3782 - Monumento ai Caduti di Aprica

Il monumento in granito (grigio-rosa) rappresenta un “obelisco” proiettato nel cielo in testimonanzia delle numerose vittime di Aprica che le due guerre mondiali hanno lasciato sui campi di battaglia e in onore dei militari che nell’ultimo conflitto (1940-1945) si prodigarono per la salvezza delle personedi nazionalità ebrea “confinate” e che misero a repentaglio la propria vita.

Il monumento è posto al centro della “piazzetta” del Palabione in un’aiula circolare, contornata dal tipico “muretto a secco” delle baite alpine, è  costituito da un basamento di grosse dimensioni a forma rettangolare che supporta le lastre con i nomi dei caduti. Sovrastante il basamento è alloggiato un altro masso in granito che riporta invece lastre di rame raffiguranti in bassorilievo le scene di guerra degli alpini. A compimento della struttura piramidale si erge l’imponente obelisco in granito: il tutto rappresenta un cappello degli alpini stilizzato dove l’obelisco non è altro che la penna.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via Palabione 49 (incrocio angolo Via Europa)
CAP:
23031
Latitudine:
46.1523235
Longitudine:
10.153352899999959

Informazioni

Luogo di collocazione:
Aiuola circolare al centro della piazzetta, formata dallo "slargo" delle vie Palabione-Europa
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Ottone, Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Pietre del basamento e obelisco in granito, lastra in ottone, bassorilievi in rame.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Aprica (SO)
Notizie e contestualizzazione storica:
Sul lato frontale del monumento l'amministrazione comunale ha posto una nuova lastra per onorare gli "aprichesi" e i militari che nell'ultimo conflitto (1940-1945) si prodigarono per la salvezza delle persone ebree "confinate" in quei luoghi mettendo quindi a repentaglio la propria vita.
Il comandante Bruno Pilat della locale stazine dei Carabinieri con i suoi uomini (Vice brigadiere Massimo Apollonio - Carabiniere Gaston Guistetto - Carabiniere Angelo Balsoni - Carabiniere Giuseppe Pina) aiutarono i deportati ebrei dopo l'8 settembre 1943 avvalendosi delle collaborazione di Don Giuseppe Carozzi, sostenuti anche dal Capitano Leonardo Marinelli della GdF di Tirano, dal finanziere Claudio Sacchelli e Don Cirillo Vitalini, in occasione di tali eventi, con onore e gloria, le vite salvate furono circa 300.

Contenuti

Iscrizioni:
Epigrafe principale (lato sud): "APRICA AI SUOI CADUTI"

Lato anteriore a sud: Caduti seconda guerra mondiale 1940-1945
Ambrosini Carlo - Cioccarelli Camillo - Cioccarelli Isidoro - Corvi Arturo - Corvi gaetano - Corvi Luigi - Corvi Nino - Corvi Vittorio - Damiani Pietro - Liscidini Arturo - Moraschinelli Silvio - Polatti Arturo - Togni Felice - Stampa Attilio

Lato destro a est: Caduti prima guerra mondiale 1915-1918
Balzarini Pietro - Balzarini Pietro Angelo - Corvi Giacomo - Moraschini Agostino - Moraschini Giovanni - Negri Domenico - Negri Giacomo - Negri Giovanantonio - Negri Lorenzo - Ricetti Domenico - Ricetti Domenico Giovanni

Lato sinistro a ovest: Caduti prima guerra mondiale 1915-1918
Ambrosini Lorenzo - Cioccarelli Giovanni - Corvi Battista - Corvi Giacomo - Damiani Lorenzo - Dotti Lorenzo - Della Moretta Lorenzo - Moraschinelli Carlo - Sciarmella Giovanni - Stampa Cristoforo - Svanosio Antonio - Volpi Giovanmaria
Simboli:
Bassorilievi su lastra di rame raffiguranti le manovre in guerra del corpo degli alpini. Nel suo complesso l'opera rappresenta un cappello degli alpini stilizzato dove l'obelisco non è altro che la penna.

Altro

Osservazioni personali:
NOTA STAFF-PIETRE: Scheda aggiornata in data 18/09/2014 su segnalazione inoltrata da Mauro Arcadio via mail

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