74144 - Lastre ai partigiani caduti per la libertà – Zignago

Lastre in marmo bianco di Carrara, di forma rettangolare, una di maggiori dimensioni con una seconda di misure più ridotte affiancata nella parte inferiore. Ricordano i caduti partigiani e civili nel rastrellamento del 20 gennaio 1945 e, in quella “aggiuntiva”, il partigiano Moggia caduto successivamente.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Serò
Indirizzo:
Via Roma
CAP:
19020
Latitudine:
44.26209170851058
Longitudine:
9.74161148071289

Informazioni

Luogo di collocazione:
Facciata palazzo uffici comunali
Data di collocazione:
1955
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo
Materiali (Dettaglio):
Lastra di marmo bianco di Carrara, caratteri epigrafe e viti ferma lastra in bronzo.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Zignago
Notizie e contestualizzazione storica:
Il rastrellamento del 20 gennaio 1945 ha una valenza specifica per il paese di Serò e la sua popolazione.
Infatti in questo caso si oppongono ai nazi-fascisti non solo le formazioni partigiane ma anche i civili, fra cui le donne che portano viveri e munizioni.
Nei settori di Cornice e Serò la resistenza dura tutta la giornata del 20 gennaio tanto che i Tedeschi entrano nel paese solo la mattina del 21 gennaio.
Don Ernesto Schiasselloni, parroco di Serò e Sasseta, collocato dai nazi- fascisti in mezzo alla piazza di Serò la mattina del 23 gennaio, viene da loro portato via verso Brugnato e Borghetto, ma poi è rilasciato.
Egli dice di avere seppellito in quei giorni nove persone, di cui alcuni civili e altri partigiani.
Fra i partigiani muoiono Petriccioli Oronte, staffetta del Comando IV Zona Operativa, che si trova però a combattere con la “Vanni”, Avesani Mario, Meneghetti Giuseppe, Capitani Mario, appartenenti alla “Vanni”.
Il rastrellamento del 20 gennaio 1945 è anche conosciuto con la denominazione di "battaglia del Monte Gottero" perché proprio il Monte Gottero si ritrova ad essere il punto dal quale la maggior parte delle formazioni partigiane devono passare per sganciarsi rispetto alla manovra messa in atto dai nazi- fascisti.
Il 20 gennaio 1945 il tempo è sereno. In attesa del rastrellamento preceduto da una serie di puntate nazi-fasciste nel mese di dicembre e ai primi di gennaio, il Comando della IV Zona operativa ha indicato una serie di obiettivi: allestire rifugi individuali e collettivi per uomini, materiali e armi pesanti; distribuire tempestivamente viveri e nascondere quelli non trasportabili; cancellare al momento del ripiegamento qualsiasi traccia di permanenze precedenti; organizzare efficacemente la trasmissione ordini e far funzionare i collegamenti usando cifrari nelle trasmissioni telefoniche; rispettare da parte delle RT il silenzio radio nei giorni precedenti l'attacco.
L'ormai atteso (il SIM partigiano -Servizio Informazione Militare- ha tempestivamente segnalato l'azione nemica) e temuto rastrellamento, che qualche Resistente ha definito come " i giorni dell'ira", scatta fra 20 e 25 gennaio 1945. Il piano messo in atto dal Comando tedesco si propone di accerchiare tutta la zona e rastrellarla completamente impiegando circa 25 mila uomini.
I partigiani della IV Zona sono circa 2500, dotati di armi leggere, ma impossibilitati a resistere per lungo tempo anche perché del tutto deficitario è il loro equipaggiamento a livello di vestititi e scarpe: per questo l'ordine è di resistere al primo assalto, per consentire al grosso delle forze di effettuare spostamenti, sganciamenti e occultamenti.
Per tutta la durata del 20 gennaio, con cielo sereno e neve altissima sui crinali appenninici, viene così opposta al nemico una forte resistenza: verso la via Aurelia, a Brugnato, mentre a Serò di Zignago la popolazione locale si mescola addirittura ai partigiani, combattendo con essi e infliggendo perdite serie ai nemici.
Il ripiegamento programmato dei partigiani prevede l'abbandono ordinato di Cornice, Serò, Godano e Calabria: sopraggiunta la notte, viene attuato il previsto piano di sganciamento, in condizioni climatiche proibitive, segnalate come tali negli annali di meteorologia, per la neve alta e la temperatura bassissima, essendo al contempo necessario lasciare il meno possibile tracce sul manto candido.

Contenuti

Iscrizioni:
NELL'ULTIMO SUSSULTO
DELLA RABBIA TEDESCA
IMPOTENTE A DOMARE
LA LOTTA PARTIGIANA
QUI SI IMMOLARONO
PER LA LIBERTA'
IL 20 GENNAIO 1945

PARTIGIANI

AVERSANI MARIO
CAPITANI MARIO
PETRICCIOLI ORONTE
MENEGHINI GIUSEPPE
GUERRIERI GUERRINO


CIVILI

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SCRUFARI GIUSEPPINA
MOGGIA LIVIO


PASSANTE
ONORA I TUOI MARTIRI !

PARTIGIANO
MOGGIA GABRIELE
CADUTO IL 12_3_1945
Simboli:
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La Pietra rimanda a tutta la storia della zona che ha avuto un ruolo importante nella lotta di Liberazione

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