Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- SS 259
- CAP:
- 64015
- Latitudine:
- 42.809287794685
- Longitudine:
- 13.809947842961
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Nella cappella familiare
- Data di collocazione:
- Informazione non reperita
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Marmo, Altro
- Materiali (Dettaglio):
- Lastra rettangolare in marmo bianco con iscrizioni incise verniciate di nero. Borchie circolari di bronzo agli angoli. Fotoceramica ovale del Caduto.
Lastra di marmo rosaceo con iscrizioni in caratteri a rilievo di bronzo. Fotoceramica rettangolare del Caduto in divisa da aviere.
- Stato di conservazione:
- Ottimo
- Ente preposto alla conservazione:
- Informazione non reperita
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Domenico Branella nacque a Nereto il 22 agosto 1921. Durante la seconda guerra mondiale fu aviere scelto con mansioni di autista. Cadde durante la campagna di Russia nell'aeroporto di Stalino (Ucraina) il 19 settembre 1942.
Durante la seconda guerra mondiale, la terribile Campagna di Russia evoca l’immagine dei fanti e alpini italiani durante la ritirata, travolti dal gelo dell’inverno russo. Non si deve però dimenticare il sacrificio di tutti gli altri reparti impegnati sul Fronte Orientale tra cui la Regia Aeronautica e i suoi uomini, ricordando per esempio che, nei due inverni del 1941-42 e del 1942-43, la maggior parte dei piloti della Regia Aeronautica volarono sui Macchi MC.200 che erano caccia scoperti non dotati di un tettuccio interamente richiudibile.
Nel 1941 il Comandante dell’aviazione al servizio del CSIR fu il Colonnello Pilota Carlo Drago e le formazioni furono composte da:
- Caccia
22° Gruppo Autonomo Caccia Terrestri - Capitano Pilota Giovanni Borzoni su Macchi MC.200
359ª Squadriglia - Capitano Pilota Vittorio Minguzzi
362ª Squadriglia - Capitano Pilota Germano La Ferla
369ª Squadriglia - Capitano Pilota Giorgio Iannicelli
371ª Squadriglia - Capitano Pilota Enrico Meille
- Osservazione Aerea
61° Gruppo Autonomo Osservazione Aerea - Tenente Colonnello Pilota Bruno Chierighini su Caproni Ca 311
34ª Squadriglia - Capitano Pilota Cesare Bonino
119ª Squadriglia - Capitano Pilota Giovanni Disegna
128ª Squadriglia - Capitano Pilota Igino Mendini
- Sezione Cinefotografica
Cant. Z.1007-bis / Macchi MC.200
- Sezione Trasporti
Su Savoia-Marchetti S.M. 81
245ª Squadriglia - Capitano Pilota Ernesto Caprioglio
246ª Squadriglia - Capitano Pilota Nicola Fattibene
Nel Maggio 1942 i reparti della Regia Aeronautica a disposizione del CSIR furono comandati dal Generale B.A. Enrico Pezzi (CAFO / Corpo Aereo Fronte Orientale dal 6 luglio 1942).
Le formazioni furono composte da:
- Caccia Terrestre
21° Gruppo Autonomo Caccia Terrestri - Maggiore Pilota Ettore Foschini su Macchi MC.200 e MC.202
365ª Squadriglia - Capitano Pilota Virgilio Teucci
361ª Squadriglia - Capitano Pilota Francis Leoncini (giunse in Russia il 30.05.1942)
382ª Squadriglia - Capitano Pilota Enrico Candio (giunse in Russia il 23.05.1942)
386ª Squadriglia - Capitano Pilota Bruno Mondini
371ª Squadriglia - Capitano Pilota Enrico Meille (rientra in Italia il 13.05.1942)
- Osservazione Aerea
71° Gruppo Autonomo Osservazione Aerea - Maggiore Pilota Achille Fanelli su Caproni Ca 311 e Fiat BR.20M
38ª Squadriglia - Capitano Pilota Augusto Giordano (giunse in Russia il 13.05.1942)
116ª Squadriglia - Capitano Pilota Aldo Regnoli (giunse in Russia il 16.05.1942)
- Sezione Trasporti
Su Savoia-Marchetti S.M. 81
245ª Squadriglia - Capitano Pilota Ernesto Caprioglio
246ª Squadriglia - Capitano Pilota Ettore Valenti
Tra i caduti e i dispersi della Regia Aeronautica sul fronte russo nel 1942 ci fu anche l’autista Aviere scelto Branella Domenico.
