4770 - Lapide con bollettino di guerra emesso dal Generale Armando Diaz – Pelago

La lapide, di forma rettangolare, in bronzo sbalzato riporta il bollettino di guerra num.1253 emesso dal generale Armando Diaz . Riporta le fasi salienti del conflitto combattuto contro l’esercito austroungarico fino al suo annientamento.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via Pontevecchio 1
CAP:
50060
Latitudine:
43.7700625
Longitudine:
11.5056875

Informazioni

Luogo di collocazione:
Mura esterne del comune lato sinistro portone di ingresso
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Bronzo
Materiali (Dettaglio):
Lapide in bronzo con iscrizioni in bassorilievo.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Pelago
Notizie e contestualizzazione storica:
Informazione non reperita

Contenuti

Iscrizioni:
Bollettino guerra 1253 Comando Supremo , 4 novembre 1918, ore 12

La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una czeco slovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita.

La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d'Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.

Nella pianura, S.A.R il Duca D'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.

L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni.

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza.
GENERALE DIAZ
Simboli:
Non sono presenti simboli

Altro

Osservazioni personali:
Quando abbiamo decifrato il nome del generale Diaz siamo rimasti sorpresi e abbiamo ripensato subito alla vicenda storica avvenuta a Caporetto; ci è tornato in mente il nome del generale Luigi Cadorna che dopo la sconfitta di Caporetto fu sostituito da Diaz. Ci siamo ricordati dei video visti in classe e della famosissima canzone che cantavano i soldati Italiani pronti alla riscossa " IL PIAVE MORMORO': NON PASSA LO STRANIERO".

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