208677 - Cippo al Carabiniere Metti Ermenegildo – Cavaso del Tomba (TV)

Cippo in marmo dedicato al Carabiniere Metti Ermenegildo, ucciso dalla barbarie nazifascista. Fu catturato a Cavaso del Tomba, dove venne impiccato nella piazza principale del paese nel settembre 1944.

NOTA STAFF PIETRE: scheda aggiornata in data 28/03/2026 su segnalazione di Silvia Sartor.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Piazza Pieve
CAP:
31034
Latitudine:
45.8640375
Longitudine:
11.9014844

Informazioni

Luogo di collocazione:
Lato strada, accanto alla recinzione di un edificio in Piazza Pieve, civico n. 7
Data di collocazione:
25/04/2008 (data inaugurazione)
Materiali (Generico):
Marmo
Materiali (Dettaglio):
Cippo in marmo e incisioni riempite con vernice nera
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Cavaso del Tomba
Notizie e contestualizzazione storica:
Ermenegildo Metti è nato a Maser, il primo agosto del 1923, da una famiglia di contadini. La madre Catuzzo Giovanna (1888-1960) originaria di Castelli di Monfumo e il padre Metti Basilio (1880-1956) mettono al mondo 13 figli. Ermenegildo è l'undicesimo. All'età di 19 anni è allievo carabiniere volontario per la ferma di tre anni presso la legione Allievi CC.RR. di Roma. Il 10.05.1942 viene nominato carabiniere a cavallo. A Roma è in servizio come attendente presso il generale Azolino Hazon, comandante generale dell'arma morto nel luglio 1943 a causa dei bombardamenti del quartiere di San Lorenzo a Roma. Rimane nella capitale fino all'8 settembre del 1943 quando risulta "sbandato" e raggiunge la sua casa dopo l'armistizio.
Qualche giorno dopo l'8 settembre, il 15.09.43, si presenta alla Legione Carabinieri di Padova, assegnato poi alla stazione di Asolo (TV). A metà novembre dello stesso anno si allontana dal reparto e rimane sbandato. Presumibilmente all'inizio
dell'estate del 1944 sale in Grappa dove viene aggregato alla Compagnia Autonoma Carabinieri comandata dal tenente Luigi Giarnieri. La compagnia era alle dipendenze del Comando della Brigata Matteotti comandata dall'avvocato Angelo Pasini ed era acquartierata presso il rifugio Bassano di cima Grappa.
Il suo nome risulta infatti nell'elenco dei caduti della Brigata Matteotti con il nome di battaglia "Sansone", posizione n. 58, p. 1.
Qui svolge probabilmente la mansione di cuoco della Compagnia nelle cucine presso la caserma Milano dove alloggiano i carabinieri. La compagnia era addetta al mantenimento dell'ordine pubblico, intervenivano nel caso di disordini tra i partigiani o mancate adesioni delle disposizioni del comando. A loro era affidata anche la sorveglianza dei prigionieri nazifascisti.
Metti, sicuramente aiutato da altri, è l'addetto al vitto per più di cento persone: circa 40 carabinieri, una trentina di prigionieri
catturati dai partigiani e una cinquantina circa di detenuti fuggiti dal carcere di Treviso dopo il bombardamento dell'aprile '44 e alloggiati, assieme ai prigionieri, nella galleria Vittorio Emanuele III.
Durante il rastrellamento del Grappa (20-26 settembre 1944) anche Ermenegildo, dopo il "si salvi chi può" delle ore 13:30 del 21 settembre, scende dalla montagna ma non riesce a filtrare tra le maglie dei rastrellatori. Catturato al posto di blocco di Cavaso del Tomba viene impiccato, probabilmente dopo essere stato torturato per rivelare i nomi dei compagni, nella piazza principale del paese.
L'episodio della morte di Metti è registrato anche nelle cronistorie di guerra dei parroci di Cavaso del Tomba e Coste di Maser.
Così scrive don Giovanni Bobbato, parroco di Cavaso del Tomba: "stando nel mio giardino ho visto impiccare Metti Ermenegildo ad opera di un giovane su di un camion che si diceva venuto da Treviso. L'esecuzione avvenne ad opera di italiani. La salma è stata tumulata nel cimitero di Maser".

Contenuti

Iscrizioni:
AL CARABINIERE
METTI ERMENEGILDO
PARTIGIANO DI MASER N. 1-8-1923
UCCISO DALLA BARBARIE NAZIFASCISTA
IL 24 SETTEMBRE 1944
CAVASO DEL TOMBA PER NON DIMENTICARE
LI 25 APRILE 2008
Simboli:
Croce incisa nella parte alta della pietra.

Altro

Osservazioni personali:
-Al Carabiniere Partigiano Metti Ermenegildo è intitolata la sezione ANC (Associazione Nazionale Carabinieri) di Cornuda-Maser-Crocetta del Montello (TV).
-Il fratello Bruno, classe 1925, viene catturato e fucilato in Emilia dopo aver disertato. Bruno, inizialmente alpino del settimo Reggimento di Feltre, dopo l'armistizio si arruola nel reparto alpino della RSI e viene trasferito poi a Parma per corsi di addestramento. Qui troverà la morte dopo aver disertato assieme a tre commilitoni.
-Il cugino Giovanni di Antonio, classe 1923, cade combattendo contro i tedeschi in ritirata sulle colline di Asolo in data 01.05.1945 e figura nell'elenco dei caduti della brigata "Martiri del Grappa", posizione n. 93, p.2.
Giovanni Metti è sepolto a Castelli di Monfumo.
-Ermenegildo Metti è medaglia d'argento al Valor Militare con la seguente motivazione: "Nel corso di un lungo periodo di dura lotta partigiana partecipava a numerosi combattimenti dando prova di coraggio e di fede nella causa della libertà.
Fatto prigioniero e sottoposto ad inaudite torture preferiva immolare sul patibolo la sua giovane vita anziché rivelare i nomi dei capi e dei suoi compagni d'arme".

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