181199 - Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale – Sassuolo

Il monumento, opera dell’artista Giuseppe Graziosi, fu realizzato nel 1921 per onorare i sassolesi caduti durante la Grande Guerra.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Piazza Garibaldi, 54
CAP:
41049
Latitudine:
44.540644028344
Longitudine:
10.782742354507

Informazioni

Luogo di collocazione:
Nel portico sotto la Torre Civica dell'Orologio (o del Campanone)
Data di collocazione:
1921
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo
Materiali (Dettaglio):
La statua fu realizzata in bronzo, tramite fusione a cera persa. Il basamento è rivestito in lastre di marmo rosso di Verona, recante l’epigrafe realizzata con caratteri a rilievo.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Sassuolo
Notizie e contestualizzazione storica:
Il monumento era originariamente posizionato al centro della piazza, con un basamento che riportava l’iscrizione dedicatoria e i nomi dei Caduti.
Dopo un periodo in cui fu posizionato nel Parco delle Rimembranze, il monumento fu ricollocato sul fondo di piazza Garibaldi nel 1966, dopo un restauro condotto da Bruno Bearzi di Firenze. Purtroppo nel tempo si persero sia l’iscrizione dedicatoria originale sia i nomi dei Caduti.

La statua è opera dello scultore Giuseppe Graziosi (Savignano sul Panaro 1879 - Firenze 1942). Egli fu docente nelle Accademie di Brera, di Napoli e dal 1926 di Firenze. Realizzò monumenti per varie altre città italiane ed estere (es. i monumenti ai Caduti di Novellara (RE), Savignano e San Cesario (MO).

Fonti:
http://www.emiliaromagna.beniculturali.it
https://www.academia.edu/37903986/Il_monumento_ai_Caduti_di_Giuseppe_Graziosi_a_Sassuolo

Contenuti

Iscrizioni:
SASSUOLO
AI
SUOI CADUTI
Simboli:
La statua, definita “Il Vittorioso” o “Il Legionario” raffigura un fante ignudo (trasfigurazione in senso classico dell’eroe) che regge con entrambi le mani un bastone, in cima al quale troneggia l’allegoria della Vittoria alata. Il panneggio, non originale, risale ai restauri del 1966.

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Informazione non reperita

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