38038 - Lapide ai Caduti della Pieve di Bagnone

La lapide, realizzata in marmo bianco di Carrara, commemora i Caduti della Pieve, vittime della furia nazi-fascista del 2 luglio 1944 e quelli della strage sulle pendici del Monte Barca, avvenuta nello stesso anno. La lapide è sagomata, con parte inferiore centinata; presenta cornici decorative in bassorilievo, con elementi geometrici e floreali, ed è divisa esattamente a metà da un ramo di palma addobbato da un fiocco; al di sotto è affissa una piccola lastra in ottone con incisa la dedica a ricordo dei Caduti.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Pieve
Indirizzo:
Piazza dei Barsan
CAP:
54021
Latitudine:
44.29992644994198
Longitudine:
10.009119149737558

Informazioni

Luogo di collocazione:
La lapide è affissa sulla facciata della Chiesa parrocchiale della Pieve, a destra del portale d'ingresso.
Data di collocazione:
1946; 02/07/1994
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Ottone
Materiali (Dettaglio):
Lapide e piedini di sostegno in marmo bianco di Carrara con iscrizione incisa; lastra in ottone
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Bagnone
Notizie e contestualizzazione storica:
La mattina del 2 Luglio 1944, presso la Chiesa parrocchiale della Pieve di Bagnone, furono fucilate ben 8 persone sorprese a fuggire così come stavano facendo tutti gli uomini del paese, di fronte all'arrivo dei tedeschi.
Non fu risparmiata neppure l'anziana madre del parroco don Pietro Necchi che, non sapendo rispondere alle domande che le venivano poste, in quanto affetta da sordità, fu fucilata sul posto, evidentemente perchè i tedeschi la ritennero madre del parroco presunto collaboratore dei partigiani. La fucilazione avvenne in località "Gradile" di Pieve. Incurante di questi atroci fatti di sangue a danno di inermi cittadini, la soldataglia tedesca andò poi a bere vino in abbondanza presso l'osteria locale gestita a Groppo dai fratelli Zangani.
Le vittime furono: Vinciguerra Pietro (anni 28); Vinciguerra Giovanni (anni 30); Vinciguerra Lino (anni 24); Bertoli Antonio (anni 48); Guastalli Settimo (anni 29); Turchi Terenzio (anni 38); Piagneri Emilia (anni 77), madre del parroco don Pietro Necchi; Medici Alcide (anni 29), nativo di Lusana.

Nella lapide sono commemorate anche le vittime della strage sulle pendici del Monte Barca, avvenuta nello stesso anno. Il 14 marzo, in un essiccatoio sul Monte Barca, presso Pontremoli, fu catturato dai tedeschi un intero gruppo partigiano formato da italiani e da russi. Vi fu un combattimento, e caddero Luigi Giannetti, Luciano Righi ed il russo Ivanov. I superstiti vennero catturati, condotti a Bagnone e successivamente a Pontremoli per essere interrogati. Il 17 marzo, i militi della Xa Mas prelevarono otto partigiani detenuti nelle carceri di Pontremoli; il calvario doveva condurli a Migliarina e, in seguito, ancora a Pontremoli dove venne loro comunicato che sarebbero stati giustiziati a Valmozzola Stazione.
Condotti sul luogo dell’assalto a Valmozzola, vennero fucilati. Tutti tranne uno, graziato all’ultimo momento per la sua giovane età e grazie all’azione persuasiva messa in atto dagli altri condannati, che convinsero il comandante del plotone a risparmiare il giovane il quale, a loro dire, nulla aveva a che fare con il movimento partigiano. Tra i fucilati, due disertori russi che si erano uniti al movimento di Liberazione. Questi i loro nomi: Angelo Trogu, Domenico Mosti, Giuseppe Tendola, Gino Parenti, Nino Gerini, Ubaldo Cheirasco, Mario Galeazzi ed i Russi Victor Belacoski e Michail Tartufian.

Contenuti

Iscrizioni:
Iscrizioni lapide:
CADDERO IL 2 LUGLIO 1944 SOTTO LA
FEROCIA NAZI FASCISTA CHE CREDEVA DI
SPEGNERE NEL SANGUE L'INCONTENIBILE
RIVOLTA DEL POPOLO ITALIANO
VINCIGUERRA GIOVANNI GUASTALLI SETTIMO
VINCIGUERRA LINO BERTOLI ANTONIO
VINCIGUERRA PIETRO ACCORSI POMPEO
TURCHI TERENZIO GRANDI MARIO
MEDICI ALCIDE PIGNERI EMILIA
LA POPOLAZIONE DI PIEVE
ACCUMINA NEL RICORDO ANCHE I
13 EROICI PATRIOTI CADUTI
PER LA CAUSA DELLA LIBERTA'
IL 4 LUGLIO STESSO ANNO SULLE PENDICI DEL MONTE BARCA
A RICORDO DEI SUOI FIGLI 1946

(sulla lastra in ottone sottostante)
2 LUGLIO 1944
2 LUGLIO 1994
A RICORDO DEI CADUTI
Simboli:
Nella lapide sono presenti, in bassorilievo: un ramo di palma addobbato con un fiocco, che la divide esattamente a metà verticalmente; in capo è uno stemma a scudo inquartato, probabilmente familiare, e delle decorazioni di foglie di alloro e di ulivo.

Altro

Osservazioni personali:
Il riferimento bibliografico, per le informazioni riportate, è il seguente: Carlo Bruno Brunelli, La Resistenza nella vallata bagnonese. (Settembre 1943- Aprile 1945).

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