Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Piazza Matteotti 8
- CAP:
- 63811
- Latitudine:
- 43.229344230518
- Longitudine:
- 13.686410635928
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Facciata dell'edificio comunale di Sant'Elpidio a Mare
- Data di collocazione:
- 25 aprile 1970
- Materiali (Generico):
- Marmo
- Materiali (Dettaglio):
- Lastra marmorea.
- Stato di conservazione:
- Ottimo
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di Sant'Elpidio a Mare
- Notizie e contestualizzazione storica:
- I Partiti antifascisti che commissionarono l’opera furono quelli che ebbero un ruolo da protagonisti nella lotta di liberazione e che avevano intorno al 1970 un importante peso nella vita politico-amministrativa di Sant’Elpidio a Mare: il Partito Comunista Italiano, il Partito Socialista Italiano, il Partito Socialista Democratico Italiano e la Democrazia Cristiana.
Da quel poco che sappiamo, quelli intorno al 1970 furono anni abbastanza turbolenti della vita amministrativa della nostra città, tanto che vi fu una prolungata presenza del Commissario prefettizio: evidentemente i partiti non riuscivano a trovare un accordo per dar vita ad una maggioranza stabile. Nonostante ciò, essi decisero di commemorare unitariamente quella grande esperienza storica, la Resistenza, su cui si fondano la Costituzione del 1948 e la Repubblica italiana.
È solo un’ipotesi, ma un fatto tragico avvenuto poco prima potrebbe aver spinto i partiti a questa forma unitaria di celebrazione: il 12 dicembre del 1969, a Milano, era stata fatta esplodere una bomba dentro la Banca Nazionale dell’Agricoltura causando 17 morti oltre a tantissimi feriti. Sebbene i primi ad essere stati accusati siano stati, ingiustamente, gli anarchici, già pochi mesi dopo cominciava a farsi strada l’idea esatta che gli esecutori materiali dell’orribile strage fossero i neofascisti. Insomma i partiti elpidiensi, commissionando la lastra, potrebbero aver avuto la volontà di affermare con forza le radici antifasciste della Repubblica.
A tal proposito, non sembra casuale la scelta dei versi di Calamandrei. Essi alludono all’unità di uomini che, accomunati dai principi di libertà e umanità, decidono di battersi insieme per ridare dignità al popolo italiano e redimerlo dal terrore esercitato dai Nazisti e da quello che la stessa Italia aveva scatenato in varie parti d’Europa e del mondo.
Al terrore di Piazza Fontana, con il quale cominciava la cosiddetta “Strategia della tensione”, si poteva rispondere - così sembra affermare la lastra - solo riaffermando unitariamente la fedeltà alla Costituzione democratica e antifascista.
Il componimento “Lapide ad ignominia” di Calamandrei fu scritto nel 1952, quando il generale delle truppe naziste in Italia, Albert Kesselring, fu graziato e liberato per motivi di salute. Tornato in Germania, dichiarò di non essere pentito e che, anzi, gli italiani avrebbero dovuto dedicargli un monumento. Gli rispose appunto l’antifascista e Padre costituente Piero Calamandrei con un duro componimento che si apre e si chiude con queste parole: “Lo avrai / camerata Kesselring / il monumento che pretendi da noi italiani … Ai nostri posti ci ritroverai / morti e vivi collo stesso impegno / popolo serrato intorno al monumento / che si chiama / ora e sempre / Resistenza”.
Contenuti
- Iscrizioni:
- 25 APRILE 1945 - 25 APRILE 1970
... UN PATTO GIURATO
FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI SI ADUNARONO
PER DIGNITÀ NON PER ODIO
DECISI A RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO
(CALAMANDREI)
I PARTITI ANTIFASCISTI di S. ELPIDIO M.
NEL XXV ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE.
- Simboli:
- Non sono presenti simboli.
Altro
- Osservazioni personali:
- Informazione non reperita


