287707 - Monumento ai Caduti – Belgirate (VB)

Il monumento a obelisco è collocato in una zona posta vicino al lago. Sui lati dell’obelisco sono riportati i nomi dei Caduti della prima guerra mondiale. Altre lastre apposte sul lato principale dell’obelisco e sul basamento ricordano i Caduti della seconda guerra mondiale e nella guerra di Liberazione.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
via Mazzini, 87
CAP:
28832
Latitudine:
45.838902356774
Longitudine:
8.5729723234236

Informazioni

Luogo di collocazione:
Sul lungolago di fronte al civico 87.
Data di collocazione:
settembre 1920
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Il monumento è in cemento rivestito da travertino e ornato da elementi in bronzo (alla base, fascio littorio; agli angoli e in alto, fronde di alloro e quercia). Il monumento è coronato da una stella in bronzo ed è delimitato da catene e pilastrini in ferro battuto. Le iscrizioni sono in caratteri a rilievo.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Belgirate
Notizie e contestualizzazione storica:
Nel monumento sono ricordati due partigiani decorati con Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria:
- Enrico Bertani nacque a Belgirate nel 1919. All'inizio della seconda guerra mondiale fu chiamato inviato, con il I Reggimento d'artiglieria alpina, prima sul fronte occidentale e poi in Jugoslavia. Al momento dell'armistizio il giovane caporal maggiore passò nelle file delle formazioni partigiane, combattendo contro i nazisti nella VI Divisione dell'esercito jugoslavo di liberazione. Catturato dai tedeschi, Bertani fu rinchiuso in un campo di concentramento. Riuscito ad evadere, raggiunse gli italiani della Divisione "Italia", che si era costituita a fianco dell'esercito jugoslavo di liberazione, e il 3 novembre del 1944 fu nominato comandante di plotone del Battaglione "Garibaldi", guidando per mesi i suoi uomini in audaci azioni di guerriglia. Quasi al termine del conflitto, Bertani cadde a Serengrad (Jugoslavia) il 12 aprile 1945 mentre attaccava una munita posizione tedesca. Fu decorato con la seguente motivazione: «Caporale maggiore di artiglieria alpina distaccato in territorio oltremare, non esitava, subito dopo l’armistizio dell'8 settembre 1943, ad arruolarsi nelle formazioni partigiane locali. Non appena le vicende della lotta lo permisero, rientrava ai reparti volontari italiani e nominato comandante di plotone, prendeva parte ai fatti d’arme di un intero ciclo operativo sempre emergendo per alto valore ed elevato senso del dovere, tanto che, benché ferito, rifiutava di essere ricoverato in luogo di cura. Durante un aspro combattimento, mentre alla testa dei suoi uomini andava all’attacco di una munita posizione nemica, cadeva gravemente colpito al petto. Conscio della propria fine, rifiutava ogni soccorso e chiedeva insistentemente che il suo corpo prossimo a divenire esanime fosse buttato fuori del camminamento per non intralciare l’avanzata dei compagni. Luminoso esempio di coraggio e sprezzo del pericolo.»
- Pore Mosulishvili nacque a Kvemo Machkaani (Georgia). Nel 1939, Pore fu arruolato nell'Armata Rossa. Quando i tedeschi invasero l'allora Unione Sovietica, lui compì il suo dovere con grande coraggio, tanto che si guadagnò sul campo la nomina a sottufficiale. Nel 1944 Mosulishvili fu catturato dai tedeschi, che lo incorporarono in un reparto speciale e lo trasferirono in Italia con altri prigionieri sovietici e cecoslovacchi. Il reparto ebbe compiti di presidio territoriale e d'antiguerriglia e, al comando di Pore, un plotone di ex prigionieri fu dislocato nel Novarese, a Stresa. Qui Mosulishvili si mise in contatto con i partigiani della 118ª Brigata Garibaldi e il 7 settembre 1944, con altri ex prigionieri georgiani, passò nelle file della Resistenza italiana. Inquadrati nel 2° Battaglione della 118ª, i georgiani si distinsero subito per azioni audacissime. Dal 9 al 14 ottobre parteciparono alla difesa della repubblica partigiana dell'Ossola. Il 26 ottobre furono tra i protagonisti dell'attacco che il 2° Battaglione condusse contro un convoglio di fascisti. Nel novembre i nazifascisti decisero di sferrare una violenta controffensiva nella zona del Mottarone-Vergante, nel basso Verbano, settore operativo della Brigata "Servadei". I partigiani si divisero in piccoli gruppi, per resistere meglio all'attacco di forze soverchianti. Vicino Lesa, all’alba del 3 dicembre 1944, iniziò un violentissimo combattimento tra i tedeschi e i partigiani. Quest’ultimi finirono le munizioni e i tedeschi intimarono loro la resa, promettendo salva la vita purché fosse loro consegnato il comandante. A questo punto Pore uscì allo scoperto incontro ai tedeschi e gridò: "Sono io il comandante!". Dopo pochi passi, si puntò la pistola alla testa ed esplose l'ultimo colpo rimasto nell'arma sacrificandosi per salvare le vite dei compagni. Fu decorato con la seguente motivazione: «Sottufficiale della truppe georgiane, disertava dall’esercito tedesco alla testa di una settantina di militari suoi connazionali al completo di armamento e di equipaggiamento ed entrava come partigiano combattente nelle formazioni italiane operanti in Lombardia distinguendosi per virtù militari e fede nella causa della liberta. La notte del 3 dicembre 1944 i partigiani trovano riparo in una baita sopra Lesa; ma la loro presenza viene notata ed una spia li denuncia ai tedeschi che accorrono in forze. È l'alba quando comincia un violentissimo combattimento. I partigiani, accerchiati, stanno per finire le munizioni. I tedeschi se ne accorgono e intimano la resa, promettendo salva la vita a tutti i partigiani, purché sia loro consegnato il comandante. A questo punto, cogliendo di sorpresa i suoi, Pore esce allo scoperto, si fa incontro ai tedeschi e grida: "Sono io il comandante! Viva l'Italia! viva i partigiani! viva liberta!". Fa ancora pochi passi, si punta la pistola alla testa ed esplode l'ultimo colpo rimasto nell'arma.»