Fonte: https://www.unitalianoinrussia.it/2025/07/tributo-alla-regia-aeronautica.html
Il 22 settembre 1941, dopo gli aspri combattimenti sostenuti dal C.S.I.R. nell'area di Petrikovka, i reparti italiani ottennero un brillante risultato, conquistando Stalino (attuale Donec'k in Ucraina) e il suo aeroporto. Il precoce autunno russo si trasformò rapidamente in uno degli inverni più rigidi. Le violente piogge, seguite da tormente di neve e da un veloce abbassamento delle temperature (fino a -30) misero a dura prova non soltanto il C.S.I.R., assolutamente impreparato dal punto di vista dell'equipaggiamento, a combattere in queste condizioni estreme, ma anche il personale e i mezzi del Corpo Aereo Italiano impegnati, tra ottobre e novembre, in un'opera continua per spianare le piste innevate e per ripulire e riparare i motori e le armi di bordo bloccati o danneggiati dal ghiaccio e dalle non infrequenti incursioni dei bombardieri russi. Nel giugno 1942 il C.S.I.R. fu sciolto e con il sopraggiungere di nuove divisioni (comprese le alpine Julia, Tridentina e Cuneense) fu costituita l'8° Armata Italiana in Russia (ARM.I.R.): un complesso militare composto da circa 227.000 uomini. Nel medesimo periodo il 22° Gruppo Caccia, logorato da mesi di attività, fu rimpiazzato dal 21° Gruppo Macchi MC200 composto dalla 356ma, 382ma, 361ma, e 386ma Squadriglia, mentre il 71° Gruppo da Osservazione Aerea su Caproni Ca311 (formato dalla 38ma e 116ma Squadriglia) sostituì il 61°. In seguito, per compensare le perdite e per fronteggiare gli onerosi impegni, il Corpo Aereo Italiano fu ulteriormente ma insufficientemente rinforzato. Tra l'agosto e il dicembre 1942, il 71° Gruppo riceverà infatti 12 più pesanti bimotori da bombardamento e ricognizione Fiat BR20M, mentre il 21° Gruppo Caccia fu integrato con una manciata di nuove e più moderne macchine: 12 intercettatori Macchi MC202.
Nell'agosto 1942, in concomitanza con un massiccio attacco condotto da numerose forze sovietiche contro le linee dell'ARM.I.R, tutto il Corpo Aereo Italiano fu buttato in battaglia per cercare di sostenere la resistenza delle truppe di terra. Il 6 agosto, i Fiat BR20M della 38° Squadriglia del 71° Gruppo da O.A. effettuarono una prima missione di bombardamento ad est del corso del Don colpendo forze sovietiche d'artiglieria e di fanteria. Parteciparono ad azioni similari i Macchi MC200 e perfino i piccoli bimotori Caproni da ricognizione. Il Corpo, nonostante la sua esiguità, fece insomma quello che poteva, e fu anche grazie al coraggio e allo spirito di sacrificio dei suoi piloti e dei suoi avieri che le divisioni italiane riuscirono a contenere e respingere gli attacchi sovietici, anche se a fronte di gravi perdite (tra cui Domenico Branella - NdR).
Fonte: https://www.arsmilitaris.org/pubblicazioni/aeroinrussia.pdf
Il 2 aprile 2000 furono rimpatriate in Italia quattro urne con i resti di militari abruzzesi caduti sul fronte russo. Essi erano Nestore Tucceri Cimini di Cerchio (AQ), Ulisse Di Croce di Tornareccio (CH), Gianfranco Di Fazio di Civitella Casanova (PE) e Domenico Branella di Nereto (TE).
Fonte: Il Centro – 3 aprile 2000
Contenuti
- Iscrizioni:
- MIMI’ BRANELLA
AVIERE AUTISTA
NATO A NERETO IL 22-8-1921
MORTO IL 19-9-1942
NELL’AEROPORTO DI STALINO FRONTE RUSSO
AI GENITORI
GLI AFFETI I PRESAGI
AI CARI TUTTI
LA MEMORIA VIVA
DONAI
IL MIO GIORNO NELL’AVVERSA STEPPA
ALLA PATRIA
IL SANGUE L’ANIMA
IL SOSPIRO ULTIMO
DELLA TRONCA GIOVINEZZA
____________
SI E’ SPENTA LA MIA VITA
SI E’ ACCESA LA MIA STELLA
DOMENICO
BRANELLA
NATO A NERETO
IL 22-8-1921
CADUTO IL 19-9-1942
SUL FRONTE RUSSO
NELL’ULTIMO
CONFLITTO MONDIALE
FINALMNETE RIPOSA
DOPO 58 ANNI
ACCANTO ALL’ADORATA
MAMMA 2-4-2000
- Simboli:
- Informazione non reperita
Altro
- Osservazioni personali:
- Nella prima lastra è scritto AFFETI invece che AFFETTI.










