Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- via Domenico Giglioli
- CAP:
- 42041
- Latitudine:
- 44.9015381
- Longitudine:
- 10.5172156
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Sulla parete centrale di un vecchio edificio ristrutturato
- Data di collocazione:
- 25 Aprile 2025
- Materiali (Generico):
- Marmo
- Materiali (Dettaglio):
- Si tratta di marmo bianco con
incise ai lati foglie d'ulivo con piccole drupe che formano un fiore.
- Stato di conservazione:
- Ottimo
- Ente preposto alla conservazione:
- Anpi e Amministrazione Comunale
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Odo Artoni è stato il primo partigiano brescellese a dare la vita per la libertà.
Era nato il 10 febbraio 1918, secondogenito di Arnaldo, che di mestiere faceva il contadino, e di sua moglie Antonia Cacciani. Aveva una sorella, Orietta, di quattro anni più grande. Crescendo Odo lavorò anche lui nei campi come i genitori e non si sposò.
Di leva, fu chiamato alle armi il 6 aprile 1939 e fu mandato in Sicilia, al 12° Centro Automobilistico di Palermo. Il 4 luglio dello stesso anno fu distaccato alla 12a Compagnia di Sanità di Palermo, dove rimase fino al 4 agosto, quando rientrò al Corpo. Il 19 ottobre fu aggregato a un deposito munizioni, dove rimase fino al 3 dicembre, quando rientrò nuovamente al suo reparto. Il 18 aprile 1940 si fratturò il femore della gamba sinistra per cui venne ricoverato all’ospedale di Palermo, dove rimase quasi tre mesi, fino al 5 luglio successivo, quando fu mandato a casa con una licenza di convalescenza di due mesi. Per il persistere dei problemi alla gamba, ottenne poi diverse proroghe, complessivamente per altri due mesi, fino al 2 novembre, quando fu ricoverato all’Ospedale Militare di Milano dove gli venne riconosciuto l’accorciamento della gamba sinistra a seguito della frattura, e perciò fu assegnato ai Servizi Sedentari, e fatto rientrare al 12° Centro Automobilistico di Palermo. Il 7 ottobre 1942 venne trasferito a Fiume al 7° Reggimento Autieri e, infine, dopo l’8 settembre 1943, anche lui se ne tornò a casa, come tutti gli altri militari italiani che non erano stati internati dai tedeschi.
Per sfuggire all’arruolamento nel 5° Battaglione Cavalleggeri della Repubblica di Salò, il 10 giugno 1944 Artoni lasciò alla chetichella la famiglia e Brescello e si unì ai partigiani sulle montagne parmensi. Nel diario della III Brigata partigiana Julia Artoni si legge:
«Artoni Odo (Circe) fu il primo Caduto della Brigata. Giovane dotato di un grandissimo amore verso la Patria, salì sulle nostre montagne il 10 giugno 1944. Dopo soli sette giorni partecipava alla prima azione. Insieme con otto compagni, la mattina del 17 giugno 1944, si trovava all'ammasso granario fra Capo-Ponte e Pastorello (Langhirano), allo scopo di prelevare grano per il sostentamento dei partigiani della zona. Improvvisamente sopraggiunse una formazione di 250 militi. Nello scontro una raffica di mitra lo colpì mortalmente».
Piuttosto complicata l’identificazione del corpo di appartenenza di Odo Artoni come partigiano, infatti, benché la sua militanza sia durata una sola settimana, la documentazione non è concorde e il suo servizio è assegnato a due reparti diversi:
Nel Foglio matricolare del Distretto Militare di Modena e nella scheda dell’Archivio ANPI di Parma, infatti, Artoni è annotato come membro della formazione partigiana 143a Brigata Garibaldi,
ma, in realtà, egli fece parte della III Brigata Julia, il cui Diario, come abbiamo visto, attesta che Odo fu il primo caduto della Brigata, nel cui Ruolino era regolarmente registrato, come del resto conferma anche il cippo commemorativo eretto a Capoponte nell’immediato dopoguerra. Non ci si deve meravigliare se Odo, unendosi ai partigiani in montagna, andò nel Parmigiano e non nel Reggiano, perché Brescello ha sempre gravitato molto più su Parma che su Reggio e, del resto, la stessa scelta venne fatta da diversi altri partigiani della nostra zona. Così, ad esempio, la VII Brigata Julia SAP, quella dei Magnifici Sette, che venne ufficialmente costituita, in Val Parma, il 7 marzo 1945, sotto il comando del sorbolese Mario Clivio, era composta da gente di Sorbolo, Gattatico, Golese, Guastalla e Brescello.
Contenuti
- Iscrizioni:
- ARTONI ODO
VENTISEIENNE BUONO E INTELLIGENTE
VITTIMA DELLA GUERRA
A CAPO-PONTE PARMENSE
IL17 GIUGNO 1944
SI RICORDA DA QUESTO ISTITUTO
CON ANIMO GRATO ALLA FAMIGLIA
ESEMPLARE MUNIFICA
NEL PRIMO ANNIVERSARIO
DEL SUPREMO SACRIFICIO
C.Pisi
- Simboli:
- Non sono presenti simboli, ma ai lati della lastra sono incise foglie di ulivo con piccole drupe che formano un fiore. Le foglie e la scritta sono inchiostrate color nero.
Altro
- Osservazioni personali:
- La lastra, poiché è stata sempre in un luogo riparato è in ottime condizioni, ed è stato emozionante ritrovarla e ricordare il giovane Odo Artoni morto solo dopo cinque giorni di montagna. L'Amministrazione per ricordare questo giovane ha dedicato una via del paese.






