Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Piazza Umberto I
- CAP:
- 80073
- Latitudine:
- 40.550776238204
- Longitudine:
- 14.24273351598
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Il monumento è agganciato alla torre campanaria (o Torre dell'Orologio) della chiesa di Santo Stefano, sul lato che affaccia su Piazza Umberto I.
- Data di collocazione:
- La lastra centrale è stata affissa nel primo dopoguerra, 1921, per la commemorazione dei Caduti della prima guerra mondiale. Nel secondo dopoguerra furono aggiunte le due lastre laterali per celebrare i Caduti di quest'ultimo conflitto mondiale.
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Marmo, Pietra, Altro
- Materiali (Dettaglio):
- Il monumento, in travertino bianco, è formato da una grande lastra centrale e da due laterali più piccole, protette in alto da una cornice aggettante. La lastra più grande e centrale presenta, incisi su tre colonne, l'iscrizione commemorativa e i nomi dei Caduti del primo conflitto unitamente a quelli di coloro che morirono per cause di guerra. Le due lastre laterali riportano i nomi di coloro che perirono a causa del secondo conflitto mondiale. Nella parte inferiore, la lastra centrale è decorata da un rilievo raffigurante tre corone, avente come reggimensole due teste di aquila. Dinanzi, in alto, è sospesa una lampada votiva in metallo, mentre in basso una corona in ferro battuto incornicia una piccola composizione formata da un elmo, un fucile con baionetta e una bandiera. A terra, vi è un piccolo spazio con un giardinetto curato, dove su un treppiede in ferro spicca una pietra del Monte Grappa, teatro di scontri sanguinosi, che ricorda i giovani isolani morti lontano da casa. Due fiammelle in ferro decorano la pietra.
- Stato di conservazione:
- Buono
- Ente preposto alla conservazione:
- Amministrazione comunale di Capri.
- Notizie e contestualizzazione storica:
- CAPRI e la prima guerra mondiale (Vedi Rif. Enzo Di Tucci)
All’alba del XX secolo Capri attraversava una stagione di relativo benessere e prosperità; il turismo era divenuto un settore importante di un’economia mista che vedeva ancora parte della popolazione impegnata nelle attività legate all’agricoltura, alla pesca ed alla navigazione.
Amministratori comunali particolarmente lungimiranti favorirono e appoggiarono i progetti di imprenditori privati capresi e forestieri che incrementarono ulteriormente lo sviluppo e l’occupazione sull’isola.
Numerosa era poi la colonia di stranieri residenti formata soprattutto da tedeschi e inglesi, ma anche da francesi, americani, svizzeri e russi. Insieme agli ospiti degli alberghi e pensioni, soggiornavano per buona parte dell’anno famiglie benestanti di ricchi industriali, banchieri e imprenditori che avevano acquistato o costruito le loro dimore sull’isola proprio tra la fine dell’Ottocento ed i primi anni del Novecento.
Una folta colonia di artisti, intellettuali, viveur e dandy animava i salotti buoni capresi tra i quali spiccavano lo scrittore russo Massimo Gorky, il premio Nobel Emil von Behring, l’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp, lo scrittore inglese Somerset Maugham e il poeta Rainer Marie Rilke. La colonia più numerosa di stranieri era però quella tedesca, tanto è vero che Capri fu definita la Klein-Deutschland (Piccola Germania).
In un clima che, tutto sommato, potremmo definire di rilassata spensieratezza, giunse inaspettata sull’isola la notizia che il 28 luglio 1914 l’Impero Austro-ungarico aveva dichiarato guerra al Regno di Serbia in seguito all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo, avvenuto un mese prima.
