5071 - Cippo dedicato ai Caduti di Radio Cora

Cippo composto da un masso naturale, attualmente ricoperto di muschio, e da una lastra commemorativa in pietra, con iscrizione incisa e laminata in bronzo. La presenza di muffe lungo i bordi della pietra rende poco leggibile parte dell’iscrizione. Il cippo si trova in zona sopraelevata rispetto al terreno circostante ed è circondato da sassi e pietre che formano una cornice tutto attorno.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Cercina
Indirizzo:
Area boschiva presso Via della Casina
CAP:
50019
Latitudine:
43.839216880488934
Longitudine:
11.253788564526303

Informazioni

Luogo di collocazione:
In un bosco di cipressi, a circa 800 metri dalla Pieve di Sant'Andrea a Cercina.
Data di collocazione:
Data collocazione non presente.
Materiali (Generico):
Bronzo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Masso in Pietra viva. Lastra commemorativa in Pietra. Lettere dell'iscrizione incise e ricoperte da una lamina di Bronzo. Cornice di Pietre e Sassi.
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Sesto Fiorentino (FI)
Notizie e contestualizzazione storica:
L’emittente clandestina Radio Co.Ra. (acronimo per Commissione Radio), organizzata e gestita da membri del Partito d'Azione fiorentino, in primis dall’avvocato Ernrico Bocci (nome di battaglia “Placido”) dal gennaio al giugno 1944 mantiene i contatti tra i centri della Resistenza nell’Italia occupata e i comandi alleati. Radio Co.Ra. svolge un fondamentale servizio trasmettendo informazioni sui movimenti dei tedeschi nel Mugello e sull’Appennino Tosco-Romagnolo, sul traffico ferroviario, sul passaggio e la dislocazione di truppe, mezzi e materiali tedeschi. Tramite Radio Co.Ra. vengono inoltre coordinati i lanci di uomini e armi, e richiesti i documenti da fare arrivare al di là delle linee.
Il 7 Giugno 1944 i nazisti, probabilmente in seguito a una delazione, localizzano l’ultima sede della radio, in piazza d'Azeglio a Firenze, e vi fanno irruzione durante una trasmissione.
Dopo uno scontro a fuoco, vengono arrestati Enrico Bocci, Carlo Campolmi, Maria Luigia Guaita, Giuseppe Cusmano e Franco Girardini. Nelle ore successive vengono arrestati anche Gilda La Rocca, segretaria di Bocci, e il capitano dell'Aeronautica Italo Piccagli, che si consegna ai fascisti nel tentativo di scagionare gli altri. Trasportati a “Villa Triste”, palazzo sulla Via Bolognese dove le SS e i fascisti della banda di Mario Carità avevano la loro sede, sono sottoposti per cinque giorni a feroci torture.
La mattina del 12 Giugno 1944 il capitano Piccagli, quattro paracadutisti e un partigiano cecoslovacco rimasto ignoto vengono fucilati in un bosco nei pressi di Cercina. Insieme a loro viene uccisa anche Anna Maria Enriquez Agnoletti, sorella di Enzo, uno dei dirigenti del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale.
(La giovane antifascista era stata prelevata nottetempo dal carcere di Santa Verdiana: si trovava lì da venti giorni, dopo gli interrogatori e le torture a Villa Triste, ed era ormai in attesa della prossima liberazione della città).
L'avvocato Enrico Bocci verrà fucilato dopo giorni di tortura, probabilmente il 18 giugno, sempre nelle vicinanze. Il suo corpo non è mai stato ritrovato.
Tutti gli altri dopo le torture saranno inviati nei lager; Gilda La Rocca e Maria Luigia Guaita riusciranno a scappare prima dell'arrivo in Germania.
Enrico Bocci, Anna Maria Enriques Agnoletti, Italo Piccagli e Luigi Morandi sono stati insigniti della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

Cfr. la pubblicazione:
Carlo Francovich, La Resistenza a Firenze, Roma 2014, Edizioni di Storia e Letteratura, pagg. 218-225
e il sito: http://resistenzatoscana.it/storie/radio_cora/

Contenuti

Iscrizioni:
QUI
IL 12 GIUGNO 1944
ANNA MARIA ENRIQUES AGNOLETTI
CAP. AAR. N. ITALO PICCAGLI
FERNANDO PANERAI
PIETRO GHERGO
DANTE ROMAGNOLI
FIORENZO FRANCO
E UN IGNOTO
CADDERO
SOTTO IL PIOMBO TEDESCO
PER LA LIBERTÀ
DEL
POPOLO ITALIANO
Simboli:
Non sono presenti simboli.

Altro

Osservazioni personali:
Indicazioni per giungere al cippo.
Dal piazzale della Pieve di Cercina, si segue il cartello segnaletico giallo; si percorre Via della Casina per circa 800 metri in direzione di San Silvestro a Ruffignano, fino a che si incontra sulla destra un secondo cartello: da lì un breve sentiero attraverso il bosco porta al monumento commemorativo, eretto nella radura dove i sette partigiani vennero fucilati.

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