies held on the Gustav line.
On 12th Jnuary 1944 attacks were made along the Gustav Line, notably on the Cassino stronghold, and on the 22nd an Allied landing was made at Anzio with the objects oh cutting the German communications and threatening their rear. The Germans held not only the first but two subsequent attacks at Cassino, and counter attacked at Anzio so that the bridgehead was held only with difficulty. Leaving only a holding force in the east the main strength of the Eighth Army was then transferred to join that of the Fifth in the west. In this masterly concentration three-quarters of the 15th Army Group’s strength was brought to bear on the short front between Cassino and the sea. The attack opened on 11th May, the Cassino position was abandoned the Gustav Line on the 22nd, the route through the Liri Valley was opened and the Allies entered Rome on 4th June.
The German retreat, precipitate at first, quickly became ordered and successive stands were made on the Trasimene , Arezzo, Arno and Gothic Lines. Although an offensive mounted on 10th September breached the fortification of Gothic Line the mountains themselves subsequently barred the way except on the Adriatic flank where the front was advanced to Ravenna.
In December with the onset of winter, the Allies went on the defensive to build up strength for the Spring offensive launched on 9th April. After a week’s severe fighting the German front broke, troops of the right wing of the Fifth and the left of the Eighth Army entered Bologna simultaneously and by the 23rd the main part of the German Forces was effectively trapped against the south bank of the River Po, popular uprisings took place in the cities of north Italy and the Partisans seized control from the Germans’ surrender, the Fifth Army in the west had reached Turin and the Eighth Trieste in the east.
So complete was the eventual Allied success in this bitter and at times frustrating campaign that it must be a matter for speculation how much more far reaching it might have been if the divisions and aircraft withdrawn for operations elsewhere had been retained in Italy.
42,000 sailors , soldiers and airmen of the Commonwealth Forces were killed in the campaign of whom 38,000 are buried in the 37 Commonwealth war cemeteries and 1,500 , whose remains were cremated, are commemorated on Cremation Memorials in three of these cemeteries. The names of 4,000 soldiers, whose graves are unknown, are commemorated on the Cassino Memorial; those of the missing sailors and airmen are on the memorials at their home ports and on the Air Forces Memorial at Malta. None of the war cemeteries is a purely battle cemetery because each contains burials gathered in from a wider area after the fighting had passed on. But many of them were started as battle cemeteries and each has significance to a part of the campaign.

SANGRO RIVER WAR CEMETERY
This cemetery contains 2,619 burials , of which 75 are unidentified by name, and by countries they comprise:
United Kingdom 1,790
Canada 2
Australia 3
New Zealand 357
South Africa 74
India 385
Pioneer Corps of Southern Africa 5
Other Allied 2
Entirely unidentified 1
2,619
The cemetery contains also a Memorial bearing the names of 517 soldiers of the Indian Army whose remains were cremated.




