290748 - Cippo a 5 partigiani fucilati – Parma

Il cippo ricorda i partigiani Remo Balboni, Oreste Grassi, Attilio Mareschini, Antonio Pini e Carlo Sozzi trucidati dai nazifascisti nell’eccidio di Alberi di Vigatto il 20 gennaio 1945. Esso è costituito da una colonna tronca di granito posta su una base di forma rettangolare. A fianco della colonna (a destra rispetto a chi guarda) vi è una lastra rettangolare di pietra levigata, leggermente inclinata, sulla quale con caratteri di bronzo in rilievo sono riportati la data della fucilazione e i nominativi dei Caduti, ciascuno seguito dal proprio anno di nascita (l’ordine è quello cronologico, dal più vecchio al più giovane). Il robusto basamento del cippo è a pianta rettangolare, rivestito da lastre di bronzo e poggiante su una piattaforma di cemento. Nella parte frontale del basamento si trovano affiancate due lastre rettangolari di marmo, sostenute da punzoni piramidali di bronzo. Su dette lastre è composta l’epigrafe realizzata sempre con caratteri di bronzo in rilievo: spicca la dedica della comunità di Alberi di Vigato a questi Caduti e l’anno della ricostruzione del manufatto.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Località Alberi di Vigatto.
Indirizzo:
Strada Martinella, angolo Strada Langhirano
CAP:
43124
Latitudine:
44.76633099509
Longitudine:
10.323517595943

Informazioni

Luogo di collocazione:
Collocato tra due alberi tra Strada Martinella e Strada Langhirano, nelle vicinanze di una rotatoria stradale della Tangenziale sud, .
Data di collocazione:
Luglio 1964
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Granito per la colonna tronca, base compresa. Pietra levigata per la lapide con i nomi dei Caduti. Marmo per le due lapidi su cui è composta l’epigrafe. Bronzo per tutti i caratteri in rilievo, per le lastre che rivestono il basamento e per i perni di sostegno delle due lapidi marmoree. Cemento per la piattaforma su cui poggia l’intero manufatto.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Parma
Notizie e contestualizzazione storica:
La notte del 20 Gennaio 1945, in località Alberi di Vigatto, alla periferia sud di Parma, furono fucilati, forse per rappresaglia, 5 partigiani catturati durante un rastrellamento effettuato sull’Appennino parmense agli inizi del mese. Si chiamavano Remo Balboni (“Zecchi”), Oreste Grassi (“Silla”), Attilio Mareschini (“Bus”/”Bue”), Antonio Pini (“Veciu”) e Carlo Sozzi (“Buffalo”). I loro cadaveri restarono abbandonati sulla neve lungo la Strada Martinella come monito. Alla luce delle fonti a disposizione non è stato possibile attribuire la matrice dell’esecuzione, se perpetrata dai tedeschi o dai fascisti.

