Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Viale del Cimitero
- CAP:
- 22033
- Latitudine:
- 45.863371527568
- Longitudine:
- 9.2720940865082
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Cimitero Comunale di Asso, lato est. Vicino all'angolo del muro di cinta che confina con via dei Praeli.
- Data di collocazione:
- 21 Agosto 1921 e secondo dopoguerra.
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Marmo, Pietra, Altro
- Materiali (Dettaglio):
- Il monumento, di circa 3 metri di altezza, è formato da una base in pietra di Serizzo, scolpita con tre gradoni piramidali a sezione triangolare, che a circa un metro da terra regge l'obelisco in marmo bianco di Carrara, anch'esso a sezione triangolare e rastremato, in continuità con la base. Sul suo lato anteriore porta una corona di alloro in bronzo fuso, sormontata dalla scritta dedicatoria e da una croce. Alla base sono poste altre tre corone e tre lampade votive, tutto in bronzo fuso. Alla base, lateralmente sono state fissate due lastre marmoree con i nomi dei dispersi. Più in alto, sull'obelisco c'è la serie dei nomi dei Caduti del primo conflitto mondiale.
Sul terreno di fronte al monumento sono collocate sette pietre tombali in granito, che riportano le iscrizioni funerarie e le rispettive fotografie in ceramica di otto Caduti della seconda guerra mondiale.
- Stato di conservazione:
- Buono
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di Asso
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Scarse informazioni sono disponibili nelle principali banche dati del Ministero della Difesa (Rif. 1, Rif. 2) sui soldati caduti e dispersi della prima guerra mondiale. Quanto riscontrato, con buon grado di certezza in base al loro paese di nascita e/o residenza (Asso o paesi limitrofi), mostra come i giovani brianzoli arruolati nel Regio Esercito furono mandati a combattere sul fronte austriaco, e le cause della loro morte furono sovrapponibili a quelle note per tutto il resto dei combattenti italiani: morte in combattimento, o negli ospedali da campo limitrofi per le ferite, o per malattie che si contraevano a causa delle condizioni estreme di vita di trincea, un ambiente inospitale caratterizzato da condizioni fisico-igieniche e psicologiche estreme in situazioni di grande promiscuità.
Sui Caduti della seconda guerra mondiale si trovano in genere informazioni più dettagliate:
GIOVANNI CRIPPA, Marinaio (caduto a Taranto il 12 – 11 – 1940)
Cadde nell'attacco aereo del porto di Taranto, avvenuto nella notte tra l'11 ed il 12 novembre 1940 contro la flotta navale della Regia Marina lì dislocata, da parte di aerosiluranti della Royal Navy britannica. L'operazione (con nome in codice Operation Judgement) si risolse con una netta vittoria da parte della flotta britannica, che al costo di due aerosiluranti, sferrò un importante colpo materiale e morale alla flotta italiana e alla reputazione del regime fascista. Vi furono 58 morti e 581 feriti, sei navi da guerra danneggiate (3 corazzate, il Cavour in maniera tanto grave che non riprese più servizio, 1 incrociatore e 2 cacciatorpediniere), e diversi danni alle installazioni terrestri. Giovanni Crippa nel 1941 fu decorato alla memoria con la Croce di Guerra al Valor Militare.
VICINI FAUSTO, Alpino (Caduto in Russia, Gubaka, il 27 – 4 – 1943)
La cittadina di Gubakha, situata nella regione di Perm' in Russia, è nota nella storia della Campagna di Russia (1941-1943) per aver ospitato uno dei campi di prigionia sovietici in cui furono rinchiusi i soldati italiani dell'ARMIR (Armata Italiana in Russia). Qui Fausto Vicini perse, a 21 anni, la giovane vita.
PINA ANGELO (nato ad Asso il 24-12-1916 - Caduto a Gerstungen – Germania il 7-8-1944)
Gerstungen, situata in Turingia, regione della Germania, ha avuto un ruolo specifico nella fase finale della Seconda Guerra Mondiale, in particolare legato alla linea di difesa del fiume Werra e alla presenza di campi di prigionia nell'area. Nelle vicinanze di Gerstungen, specificamente a Untersuhl, era situato il campo di prigionia Stalag IXc. Questo lager faceva parte del sistema di gestione dei prigionieri di guerra del Terzo Reich, molti dei quali venivano impiegati in lavori forzati. Angelo Pina perse la vita in questa località.
