290821 - Lastra ai fratelli Paolo e Bruno Brancondi – Porto Recanati

Lastra marmorea di forma rettangolare, sostenuta a parete da due ganci in alto e da due in basso. Le scritte sono nere e sono state utilizzate diverse grandezze per le lettere. Ricorda, a Porto Recanati, i fratelli Paolo e Bruno Brancondi. La lastra fu affissa dal Comune di Porto Recanati, quando sindaco era il dottor Romano Vecchi, il 25 aprile 1989.

La ricerca è stata condotta dagli alunni della classe III A della Scuola Secondaria dell’I.C.”E.Medi” di Porto Recanati.

 

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via Lepanto, 84
CAP:
62017
Latitudine:
43.4351119
Longitudine:
13.664324

Informazioni

Luogo di collocazione:
Lungomare Lepanto (zona centrale) di Porto Recanati, sulla facciata della casa natale dei fratelli Brancondi.
Data di collocazione:
25 aprile 1989
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo
Materiali (Dettaglio):
La lastra è di marmo ed è sostenuta da 4 fermi in bronzo.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Porto Recanati
Notizie e contestualizzazione storica:
I fratelli Paolo e Bruno Brancondi nacquero a Porto Recanati rispettivamente il 16 luglio del 1906 e il 14 agosto del 1921.
Furono due importanti figure attiviste dell’antifascismo e della Resistenza Italiana, barbaramente uccisi dai nazisti nelle campagne di Castelfidardo il 29 giugno del 1944.
Dopo l’armistizio del 1943 la Resistenza si organizzò in vari gruppi di azione patriottica, poco collegati fra loro ed eterogenei per ideologie.
Nel 1944 l’esercito tedesco occupò Loreto, nel mese successivo si costituì un locale “Comitato di Liberazione Nazionale” e, parallelamente, il “Gruppo Brancondi”, con a capo l'ingegner Paolo, tornato da Pontedera dove lavorava alla Piaggio. Il Gruppo era composto da ufficiali e uomini di cultura, tra cui suo fratello Bruno.
Il gruppo Brancondi decise di rapire il noto fascista Mario Marchionni il 20 giugno e di tenerlo temporaneamente segregato poiché questi fungeva da interprete con i nazisti e, impedirne l'attività, nell'intento del gruppo, significava rallentare la caccia dei partigiani. Quando questi riuscì in qualche modo a liberarsi, venne raggiunto dalle guardie partigiane e malmenato, nonostante le disposizioni di Brancondi che, accortosi delle percosse, rimproverò le guardie e lasciò libero il Marchionni, errore che gli fu fatale. Infatti il Comando Tedesco apprese il fatto e considerò Brancondi responsabile della vicenda. Fu ordinata una perquisizione nella loro casa, ma gran parte del materiale compromettente era già stato occultato grazie all'avvertimento di un sacerdote. Sfortunatamente però vennero rinvenute due pistole e bracciali con coccarde tricolori e dalla carta carbone di una macchina da scrivere si poté risalire ai componenti del gruppo.
I tedeschi arrestarono i presenti, tra cui la moglie e il fratello di Paolo e minacciarono Lamberto, cugino dei Brancondi, che se l'ingegnere non si fosse presentato l'indomani entro le 10, sarebbero stati tutti fucilati. Qualche ora dopo Paolo, informato dei fatti, decise di costituirsi per salvare la vita della moglie e del fratello. Alle 21,30 si recò al Comando tedesco; nella notte, durante l'interrogatorio, venne violentemente pestato. Quindi venne letta loro la sentenza: i fratelli Brancondi venivano condannati a morte per detenzione di armi. Paolo chiese la salvezza per il fratello, ma non ottenne risposta.
Alle 23,30 furono portati in camion lungo l'ex statale 16 e vennero fucilati: Paolo con due colpi, uno al cuore l'altro alla testa; Bruno con un solo colpo al cuore. I corpi furono poi occultati in una buca scavata come ricovero antiaereo che fu prontamente ricoperta di terra. Dopo due soli giorni a Loreto sarebbero arrivati gli alleati. Il 13 luglio fu eseguita l'autopsia nella cappella mortuaria del cimitero. Oltre ai colpi d'arma da fuoco, Paolo presentava fratture per le percosse subite.
Finita la guerra, Mario Marchionni fu arrestato, processato e condannato a parecchi anni di carcere, ma beneficiò dell'amnistia generale.
I corpi furono ritrovati a distanza di circa dieci giorni, grazie alla segnalazione di alcuni contadini che avevano notato dei tedeschi ubriachi nella zona. A Paolo Brancondi è stata concessa la medaglia d'argento al valor militare alla memoria.
Loreto e Castelfidardo hanno intitolato ai due martiri una via e Porto Recanati la piazza principale.

Contenuti

Iscrizioni:
QUESTA CASA
DIEDE I NATALI
A PAOLO E BRUNO BRANCONDI
FRATELLI DI SANGUE E DI IDEALI
CADUTI PER LA LIBERTA’
29-6-1944

PORTO RECANATI 25 APRILE 1989
Simboli:
Non sono presenti simboli.

Altro

Osservazioni personali:
La lastra è molto importante perché ricorda l'impegno e il sacrificio di questi due giovani fratelli per conquistare la libertà.
Ci auguriamo che tutti coloro che durante la passeggiata sul lungomare di Porto Recanati alzano lo sguardo alla lastra, si incuriosiscano sulle vicende di questi due fratelli facendo delle ricerche. Dal 1989 ad oggi, inoltre, i sindaci di Porto Recanati, ogni 25 aprile, depongono una corona ricordo dei fratelli Brancondi proprio in quel luogo. La ricerca è stata condotta dagli alunni della classe III A della Scuola Secondaria dell'I.C."E.Medi" di Porto Recanati.

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