113279 - Lastre alle Medaglie al Valore – Liceo Petrarca Arezzo

Alcune aule e uffici del Liceo Classico Francesco Petrarca di Arezzo sono intitolate a varie Medaglie al Valore. Una piccola lastra in alluminio affissa nella presidenza del Liceo riporta anche la motivazione, mentre le altre solamente i nominativi.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via Cavour, 44
CAP:
52100
Latitudine:
43.4652287
Longitudine:
11.88027020000004

Informazioni

Luogo di collocazione:
Scuola Superiore di secondo grado Liceo Classico e Musicale Francesco Petrarca
Data di collocazione:
03/03/1952
Materiali (Generico):
Altro
Materiali (Dettaglio):
Lastre in alluminio.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Scuola. Comune, Provincia-Regione
Notizie e contestualizzazione storica:
Lastra presidenza: La vicenda storica dei fratelli Tani è edita nel libro di Antonio Curina, Fuochi dell'Appennino, Arezzo 1957, pp. 343.353 I fratelli Tani erano due ex studenti del Liceo Classico Francesco Petrarca di Arezzo. E questo non è riportato nel libro.
Nel libro invece a p. 349 sono trascritte le parole della motivazione della concessione della Medaglia a Sante Tani.
Il 15 giugno ogni anno l'ANPI di Arezzo commemora la morte dei fratelli Tani (e non solo) nel carcere SAN BENEDETTO (VIA GARIBALDI) di Arezzo deponendo fiori nella cella dove vide uccisi i Tani, dove sono ancora visibili i fori dei proiettili sui muri. Sante Tani insieme al fratello Don Giuseppe Tani e ad altri come Aroldo Rossi caddero in un tranello di spie che li denunciarono facendosi credere partigiani. Il tranello ebbe esito positivo per i nemici il 30 maggio 1944. Entrambi i Tani come molti ragazzi del Liceo Classico di Arezzo erano legati alla Resistenza, anzi Sante era il capo della Resistenza aretina in quel mentre. Nato nel 1904 era un avvocato affermato.
Il libro a pp. 348-349 recita:" dirò soltanto che fin dal giorno della cattura dei tre indimenticabili amici, il nostro pensiero fu quello di fare ogni sforzo per liberarli. Consideravamo la loro vita come la nostra. Ma la liberazione si presentava alquanto difficile - se non impossibile - data la presenza in città di notevoli forze nazi-fasciste.,,Ma quando si seppe che sarebbero stati trasportati nel nord, e perciò la loro fine era certa, venne effettuato il tentativo di liberazione... I tre amici riuscirono a venire fuori dalla cella ed a nascondersi nell'interno del carcere; ma uno di essi fu visto dai militi fascisti,... Tutti e tre furono subito ricondotti nella cella e crivellati dalle pallottole dei fucili mitragliatori. Ed insieme con essi caddero il tenendo belga Meuret, ed il partigiano Oddone. Le cinque salme, con grave rischio, da alcuni pietosi, furono trasportate nella chiesa di San Domenico, ove rimasero per alcuni giorni esposte alla pietà dei visitatori".

E' da ricordare anche don Giuseppe Tani sopratutto menzionato nell'epigrafe nella facciata della chiesa di Casenovole (AR), dove don Giuseppe Tani era stato parroco per quattro anni, l'epigrafe è ricordata a p. 353 del libro di Curina:
ESEMPIO DI ZELO APOSTOLICO
DON GIUSEPPE TANI
MENTRE IN QUESTA MONTANA PARROCCHIA
SI PRODIGAVA A CONFORTARE
LE INNOCENTI VITTIME DELL'INUMANO FLAGELLO
IL 30 MAGGIO 1944
SORPRESO A TRADIMENTO
E CHIUSO NEL CARCERE DI AREZZO
VI FU UCCISO IL 15 GIUGNO SUCCESSIVO
A SOLI TRENT'ANNI
INSIEME CON IL FRATELLO AVV. SANTE
-------
IL POPOLO DI CASENOVOLE
LO RICORDA COMMOSSO
LA SUA VITA INTEMERATA IL SUO MARTIRIO
INSEGNINO COME SI DEVE SERVIRE
DIO - LA PATRIA -L'UMANITA'


