184976 - Lastra in memoria di Enrico Macciò – Sarissola di Busalla

La lastra, in marmo bianco, commemorativa si trova sulla parete di un edificio, sede della ditta TI Automotive. La grandezza è 70cm² circa e lo spessore 2cm²

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Sarissola
Indirizzo:
BUNDY (S.P.A.) V. PINAN - SARISSOLA. 2 16012
CAP:
Latitudine:
44.573182766873
Longitudine:
8.9544897373146

Informazioni

Luogo di collocazione:
muro del edificio principale della ex Bundy spa (ora TI Automotive) lato stradale
Data di collocazione:
1955
Materiali (Generico):
Marmo, Ottone
Materiali (Dettaglio):
Informazione non reperita
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Informazione non reperita
Notizie e contestualizzazione storica:
Enrico Macciò, nato a Busalla, era il proprietario della fabbrica di Sarissola ( dove oggi c’è la TI Automotive ex Armco). Quasi una “doppia vita”: da una parte l’elegante e ricco uomo di successo, dall’altra il rigoroso militante impegnato a diversi livelli, in collegamento con dirigenti di primo piano (sia a Genova, sia a Milano) della lotta antifascista.
Contribuì alla raccolta di fondi anche per i miliziani delle Brigate Internazionali che, negli anni Trenta, combatterono fascisti e nazisti in terra di Spagna per la libertà di questo Paese.
Dopo l’8 settembre 1943, la villa busallese di Enrico Macciò , fu uno dei centri dell’attività politico-militare contro i nazifascisti. Nell’autunno del 1943 ospitò clandestinamente lo scrittore Sem Benelli ricercato, per motivi politici, dalle polizie fasciste e tedesche.
Un anno dopo, nel novembre 1944, Macciò venne arrestato in seguito alla scoperta dell’attività antifascista di una tipografia di Pontedecimo, da lui stesso finanziata.
Dalla Casa del Fascio di Sampierdarena, lo trasferirono alla IV Sezione (quella dove erano rinchiusi i detenuti politici) del Carcere di Marassi. Subì interrogatori anche nella Casa dello Studente. Poi con altri prigionieri fu condotto nel campo di concentramento di Bolzano e successivamente deportato nel lager di Mauthausen un paese austriaco della Valle del Danubio (tra Linz e Vienna).
Svanì nel nulla il 16 aprile 1945, questa la data dei documenti ufficiali, vittima del distruttivo meccanismo della violenza nazista. Morì, forse, lungo la scalinata della terribile cava di granito del campo citato. Il suo corpo venne probabilmente bruciato nel forno crematorio.

Contenuti

Iscrizioni:
IN QUESTO LUOGO ORA SEDE DEGLI STABILIMENTI BUNDY OPERAVANO NEI PRIMI DEL VENTENNIO FASCISTA LE OFFICINE MECCANICHE DI ENRICO MACCIÓ INDUSTRIALE CUI CENSO E SOSTANZE E IMPUNITÀ DEI TEMPI NON OFFUSCARONO LA SETE DI GIUSTIZIA IL SOGNO DI PIÙ FRATERNA SOCIETÀ FUTURA SICCHÈ IN PIENA MILITANTE COERENZA CRESCIUTO A TALE SUA SCUOLA DI CIVILE CARITÀ DI RIGORE GIUNSE AL SACRIFICIO ULTIMO E ANCORA DAI CAMPI DI MAUTHAUSEN LA SUA VOCE ALTA È LEVATA A DIRE CHE IL LAVORO È PER L'UOMO.
25 APRILE 1995 COMITATO 50° DI LIBERAZIONE
Simboli:
Informazione non reperita

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Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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