267586 - Cippo a Carlo Garassino, partigiano caduto a Lo Sbaranzo di Clavesana (CN)

Carlo Garassino è uno dei tanti partigiani caduti durante il rastrellamento nazifascista che investì le zone di Clavesana e Bossolasco nei giorni 3 e 4 Marzo 1945, denominato in codice Operazione “Marder” (Martora). Il giovane partigiano trovò la morte in località Lo Sbaranzo e sul luogo del suo sacrificio è stato eretto un cippo in memoria. Si trova dietro Piazza Bonino, al margine di un sottostante vigneto, in una suggestiva posizione panoramica che guarda Clavesana, Naviante e Farigliano. Realizzato interamente in pietra, il manufatto è costituito da una croce formata da tronchi d’albero. All’intersezione delle due braccia è stata realizzata una corona di rose, mentre sul braccio di destra (rispetto a chi guarda) pende, tramite una corda, una targa rettangolare sulla quale è incisa l’epigrafe. Questa riporta il nome del Caduto, l’età e la data di morte. I caratteri sono stati riempiti con vernice di colore nero. Il braccio sinistro della croce si appoggia su un ramo che parte a circa metà del fusto, a sua volta innestato su un basamento simile ad un ceppo ligneo.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Frazione Lo Sbaranzo
Indirizzo:
Piazza Bonino (pressi)
CAP:
12060
Latitudine:
44.482348
Longitudine:
7.931991

Informazioni

Luogo di collocazione:
Ai margini di un vigneto.
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Pietra per l’intero cippo. Vernice di colore nero a riempimento dei caratteri dell’epigrafe.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Clavesana
Notizie e contestualizzazione storica:
La numerosa presenza di partigiani nella zona compresa tra lo Sbaranzo (frazione di Clavesana), Clavesana (Cn) e Bossolasco (Cn) inducono i nazifascisti a sferrare un’operazione antiribelli denominata in codice “Marder”; la coordina il colonnello Aurelio Languasco, comandante del Raggruppamento “Cacciatori degli Appennini”. Il rastrellamento inizia il 3 Marzo 1945 quando soldati tedeschi, agli ordini del tenente Gruber, muovono da Bastia Mondovì (Cn) verso il Passo della Bossola, congiungendosi, poi, alle Surie (Clavesana) con la I Compagnia dei “Granatieri di Sardegna” guidata dal maggiore Arturo Bertella (comandante del I Battaglione omonimo) partita da Murazzano (Cn) e Belvedere Langhe. Un’altra colonna tedesca procede verso Clavesana per disporsi a Borgata Tetti (frazione clavesanese) ed Arcurata, dopo essersi unita ai granatieri della II Compagnia del tenente Attilio Rizzo. Da Castellino Tanaro (Cn) giunge a Rocca Cigliè (Cn) il reparto del maggiore Mario Rosa (comandante del III Battaglione Guardia Nazionale Repubblicana) insieme ad un gruppo dei “Moschettieri delle Alpi” per poi ricongiungersi con la colonna nazifascista scesa da Belvedere Langhe. Clavesana è l’obiettivo del capitano Giovanni Ferraris (comandante la Compagnia “Ordine Pubblico” della G.N.R.) partito da Dogliani (Cn) con i suoi uomini e con i granatieri del locale presidio in direzione Farigliano (Cn) e della frazione Naviante. Qui giunto Ferraris si unisce ai granatieri del ten. Rizzo e ai tedeschi del ten. Gruber. Ma a Clavesana si chiude anche l’accerchiamento dei partigiani con l’arrivo degli uomini del magg. Bertella, scesi dalle Surie.
Nel primo giorno del rastrellamento numerosi sono i partigiani caduti o fucilati, ma l’operazione continua e si conclude il giorno successivo, 4 Marzo 1945. In questo giorno cade presso Lo Sbaranzo il partigiano Carlo Garassino, ucciso dai militi del capitano Ferraris travestiti da “ribelli”.


• Carlo Garassino (“Alfonso”, “Carlo”), nato il 21 Marzo 1923 a Ceva (Cn), ivi residente; studente universitario. Partigiano appartenente alla 3a Brigata “Langhe Ovest”, 1a Divisione autonoma “Langhe”. E’ ricordato anche nella lapide dedicata ai Caduti partigiani che si trova poco distante, lungo la Strada Provinciale 59, accanto ad una Azienda vinicola e nel monumento dei Caduti per la Patria (1940-1945) di Clavesana in Piazza Vittorio Emanuele II.

Dati biografici desunti da “Vite spezzate”, database dei Caduti della e nella provincia di Cuneo durante la II Guerra Mondiale consultabile nel sito dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Cuneo e dalla banca dati del partigianato piemontese consultabile sul sito dell’Istituto piemontese per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea “Giorgio Agosti” di Torino (Istoreto).

FONTI:

“Strade delle memorie partigiane. Itinerario Enrico Martini Mauri”, quaderno n. 4, Città di Alba, Anpi sezione di Alba, Ass. Colle della Resistenza, L’Artigiana, Alba 2014.



Contenuti

Iscrizioni:
CARLO GARASSINO
FIORE DI BONTA’
A 22 ANNI
QUI CADDE
PER LA LIBERTA’ D’ITALIA
IL 4 MARZO 1945
Simboli:
La croce, che costituisce la parte essenziale del cippo, è il simbolo cristiano che, in questo caso, indica il sacrificio quale atto salvifico per un bene comune.

Altro

Osservazioni personali:
Nel volume “Strade delle memorie partigiane. Itinerario Enrico Martini Mauri”, il luogo in cui trova la morte Carlo Garassino è indicato come località Galasso, ma non sono riuscito ad identificarlo, né a sapere se si tratti proprio del punto in cui è stato eretto il cippo.

Coordinate Google Maps: 44.482348, 7.931991

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