-Giuseppe Meucci ed è ubicata nell’attuale 5° C del liceo classico Francesco Petrarca. Meucci nasce nel 1879 a Terranova Bracciolini nel comune di Arezzo. Studia ad Arezzo, a Firenze ed infine a Siena dove nel 1900 si laurea in giurisprudenza a pieni voti. Il 31 gennaio del 1900 inizia il corso degli Allievi Ufficiali di Complemento. Nel 1902 viene nominato Sotto-tenente di Complemento e il 31 maggio del 1910 viene promosso a Tenente. Nel 1915 parte verso il fronte e in quell’ anno viene promosso a Capitano e successivamente a Cavaliere della corona d’Italia. Viene ricordato come esempio di calma e
sacrificio, infatti durante la guerra non abbandonò mai i compagni. Muore durante un attacco austriaco. Il 27 Ottobre 1915 a Globna. Tratto dall’Annuario del Liceo 1933, pp. 22-24
-Pio Borri (Grosseto, 8 maggio 1923 – Stia, 11 novembre 1943) è stato un partigiano italiano.
Ha conseguito il diploma liceale classico presso il Liceo Petrarca. Èstato un allievo modello, tanto che la famiglia dopo la sua morte ha istituito due borse di studio una per la miglior maturità, borsa di studio Pio Borri è una per ragioni sociali, borsa di studio Pio e Maria Borri.
Riguardo alla sua biografia, dopo il liceo:
Studente di legge, fu inviato di leva ad Arezzo per essere arruolato nella milizia fascista. Dopo l'8 settembre formò in Casentino due bande di resistenti raggruppando sia civili che militari sbandati e armò i due gruppi grazie ad una brillante operazione contro una caserma. Poche settimane dopo fu fermato sulla rotabile Umbro-Casentinese a un posto di blocco tedesco ed ucciso sul posto dai responsabili del comando fascista della zona. Il corpo, abbandonato in un fosso, fu recuperato solo dopo alcuni giorni.
L'uccisione avvenne l'11 novembre 1943.
La salma riposa nel cimitero di Arezzo.
Dopo la sua morte:
Portò il suo nome la 23ª Brigata Garibaldi, costituita nel novembre del 1943 ed operante nell'aretino.
Ogni anno l'ANPI della provincia di Arezzo lo ricorda con una doppia cerimonia a Novembre sia a Stia sia al Liceo Classico di Arezzo, nell'aula magna ad esso dedicata.
Ogni anni l'ANPI si reca anche in visita alla tomba di Pio Borri al cimitero di Arezzo.
-L'aula è intitolata a Gino Cristofanelli di Rodolfo, nato il 15 maggio a Iesi. Viene ammesso al liceo Ginnasio nell'ottobre del 1905 e lo lasciò nel 1909. Sottotenente di complemento nel 140esimo reggimento fanteria, dopo aver valorosamente combattuto sull'isonzo e sul Carso, cadde il 17 giugno 1916 sull'Altipiano di Asiago. Gli fu conferita la medaglia d'argento al valore con la seguente motivazione: "Comandante interniale di una compagnia, al momento dell'assalto, sotto l'intenso fuoco nemico di fucileria e mitragliatrici, sprezzante del pericolo e al grido "Savoia", si slanciava animosamente avanti per dare esempio al prorpio reparto, finchè non cadeva colpito a morte."
Bosco dei Laghetti, 17 Giugno 1916.
Dall'Annuario scolastico del Liceo, 1933, p.17
Era figlio del dottor Rodolfo Cristofanelli, emerito preside del R. Liceo Ginnasio di Iesi.
(Alla Memoria degli Alunni del R. Liceo Ginnasio Petrarca, Morti per la patria, estratto dall'annuario del R. Liceo Ginnasio, Arezzo 1933, XI, p. 17)
-Luca Savelli: Si tratta di uno dei molti ragazzi ex allievi del Liceo Petrarca caduti per la Patria, nella I e II Guerra Mondiale.
Fra gli alunni caduti per la I Guerra Mondiale ricordiamo:
Benvenuti Giuseppe, medaglia d'oro, scrittore di poesie, cadde a monte Kuk e la Salam riposa nel Cimitero degli Invitti a Redipigia. Alla memoria del tenente benvenuti il liceo scientifico di Arezzo ha dedicato una sua aula come testimonia l'annuario del 1924/25 del liceo scientifico.
Giuseppe Mancini, medaglia d'oro, iniziò a studiare al liceo Ginnasio per poi conseguire la licenza a Firenze. Partecipò alla I Guerra Mondiale e morì il 5 luglio del 1917. D'apprima gli fu conferita post mortem una medaglia d'argento poi d'oro, data alla famiglia. Fu consegnata alla famiglia in Arezzo nello stesso giorno in cui la salma del milite ignoto fu deposta nella sua tomba a Roma. (Estratto dall'annuario del R. Liceo Ginnasio Arezzo 1933-XI, 32-33, pp. 11-14).

Contenuti

Iscrizioni:
AULA
Medaglia d'Oro Sante Tani
Sacerdote Giuseppe Tani
Caduti per la Patria
in Arezzo il 15 Giugno 1944

ALTRE LASTRE:
-AULA LUCA SAVELLI/MEDAGLIA D'ARGENTO
-AULA GINO CRISTOFANELLI/ MEDAGLIA D'ARGENTO
-AULA PIO BORRI/ CADUTO DELLA RESISTENZA 11-11-1943
-AULA GIUSEPPE MEUCCI/ MEDAGLIA D'ARGENTO
Simboli:
Non sono presenti simboli in nessuna lastra

Altro

Osservazioni personali:
La lastra si trova sopra la porta della Presidenza del Liceo Classico dal 1952, anno nel quale è stato ristrutturato tutto l'edificio. Esiste un'iscrizione per questo. L'intitolazione ai fratelli Tani da anni veduta da alunni ed ex alunni del Liceo Classico ha accompagnato gli studi di intere generazioni, ormai diventata abitudine e quasi parte dell'arredo dovrebbe invece far soffermare ciascuno sul grande contributo dato da studenti ed ex studenti di greco e latino, per la Liberazione della Patria. Lo studio del greco e latino guidano da sempre l'uomo verso la verità e giustizia, Insegnano a far rispettare i diritti inalienabili dell'uomo. Quindi non deve stupire che dalle porte del Liceo Classico di Arezzo siano usciti eroi come i fratelli Tani che nel momento della guerra avevano finito il liceo classico da un pò di anni, ma anche giovanissimi e studenti modello come Pio Borri morto in un'imboscata. Trucidato a tradimento (cfr. scheda infra). Ma anche altri ex alunni non esattamente alunni modello come Mario Magri, che ha testimoniato l'amore per l'Italia con il martirio alle Fosse Ardeatine a Roma. E forse molti altri studenti respirando quest'aria di valori alti ha deciso di servire la patria anche adesso che siamo in tempo di pace.

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