288285 - Lastra nell’80° delle leggi razziali – Guardiagrele (CH)

Lastra posta dall’Amministrazione comunale per ricordare sia l’accoglienza della città verso gli ebrei durante il periodo delle leggi razziali fasciste sia i guardiesi riconosciuti “Giusti tra le Nazioni”.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Largo San Francesco, 11
CAP:
66016
Latitudine:
42.191255938027
Longitudine:
14.220407567882

Informazioni

Luogo di collocazione:
Sulla parete a lato del civico 11.
Data di collocazione:
10 dicembre 2018
Materiali (Generico):
Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Lastra di marmo bianco con iscrizione incisa e verniciata. La lastra è sostenuta da tre ganci metallici a forma di foglie.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Guardiagrele
Notizie e contestualizzazione storica:
A seguito delle leggi fasciste razziali del 1938, Guardiagrele fu scelto dalle autorità fasciste tra i luoghi di internamento civile per profughi ebrei stranieri presenti in Italia. Ciò nonostante la comunità guardiese diede grandi segnali di accoglienza. Tra essi sono principalmente ricordati i casi dei coniugi Emidio e Milietta Iezzi e del maresciallo dei Carabinieri Camillo Neviani.

Nel 1943 Emidio e Milietta Iezzi, una giovane coppia di sposi, vivevano a Guardiagrele. Nella primavera del 1943, Gioacchino (poi Isaac) Weintraub, di sette anni, e suo padre Adolf, proprietario di un'azienda di pellicce a Milano, facevano parte di un gruppo di alcune decine di ebrei trattenuti dalle autorità fasciste in un campo di detenzione a Guardiagrele. Dopo l'occupazione dell'Italia da parte delle truppe tedesche, la provincia di Chieti divenne zona di guerra attraversata dalla linea Gustav che andava da Ortona a Cassino passando anche vicino a Guardiagrele. Diversi ebrei fuggiti dal campo di detenzione trovarono rifugio tra gli abitanti della zona. Gli Iezzi diedero rifugio ai Weintraub, ai quali in seguito si unì un altro ebreo di nome Max Wiener. I coniugi Iezzi erano pienamente consapevoli del rischio che correvano nascondendo gli ebrei ricercati dai nazisti, ma non si aspettavano alcun pagamento o ricompensa per ciò che facevano. Mentre Adolf e Max furono sistemati nella soffitta, Gioacchino rimase in casa come membro della famiglia. Fu trattato con affetto e chiamava Milietta "mamma". Ogni volta che i tedeschi perquisivano la zona, i due uomini si nascondevano in un luogo sicuro scavato da Emidio nel campo e ricoperto di legna. Grazie all’aiuto dei coniugi Iezzi i tre ebrei polacchi scamparono il pericolo della deportazione e sopravvissero alla guerra. Per questo il 24 marzo 1996, Yad Vashem riconobbe Emidio e Milietta Iezzi come Giusti tra le Nazioni.
“Giusti tra le Nazioni” è una terminologia che indica i non ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita e senza interesse personale per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista durante la seconda guerra mondiale. Dal 1962 è anche un'onorificenza ufficiale conferita dall'Yad Vashem (Ente nazionale per la Memoria della Shoah dello Stato di Israele) a tutti i non ebrei riconosciuti come "Giusti".
Fonte: https://collections.yadvashem.org/en/righteous/4023975

Al maresciallo Camillo Neviani, comandante della caserma locale, i tedeschi affidarono la gestione del ghetto degli ebrei presenti a Guardiagrele. Egli si mostrò molto tollerante verso gli ebrei e si adoperò di nascondere, far scappare e salvare quanti più ebrei possibile Addirittura organizzò l’arrivo a Guardiagrele del rabbino Elio Toaff per far celebrare nella cittadina un matrimonio tra due ebrei polacchi.

Contenuti

Iscrizioni:
CONTRO IL MALE
CHE NASCE DALL’UOMO
E IL PESO DELL’INDIFFERENZA,
SEGUENDO LA VIA DELLA CONOSCENZA
CHE SALVA DA OGNI PAURA,
GLI UOMINI TROVINO SEMPRE LA STRADA
PER RICONOSCERE E DIFENDERE
TUTTI I DIRITTI PER OGNI PERSONA.

A OTTANTA ANNI DALLE LEGGI RAZZIALI
E A SETTANTA DALLA COSTITUZIONE
E DALLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE
DEI DIRITTI UMANI,
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
DI GUARDIAGRELE
CITTÀ DELL’ACCOGLIENZA E DEI GIUSTI
TRA LE NAZIONI.

10 DICEMBRE 2018
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