Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Via Tabiano
- CAP:
- 43036
- Latitudine:
- 44.803423886147
- Longitudine:
- 10.052426108718
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Lungo la strada, ad un incrocio con via privata.
- Data di collocazione:
- Informazione non reperita
- Materiali (Generico):
- Marmo, Pietra, Altro
- Materiali (Dettaglio):
- Marmo per l’intera colonna, base compresa, e per la lastra stondata su cui è incisa l’epigrafe, fissata tramite collante siliconico.
Pietra rosa per il supporto di colonna ed epigrafe. Cemento per il basamento su cui poggia il cippo.
- Stato di conservazione:
- Ottimo
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di Fidenza
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Nel pomeriggio del 19 luglio 1944 una camionetta tedesca si fermò lungo strada Tabiano, scesero dei militari che spinsero due giovani prigionieri partigiani nel campo. Dopo averli obbligati a scavare una buca profonda fino alle ginocchia spararono loro sotto gli occhi dei contadini impegnati nella trebbiatura e se ne andarono.
Contenuti
- Iscrizioni:
- QUI
IL 19 LUGLIO 1944
FURONO BARBARAMENTE
TRUCIDATI DAI TEDESCHI
DUE PARTIGIANI SCONOSCIUTI
-
EROI SENZA NOME
L'OFFERTA SEMPLICE
DELLA VITA IRROMPENTE
HA LASCIATO INDELEBILE
DI VERMIGLIO SANGUE
LA VIA DELLA GLORIA
CHE LUMINOSA
OLTRE I LIMITI DEI MONTI
SALE
VERSO I CIELI DELLA LIBERTÀ
EROI SENZA NOME
NEL VOSTRO SACRIFICIO
CALDO DI MISTERO
PER NON SERVIRE
PER NON MORIRE
AVETE VINTO LA MORTE
ETERNAMENTE
- Simboli:
- Il cippo appare come una colonna che raffigura una candela ancora alta ma con la fiamma spenta, ad indicare una vita spenta prematuramente.
Altro
- Osservazioni personali:
- Un signore anziano ancora molto lucido che abita in una casa vicina racconta che lui, bambino, fu testimone di quanto è riportato sull'epigrafe: "...una camionetta di tedeschi si fermò un pomeriggio durante la trebbiatura, ci squadrarono male affinché nessuno dei contadini si avvicinasse per alcun motivo dopodiché fecero scendere due ragazzi, partigiani, probabilmente portati lì da uno degli edifici della zona utilizzati come carceri per i partigiani catturati. Gli ordinarono di scavare una buca, e quando fu profonda fino alle ginocchia, spararono loro lasciandoveli dentro. Non fummo mai in grado di sapere chi fossero quei giovani, anche se per anni dopo la guerra alcune persone del basso lombardo vennero a fare domande, genitori di partigiani scomparsi che cercavano un posto su cui piangere i loro figli".



