2327 - Cippo ai sette martiri di Camorena – Orvieto

Cippo a ricordo dei sette martiri assassinati per ideali di libertà e giustizia. Poggia su un basamento a gradini, sembra in peperino grigio e ha la forma di un cippo irregolare. Da un lato è smussato e vi si trova una iscrizione.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Camorena
Indirizzo:
Località Camorena di Orvieto
CAP:
05018
Latitudine:
42.722595
Longitudine:
12.154573

Informazioni

Luogo di collocazione:
Camorena di Orvieto
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Cippo in pietra (forse peperino)
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Orvieto
Notizie e contestualizzazione storica:
Nella primavera del 1944 in Umbria lo sviluppo dell’attività partigiana, del fenomeno della renitenza alla leva
e delle diserzioni, spingono le autorità della RSI a una stretta repressiva. E’ in questo contesto, in cui si assiste
tra l’altro, tra la fine di marzo e l’aprile, alla fucilazione di tre renitenti a Marsciano (Perugia) e di due a
Montefalco (Perugia), che si inserisce quanto accade a Orvieto. Il 23 gennaio 1944 il locale commissariato di
PS riceve una lettera anonima che segnalava la presenza nella zona di Sermugnano, nel Comune di
Castiglione in Teverina, di una “banda” armata. Le indagini effettuate dal commissariato e dell’ufficio politico
della GNR riesce a individuare un componente della banda, Giovanni Nannarelli, intenzionato ad
abbandonare la banda. Quest’ultimo è arrestato e, sottoposto a minacce, indica il luogo dove si nascondono
i compagni. Nella notte tra il 6 e 7 marzo 1944, un reparto del battaglione M di stanza a Orvieto fa irruzione
in una grotta in località Sermugnano, nel Comune di Castiglione in Teverina, in un terreno di proprietà del
possidente Federico Cialfi, qui sorprende sei componenti del gruppo, guidato dall’antifascista Orderice
Stornelli, costituito da giovani, tutti renitenti alla leva o disertori delle forze della RSI. Nell’azione vengono
anche catturati quattro prigionieri inglesi e cinque contadini che li ospitano. Il 7 marzo è arrestato il
possidente Federico Cialfi e il figlio Vittorio. I sei componenti del gruppo, insieme a Federico Cialfi, dopo un
periodo di reclusione in cui sono sottoposti a sevizie al fine di estorcere loro informazioni, il 29 marzo
vengono processati da un Tribunale militare tedesco insediatosi a Orvieto. Il Tribunale, anche e soprattutto
per effetto delle pressioni esercitate dai vertici politici e militari fascisti locali, intenzionati a “offrire un
ammaestramento per tutti”, condanna gli imputati alla pena capitale “per partecipazione volontaria a bande
di ribelli. Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno i sette vengono trasportati in una cava di ghiaia in località
Camorena e fucilati uno per volta da un plotone di esecuzione formato da militi della 4. compagnia del
battaglione M.

Contenuti

Iscrizioni:
IL 29 MARZO 1944 IN QUESTO LUOGO CADDERO ASSASSINATI PER UN IDEALE DI LIBERTA’ E DI GIUSTIZIA
ALBERTO POGGIANI, AMORE RUFINI, ULDERICO STORNELLI, FEDERICO CIALFI, RAIMONDO GUGLIOTTA, RAIMONDO LANARI, DUILIO ROSSI
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
Non è stato possibile stabilire la data di collocazione del cippo

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