204119 - Lapidi alle vittime dell’eccidio di Villadose – Ceregnano (RO)

Le 20 lapidi commemorano le vittime della rappresaglia nazista del 24/25 aprile 1945,quando un reparto di militari tedeschi rastrellò circa una ventina di uomini nei pressi di Lama Polesine, nel comune di Ceregnano. La colonna di ostaggi venne fatta sfilare per le campagne fino ad arrivare a Villadose dove vennero uccisi.
I corpi delle vittime riposano nel cimitero di Ceregnano, mentre una lapide in loro ricordo è stata posta nel camposanto di Villadose.

 

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via Giovanni Verga
CAP:
45010
Latitudine:
45.052290826423
Longitudine:
11.873105841462

Informazioni

Luogo di collocazione:
Cimitero comunale
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Marmo
Materiali (Dettaglio):
Informazione non reperita
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Amministrazione comunale
Notizie e contestualizzazione storica:
Le 20 tombe contengono i corpi delle vittime della rappresaglia nazista del 24/25 aprile 1945,quando un reparto di
militari tedeschi rastrellò una ventina circa di uomini nei pressi di Lama Polesine, nel comune di
Ceregnano. Il pretesto del rastrellamento fu la morte, in circostanze mai del tutto appurate, di un soldato nazista in località Samoro. La colonna di ostaggi venne fatta sfilare per le campagne polesane fino a che non
fu fatta fermare presso il cimitero di Villadose. Qui gli ostaggi vennero prelevati a gruppi di tre e fucilati lungo il muro del camposanto.

Contenuti

Iscrizioni:
Targa marmorea posta sopra due lapidi:

IN OLOCAUSTO ALLA PATRIA
CADDERO ALL’ALBA
DELLA LIBERAZIONE VITTIME
DELLA FEROCIA DEL
TEDESCO IN FUGA

I nomi incisi nelle 20 lapidi da sinistra a destra:

PONZETTO FERRUCCIO
N. 28 . 9 . 1911 M. 25 . 4 . 1944

FERRARI GIUSEPPE
N. 2 . 11 . 1899 M. 25 . 4 . 1944

FERRARESE PIETRO
N. 5 . 6 . 1925 M. 25 . 4 . 1944

CHECCHINATO GUIDO
N. 25 . 7 . 1927 M. 25 . 4 . 1944

PAESANTE GINO ANTONIO
N. 2 . 6 . 1926 M. 25 . 4 . 1944

FORTUNA CILIO
N. 23 . 4 . 1876 M. 25 . 4 . 1944

CERON NAPOLEONE
N. 14 . 1 . 1875

DANESI ARMANDO
N. 26 . 2 . 1925 M. 25 . 4 . 1944

UNGARELLI ALCEO
N. 15 . 5 . 1902 M. 25 . 4 . 1944

PASSAROTTO GIUSEPPE
N. 14 . 6 . 1924 M. 25 . 4 . 1944

BUOSI VITTORIO
N. 28 . 10 . 1911 M. 25 . 4 . 1944

BUOSI BENEDETTO
N. 21 . 3. 1903 M. 25 . 4 . 1944

PASQUIN ANTONIO
N. 27 . 1 . 1882 M. 25 . 4 . 1944

PASQUIN GUERRINO
[...] [...] [...]

KOVAC STANKO
N. 3 . 12 . 1927 M. 25 . 4 . 1944

BRUNAZZO GIORGIO
N. 13 . 10 . 1930 M. 25 . 4 . 1944

CUOZZO UMBERTO
N. 3 . 5 . 1930 M. 25 . 4 . 1944

BONDESAN DINO
[...] [...] [...]

VITTORINO MARZOLA
[...] [...] [...]
(morto per incursione aerea)

CAPPON GENTILE
[...] [...] [...]
Simboli:
Su ogni lapide si trova la foto del defunto con i dati anagrafici.

