152986 - Cippo al medico partigiano alpino Gianni Palmieri – Castel del Rio

Cippo in memoria del medico Gianni Palmieri. Sulla struttura, fatta completamente di pietra, sono presenti lastre commemorative, di bronzo, dove vi sono incise scritte alla memoria del partigiano caduto.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Le Piane
Indirizzo:
Via Monte la Fine
CAP:
40022
Latitudine:
44.220667
Longitudine:
11.454458899999963

Informazioni

Luogo di collocazione:
Le Piane
Data di collocazione:
24 Settembre del 1946 inaugurato poi una seconda volta nel 2004
Materiali (Generico):
Bronzo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Il cippo è interamente fatto di pietra serena: la parte inferiore è a forma di parallelepipedo di 30x40x40 cm, mentre la parte superiore è un tronco di piramide a base quadrata di 1m di altezza e 25 cm di lato alla base. Le scritte a memoria di Gianni Palmeri sono incise su lastre di bronzo.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Amministrazione comunale di Castel del Rio
Notizie e contestualizzazione storica:
Nel corso degli spostamenti lungo la linea del fronte e nelle retrovie verso la pianura ordinati dal Comando unico militare Emilia-Romagna (Cumer) nell’autunno 1944 in previsione di una rapida avanzata degli alleati e della prossima fine del conflitto, una compagnia della 36a brigata Garibaldi Bianconcini (circa 50 partigiani), guidata da Umberto Gaudenzi, il 27 settembre si acquartierò a Ca’ di Guzzo tra Belvedere di Castel del Rio (BO) e Casoni di Romagna (loc. del Comune di Sassoleone, BO). Nel casolare abitavano la famiglia di mezzadri Salvatori e alcuni sfollati. Nella zona si stava spostando la 362a divisione di fanteria della Wehrmacht in ripiegamento e Ca’ di Guzzo si trovava su una linea ideale di difesa tedesca per arginare un possibile sfondamento da parte alleata nella valle del Sillaro in direzione di Castel San Pietro (BO) e della via Emilia. I partigiani si trovavano dunque in un punto “caldo” fra gli schieramenti avversari e la loro presenza non poteva che infastidire i nazisti.
Palmieri Giovanni detto Gianni, nato a Bologna il 16/12/1921, studente in Medicina all’Università di Bologna. Allievo ufficiale degli alpini nel 1941, fu congedato e riprese gli studi. Quando la Rsi lo richiamò alle armi non si presentò e trascorse un periodo nascosto, fino a che il padre non fu costretto a trasferirsi e a trasferire la famiglia fuori Bologna perché sospettato (a ragione) dai tedeschi di essere coinvolto con altri medici, infermieri e esponenti del movimento partigiano bolognese nella sottrazione dell’elemento chimico radium dall’ospedale Sant’Orsola, dove era usato nelle cure mediche, per impedire ai nazisti di requisirlo a fini bellici. Gianni Palmieri decise di non seguire il padre e di unirsi alla Resistenza. Una volta entrato a far parte della 36a brigata Garibaldi prestò il suo servizio di medico tra i partigiani. Riconosciuto partigiano dal 20/04/1944 al 30/09/1944. Nella notte tra il 27 e il 28 settembre un battaglione del 956° reggimento della 362a circondò Ca’ di Guzzo. Una volta entrati all’interno del casolare i tedeschi fecero uscire tutti e li allinearono contro il muro minacciandoli di fucilazione; poi separarono gli uomini dalle donne, portarono davanti al letamaio alcuni partigiani li uccisero.Tra caduti in combattimento, morti in seguito alle ferite e uccisi in esecuzioni i morti partigiani e civili di Ca’ di Guzzo furono circa 30. 18 furono i corpi rinvenuti nella fossa vicino al letamaio: gli uccisi nella strage più alcuni partigiani caduti in combattimento. Gli altri corpi vennero ritrovati attorno a Ca’ di Guzzo. il medico partigiano Gianni Palmieri fu in un primo momento mandato a cercare altri partigiani da condurre a Ca’ di Guzzo con la promessa che i civili allineati contro il muro come ostaggi in attesa di fucilazione sarebbero stati liberati. Non è chiaro se la strage dei civili e dei partigiani catturati avvenne quando tornò, da solo, o prima. I nazisti fecero medicare i propri feriti da Palmieri. Il giorno dopo 29 settembre 1944 i tedeschi portarono Palmieri con loro verso il podere situato in località Le Piane. Non è chiaro se Palmieri venne ucciso il 29 o il 30 settembre.Il corpo di Palmieri fu ritrovato nel bosco tra i poderi di Le Piane e Ca’ di Guzzo.
(cit.R.Mira, Stragi naziste e fasciste nell'Imolese, 1943-1945, Bacchilega editore, 2018)

Contenuti

Iscrizioni:
“Alla memoria del Medico Partigiano Alpino Gianni Palmieri della 36° Brigata Garibaldi
Qui caduto il 30/9/1944.
I compagni di Segataia D.
Restaurata a cura del Gruppo Alpini Imola Val Santerno nel 60° della morte.
sett.1944 sett.2004"
Simboli:
E' nella lastra superiore il logo del Gruppo Alpini Imola Valsanterno in metallo. Nella parte inferiore lo stesso è stato eraso.

Altro

Osservazioni personali:
Cercando informazioni su Ca’ di Guzzo e acquisendo informazioni sulla storia dei protagonisti della battaglia, siamo arrivati alla conclusione che il Cippo è un monumento al sacrificio del protagonista Gianni Palmieri, giovane medico partigiano.
Secondo le informazioni del Cav. Uff. Giacomo Lombardi, Tenente T.O. Carabinieri. - Imola "era un medico di statura alta e snella, gentile nei modi ma di poche parole,[...] molto ben voluto nella nostra brigata per la sua continua disponibilità"

Gli Alpini di Imola e della Valsanterno ricordano di "aver rintracciato tra i rovi de sottobosco i ruderi spari della stele che i tuoi amici avevano dedicato poco dopo il tuo martirio, abbiamo pensato che eri stato ucciso una seconda volta.Ci siamo sentiti un po' in colpa[...]Ricercare e ritrovare i resti di quella stele grazie alla memoria e all'intuito di Giovanni e Bruno Bedetti, è stato un poco come ricercare e riscoprire la tua odissea, dopo che la corta memoria degli uomini ti aveva dato per morto e sepolto una seconda volta, e quindi dimenticato[...] Quello che più soddisfa è che tramite questo ripristino sono tornati vivi nella memoria e vi rimarranno nel tempo i ricordi di eventi storici, di persone che si sacrificarono per il prossimo, di avvenimenti che coinvolsero la nostra comunità."

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