119163 - Cippo in memoria delle Vittime di piazzale Accursio – Milano

Si tratta di un cippo molto semplice e di modeste dimensioni, realizzato  con lastre verticali, su di un basamento composto da tre piani sovrapposti che formano dei gradini. Tutto è in granito rosa ‘porrino’ con iscrizioni su entrambi i lati maggiori incise smaltate in bianco. É dedicato ad Arturo Capettini nato a Zene il 17/03/1900, Gaetano Andreoli il 07/08/1906, Cesare Poli nato il giorno 11/12/1891, Angelo Scotti nato il 18/01/1897, Caduti per la libertà nel 1943.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Piazzale Accursio
CAP:
20100
Latitudine:
45.492004071245
Longitudine:
9.1466848404755

Informazioni

Luogo di collocazione:
AREA VERDE
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Granito rosa 'porrino' - iscrizioni incise smaltate in bianco. Area delimitata da una catena in ferro.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Milano
Notizie e contestualizzazione storica:
La scelta del luogo dove è posato il cippo è dovuta alla vicinanza col poligono di tiro di piazzale Accursio, dove alcuni dei martiri furono uccisi.
Ecco quel che si legge sulla targa orizzontale di fronte al cippo:

Le sezioni A.N.P.I. del municipio 8 di Milano rendono omaggio ai quattro partigiani qui ricordati. CAPETTINI, POLI e ANDREOLI sono fucilati nel vicino poligono di tiro il 31 dicembre del 1943.
SCOTTI è graziato a pochi passi dal plotone d'esecuzione ma morirà l'anno dopo nelle camere a gas.

Arturo Capettini (Giuseppe)
Rinchiuso a San Vittore dal 19 dicembre 1943 è interrogato e torturato dalle SS e vi rimane sino al 31 dicembre quando verrà fucilato. In quei giorni nello stesso carcere sono rinchiusi anche la moglie Matilde Bottero e il fratello Cesare. Arturo e la sua famiglia arrivano a Milano da Mortara nel 1939. Antifascista e militante comunista è perseguitato. Tiene duro ed è tra coloro cui si deve, in anni di fascismo trionfante, la riuscita di una rete antifascista clandestina che permetterà l'arruolarsi di molti giovani nelle file partigiane. Soggetto a continui fermi di polizia e angherie varie, è infine costretto alla fuga in Svizzera e Francia. Dopo l'8 settembre, milita nella 3a Brigata Garibaldi GAP. Il suo negozio di bici di viale Monte Santo diventa un punto di riferimento per la resistenza, per i fuggitivi e per gli operai che si stanno organizzando nelle fabbriche. Vi sono nascosti materiali d'informazione, viveri e armi destinati ai partigiani di San Martino.
Il 19 dicembre del 1943 Arturo è in missione nella zona di Mortara. È fermato e arrestato dai tedeschi nei pressi della stazione. Nei giorni successivi sono arrestati sua moglie Matilde e suo fratello Cesare che cercano di trasferire il materiale da viale Monte Santo. Sono le ore 12,30 dell'ultimo giorno del 1943. Arturo Capettini con Cesare Poli e Gaetano Andreoli, tutti partigiani della Terza GAP, sono fucilati al poligono di tiro di piazzale Accursio. Nel maggio del 1944 prende il suo nome, la "51 Brigata Arturo Capettini GAP" delle formazioni garibaldine.
Suo fratello Cesare, rinchiuso a San Vittore, nello stesso raggio di Arturo, nonostante brutali percosse, non rivela alcuna informazione sull'attività clandestina. È deportato a Mauthausen nel febbraio 1944 e morirà il 4 marzo del 1945. La moglie Matilde, a San Vittore subisce la brutalità dei repubblichini. Viene per vie traverse a sapere della presenza di suo marito nel carcere e gli succede persino d'incrociare nei corridoi il cognato, con i segni delle torture. Rimane in carcere per quattro mesi e altri tre in detenzione nel campo di Fossoli. Scopre la sorte del marito solo tre mesi dopo la sua morte. È caricata su un treno per essere trasferita nel lager di Mauthausen. Durante il trasferimento, nelle vicinanze di Padova c'è un bombardamento alleato. Matilde riesce a fuggire. Morirà a Roma a 87 anni.

