63092 - Lastra agli sminatori – Forlì

Lastra posta nell’atrio del municipio in memoria degli sminatori forlivesi addetti alla bonifica e periti a guerra conclusa.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Forlì
Indirizzo:
Piazza Saffi 8
CAP:
47121
Latitudine:
44.22254210000001
Longitudine:
12.040362500000015

Informazioni

Luogo di collocazione:
All’interno dell’atrio del Municipio di Forlì, nella piazza principale.
Data di collocazione:
Non conosciuta
Materiali (Generico):
Marmo
Materiali (Dettaglio):
Lastra di marmo con le iscrizioni incise e dipinte di nero.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Forlì
Notizie e contestualizzazione storica:
I tedeschi avevano usato una quantità enorme di mine usufruendo anche di arsenali e magazzini da tempo requisiti nei paesi occupati. Alle pericolosissime Shrapnel mine (bastava una pressione di due chili per farle esplodere) si aggiunsero così ordigni dalle più diverse composizioni: in legno, bachelite, alluminio e altre leghe leggere fino ad oltre 100 diverse tipologie. Risultarono quindi abbondantemente minati sia il litorale adriatico, una forma precauzionale contro eventuali sbarchi, che le aree ed i crinali pedemontani posti lungo la Linea Gotica. L’assenza di una preventiva preparazione causò una infinità di vittime e di feriti, coinvolgendo spesso gli ingenui quanto curiosi bambini. Le operazione di bonifica furono inizialmente sottoposte alla Direzione generale del Genio con l’impiego di apposite compagnie militari. Con il proseguire del 1945 gruppi di bonifica territoriale (BCM), istruiti ed inquadrati sempre dall’esercito, si prodigarono sui territori costieri del riminese, da Riccione a Villamarina, nei vicini rilievi appenninici e nelle campagne della Bassa Romagna tra Budrio, Lugo ed il ravennate. Se i corsi preparatori troppo spesso non riguardavano una esatta descrizione di tutti i tipi di mine, e neanche sulle trappole ad esse applicate, approssimativi furono anche gli strumenti usati: un semplice punzone appuntito, con cui sondare il terreno, indossando un paio di stivaloni fino a mezza gamba. A queste incresciose condizioni si aggiunsero anche difficoltà pratiche: sui terreni minati sterpaglie ed arbusti ostacolarono una veloce bonifica, gli assestamenti degli argini e dei greti dei fiumi rendevano non facile l’individuazione di ordigni ora coperti da strati di melma ed inoltre quelli magnetici divennero con il passare del tempo sempre più instabili tanto da poter esplodere al minimo contatto. Lungo le spiagge a Nord di Rimini ci si accorse che a mine anticarro erano collegate quelle antiuomo, cosicché alla deflagrazione di queste ultime seguivano, in modo ben più disastroso, anche quella delle prime. In ogni caso ad incentivare l’afflusso di addetti verso un mestiere difficile e pericoloso (solo in Emilia-Romagna la percentuale dei morti relativamente al totale nazionale raggiunse circa il 33%) influì sia l’onnipresente mancanza di lavoro che la paga, più che dignitosa se si consideravano i tempi. Giovani disoccupati, e fra questi ex-partigiani, ingrossarono quindi le fila dei gruppi di lavoro. In un certo qual modo si ripeté, così come nella guerra partigiana, quella spontanea affluenza popolare estranea alla nomenclatura ufficiale ed alla storia d’élite. La maggior parte degli sminatori aveva vent’anni e per molti di questi la guerra cominciò quando quella degli altri era già finita. L'Ispettorato compartimentale dell'agricoltura per l'Emilia calcola che tra Bologna e la Romagna siano ancora disseminate una grande quantità di mine inesplose.

Contenuti

Iscrizioni:
1945 1948

IN MEMORIA
DEI FORLIVESI CHE ALLE DIPENDENZE DELLA SOTTOZONA BONIFICA
CAMPI MINATI DI FORLI' SFIDANDO LE INSIDIE DELLE MINE
GENEROSAMENTE CADDERO

VALPIANI LUIGI 1945
TRUDU PRIMO 1945
DE LUCCA LUIGI 1945
CASADEI SERGIO 1945
PANICALE TOLSTOY 1945
DELLA VITTORIA DANTE 1945
RAVAIOLI AMEDEO 1945
ZACCHERONI GUELFO 1945
PERISANO SALVATORE 1945
MORGAGNI RINO 1946
VERNI MARIO 1946
NERI ERMANNO 1946
ERCOLANI VERDIANO 1946
BOSCHETTI FRANCESCO 1946
MAZZOTTI VINCENZO 1946
GELMINI CIPRIANO 1946
ARMADORI GIULIO 1946
QUERCIOLI TESEO 1946
SARTINI ANTONIO 1947
DE COLA GENEROSO 1947
BROCCHI GUERRINO 1947
CECCARELLI ANTONIO 1947
BONGIOVANNI VITTORIO 1947
VENTURI GIUSEPPE 1948

"..... E per loro torna a fiorir la terra....."
Simboli:
Stemma del corpo degli sminatori e filo spinato

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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