65373 - Cippo a Nino Piccinini – Muraglione di Baiso

Il cippo dedicato al partigiano Nino Piccinini venne costruito per iniziativa dei famigliari e dei compagni di lotta e posto nel luogo in cui avvenne il combattimento. Si tratta di un monumento in impasto gessoso e marmo bianco a forma di colonna tronca. Il monumento riporta la fotografia del caduto in ceramica. L’inaugurazione è ascrivibile all’immediato dopoguerra.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Muraglione/ Ponte del Carnione
Indirizzo:
S.S delle Radici
CAP:
42031
Latitudine:
44.452117481735804
Longitudine:
10.651963949203491

Informazioni

Luogo di collocazione:
Lato strada incrocio per Levizzano (RE)
Data di collocazione:
Immediato dopoguerra
Materiali (Generico):
Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Monumento in marmo e impasto gessoso con lastra in marmo
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
comune di Baiso
Notizie e contestualizzazione storica:
Il partigiano Nino Piccinini (Sassuolo (MO) 18 dicembre 1925- Ponte del Carnione 23 giugno 1944 ) militò nella Divisione Modena Armando, brigata Costrignano.
«La mattina del 23 giugno –ricordo che c’erano i covoni di grano nei campi – io, Nino Piccinini, Giorgio Fontana e uno che era stato nei pontieri e diceva di essere pratico di esplosivi, dalla base di Cerredolo fummo mandati a minare un ponticello sulla Radici, all’altezza del bivio per Baiso e Levizzano. Ci portarono giù con una macchina e sarebbero tornati a prenderci verso sera.
L’ex militare iniziò a minare il ponte mentre noi ci eravamo messi in posizione da dominare la strada che veniva su da Sassuolo. Sono poi capitati lì dei borghesi, con i quali ci siamo messi a parlare. Dopo un po’, prima di mezzogiorno, abbiamo visto alzarsi una nuvola di polvere sulla strada bianca e poi intravisto un sidecar tedesco. Piccinini si è spostato verso il Secchia, io sono rimasto nella parte alta, vicino a una grossa siepe; la gente che era lì con noi è scappata verso il fiume.
Quando ci siamo accorti anche della macchina che seguiva il sidecar era troppo tardi. Piccinini ha cominciato a sparare con il moschetto ma i tedeschi l’hanno centrato subito con una raffica di mitraglia. Io , d’istinto, sono saltato dentro alla siepe fitta e piena di spine e sono rimasto lì tutto il giorno.
I tedeschi hanno catturato Fontana e poi rovistato tutt’intorno, hanno interrogato gli abitanti di una casa lì vicino, (li sentivo parlare) e hanno anche sparato contro quei borghesi che stavano scappando verso il Secchia. Mi sono passati vicino più volte, anche a un metro o due di distanza… Solo quando ha fatto notte sono uscito dalla siepe e lungo il Secchia mi sono avviato verso Cerredolo; sulla strada mi sono incontrato con i nostri che stavano venendo in giù con le camionette».
Testimonianza di Vittorio Roncaglia
Per ulteriori informazioni: Francesco Genitoni, Soldati per conto nostro. La Resistenza a Sassuolo e nella Valle del Secchia, Incontri Editrice, Cavriago (RE), 2015

Contenuti

Iscrizioni:
"IL 23-6-1944 IN COMBATTIMENTO CONTRO IL NEMICO PERDEVA EROICAMENTE LA VITA IL PARTIGIANO NINO PICCININI DI ANNI 18 LA FAMIGLIA E GLI AMICI GARIBALDINI A PERENNE RICORDO POSERO"
Simboli:
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Altro

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