Dopo circa un anno di neutralità con una lunga fase di trattative con entrambe le parti in conflitto, allo scopo di ottenere vantaggi territoriali, l’Italia ritirò la sua adesione alla Triplice Alleanza (Germania, Impero Austro-ungarico e Italia) e si schierò con i paesi della Triplice Intesa (Francia, Regno Unito e Russia) firmando il Patto di Londra (26-4-1915) e impegnandosi ad entrare in guerra entro un mese. Il 23 maggio 1915 l’Italia dichiarava guerra all’Impero Austro-ungarico. In caso di vittoria l’Italia avrebbe ottenuto il Trentino, il Tirolo cisalpino con la sua frontiera geografica e naturale, il Brennero, la città di Trieste e i suoi dintorni, la contea di Gorizia e Gradisca, l’Istria e alcune isole istriane, più altre concessioni territoriali in Albania.
Gli effetti della dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria ovviamente furono avvertiti quasi subito anche a Capri, dove ben presto cominciarono le prime partenze di giovani isolani per il fronte. Furono anche richiamati uomini appartenenti a classi più anziane (1875-1876), molti dei quali sposati e con figli.
L’economia caprese subì un vero e proprio tracollo perché, essendo già da allora principalmente basata sul settore turistico, con la guerra in atto i flussi dei visitatori si interruppero bruscamente, con gravissime ripercussioni sugli alberghi e sulle altre strutture ricettive. A questo fenomeno si aggiunse anche un preoccupante calo dei redditi, perché molti degli uomini che lavoravano in questo comparto furono chiamati alle armi, lasciando le famiglie prive dei mezzi di sostentamento.
L’organismo istituzionale pubblico che si occupò dell’emergenza conseguente al conflitto mondiale e che venne in soccorso della popolazione caprese in quei tristi anni di guerra, fu il cosiddetto Comitato di Organizzazione civile, di cui fecero parte il Sindaco, alcuni amministratori, pubblici funzionari ed esponenti di primo piano della società caprese, ed il cui ruolo, attraverso raccolta fondi e distribuzione di aiuti alla popolazione, fu determinante.
I disagi della guerra, pur essendo gravi e dolorosamente sopportati, non avevano però attutito il sentimento di patriottismo che era largamente condiviso sia dai giovani chiamati alle armi che dalle loro famiglie. L’entrata in guerra contro gli Austriaci era considerata dalla maggioranza un atto doloroso ma necessario alla liberazione di territori italiani ancora sotto la dominazione dello straniero e, in definitiva, era vista come l’ultimo episodio del Risorgimento se non proprio come la quarta guerra d’Indipendenza.
Il senso sinistro e crudele della guerra fu avvertito nella sua piena drammaticità non appena cominciarono a giungere sull’isola le notizie dei primi Capresi morti. Nei primi sette mesi di guerra caddero al fronte circa tredici soldati capresi: il primo Ufficiale a morire fu il Sottotenente di fanteria Salvatore Ferraro di 21 anni, caduto sul Monte Sabotino. Il Caporal Maggiore di Fanteria Giuseppe Strina, di 34 anni, caduto a Podgora, per il suo eroismo fu decorato con la Medaglia d’Argento al Valore Militare*.
Tra Caduti in combattimento e per le conseguenze della guerra (malattie, ferite ecc.), alla conclusione del conflitto i Capresi deceduti furono circa settanta tra Ufficiali, Sottufficiali, Soldati ed operai militarizzati.
Nel 1921, sulla torre dell’orologio di piazza, fu apposta una lapide in ricordo dei Caduti capresi nel 1° conflitto mondiale. Al suo scoprimento furono presenti il Generale Armando Diaz e tutte le autorità civili e militari dell’Isola.
Negli anni successivi cominciò una lenta e graduale ripresa dell’economia isolana con il ritorno tra le due guerre di turisti italiani e stranieri.
*Motivazione della onorificenza, concessa con Decreto Luogotenenziale 15 ottobre 1916 al Caporal Maggiore Giuseppe Strina, n. 69861 matricola: Come capo pattuglia, dopo aver brillantemente raggiunto lo scopo prefissatosi per meglio vedere ed impedire che il nemico potesse sorprendere la propria compagnia, che già era giunta ad impossessarsi di una trincea nemica, di sua iniziativa, spingevasi, nonostante il grandinare dei proiettili, in un appostamento più avanzato, ove rimase a protezione della truppa restante, finché venne ucciso da nemici appiattati poco lungi. — Podgora, 11 novembre 1915.