RUSCONI PIETRO, Savoia Cavalleria (Caduto sul fronte russo del Don, 24 - 8 – 1942)
Pietro Rusconi, del Savoia Cavalleria, cadde nella carica di Isbuscenskij, avvenuta il 24 agosto 1942 sul fronte del Don in Russia. Questa fu una delle ultime cariche di cavalleria di massa del Regio Esercito. Il reggimento "Savoia Cavalleria" (3º), con circa 700 uomini, attaccò e sconfisse oltre 2.000 fanti sovietici, salvando una posizione strategica, al prezzo di 32 morti e 52 feriti italiani.
Il Savoia Cavalleria operava per proteggere il fianco del Corpo d'Armata Alpino. Sorpresi da un grosso contingente siberiano, il Colonnello Alessandro Bettoni Cazzago ordinò la carica a cavallo, sciabola in pugno, supportata da bombe a mano. L'audace manovra, sebbene anacronistica rispetto alla guerra ormai prevalentemente meccanizzata, ebbe successo, disorientando i sovietici e costringendoli alla ritirata.
Nel 1945, Pietro Rusconi ricevette la Medaglia di Bronzo alla memoria.
BINDA BRUNO (Caduto sul fronte Greco-Albanese il 1 – 3 – 1941)
Nei primi giorni di marzo del 1941, il fronte greco-albanese si trovava in una fase di estrema tensione, caratterizzata da una stasi operativa dopo mesi di feroci combattimenti invernali, in attesa della decisiva Offensiva di Primavera italiana (nota anche come Offensiva di Marzo), che avrebbe avuto inizio di lì a pochi giorni, il 9 marzo. L'inizio di marzo 1941 rappresenta la vigilia dell'ultimo, disperato tentativo italiano di ribaltare le sorti della campagna di Grecia prima dell'intervento della Germania (Operazione Marita), che avrebbe avuto luogo ad aprile. Tra i Caduti, si trova Bruno Binda.
COLOMBO GUGLIELMO, Alpino del 5° reggimento (nato a Valbrona il 18-12-1911 - Caduto a Siegmar-schönau - Germania l'11-9-1944)
Fu uno dei tantissimi Internati Militari Italiani (IMI) che pagarono con la deportazione il rifiuto di aderire alla Repubblica Sociale dopo l’armistizio, restando fedeli al proprio onore fino alla morte in prigionia.
RIZIERI BINDA, Caporale di Artiglieria Alpina (Caduto in Russia, Regione Tambov, il 20 – 3 – 1943)
VICINI GIOV. BATTISTA, Caporal Maggiore dei Bersaglieri (Caduto in Russia, Regione Tambov, il 20 – 1 – 1943)
Tambov è tristemente nota nella storia dell'ARMIR per essere stata sede di uno dei principali lager di prigionieri di guerra (il campo n. 188) in cui vennero rinchiusi i soldati italiani catturati durante la ritirata. Dopo lo sfondamento delle linee italiane sul Don nel dicembre 1942, circa 70.000 italiani furono fatti prigionieri, costretti a marce forzate per centinaia di chilometri in condizioni allucinanti, con temperature siberiane. Migliaia di italiani passarono per i lager nella regione di Tambov. Il campo 188 divenne il luogo di detenzione di oltre 10.000 italiani, che morirono principalmente a causa di denutrizione, tifo e dissenteria, soprattutto nei primi mesi del 1943.
