Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Borgo Santuario, 1
- CAP:
- 12020
- Latitudine:
- 44.513385996478
- Longitudine:
- 7.3431579447399
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- La lapide è murata sulla facciata del Santuario di Valmala, dove avvenne l'eccidio che vi è commemorato.
- Data di collocazione:
- Informazione non reperita
- Materiali (Generico):
- Pietra
- Materiali (Dettaglio):
- La lapide commemorativa è scolpita in pietra grigia, a sviluppo verticale e a forte rilievo. La parte sinistra presenta due superfici piane su cui sono incise e ripassate con vernice oro la dedica (in alto) e i nove nomi dei Caduti con il ricordo di tutti i partigiani caduti della Valle Varaita (in basso). Le frasi di commemorazione e i nomi dei Caduti sottolineano il valore dei partigiani qui uccisi, i quali, col loro sangue e quello dei "cento e cento" che caddero in Val Varaita, testimoniarono la volontà del Popolo Italiano alla Libertà. alla Giustizia ed alla Pace fra tutti gli uomini. La lapide poggia su di un piedistallo in pietra, che sorregge una piccola ringhiera in ferro battuto. Alla destra della pietra c'è un cespuglio (apparentemente di rosa canina) che dà ulteriore slancio alla lapide.
A destra della lapide, è stata fissata al muro una lastra commemorativa A.N.A. del pellegrinaggio fatto nel 50° anniversario della Liberazione. Questa è una lastra irregolare, in pietra grigia.
- Stato di conservazione:
- Ottimo
- Ente preposto alla conservazione:
- Amministrazione comunale
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Ernesto Casavecchia, Giorgio Minerbi, Andrea Ponzi (Sander), Tommaso Racca (Gabri), Pierino Panero (Pierre), Alessandro Rozzi (Cirillo), Ivan Volhov Pavlovich, Francesco Salis (Ulisse), Biagio Trucco (Dado) sono i nomi dei nove partigiani della brigata Morbiducci uccisi il 6 marzo 1945 al Santuario di Valmala da alpini che aderirono alla Repubblica di Salò, divisione Monterosa, battaglione Bassano. Il gruppo di Partigiani era accampato al Santuario per conteggiare le forze a disposizione a fine inverno e per stabilire il da farsi nei mesi successivi. Quel giorno, dei sedici partigiani ne sopravvissero solo sette, tra cui Angelo Boero “Edelweiss” scomparso nel 2008.
La guerra stava quasi per finire quel 6 marzo. Caterina Comba, staffetta partigiana "Speranza", nascosta perché ricercata dai fascisti, venne a sapere che gli alpini della RSI intendevano fare un rastrellamento nell’accampamento, ma non poté avvertire il gruppo per non rischiare la vita. La mattina del 6 marzo l’intero distaccamento di partigiani garibaldini fu attaccato. Quell'eccidio fu un crimine perpetrato da italiani verso italiani, non da tedeschi. Gli assalitori erano alpini, che normalmente sono visti con grande simpatia. Ma questi appartenevano ad una divisione che aveva aderito alla Repubblica di Salò, erano fascisti: la Monterosa fu tristemente famosa per gli eccidi perpetrati, al comando di Adriano Adami, divisione che fu inviata in Germania per sei mesi per essere addestrata da istruttori tedeschi ed essere armata con materiale della Wehrmacht.
I fatti: il giorno precedente, 5 marzo, 44 uomini della Monterosa, comandati dal tenente Cavalli (che sostituiva Adriano Adami), si diressero nella zona di Melle-Venasca per svolgere un rastrellamento lungo lo spartiacque tra Val Varaita e Val Maira. La notte, dopo avere preso degli ostaggi civili e depredato le case nella borgata Chiot, puntarono, dietro suggerimento di un informatore, sul vicino Santuario di Valmala, dove si trovava il distaccamento partigiano. Nel breve scontro a fuoco che ne derivò, sei uomini, di cui uno freddato dopo essersi arreso, caddero mentre due riuscirono a fuggire. Gli altri furono presi prigionieri e picchiati con estrema violenza. Tra questi c’erano tre feriti, che vennero uccisi poco dopo con un colpo alla testa sul piazzale della chiesa. Gli altri superstiti stavano per essere fucilati, quando il sorvolo di aerei alleati consigliò agli alpini della Monterosa di sospendere l'esecuzione. I partigiani caduti furono in tutto nove; con la loro morte fu azzerato l’intero comando della brigata garibaldina. Per garantirsi la ritirata ed evitare imboscate, la "banda" ritornò a Casteldelfino con uno dei partigiani legato sul tetto del camion.
All’eccidio di Valmala il regista Daniel Daquino ha dedicato il cortometraggio “Neve rosso sangue”, uscito nel 2015. L'opera è stata prodotta con il sostegno dell'ANPI di Verzuolo e dell'Istituto storico della Resistenza di Cuneo e con il patrocinio della Provincia di Cuneo. L'idea del cortometraggio nacque dall'incontro del regista con Caterina Comba, nome di battaglia "Speranza", staffetta partigiana e testimone diretta dei fatti. Daquino ha ricordato: «Anni fa lavoravo come educatore in una casa di riposo a Manta. Tra gli ospiti c'era Caterina Comba. Parlava spesso della guerra, aveva una memoria lucidissima e raccontava frequentemente dell'eccidio di Valmala. Fino all'ultimo si sentì in colpa per essersi lasciata convincere a rimanere nascosta e per non aver potuto avvisare i partigiani». Caterina Comba morì all'età di 102 anni, conservando fino alla fine il ricordo di quella tragedia. Daquino ha inoltre riferito una delle testimonianze più toccanti da lei raccolte: «Caterina raccontava di essere poi salita alla cappella di Lemma, dove erano stati portati i nove cadaveri. Li aveva lavati lei stessa, uno a uno. È difficile immaginare la profondità di un simile strazio: quei giovani erano suoi amici».