Fonti:
- https://www.anpi.it/biografia/enrico-bertani
- https://www.anpi.it/biografia/pore-mosulishvili
- https://www.istitutodelnastroazzurro.org/decorati-al-vm/

Contenuti

Iscrizioni:
DEI
CADUTI SUL CAMPO
PER L'UNITA'
DELLA PATRIA
PER UN'UMANITA'
MIGLIORE
A MONITO DEI VENTURI
BELGIRATE
PERPETUA I NOMI
EMULI DEI CAIROLI
SETTEMBRE 1920

TENENTE
ENRICO BERTANI
MEDAGLIA D'ORO
1940 - 1945

CADUTI
NELLA GUERRA
1940 - 1943

GUERRA DI LIBERAZIONE
1943 - 1945

SOLD.TO DE LORENZI BRUNO
AUT.RE BACCHETTA CARLO

SOLD.TO BONA DOMENICO
SOLD.TO TAGINI GIUSEPPE
SOLD.TO GRIGGI ANTONIO
SOLD.TO SUSANNA ANGELO
SOLD.TO BELLINI GIOVANNI

CAP. M.RE BRANDOLIN GIOVANNI

SOLD.TO ROSA DANTE
SOLD.TO DELORENZI MARIO
SOLD.TO BELLINI DOMENICO
SOLD.T FRANCESCONI LUIGI
SOLD.TO BINDA MOSE

SOLD.TO FALCIOLA ARTURO
CAP. M.RE GRIGGI BATTISTA
CAP.LE POLLINI ACHILLE
CAP.LE BELLINI OTTAVIO
CAP.LE MORISETTI NINO

M. ORO
MOSULISHVILI
PORE
TORLONE PAOLO
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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