Contenuti
- Iscrizioni:
- Obelisco, faccia anteriore:
ASSO
AI SUOI FIGLI
MORTI
PER LA PATRIA
XXI AGOSTO
MDCCCCXXI
Obelisco, faccia laterale sinistra:
PINA PAOLO/ MERONI CARLO/ CRIPPA EMILIO/ RUSCONI LUIGI/ BALLABIO CARLO/ ASMONTI DUILIO/ ARGENTI PIETRO/ COLOMBO ANTONIO/ ARGENTI GIOVANNI/ BENAGLIO ROBERTO/ BILIELLI GAETANO/ INVERNIZZI ALESIO/ INVERNIZZI CESARE/ STEFANONI GIUSEPPE/ TAVECCHIO VITTORIO/ FRIGERIO ALESSANDRO/ PINA ANGELO/ BINDA BRUNO/ MOLTENI CANDIDO/ MOROSINI RAFFAELLO/ CRIPPA GIOVANNI/ SALA GIANCARLO/ VICINI FAUSTO/ VICINI GIOV BATTISTA
Obelisco, faccia laterale destra:
CRIPPA CARLO/ CRIPPA PLINIO/ VICINI VALENTE/ BINDA RIZZIERI/ MASCIADRI LUIGI/ ASMONTI ANTONIO/
CRIPPA GIOVANNI/ INVERNIZZI CARLO/ MASCIADRI FELICE/ SPINELLI GIOVANNI/ VALSECCHI FILIPPO/
BOSISIO FRANCESCO/ INVERNIZZI CAMILLO/ INVERNIZZI GIUSEPPE/ REDAELLI SALVATORE/ RUSCONI PIETRO/ MAPELLI GIOVANNI/ FRIGERIO EDOARDO/ PINA PIERINO/ PALAZZO GIUSEPPE/ RUSCONI PIERINO/ COLOMBO GUGLIELMO/ CORTI ALFREDO/ RIZIERI BINDA
Base, faccia laterale sinistra (lastra):
DISPERSI-1940-1945
TEN. BENAGLIO GIUSEPPE
[...] [...]
BRENNA INNOCENTE
CIVATI EDOARDO
Base, faccia laterale destra (lastra):
MAZZA CARLO
PAREDI SALVATORE
[...] [...]
[...] [...]
Piastrina su corona basale, lato sinistro:
LA LEVA 1909 / 18 NOVEMBRE 1928 A. VII
Piastrina su corona basale, lato destro:
ALPE MILANO / XI POPOLARISSIMA / 1931
Lastre funerarie Caduti seconda guerra mondiale
Da sinistra a destra:
ASSO 1918
MARINAIO
GIOVANNI CRIPPA
CADUTO IL 12 – 11 – 1940
CROCE DI GUERRA
AL VALOR MILITARE
ASSO 1922
ALPINO VICINI FAUSTO
CADUTO IN RUSSIA
GUBAKA
REG. PERM. URALI
27 – 4 – 1943
PINA ANGELO
ASSO 1916
GERSTUNGEN 1943
ASSO 1920
RUSCONI PIETRO
SAVOIA CAVALLERIA
CARICA DI ISBUSCENSKJI
FRONTE RUSSO DEL DON
24 . 8 . 1942
BINDA BRUNO
CADUTO SUL FRONTE
GRECO – ALBANESE
1 – 3 – 1941
ALPINO
COLOMBO
GUGLIELMO
CADUTO IN
GERMANIA O
11 – 9 – 1944
ASSO 1915
C.LE ART. ALPINA
RIZIERI BINDA
CADUTO IN RUSSIA
REG. TAMBOV 20 . 3 . 1943
ASSO 1920
C.LE MAGG. BERS.
VICINI GIOV. BATTISTA
CADUTO IN RUSSIA
REG. TAMBOV
20 – 1 – 1943
- Simboli:
- Il monumento dedicato ai Caduti della Grande Guerra si presenta ricco di simbologia tipica del tempo in cui fu eretto: le corone d’alloro, le lampade e la croce cristiana testimoniano il riconoscimento corale — laico e religioso — di una comunità verso i propri eroi. Al contrario, le lastre di sepoltura dei Caduti del secondo conflitto si distinguono per una nuda essenzialità e la mancanza di ornamenti, segno di una memoria più intima del loro sacrificio.
Altro
- Osservazioni personali:
- Fonti di riferimento principali:
Catalogo dei Beni Culturali – Beni Storici ed Artistici
Albo dei Caduti Italiani della Grande Guerra - Iniziativa Patrocinata dal Ministero della Difesa
Ministero della Difesa - Banca dati per la ricerca dei Caduti e Dispersi in guerra (Prima e Seconda Guerra Mondiale)
Istituto del Nastro Azzurro - Decorati al Valor Militare
Albo degli IMI (Internati Militari Italiani) caduti nei lager nazisti 1943-1945