Dettagli bio/anagrafici dei Caduti a Valmala il 6 marzo 1945, Unità di appartenenza: XI DIV CUNEO 181^ BRG MORBIDUCCI
ERNESTO CASAVECCHIA: Nato a Torino il 2 febbraio 1919, professore di disegno, Medaglia di Bronzo al Valor Militare alla memoria.
Era allievo ufficiale dell'Aeronautica militare a Torino, allorché fu annunciato l'armistizio. Raggiunta la Valle Varaita, divenne subito uno degli animatori dei nuclei di partigiani che, nell'inverno 1943-44, si costituirono nel Cuneese. Comandante di un distaccamento della 181ma Brigata Garibaldi "Mario Morbiducci", Casavecchia nell'aprile del 1944 divenne capo di stato maggiore della XI Divisione Garibaldi. Il 6 marzo del 1945 "Ernesto" (così era conosciuto Casavecchia dai suoi compagni di lotta), pernottava con altri partigiani nel Santuario di Valmala, quando fu sorpreso, alle prime luci dell'alba, da un reparto del battaglione "Bassano" della Divisione "Monterosa" dell'esercito repubblichino che stava compiendo, con gran dovizia di mezzi, un rastrellamento nella zona. I garibaldini si difesero strenuamente, ma soccombettero alla superiorità nemica. Nove partigiani caddero nello scontro e, con loro, Casavecchia, il cui cadavere fu poi ritrovato crivellato di colpi.
Motivazione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare:
CASAVECCHIA Ernesto fu Vittorio e fu Nano Angela, da Torino, classe 1919, partigiano combattente (alla memoria).
Combattente generoso, coraggioso ed audace, ben voluto e stimato da tutta la popolazione della sua vallata che ben lo conosceva, fu in ogni circostanza di esempio ai suoi compagni. Nel corso di un duro combattimento, mentre incitava questi alla lotta, saldamente teneva testa all'avversario, al quale infliggeva sensibili perdite con la sua arma automatica, finché colpito alla fronte, trovava gloriosa morte sul campo. — Santuario di Valmala (Vallata Varaita) (Cuneo), 6 marzo 1945.
GIORGIO MINERBI di Silvio: studente, nato a Genova il 14/07/1923
PIERINO PANERO di Bartolomeo: contadino, nato a Verzuolo (CN) il 25/03/1925
ANDREA PONZI di Giuseppe: impiegato, nato a Saluzzo (CN) il 10/12/1924
TOMASO RACCA di Francesco: operaio, nato a Centallo (CN) il 19/11/1923
ALESSANDRO ROZZI di Guglielmo: contadino nato a Giornico (Svizzera) il 23/03/1921, residente a Verzuolo (CN)
IVAN PAVLOVIC VOLHOV di Paolo: cittadino dell’URSS, nato a Orel (Russia) il 02/03/1925
FRANCESCO SALIS di Antonio: artigiano nato a Jerzu (NU) il 04/12/1921
BIAGIO TRUCCO di Francesco: operaio, nato a Montà (CN) il 25/09/1925.
Contenuti
- Iscrizioni:
- QUESTA MONTAGNA
SI CONSACRA
NEL NOME DEI PARTIGIANI
QUI PRESSO UCCISI
DAI NAZIFASCISTI
ERNESTO CASAVECCHIA
GIORGIO MINERBI
PIERINO PANERO
ANDREA PONZI
TOMMASO RACCA
ALESSANDRO ROZZI
IVAN PAVLOVIC VOLHOV
FRANCESCO SALIS
BIAGIO TRUCCO
CON I CENTO E CENTO
CADUTI DELLA VAL VARAITA
TESTIMONIARONO COL SANGUE
LA VOLONTA' DI UN POPOLO
ALLA LIBERTA' ALLA GIUSTIZIA
ALLA PACE FRA TUTTI GLI UOMINI
Lastra commemorativa A.N.A.
ASS.NE NAZ.LE ALPINI
SEZIONE DI SALUZZO
RADUNO PELLEGRINAGGIO
SANTUARIO DI VALMALA
50° ANNIVERSARIO
LIBERAZIONE
1945 - 1995
VALMALA 25-6-1995
- Simboli:
- In alto a sinistra della lapide è incisa una croce latina, segno della sacralità del luogo. Nella parte destra della lapide sono scolpite scene di battaglia e di morte.
Sulla lastra a fianco è presente lo stemma dell'A.N.A.
Altro
- Osservazioni personali:
- Si ringrazia la Dr.ssa Sara Perlo per aver concesso il materiale fotografico
FONTI
Wikipedia: Valmala (Busca)
wikipedia: Adriano Adami
la Fedeltà: il Settimanale del Fossanese - L’eccidio di Valmala
Vite Spezzate, Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in Provincia di Cuneo Dante Livio Bianco





