290762 - Cippo ad Alberto Zanrè partigiano caduto a La Costa di Gotra – Albareto (PR)

Il cippo è dedicato al partigiano Alberto Zanrè (“Tarolli”) caduto in questo luogo il 15 luglio 1944. La base è di forma rettangolare su due livelli e delimitata da cordoli di pietra, con un rientro al centro sul lato sottostante la parte frontale. Il cippo è costituito da un blocco di pietra, di forma grossomodo rettangolare, con scolpito alcuni elementi. All’interno del fronte del blocco, più orientata sul fianco sinistro, è inserita una lastra di bronzo di forma rettangolare, ma con il lato superiore ad arco. Su di essa, con la tecnica “a sbalzo”, è stata realizzata l’epigrafe che è la motivazione del conferimento della Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla Memoria”. Inoltre vi sono riportati il nome del Caduto, il grado militare (tenente del Corpo degli Alpini), l’onorificenza conseguita a seguito del suo sacrificio, l’anno ed il luogo di nascita e l’anno ed il luogo della sua morte.

Visualizza la mappa

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Frazione Gotra, località La Costa
Indirizzo:
Strada Gotra
CAP:
43051
Latitudine:
44.461321930548
Longitudine:
9.7463011954703

Informazioni

Luogo di collocazione:
Si trova lungo il margine stradale, in una piccola area appositamente realizzata vicino al bivio per Montechiaro/Buzzo.
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Bronzo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Pietra per il corpo del cippo, per lo zoccolo e per il cordolo che delimita la superficie monumentale. Bronzo per la lastra su cui è incisa l’epigrafe.
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Albareto
Notizie e contestualizzazione storica:
Dal libro di Massimo Storchi “Anche contro donne e bambini. Stragi naziste e fasciste nella terra dei fratelli Cervi” pagg. 196/98, 206 (le note tra parentesi e alcune correzioni sono mie).

Alla fine del Giugno 1944 l’aumentata attività partigiana in montagna, che minacciava le linee strategiche di comunicazione attraverso l’Appennino (la Strada Statale 62 della Cisa, la 63 del Cerreto e la 12 dell’Abetone) spinse la Luftwaffe – che aveva il proprio comando a Salsomaggiore Terme (Pr) – a progettare e mettere in pratica una serie di operazioni denominate “Wallenstein” (dal nome del condottiero delle armate cattoliche nella Guerra dei Trent’anni). Il comando fu assunto dal generale (generalmajor, NdS) Walter Von Hippel, comandante della contraerea (25a Flak-Division, NdS).
Le operazioni si svolsero in tre fasi distinte:
a) Wallenstein I (30 Giugno – 7 Luglio 1944) nel territorio tra la Statale 62 a ovest, la Via Emilia tra Parma e Reggio Emilia a nord, la Statale 63 a est e la strada Fivizzano-Pontremoli (in provincia di Massa-Carrara) a sud.
b) Wallenstein II, investì successivamente l’area intorno a Bardi, Borgo Val di Taro, Bedonia, Varsi, tutte in provincia di Parma.
c) Wallenstein III (30 Luglio – 10 Agosto 1944) colpì, nel Reggiano e nel Modenese, l’area della “Repubblica di Montefiorino”.
Si trattò di operazioni di grandi dimensioni, furono impiegate, secondo fonti tedesche, almeno 5000-6000 uomini: militari provenienti da reparti di retrovia, non necessari al fronte, in gran parte uomini dell’aviazione (antiaerea in particolare), ma anche di reparti delle trasmissioni e dei servizi logistici aeroportuali, inquadrati in reparti recuperati dall’Italia centrale o provenienti da Liguria, Piemonte e pianura padana. Fra essi anche reparti di polizia che presidiavano i passi appenninici e le truppe da fortezza della zona di La Spezia.
(…) La strategia offensiva tedesca non prevedeva più un’azione concentrata su singoli obiettivi ma l’attacco ad ampio raggio e ripetuto sui centri maggiori, il rastrellamento sistematico di civili maschi, il saccheggio di bestiame e la distruzione dei raccolti. Non si trattava di veloci puntate, come in primavera, ma di azioni condotte da truppe che si trattenevano sul territorio (nel caso della terza fase della “Wallenstein III” dal 30 Luglio al 10 Agosto 1944) dove gli obiettivi erano stati individuati con un preventivo lavoro di intelligence.
(…) Per raggiungere questi obiettivi le truppe tedesche non esitarono a replicare su ampia scala la tattica di guerra ai civili, e se non si verificarono eccidi concentrati di rilevanti proporzioni (…) nell’arco del mese durante il quale la montagna reggiana fu sotto attacco l’uccisione di civili fu una costante in tutto il teatro dell’operazione.
(…) La popolazione civile maschile era uno degli obiettivi e come tale veniva colpita, senza discriminazione di età o provenienza. Si fucilarono uomini a piccoli gruppi, colpiti singolarmente e a caso, configurando quella che può essere definita una strage diffusa.
(…) La strategia adottata dai tedeschi con le Operazioni Wallenstein, pur non concordata con le autorità fasciste, colse pienamente, anche se temporaneamente, gli obiettivi previsti: fu acquisita a forza una certa quantità di manodopera necessaria all’economia del Reich, fu interrotta l’esperienza della zona libera di Montefiorino, mentre le formazioni partigiane, dopo lo sbandamento, tornarono all’azione solo ai primi di Settembre dopo una completa riorganizzazione (…), dovendo oltretutto recuperare in buona parte il rapporto con la popolazione civile che vedeva nella presenza partigiana – e nella sua incapacità a resistere all’attacco tedesco e difendere i paesi – uno dei motivi della tragedia abbattutisi sull’Appennino.

