Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- via Chiesa, 501
- CAP:
- 35010
- Latitudine:
- 45.583082195971
- Longitudine:
- 11.794332019833
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Spiazzo nell'incrocio tra via Pozzo e via Chiesa (strada principale del paese), sul lato della Chiesa parrocchiale.
- Data di collocazione:
- Informazione non reperita
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Laterizio, Marmo, Pietra
- Materiali (Dettaglio):
- L'esedra, la statua del soldato e i due braccieri con fiamma in pietra di Custoza, i tre fregi sono in bronzo, le tre lastre in marmo. Il basamento in cemento con laterizi.
- Stato di conservazione:
- Insufficiente
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di San Giorgio in Bosco
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Il monumento, voluto dagli abitanti di Lobia, fu inaugurato il 9 novembre 1946 alla presenza delle autorità civili e religiose e benedetto dal vescovo di Vicenza, mons. Carlo Zinato. Originariamente era collocato nei pressi del campanile; in seguito, alla fine degli anni Sessanta, in occasione della modifica della viabilità stradale, il monumento fu trasferito nell’attuale posizione.
Contenuti
- Iscrizioni:
- Lapide marmorea a sinistra:
CADUTI DELLA GUERRA 1915-18
Baggio Giovanni, Baccarin Fiorindo, Casarin Luigi, De Agostini Giuseppe, De Bardi Silvio, De Rossi Francesco, Doro Anselmo, Doro Ernesto, Doro Ferdinando, Doro Giovanni, Doro Giovanni fu Luigi, Fagan Giuseppe, Favaro Bortolo, Favaro Giuseppe, Favaro Pietro, Forestan Clemente, Franceschetto Giovanni, Vedovato Giovanni, Grifalconi Augusto, Grifalconi Cesare, Grifalconi Silvio, Guidolin Silvio, Marcolin Augusto, Marcolin Bortolo
Lapide marmorea a destra:
Martin Federico, Mella Giuseppe, Pallaro Angelo, Pilotto Giuseppe, Rizzotto Anselmo, Vettore Emilio, Villanova Antonio, Villanova Giuseppe, Volpato Isidoro, Zago Giovanni, Zanon Giacomo, Zanon Luigi, Zorzi Antonio, Zorzi Domenico, Pallaro Luigi
CADUTI DELLA GUERRA 1940-45
Baldassa Mario, Casarin Galdino, Longo Emilio, Mella Luigino, Mozzo Amalio, Nardello Riccardo, Pegorin Giuseppe, Rigon Angelo, Toso Antonio, Toso Giuseppe, Vedolin Severino, Doro Anselmo di Pietro
Lapide marmorea centrale:
AGLI EROI DI DUE IMMANI CONFLITTI DORMIENTI NEL SONNO DELLA GLORIA IL POPOLO DI LOBIA PERCHE’ VIVANO SIMBOLO DI FEDE E DI SACRIFICIO NELLA MEMORIA DEI VENTURI
Nelle croci frontali sono incise su una FIDES nell’altra SPES, mente nelle croci laterali SACRIFICIUM e
CARITAS.
- Simboli:
- La statua, figura solitaria, rappresenta il singolo soldato che si fa carico del destino della comunità. Il fante, vestito con il cappotto militare, ha il braccio destro alzato e regge una baionetta, gesto che simboleggia l’esortazione morale e di difesa della patria. Ai suoi piedi i simboli di una guerra finita, le ruote di un carro spezzate, il cannone per terra come l'elmetto.
I bracieri e i pannelli ricordano che il monumento non celebra un individuo, ma un’intera comunità di Caduti
Il fregio in bronzo frontale: aquila ad ali spiegate, richiama tradizionalmente forza, vittoria, vigilanza e spirito nazionale. Le due armi incrociate, un fucile con baionetta e una sciabola, simboleggiano il combattimento, il valore militare e l’unione delle diverse armi dell’esercito nella difesa della patria. Corone d’alloro sullo sfondo (presenti anche nei pilastrini) sono il simbolo di gloria, onore e memoria imperitura. Nastri o drappi evocano il lutto ufficiale, la commemorazione e il legame rituale con la memoria dei Caduti.
L’architettura è simmetrica e solida: vuole comunicare la fermezza dei valori patriottici
Altro
- Osservazioni personali:
- Foto e ricerca d'archivio di Spoletto B.
Bozzetto originale dello scultore Egidio Caldana.















