110088 - Lapide in memoria dei “Martiri d’Istia” – Cinigiano

Lapide dedicata dalla comunità locale di Cinigiano (Grosseto) alla memoria del compaesano Grazi Alfiero e degli altri dieci compagni caduti nell’eccidio di Maiano Lavacchio per mano dei nazifascisti. La pietra presenta nella parte centrale superiore un bassorolievo.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Capoluogo
Indirizzo:
Piazza Capitano Bruchi, Palazzo Comunale
CAP:
58044
Latitudine:
42.89127017257391
Longitudine:
11.394440645997975

Informazioni

Luogo di collocazione:
Parete del Palazzo del Comune
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Marmo
Materiali (Dettaglio):
Lapide in marmo con bassorilievo e iscrizioni incise
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Amministrazione Comunale, Comunità locale
Notizie e contestualizzazione storica:
Dopo l’8 settembre 1943, durante l'inverno 43-44 , un gruppo di 11 giovani del luogo, pacifisti renitenti alla leva si rifugiò nell’area collinare di Maiano Lavacchio, Monte Bottigli, per sfuggire alle milizie repubblichine.
Durante un rastrellamento condotto da "un reparto germanico, un reparto della Guardia Nazionale Repubblichina, elementi della polizia Sussidiaria e Carabinieri", stando alla relazione del capo della provincia di Grosseto di allora , Alceo Ercolani, ma prevalentemente soldati della GNR e soldati tedeschi, poco prima dell'alba del 22 marzo 1944, il gruppo composto dalle undici persone venne catturato. Subito dopo la cattura, i soldati tedeschi presenti abbandonarono l'operazione considerandola conclusa. Il gruppo dei militanti fascisti portò l'intero gruppo nella scuola dell’Andrei” denominata di Monte Bottigli, sul luogo del monumento e della Cappella a loro dedicata odierni, dove fu celebrato un processo sommario ai renitenti il cui esito scontato fu la condanna a morte. La fucilazione avvenne nei pressi del monumento e della Cappella odierni ed oggetto di specifiche schede di Pietre della Memoria.
Le vittime dell'eccidio sono note come i Martiri d'Istia, dalla località in cui molti di loro risiedevano all’origine.
La sentenza della Corte di Assise di Grosseto del 1946 fu di condanna a morte per il delatore che li fece catturare e per 6 repubblichini. Nessuno di loro fu giustiziato.

Alfiero Grazi, nativo di Cinigiano, studente universitario, si trovava nel gruppo a seguito di vicissitudini legate alla sua renitenza alla leva. Per il rifiuto di arruolarsi dopo l’8 settembre 1943, fu arrestato in Cinigiano e condotto prima a Siena e poi a Firenze per il giudizio. Il padre lo seguì fino a Firenze. Riuscì a fuggire da Firenze e sempre con l’aiuto del padre raggiunse Istia d’Ombrone presso il podere dei Guidoni amici di famiglia ritenendosi al sicuro.
Alfiero Grazi rinfoltì la “ banda” di “renitenti” e “resistenti pacifisti” , composta quasi totalmente di elementi legati tra loro da vincoli di parentela e d’amicizia, che si andava via via formando e nascondendo nella “macchia” di Monte Bottigli.
Ma la situazione dei “renitenti alla macchia” , se pur innocui dal punto di vista militare, risultò intollerabile per le Autorità locali obbedienti al regime che in ogni modo cercarono di conoscere il “ rifugio” della “banda” . Raggiunsero lo scopo con l’inganno di una “ spia” al soldo dei Tedeschi che carpì la fiducia di uno degli undici, Mario Becucci, che si era trovato a pernottare nella notte tra il 19 e il 20 Marzo in un podere nei pressi della macchia di Monte Bottigli. La mattina del 22 Marzo 1944 al termine di un ben organizzato rastrellamento la rabbia, l’odio, l’abbrutimento di perversa caparbietà e la violenza culminarono nella fucilazione degli undici giovani tra la disperazione di madri e padri che a loro sopravvivevano.

Contenuti

Iscrizioni:
A PERENNE MEMORIA DEL TRUCE MISFATTO DI ISTIA D’OMBRONE DOVE INCOSCENTI ITALIANI TRUCIDARONO/
UNDICI GIOVANI ESISTENZE CHE VERI SPARTANI DI AMOR PATRIO RICUSARONO DI SERVIRE L’ODIATO INVASORE/
TEDESCO. CINIGIANO CHE SI ONORA DI AVER DATO I NATALI AD UNA DELLE VITTIME, GLORIFICA IL LORO/
GENEROSO OLOCAUSTO

GRAZI ALFIERO

BECUCCI MARIO MINUCCI ALVARO
GUIDONI SILVANO + CIATTINI RINO
MATTEINI CORRADO MIGNARRI ALCIDE
MATTEINI EMANUELE BRANCATI ANTONIO
SFORZI ATTILIO 22.3.1944 PASSANANTI ALFONZO
Simboli:
Catene spezzate, croce

Altro

Osservazioni personali:
Riprese fotografiche eseguite da Mauro Benedettelli coordinatore del progetto “Pietre” per la scuola Polo tecnologico Manetti-Porciatti di Grosseto e Socio della Fondazione della Sezione ANMIG di Grosseto.

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