Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- All'incrocio di Strada Pizzolese con Strada Argine del Naviglio
- CAP:
- 43122
- Latitudine:
- 44.868107151835
- Longitudine:
- 10.364646402023
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Area dedicata all'intersezione di Strada Pizzolese con Strada Argine Naviglio.
- Data di collocazione:
- Informazione non reperita
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Marmo, Pietra, Altro
- Materiali (Dettaglio):
- Pietra per l’arco, lo zoccolo, il basamento, i quattro pilastrini e per il cordolo posto intorno al cippo. Marmo per la lapide. Bronzo per la stella a cinque punte posta sull’arco. Vernice di colore nero a riempimento dei caratteri e dei graffiti incisi sulla lapide. Ferro per i perni di sostegno della lapide, per le maglie della catena di protezione e per il braccio atto a sostenere l’asta della bandiera.
- Stato di conservazione:
- Buono
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di Parma
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Dal sito “A passo di Liberazione 1945-1925”, testo di Maddalena Arrighini dell’Ist. Storico della Resistenze e dell’Età contemporanea di Parma:
“Il 25 aprile 1945 nelle frazioni di Ravadese, Pizzolese e Casevecchie i nazisti in ritirata verso il Po attuano una strage tra la popolazione, provocando 21 vittime. Nelle prime ore di quella giornata una lunga colonna di automezzi tedeschi attraversa la strada principale di Ravadese: un colpo improvviso partito da una casa abbatte un soldato tedesco. I nazisti si fermano immediatamente, convinti di essere sotto l’attacco dei partigiani. Urlano alla popolazione di uscire dalle proprie case, per stanare i ribelli: inizia così l’eccidio. Alcuni uomini vengono freddati nelle proprie camere da letto come Lino Rossi di 65 anni e Raniero Rolli di 26. Altri uccisi mentre tentano la fuga verso i campi: Aberto Talignani, Pompilio Artoni e Valerio Salati. La famiglia Pomelli perde in un solo giorno 4 componenti: Germano, di 10 anni, Mirco di 14, Pierina di 13 e lo zio Gino Bonazzi di 43 anni. Pompilio Artoni si nasconde nel rifugio antiaereo appena fuori dall’abitato: i tedeschi lo fanno saltare con le bombe a mano. Mario Gaiani sta governando le bestie nella stalla e riceve l’ordine di sgomberare tutto il portico: finito il lavoro, è ucciso sul posto. Guido Givera, un contadino di 43 anni, è ucciso davanti alla porta di casa: sua moglie Livia Terenziani lo soccorre con un cuscino sotto la testa e, accorgendosi che è morto, si scaglia contro i soldati tedeschi: viene freddata da una mitragliata. Un gruppo di 50 uomini della frazione viene imprigionato in una cascina con la richiesta di individuare i partigiani armati tra di loro: scaduti i pochi minuti a disposizione, i soldati prelevano tre di questi uomini e li fucilano davanti a tutti. Sono i fratelli Campanini Enrico di 19 anni e Gemello di 21 anni e Amilcare Raboni di 26 anni. Il padre dei Campanini assiste alla drammatica scena. I restanti prigionieri vengono poi fatti marciare verso Pizzolese. Qui il gruppo è raggiunto da un attacco Alleato: i civili si buttano nei fossi per ripararsi, ma Ferdinando Gatti scappa tra i campi; è raggiunto e ucciso da una scarica di mitra. I tedeschi fuggono e lasciano dietro di loro una scia di morte e lutti che segnerà per molto tempo gli abitanti di queste frazioni alla periferia di Parma”.
I Caduti dell’eccidio:
1. Gino Bonazzi, 43 anni.
2. Alide Cocconi, 41 anni.
3. Ferdinando Gatti, 38 anni.
4. Germano Pomelli, 10 anni, cugino di Mirco e Pierina Pomelli.
5. Mirco Pomelli, 14 anni, fratello di Pierina.
6. Pierina Pomelli, 13 anni, sorella di Mirco. Nella scheda di questo eccidio, compilata per il sito www.straginazifasciste.it l’età di questa vittima è quella di 16 anni.