L’invasione alleata dell’Italia il 3 settembre 1943 coincise con la firma di un armistizio con l’Italia stessa che successivamente riprese la guerra a fianco degli alleati. La campagna fu quindi combattuta fra le truppe tedesche d’occupazione in Italia , ancora sostenute da un numero esiguo di unità italiane, ed il 15° Gruppo di Armate alleate che comprendeva inizialmente l’Ottava Armata (Commonwealth) , la Quinta Armata (americana) composta da un corpo d’armata americano e di uno del Commonwealth, e da alcuni reparti italiani che lottavamo per la liberazione del loro paese. Col progredire della campagna reparti francesi, polacchi, greci e brasiliani si unirono al 15° Gruppo di Armate. Le truppe alleate furono aiutate, sempre di più man mano che la campagna avanzava, dal movimento partigiano dietro le linee tedesche.
Gli obiettivi alleati erano di deviare truppe tedesche sia dal fronte russo sia dalla Francia dove erano previsti sbarchi alleati per l’anno successivo. Durante tutta la campagna d’Italia i preparativi per l’invasione dell’Europa occidentale ebbero la precedenza nell’impegno sia umano che materiale. Questa strategia portò non solo alla riduzione delle operazioni anfibie, per le quali il terreno era particolarmente adatto, ma anche al ritiro di divisioni del Commonwealth, americane e francesi (insieme a gran parte del sostegno aereo) per gli sbarchi nella Francia occidentale e meridionale e per le successive operazioni nell’Europa nord-occidentale e in Grecia.
La guerra nelle zone di montagna, prevalente durante i combattimenti in Italia, richiedeva truppe appositamente addestrate, all’inizio solo le divisioni indiane e francesi erano così addestrate. Questa guerra metteva inoltre in rilievo il fatto che la fanteria, appoggiata dall’artiglieria e dal genio, era l’ arma decisiva sul campo di battaglia, in montagna il carro armato era nulla più che un canno semovente. I muli, le jeep e gli aerei che lanciavano rifornimenti divennero i mezzi di trasporto necessari per sostenere le truppe nelle montagne. Gli alleati impiegarono del tempo prima di riuscire ad adattarsi a questo tipo di guerra.
In questa campagna le tre Armi, ciascuna del proprio ambito, combatterono quasi fossero una sola e i rifornimenti ed i rinforzi erano trasportati dalle Marine Mercantili, i cannoni navali fornirono un sostegno diretto sia negli sbarchi che nel successivo impegno con bersagli a terra. Le forze aeree , oltre al loro ruolo strategico nei bombardamenti , fornirono uno stretto sostegno alle truppe sia tattico sia con lanci di rifornimento. Durante tutta la campagna, il dominio del mare e del cielo fu costante. Mancando uno di questi elementi la campagna, che aveva avuto origine interamente dal mare, non avrebbe potuto essere sostenuta.
L’ Ottava Armata, sbarcando a Reggio Calabria il 3 settembre 1943 ed a Taranto il 9 incontrò scarsa resistenza. Lo sbarco della Quinta Armata avvenuto a Salerno il 9 fu invece duramente contrastato e solo il 14, con l’aiuto di un potente sostegno aereo e navale , la controffensiva tedesca fu sopraffatta. Il 16 l’ala sinistra dell’Ottava Armata si congiunse all’ala destra della Quinta , e successivamente la Quinta Armata avanzò lungo la costa occidentale, occupando Napoli il 1°ottobre mentre l’ Ottava Armata risaliva la costa orientale conquistando Termoli il 3 dello stesso mese. Così fu la fine delle avanzate rapide. Aspri combattimenti che durarono fino alla fine dell’anno videro le truppe alleate bloccate sulla Linea Gustav.
Il 12 gennaio 1944 una serie di attacchi furono portati lungo la Linea Gustav , soprattutto contro la roccaforte di Cassino ed il 22 vi fu uno sbarco alleato ad Anzio con l’obiettivo di tagliare le Linee di comunicazione tedesche e minacciarle alle spalle.ma i tedeschi resistettero a cassino non solo al primo ma anche a due successivi attacchi, e contrattaccarono ad Anzio cosicché la testa di ponte fu mantenuta solo con difficoltà. Lasciando nella parte orientale del paese solo una forza di difesa, la massa delle truppe dell’Ottava Armata fu poi trasferita per unirsi a quella della Quinta ad occidente. In questa concentrazione condotta con maestria tre quarti delle forze del 15° Gruppo di Armate furono portate a premere sul breve fronte tra Cassino ed il mare . L’attacco fu sferrato l’11 maggio, la posizione di Cassino fu presa il 18, le truppe ad Anzio spezzarono l’accerchiamento ed i tedeschi abbandonarono la Linea Gustav il 22;la strada attraverso la valle del Liri fu così aperta e gli alleati entrarono a Roma il 4 giugno.
La ritirata tedesca , dapprima precipitosa, rapidamente divenne ordinata e ci furono successive resistenze sulle Linee Transimeno , Arezzo, Arno e Gotica. Benché un’offensiva lanciata il 10 settembre facesse breccia nelle fortificazioni della Linea Gotica, le montagne stesse sbarrarono in seguito la strada eccetto che sul fianco adriatico dove il fronte fu portato in avanti fino a Ravenna.
Nel dicembre, con l’arrivo dell’inverno, gli alleati si posero sulla difensiva per raccogliere le forze per l’offensiva di primavera lanciata il 9 aprile. Dopo una settimana di duri combattimenti il fronte tedesco si spezzò, truppe del fianco destro della Quinta e del fianco sinistro dell’Ottava Armata entrarono a Bologna contemporaneamente ed entro il 23 la maggior parte delle forze tedesche era intrappolata sulla riva meridionale del Po. Il 25, quando sia la Quinta che l’Ottava Armata attraversarono il Po, vi furono insurrezioni popolari nelle città dell’Italia settentrionale ed i partigiani ne presero il controllo dalle guarnigioni tedesche. Il 2 maggio, data della resa tedesca, la Quinta Armata aveva raggiunto Torino ad ovest, mentre l’ Ottava raggiungeva Trieste all’ est.Il successo finale alleato in questa aspra ed a volte frustrante campagna fu così completo che deve essere motivo di riflessione la portata tanto più estesa che avrebbe potuto avere se le divisioni e le forze aeree ritirate e destinate ad operazioni su altri fronti fossero state mantenute in Italia.

42.000 marinai, soldati ed aviatori delle forze del Commonwealth morirono nella campagna : di essi 38.000sono sepolti nei 37 cimiteri di guerra del Commonwealth e 1.500, i cui resti sono stati cremati, sono commemorati sui monumenti appositi in tre di questi cimiteri. I nomi di 4.000 soldati i cui luoghi di sepoltura sono ignoti sono ricordati nel Monumento Commemorativo di Cassino : quelli dei marinai ed aviatori dispersi sono ricordati nei monumenti eretti nei loro porti di partenza e nel Monumento ai Caduti delle Forze Aeree a Malta. Nessuno dei cimiteri di guerra è solamente un cimitero del campo di battaglia ma ciascuno contiene tombe di caduti ivi raggruppate da zone più ampie, dopo che i combattimenti si erano allontanati. Molti di essi però furono iniziati come cimiteri di campi di battaglia e tutti hanno un particolare significato in relazione alla campagna.
CIMITERO DI GUERRA DEL FIUME SANGRO
In questo cimitero sono sepolti 2619 Caduti ,di cui 75 ignoti. Essi appartenevano ai seguenti Paesi:
Gran Bretagna 1790
Canada 2
Australia 3
Nuova Zelanda 357
Sud Africa 74
India 385
Simboli:
Grande croce in pietra posta su basamento poligonale; sulla croce è fissata una spada in metallo con lunga elsa.
Stelle a cinque punte

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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