298360 - Lapide a ricordo di tre martiri partigiani – Settimo Milanese (MI)

La lapide ricorda tre partigiani barbaramente trucidati dopo un rastrellamento dai fascisti della Legione “Ettore Muti”. Essa è realizzata con una lastra di marmo bianchissimo con poche e leggere venature grigio scuro, con dimensioni approssimative 60 x 45 centimetri. La lastra è fissata, con quattro chiodi in acciaio con testa borchiata piramidale in bronzo, alla parete esterna del palazzo nella piazza che da allora fu ad essi intitolata: Piazza Tre Martiri, situata nel cuore del di Settimo Milanese, nell’immediato hinterland di Milano. Le iscrizioni sono finemente incise in caratteri capitali smaltati in nero. Per ciascuno dei tre caduti vi è un foto-ritratto tondo in porcellana, racchiuso in una cornice di bronzo. Sotto alla lapide è disposto un piccolo vaso in bronzo per le offerte floreali.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Piazza Tre Martiri, 3 (già Piazza monumento)
CAP:
20019
Latitudine:
45.479274819721
Longitudine:
9.0545845518433

Informazioni

Luogo di collocazione:
Parete esterna di un moderno condominio, vicino al civico 3.
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Lastra in marmo; foto-ritratti in porcellana; borchie, cornici e vaso in bronzo.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Informazione non reperita
Notizie e contestualizzazione storica:
Il rastrellamento di Settimo Milanese del 27 giugno 1944, conclusosi con l'uccisione di tre partigiani, fu la rappresaglia fascista per l'attacco avvenuto due giorni prima contro il comando di Baggio.
La sera del 26 giugno, tre agenti in borghese che si finsero partigiani, per raccogliere informazioni tesero una trappola entrando nel locale "Perin", promettendo di tornare quella notte stessa per reclutare volontari; lasciarono anche armi (difettose) per dare credito alla loro falsità.

Quella notte l'attesa si protrasse inutilmente fin verso le 3:30, quando giunsero due pullman carichi non di partigiani, bensì di fascisti che scesero e circondarono l'abitazione di Soldati, dove vegliava un piccolo gruppo. Quello fu l'inizio del violento rastrellamento nel paese. Fra gli uomini catturati vi erano anche i partigiani Rigamonti, Ravagnati e Soldati che condotti in piazza (dove ora c'è la lapide) furono allineati contro il muro e fucilati. Quando il parroco, don Giovanni Gallivanone, tentò di intervenire per l'assistenza spirituale, fu minacciato di morte e allontanato dal comandante che gli disse: «Se ne vada o lei sarà il quarto».
Dopo l'esecuzione, i corpi furono trasportati al cimitero col divieto di celebrare funerali, che furono celebrati solo dopo la Liberazione. Nei giorni seguenti, mentre regnava un clima di sgomento e silenzio, il paese rimase sotto controllo di agenti in borghese.

Le vittime furono:
1. Soldati Paolo (Soldarin), nato a Milano il 19 ottobre 1905.
2. Ravagnati Luigi, nato a Settimo Milanese il 16 dicembre 1911.
3. Rigamonti Osvaldo, nato a Settimo Milanese il 15 febbraio 1918.


FONTE:
  • Proloco Settimo Milanese
  • Contenuti

    Iscrizioni:


    A RICORDO PERENNE
    DEI MARTIRI PATRIOTI TRUCIDATI DAI BARBARI FASCISTI
    IL 27 GIUGNO 1944
    SOLDATI PAOLO D'ANNI 39
    RAVAGNATI GINO D'ANNI 33
    RIGAMONTI OSVALDO D'ANNI 26
    IL P.C.I. DI SMO M.SE

    (Settimo Milanese)

    Simboli:
    Informazione non reperita

    Altro

    Osservazioni personali:
    Prima dell'uccisione dei tre martiri, la piazza si chiamava Piazza Monumento ed era anche detta 'Curta granda'.
    Al centro della piazza, una slanciata colonna in granito reca incisa la data 1732

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