I Caduti:
1. Remo Balboni (“Zecchi”), nato il 20 Luglio 1921 a Cento (Fe), residente a Casumaro (Fe); barbiere. Partigiano appartenente alla 1a Brigata “Julia” (Divisione Val Taro). Catturato il 7 Gennaio 1945 a Pessola di Varsi (Pr). Nella banca dati del partigianato parmense presente sul sito dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma (Isrec), il luogo di nascita è indicato in Ferrara. Decorato con la croce al Valor Militare “alla Memoria”.
2. Oreste Grassi (“Silla”), nato il 28 Gennaio 1920 a Collecchio (Pr) (fonte Isrec). Partigiano appartenente al Distaccamento “E. Bigliardi”, Battaglione “G. Gardelli” della 1a Brigata “Julia” (Div. Val Taro). Catturato il 9 Gennaio 1945 a Prelerna di Solignano (Pr). Riposa nel Cimitero di Collecchio. Il suo nome compare nella lapide dedicata ai Caduti partigiani di Collecchio posta sulla facciata del locale Municipio (vedi scheda 288551 su questo stesso sito). Nel cippo l’anno di nascita riportato è il 1921.
3. Attilio Maraschini (“Bus”/”Bue”), nato l’8 Giugno 1914 a Borgotaro (Pr), residente a Valmozzola (Pr). Nel Ricompart (la Commissione regionale per il riconoscimento delle qualifiche partigiane) la data di nascita è fatta risalire al 18 Giugno 1914. Partigiano appartenente al Comando della Divisione Val Ceno. Nella banca dati del partigianato parmense presente sul sito dell’Isrec la data di morte è fatta risalire al 29 Gennaio 1945. Il suo nome compare nel monumento ai Caduti della I e II Guerra mondiale di Valmozzola, nel giardino di fronte al Municipio.
4. Antonio Pini (“Veciu”), nato il 1° Gennaio 1911 a Fidenza (Pr). Partigiano appartenente alla 31a Brig. Garibaldi “Forni” (Div. Garibaldi Val Ceno). Nella banca dati del partigianato parmense sul sito dell’Isrec, egli risulta disperso in data 10 Gennaio 1945. Riposa nel Sacrario dei Caduti partigiani del Cimitero di Fidenza. Il suo nome figura anche nella lapide dedicata ai Caduti partigiani apposta sul Palazzo municipale di Fidenza.
5. Carlo Sozzi (“Buffalo”), nato l’11 Settembre 1907 a Salsomaggiore Terme (Pr). Partigiano appartenente alla 31a Brig. Garibaldi “Forni” (Div. Garibaldi Val Ceno). Riposa nel Sacrario dei Caduti del Cimitero di Salsomaggiore Terme. E’ ricordato anche nel monumento dedicato ai partigiani della 31a Brig. Garibaldi “Forni” eretto a Salsomaggiore Terme, in località Castellazzo e nella lapide ai Caduti per la Libertà posta all’ingresso del Municipio di Salsomaggiore Terme.

FONTI:
• Banca dati dei Caduti partigiani presente sul sito dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma (Isrec Parma).
• Marco Minardi, “Memorie di Pietra. Monumenti alla Resistenza, ai suoi caduti e alle vittime civili durante l’occupazione militare tedesca nella provincia di Parma”, Ass.ni Partigiane della Provincia di Parma ALPI-ANPI-APC, Com. di Parma, Amm. Prov. di Parma, Fond. Monte di Parma, Grafiche STEP, Parma 2002.
• www.straginazifasciste.it

Contenuti

Iscrizioni:
VOLLERO E MORIRONO
PER UNA PATRIA MIGLIORE
IL 20 1 1945

SOZZI CARLO 1907
PINI ANTONIO 1911
MARASCHINI ATTILIO 1914
GRASSI ORESTE 1921
BALBONI REMO 1921

DAL FREDDO GIACILIO OVE I LORO
CORPI INERTI STETTERO
DA QUESTO BRONZO, OVE I LORO
NOMI ANCORA RIVIVONO.
CONSEGNANO AI GIOVANI,
LA FIACCOLA DELLA LIBERTA’,
AFFIDANDO LORO UN MESSAGGIO
E UN IMPEGNO DI CIVILTA’.

LA POPOLAZIONE DI ALBERI
VOLLE SU BRONZO CIO’ CHE MANO
IGNOBILE CANCELLO’ DAL MARMO.
LUGLIO 1964
Simboli:
La colonna tronca rappresenta una vita precocemente interrotta.

Altro

Osservazioni personali:
Le immagini risalgono al mese di Giugno 2024.

Coordinate Google Maps:
44.766342, 10.323498

Il cippo originario era costituito da una pietra oblunga con gli angoli superiori arrotondati. Su di essa era inserito un cartiglio di marmo con incisa l’epigrafe, riportante i nomi di Caduti, la relativa data di nascita, la comune data di morte ed incisa anche una croce cristiana. Il basamento era di pietra.
Questo il testo:
LA SERA DEL 20 GENNAIO 1945
CADDERO VITTIME
DELLA BARBARIE NAZIFASCISTA
BALBONI MARIO
N. 20.7.1921 CASUMARO . FERRARA
GRASSI ORESTE
N. 28.1.1920 RESIDENTE COLLECCHIO
MARASCHINI ATTILIO
N. 18.6.1914 RESIDENTE VALMOZZOLA
PINI ANTONIO
N. (illeggibile) A FIDENZA
SOZZI CARLO
N. (illeggibile) RESIDENTE SALSOMAGGIORE
Nel 1964 il cippo fu distrutto da vandali neofascisti e poi ricostruito con la forma e l’epigrafe attuale. Sebbene abbia subito un secondo, involontario, danneggiamento, il cippo è stato nuovamente ripristinato.

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