7. Valerio Salati, 19 anni.
8. Alberto Talignani, 63 anni.
Gli altri Caduti presenti nel cippo sono:
1. Ivo Boni, caporalmaggiore.
2. Giuseppe Carboni, nato il 4 maggio 1921 a Parma e morto il 25 Ottobre 1942 in Egitto; caporale.
3. Ferdinando Guerci (“Caio”), nato il 19 gennaio 1924 a Parma. Vicecomandante della 59a Brigata Garibaldi d’assalto (che alla sua morte ne assumerà il nome). Caduto in combattimento a Farini d’Olmo il 27 giugno 1944. Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla Memoria”. Ricordato da una lapide posta a Farini, in Piazza G. Marconi (vedi mia scheda 180530 su questo stesso sito).
4. Giovanni Pelosi, nato il 15 maggio 1916 a Sorbolo (PR) e morto l’8 Gennaio 1942 in Grecia; caporalmaggiore.
FONTI:
• Banca dati dei Caduti partigiani presente sul sito dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma (Isrec Parma).
• Giorgio Cassinari “Piacenza nella Resistenza. Con l’elenco dei Caduti partigiani e civili”, TEP Edizioni d’arte, Piacenza 2004.
• Marco Minardi, “Memorie di Pietra. Monumenti alla Resistenza, ai suoi caduti e alle vittime civili durante l’occupazione militare tedesca nella provincia di Parma”, Ass.ni Partigiane della Provincia di Parma ALPI-ANPI-APC, Com. di Parma, Amm. Prov. di Parma, Fond. Monte di Parma, Grafiche STEP, Parma 2002.
• www.apassodiliberazione.it/evento/stragi-dellultimo-giorno-ravadese-pizzolese-case-vecchie/
• www.difesa.it/il-ministro/ufficio-per-la-tutela-della-cultura-e-della-memoria-della-difesa/banca-dati-dei-caduti-e-dispersi-2-guerra-mondiale.html
• www.straginazifasciste.it
Contenuti
- Iscrizioni:
- Il popolo questo cippo
eresse a ricordo imperituro dei suoi
caduti nell’infausto 25 . 4 . 1945
in cui crudeli schiere tedesche insanguinavano
queste contrade terrorizzando le sue genti
e provocando la morte dei cari
BONAZZI GINO – GATTI FERDINANDO
POMELLI PIERINA – SALATI VALERIO
E FRATLO MIRCO – TALIGNANI ALBERTO
CUGNO POMELLI GERMANO – COCCONI ALIDE
GUERCI FERDINANDO
eroica figura di partigiano immolatosi a
farini d’olmo 27 . 6 . 1944
sorga dunque una luce nuova che
illumini le menti sulla via del bene
e dell’amore fra le moltitudini in omaggio
al sacrificio degli scomparsi
che con profondo spirito d’assenso
qui si venerano
qui uniti si ricordano
cap. magg. PELOSI GIOVANNI cap. magg. BONI IVO
cap. CARBONI GIUSEPPE
- Simboli:
- In testa all’arco, in posizione centrale, si trova una stella a cinque punte di bronzo.
I simboli incisi sulla parte superiore della lapide (partendo da sinistra verso destra, rispetto a chi guarda) raffigurano un albero con il fusto tranciato, la collina del Golgota con le tre croci ed una lampada votiva con la fiaccola accesa. L’albero con il tronco spezzato rappresenta una vita interrotta. Il Golgota, con innalzate le sue tre croci rappresenta il sacrificio di Cristo e quindi anche quello di questi Caduti. La lampada con la fiaccola la forza e capacità di illuminare un cammino ideale.
Altro
- Osservazioni personali:
- Le immagini risalgono al mese di Giugno 2024.
Coordinate Google Maps:
44.868097, 10.364740