E’ in questo contesto che il 15 Luglio 1944 trovò la morte Alberto Zanré (“Tarolli”), comandante partigiano di un’unità facente parte della 1a Brigata “Julia”, formazione partigiana di matrice cattolica.
Durante i combattimenti che si stavano svolgendo nel territorio compreso tra il Passo del Bratello ed il Passo del Borgallo, il comandante Zanrè volle rendersi conto personalmente dei movimenti del nemico che stava scendendo verso Gotra, nel Comune di Albareto. In questa azione fu catturato e fatto prigioniero insieme ad altri due partigiani. Gli uomini del “Tarolli”, allora, decisero di attaccare appostandosi in località Costazza, mentre un’altra squadra, attraversato il fiume Taro, si era posta dietro lo schieramento nemico. Purtroppo questi partigiani furono a loro volta presi alle spalle da una colonna tedesca. In un disperato tentativo di fuga Zanrè fu ucciso dai nazisti.
Alberto Zanrè era nato il 30 Settembre 1921 a Borgotaro in un’agiata famiglia di tradizioni cattoliche. Compì gli studi ginnasiali prima presso il Collegio Salesiano di Parma e poi nel Collegio “San Luigi” di Bologna. La maturità classica la conseguì a Milano, frequentando l’Istituto “Zaccaria” dei Padri Barnabiti.
Nel 1939 si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell’Università di Parma che interruppe al quarto anno perché chiamato alle armi, destinato alla Scuola alpini di Aosta. Alla fatidica data dell’8 Settembre 1943 aveva il grado di sergente (probabilmente allievo ufficiale) e proprio in quei giorni si trovava a casa in licenza.
Subito iniziò ad aiutare i militari sbandati e in breve maturò la scelta di combattere i nazifascisti. L’inverno 1943-’44 lo trascorse quindi ad organizzare una formazione partigiana, arrivando perfino ad acquistare con i propri mezzi armi di contrabbando a La Spezia. Il gruppo, che ormai comprendeva un centinaio di uomini, prese il nome di “Tarolli” dal nome di battaglia che Zanrè aveva scelto per sé e si rivelò un’unità ben addestrata ed estremamente mobile, capace di affrontare brillantemente gli scontri con il nemico, come ebbe a dimostrare nelle azioni poi sostenute.
Alberto Zanrè riposa nel Sacrario dei Caduti per la Libertà nel Cimitero di Borgotaro. Alla sua “memoria” è stata conferita la Medaglia d’Argento.