CAPRI e la seconda guerra mondiale (Vedi Rif. Sergio Lepri)
Come nella prima guerra mondiale, anche per la seconda molti giovani capresi furono arruolati ed inviati sui vari fronti aperti. Molti non fecero purtroppo ritorno.
La Liberazione di Capri ebbe risvolti insoliti: l’isola fu liberata non dagli Alleati, ma da un reparto militare italiano che convinse i tedeschi ad andarsene pacificamente:. L'isola fu ufficialmente la prima terra libera gestita interamente dalle Forze armate italiane.
La sera dell’8 settembre 1943, subito dopo l'annuncio dell'armistizio, un centinaio di bersaglieri guidati dal colonnello Guido Marsiglia occupava i punti strategici dell'isola. La priorità era gestire i 150 militari tedeschi presenti. Nonostante l'iniziale tensione tra il colonnello Marsiglia e il comandante germanico, i tedeschi, sapendo di essere fisicamente isolati, la mattina del 9 settembre accettarono di arrendersi e di imbarcarsi per Napoli, lasciando l'isola.
Mentre i capresi assistevano dai tetti di casa al gigantesco e pauroso spettacolo del contemporaneo sbarco alleato a Salerno, una delle più grandi battaglie della seconda guerra mondiale, l'isola viveva una situazione di completa incertezza. Il 10 settembre 1943 arrivarono a Marina Grande sette motosiluranti italiane da Gaeta, al comando del capitano Alessandro Michelagnoli: in quel momento Capri non ospitava né tedeschi né anglo-americani. L'11 settembre l'isola era ufficialmente la prima terra libera gestita interamente dalle Forze armate italiane.
Il 13 settembre Capri divenne una testa di ponte per la liberazione di Napoli con l'arrivo delle navi alleate. Tra queste c'era il contingente del maggiore svedese Alex Munthe (il celebre medico di Villa San Michele), il quale si rese protagonista con le sue truppe del salvataggio in Campania del filosofo Benedetto Croce, che, essendo un personaggio di spicco di fede antifascista, rischiava la cattura da parte dei tedeschi, fu portato al sicuro sull'isola.
Proprio a Capri, Croce, incontrò personalità italiane e alleate, elaborando insieme al genero Raimondo Craveri e al diplomatico antifascista Alberto Tarchiani il progetto di un esercito di volontari italiani da schierare con le truppe alleate contro i nazifascisti. L'idea fu trasmessa ai generali americani Donovan e Clark e, già il 26 settembre, fu autorizzata la nascita del Primo Raggruppamento motorizzato (futuro Corpo italiano di Liberazione). Il manifesto d'arruolamento, scritto da Croce, uscirà il 10 ottobre, subito dopo la liberazione di Napoli.
Contenuti
- Iscrizioni:
- Sulla lastra centrale:
colonna sinistra
ALBANESE GIOVANNI
APREA AMEDEO
ARCUCCI COSTANZO
CANGIANO CARMINE
CANGIANO ENRICO
CARDINALE UBALDO
CATUOGNO PASQUALE
COSENTINO EUGENIO
COPPOLA GAETANO
CHININO LUIGI
DE ANGELIS ORESTE
DELLA MONICA GIUSEPPE
DELLA MONICA PASQUALE
DE MARTINO ANG. GABRIELE
DEL ZOPPO ARMANDO
▲
ACAMPORA UMBERTO
ARCUCCI RAFFAELE
ARCUCCI UMBERTO
CARDONE FRANCESCO
CERROTTA MICHELE
COSENTINO LUIGI
DE MARTINO GIOACCHINO
ESPOSITO RAFFAELE
colonna centrale
IMMOLATI
ALLA GRANDEZZA D'ITALIA
PERENNE ORGOGLIO DI CAPRI
NELLA GUERRA MCMXV-MCMXVIII
FEDERICO COSTANZO di CIRO
FEDERICO COSTANZO fu GIUS
FEDERICO COSTANZO di PIETRO
FEDERICO LUIGI di PASQ.