Altro

Osservazioni personali:
Su www.straginazifasciste.it ci sono alcune differenze sui nomi
Elenco delle vittime decedute
1. Giorgio Brunazzo, nato a Ceregnano, il 13.10.1930
2. Benedetto Buosi, nato a Pradimano, il 21.3.1903
3. Vittorio Buosi, nato a Rovigo, il 28.10.1911
4. Archimede Casarin, nato a Ceregnano il 18.8.1929 (*)
5. Napoleone Ceron, nato a Adria il 14.1.1875
6. Guido Checchinato, nato a Villanova Marchesana il 25.7.1927
7. Umberto Cuozzo, nato a Ceregnano il 3.5.1930
8. Armando Danesi, nato a Adria il 26.2.1925
9. Pietro Ferrarese, nato a Villadose il 5.6.1925
10. Giuseppe Ferrari, nato a Giacciano con Baruchella il 2.10.1899
11. Cilio Fortuna, nato a Villanova Marchesana il 23.4.1876
12. Stanko Kovac, nato a Matlka (Slovenia), il 3.12.1927
13. Gino Antonio Paesante, nato a Ceregnano il 2.6.1926
14. Antonio Pasquin, nato a Adria il 27.1.1882
15. Giuseppe Passarotto, nato a Adria il 14.6.1924
16. Probo Piva, nato a Argenta il 25.4.1928 (*)
17. Ferruccio Ponzetto, nato a Gavello il 28.9.1911
18. Giocondo Tenan, nato a Ceregnano il 21.1.1897 (*)
19. Alceo Ungarelli, nato a Castel San Pietro il 15.5.1902
20. Ugo Bruno Ventura, nato a Ceregnano il 12.12.1926 (*)
Altre note sulle vittime:
Sopravvivono alla fucilazione:
Alberino Braghin, nato a Ceregnano il 28.9.1926, ferito
Amedeo Braghin, nato a Ceregnano il 13.3.1925, ferito
Ferdinando Stoppa, 1905, ferito

(*) Non sono presenti al Cimitero di Ceregnano

Esistono diverse ricostruzioni dell'accaduto: si trattò quasi certamente di una rappresaglia tedesca a seguito dell'uccisione di un soldato in località Samoro anche se non è chiara la dinamica della morte: alcune testimonianze parlano di uno scontro a fuoco con i partigiani, altre di un atto di legittima difesa da parte di un civile che stava per essere derubato dal soldato. Altri ancora ipotizzano che la morte sia stata causata dai mitragliamenti alleati. Durante il rastrellamento perde la vita il diciannovenne Dino Bondesan colpito alla schiena durante il tentativo di fuga: spira tra le braccia della madre.
In tutto vengono catturate 23 persone di età compresa tra i 15 ed i 70 anni. Tra questi anche Ferruccio Ponzetto, aggiuntosi volontariamente al gruppo avendo visto, tra i fermati, alcuni amici e due fascisti che tentano invano di essere risparmiati esibendo il loro documenti: Giocondo Tenan, Archimede Casarin. Nel tragitto da Ceregnano a Villadose un ferito, Gino Masiero, stremato, venne liberato grazie all'intervento del farmacista. Giunti in paese verso le 17.30 furono portati nella casa di Giovanni Marchetti, detto “el pastore” separata da un fossato dal cimitero presso il quale vengono fucilati a gruppi di tre. Si salvarono Ferdinando Stoppa, Alberino e Amedeo Bragin che così raccontò i fatti: «Quando vidi cadere mio fratello dentro il fosso mi sentii mancare le forze e svenni, proprio mentre un altro tedesco sparava anche a me. Caddi bocconi dentro il fosso, con le mani icnrociate davanti al viso e così rimasi con la testa fuori dal pelo dell'acqua. E quando toccò a Casarin, mi cadde addosso urlando. Allora uno dei tedeschi gli diede il colpo di grazia e il suo sangue mi colò sul viso».

I resti di Archimede Casarin furono tumulati a Ceregnano nel 1958, quelli di Giocondo Tenan vennero trasferiti dal cimitero di Villadose al cimitero di guerra di Costermano (Verona) insieme a quelli di diversi militari tedeschi. Successivamente figlia e la moglie chiesero di riesumarne i resti per trasferirli a Villadose ma dal teschio, con diverse otturazioni dentarie, si accorsero che non potevano essere quelli del loro caro.
Fonte: https://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/Villadose%2025-4-1945.pdf

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