FONTI:
• Banca dati dei Caduti partigiani presente sul sito dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma (Isrec Parma).
• Marco Minardi, “Memorie di Pietra. Monumenti alla Resistenza, ai suoi caduti e alle vittime civili durante l’occupazione militare tedesca nella provincia di Parma”, Ass.ni Partigiane della Provincia di Parma ALPI-ANPI-APC, Com. di Parma, Amm. Prov. di Parma, Fond. Monte di Parma, Grafiche STEP, Parma 2002.
• Massimo Storchi, “Anche contro donne e bambini. Stragi naziste e fasciste nella terra dei fratelli Cervi”, Imprimatur, Reggio Emilia 2016.
• https://4345resistenza.com/2022/07/13/alberto-zanre-dott-carlo-ghezzi/

Contenuti

Iscrizioni:
TENENTE DEGLI ALPINI
COMANDANTE PARTIGIANO
ALBERTO ZANRE'
MEDAGLIA D'ARGENTO AL V.M.
MOTIVAZIONE:
COMANDANTE DI BATTAGLIONE NEL CORSO
DI UN'ARDITA AZIONE DI PATTUGLIA
CUI AVEVA PARTECIPATO VOLONTARIAMENTE,
SCONTRATOSI CON UN AUTOMEZZO
TRASPORTANTE UN REPARTO ARMATO
AVVERSARIO, NONOSTANTE LA EVIDENTE
SUPERIORITA' DI QUESTO NON ESITAVA
AD ATTACCARLO IN TERRITORIO SCOPERTO,
ANNIENTANDOLO. IN UNA SUCCESSIVA
AZIONE DI RASTRELLAMENTO, MENTRE
CON I SUOI UOMINI CERCAVA DI CONTENERE
LA FORTE PRESSIONE AVVERSARIA, COLPITO
DA UNA RAFFICA DI FUOCO, IMMOLAVA
EROICAMENTE LA SUA VITA SUL CAMPO.
B. TARO 1921 GOTRA 1944
Simboli:
Sul fianco destro del cippo (rispetto a chi guarda) è scolpito un albero con il tronco spezzato e con un moschetto (Carcano mod. 38) appeso ad uno dei suoi rami. Accanto al fucile, al centro del fronte del cippo, è scolpito un cappello da alpino con la caratteristica penna. Sullo zoccolo del cippo è scolpito in bassorilievo un partigiano a cavallo di una motocicletta attaccato da due soldati tedeschi (forse la scena che portò alla cattura di Zanrè).
L’albero spezzato rappresenta una vita precocemente interrotta. Il cappello alpino indica il corpo militare del Caduto quando si trovava a servire nel Regio esercito.
Sul lato sinistro dello zoccolo è stata creata una piccola conca atta ad inserirvi una pianta o dei fiori.

Altro

Osservazioni personali:
Le immagini risalgono al mese di Settembre 2018.

Coordinate Google Maps:
44.4613473 9.7464216

La lastra bronzea del cippo ha sostituito quella originaria di marmo che aveva inciso il seguente testo:
PER LA LIBERTA’
D’ITALIA
QUI
CADDE SOTTO IL PIOMBO
NAZI-FASCISTA
IL DOTTOR
ZANRE’ ALBERTO
GRANDE ED IMMORTALE
COMANDANTE PARTIGIANO
AMMIRATO INVIDIATO TEMUTO
PER L’EROICHE VIRTU’ PATRIOTTICHE
E L’INDOMITO
CORAGGIO GUERRIERO
GOTRA 15 7 1944

Gallery