92010 - Monumento ai caduti di Loco – Rovegno (GE)

Si tratta di un grosso obelisco in pietra con lastra in marmo applicata su pietra che sormonta un basamento, anch’esso in marmo e pietra, situato sopra il bordo strada; è raccolto all’interno di un piccolo giardinetto delimitato da una recinzione in metallo dipinto in verde. Sulla sommità è posta una croce.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Loco
Indirizzo:
Strada Statale 45
CAP:
16028
Latitudine:
44.54844810679814
Longitudine:
9.270784556865692

Informazioni

Luogo di collocazione:
lato stradale
Data di collocazione:
1946
Materiali (Generico):
Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Basamento in pietra , rifinito con lastre di marmo. Obelisco in pietra. Lastra commemorativa in marmo.
Stato di conservazione:
Insufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Informazione non reperita
Notizie e contestualizzazione storica:
Questa lastra è stata posta a memoria dei partigiani caduti durante la resistenza in val Trebbia.
L’Alta Val Trebbia faceva parte della VI zona operativa partigiana, che non comprendeva soltanto territorio ligure, ma si estendeva nell'alessandrino, nel pavese, nel piacentino. I primi gruppi organizzati di "ribelli" si costituirono a Piancastagna attorno al Bric dei Gorrei, alla cascina Brigolet presso i laghi della Lavagnina, al monte Porale, a Dernice nel tortonese, al casone delle Vagge nell'entroterra di Lavagna, al casone di Costadena a Favale poi trasferitosi al casone dello Stecca a Cichero, a Fò e allo "Àze mortu" sopra Voltri.
Da questi nuclei sparuti, costituitisi subito all'inizio della Resistenza nell'autunno-inverno 1943, trasse origine la più vasta organizzazione, composta da distaccamenti, brigate, divisioni che, dopo tante vicende di combattimenti, rastrellamenti, scioglimenti e ricostituzioni, troveremo, a fine 1944, coordinata ed efficiente, collocata nel sistema montuoso che, partendo da ovest dalle quote piemontesi di Bric dei Gorrei (quota m 829), Bric Berton (m 773), raggiunge (superando i corsi d'acqua Scrivia, Vobbia, Borbera, Girone, Staffora, Tidone, Trebbia, Aveto) le più elevate quote dei monti Figne (m 1113), Antola (m 1597), Carmo (m 1640), Chiappo ed Ebro (m 1700), Lesima (m 1724), Maggiorasca (m 1799), Penna (m 1735), Aiona (m 1701), Zatta (m 1404), con le "punte" avanzate del Caucaso (m 1245) e del Ramaceto (m 1346). Su questo "sistema" si collocarono le basi partigiane aprendosi la possibilità di controllare, interrompere e ostacolare il traffico tedesco sulle grandi vie di comunicazione che, attraverso l'Appennino, collegano la riviera ligure all'entroterra padano. I tratti stradali più importanti che le stesse carte militari tedesche dell'epoca indicano come controllati direttamente dalle "bande" partigiane sono: la statale Genova-Piacenza nel tratto da Torriglia a Rivergaro; la provinciale Voghera-Bobbio nel tratto Varzi-Passo del Penice; la provinciale Bobbio-Chiavari nel tratto Bobbio-Marsaglia-Santo Stefano d'Aveto.

Contenuti

Iscrizioni:
CADUTI DELLA 3 BRIGATA JORI DELLA DIVISIONE CICHERO

ALDO GASTALDI BISAGNO
MARIO MUSSO QUARTO
DOMENICO .................
FRANCESCO AGUTO FRANCESCO
GIOVANNI GIANO ALDO
ANGELO PROG... FIBBIA
MARIO SPANO PEZZA
PAOLO PIRANI PAOLO
ALBERTO CANEVARI PERRUTTO
CLAUDIO CANEI GIANNI
EMILIO CASAZZA BIBLIOCA
GINO CAVAGNARO GIMMI
MARIO VIACAVA BUROI
EMILIO BUCILIATI BIANCO
ENRICO ANELLI SANIO
MARIO BOEDDU SARDIGNA
AUGUSTO MARITA PIPPO
GIULIANO SUPPINI PANTERA
CARLO MASSA CARLO
FRANCO VOPE..... ROMANO
................ ............. RAI
EZIO LUCCARDO CIANACCHE
CANDIDO CON...... CANDIDO
ENRICO BUSCAGLIA MARI
CARLO MAPASSO CARLO
CARLO DIOZZONE CAPI.....
MICHELE (A?) MAIPAS MIRNA
ENZO PICCI CURVO
CESARE REDUINI(?) CAO
SALVATORE BUTTADAVOLI FURIO
GIUSEPPE CURRO DAVIDE
LUCIANO COL...TTI ..........
PAOLO CIOTTO PAOLO
VITTORIO VIGANELLI FIORE
MARCELLO EDOARDO PAGLIA IAN
MURIZIO MONACHEDDU MAURO
APOLLONIO GIMUNDI ...MPI....
GIUSEPPE RIVANERA PINO
ORESTE ARMANO ORESTE

.............

I PARTIGIANI DELLA BRIGATA A RICORDO POSERO
ANNO 1946
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
Purtroppo si intravedono a malapena le iscrizioni e a fatica si legge la data (1946). Il cippo è immerso nel verde che accompagna la Val Trebbia, ma non è agevole raggiungerlo,anche se rimane ben visibile dalla strada e la distanza è brevissima,poichè lo sterrato è mal tenuto e una volta arrivati nei pressi l'erba alta non invoglia ad avvicinarsi.
Questo cippo fa parte del museo itinerante di Propata, un'altra lastra ben dettagliata, e molto più conosciuta , si trova sopra Case del Romano , all'inizio del sentiero che porta al Monte Antola.

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