Cesare Poli
Nato a Milano nel 1891 è già stato un combattente della Prima Guerra Mondiale. È un uomo d'azione e sono innumerevoli le operazioni, di sabotaggio contro i nazisti da lui organizzate. Collabora con tutte le formazioni della lotta partigiana, nella raccolta e nel trasporto di armi, di viveri, d'indumenti e medicinali e nell'aiuto ai prigionieri. Nell'ottobre del 1943 è in prima fila nell'organizzazione degli operai della periferia milanese. Arrestato una prima volta riesce a fuggire. È arrestato di nuovo il 24 dicembre del 1943 mentre inconsapevole dell'arresto di Capettini si sta recando a casa sua. Imputato di costituzione di banda armata con Capettini, Andreoli e Scotti è con loro a San Vittore, e sottoposto a continue torture. Al momento dell'arresto, nella sua casa viene trovato materiale di propaganda, una radio e armi. Nella condanna a morte si può leggere "Cesare Poli, ...per aver diretto varie organizzazioni comuniste e per aver in correità con il Capettini cooperato...al fine di provocare un movimento insurrezionale armato...". Il 31 dicembre del 1943 è fucilato al poligono di piazzale Accursio con Capettini e Andreoli.

Gaetano Andreoli
Nato a Milano il 7 agosto 1906 è uno dei primi coraggiosi patrioti partigiani in città. Gappista del Comitato "Cinque Giornate". Tiene i contatti con i partigiani del colonnello Croce (Giustizia e libertà). È protagonista nella difesa di San Martino (Valcuvia) che tra il 15 e 19 novembre del 1943 fronteggia l'offensiva tedesca. È arrestato il 18 novembre. Condivide con i suoi compagni le torture a San Vittore e con Capettini e Poli il martirio al poligono di piazzale Accursio il 31 dicembre 1943.

Angelo Scotti
È un avvocato milanese. Fa parte del Comitato Militare Lombardo, una delle prime formazioni armate della Resistenza. È arrestato con gran parte del Comitato durante una riunione in casa sua, il 19 novembre del 1943, per la delazione di una spia.
A San Vittore subisce con particolare accanimento le torture delle SS perché esponente di spicco della Resistenza. Durante il processo farsa cui è sottoposto con Capettini, Poli e Andreoli, gli viene offerto di richiedere la grazia. Rifiuta. È Cesare Poli a convincerlo a presentarla per cogliere l'opportunità di continuare poi la lotta. Condannato a morte come i suoi compagni, il 31 dicembre 1943, è condotto con loro al poligono di p.le Accursio per la fucilazione. Le loro bare sono già nel cortile. Alle 11 gli è comunicata la commutazione della pena di morte in ergastolo. Alle 12,30 il plotone d'esecuzione esegue la fucilazione dei suoi compagni. É riportato a San Vittore. Deportato in Germania, nel luglio del 1944 muore nelle camere a gas.

Contenuti

Iscrizioni:
Lato anteriore:
" SENZA SPERANZA DI
PREMIO PER SE'
MA CON CERTEZZA DI BENE
PER LA PATRIA"

MOTIVAZIONE DELLA
MED. D'ORO AL V. M.
CONFERITA ALLA BANDIERA
DEL
CORPO VOLONTARI LIBERTA'
1943-1945

Lato posteriore:
ARTURO CAPETTINI N.17-3-1900
GAETANO ANDREOLI N.7-8-1906
CESARE POLI N.11-12-1891
ANGELO SCOTTI N.18-1-1897

CADUTI PER LA LIBERTA'
MILANO, 31-12-1943

(LIBRO)
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
Il piccolo monumento è ben conservato e ben curato. Si trova in un piccolo recinto all'interno di un prato di fronte all'edificio dove ha sede il Comune di zona.
È molto ben riparato da una verde e fresca siepe che però purtroppo ne limita esageratamente la visibilità per chi passa all'esterno del prato.
Ad eccezione delle pochissime persone che calpestano il prato, questo bel monumento può trovarlo soltanto da chi sa già dove trovarlo, mentre il comune passante non si può accorgere della sua presenza.
Il libro ai piedi del cippo che descriveva la storia dei quattro partigiani è stato sostituito di recente con un pannello orizzontale recante delle foto e un testo diverso da quello originale.
(Umberto Murri)

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