FEDERICO LUIGI fu DOM.
FEDERICO TOMMASO
FERRARO LUDOVICO - FERRARO PIETRO
FERRARO SALVATORE
RICCI PASQUALE
PERIRONO PER LE CONSEGUENZE
DELLA GUERRA
FEDERICO ANTONIO
FEDERICO GIUSEPPE di CIRO
FERRARO CIRO
FERRARO GIUSEPPE
GIULIANO ANGELO
MARESCA LUIGI
colonna destra
FINAMORE LUIGI
GARGIULO GABRIELE
GARGIULO RAFFAELE
GIULIANO LUIGI
GRANDE ETTORE
MOFFA GIUSEPPE
MOSCA COSTANZO
ONGARO NATALE
PORZIO ANTONIO
RUSSO UMBERTO
RUOCCO SALVATORE
SERENA RODOLFO
STRINA GIUSEPPE
TRAMA RAFFAELE
ZOTTOLO GAETANO
▲
MASTROMANO PASQUALE
MONSAGRATI CELSO
ROMANO MICHELE
RUOCCO MICHELE
RUGGIERO RAFFAELE
SALVIA COSTANZO
SCARPATO VINCENZO
TOPI ANTONIO
Sulla lastre laterali:
a sinistra
PERIRONO
PER CONSEGUENZA
DELLA GUERRA XXXX-XXXXV
ACAMPORA GIOVANNI
COPPOLA MICHELE
DE SIMONE GIACINTO
FALCONIERI RICCARDO
FIANNOLA RAFFAELE
SPADARO ANNUNZIATA
TRAMA AMEDEO
TIZZANO ALFONSO
▲
BARBATO FEDERICO
COPPOLA COSTANZO
ESPOSITO GIUSEPPE
GIAQUINTO ENRICO
RUOCCO LUIGI fu A.EA
RUOCCO LUIGI di C.ZO
CELIBERTI MARCELLO
DI PINTO ANTONIO
ROTELLA ANTONIO
ROTELLA ARMANDO
a destra
IMMOLATI
PER LA PATRIA
GUERRA XXXX-XXXXV
ALBANESE ANTONIO
ALBANESE CELESTINO
ASCIONE COSTANZO
ASCIONE ISIDORO
CANNAVALE BENIAMINO
CERROTTA COSTANZO
CIOFFI EMANUELE
DE MARTINO GIOVANNI
FADDA GIUSEPPE
GALASSO SALVATORE
GANDAIS ARNALDO
RUOCCO NICOLA
SALVIA ERNESTO
STINGA ANTONINO
▲
GASTALDO MARCELLO
MELE EUGENIO
SAVARESE LUIGI
CATUOGNO UMBERTO
DE ANGELIS LUIGI
- Simboli:
- Sotto alla lapide, fa mostra di sé una piccola composizione: una corona in ferro battuto che incornicia un elmo, un fucile con baionetta e una bandiera.
La bandiera rappresenta l’Italia, la Patria per cui si è combattuto, e si è vinto, meritando la corona degli eroi. Elmo e fucile sono gli strumenti che identificano il soldato combattente.
Sulla stessa linea simbolica sono le tre corone scolpite alla base della lapide della prima guerra mondiale, e le due teste d’aquila su cui poggia la stessa,
Di alto valore simbolico è la pietra del Monte Grappa, sacro cimelio portato in questa terra isolata nel Mar Mediterraneo dai campi di battaglia e di morte della Grande Guerra, che elevarono la patria italica nel consesso delle nazioni eroiche e vittoriose.
Altro
- Osservazioni personali:
-
Istituto del Nastro Azzurro – Decorati al Valor Militare
Catalogo Generale dei Beni Culturali - motivi decorativi con aquile, bandiera, corona ed armi
Enzo di Tucci - Capri nelle Grande Guerra - Centro Documentale dell’Isola di Capri
Sergio Lepri – Capri. L’isola liberata dagli italiani










