179853 - Monumento ai Caduti di Sant’Ambrogio di Torino

Il monumento ai Caduti di Sant’Ambrogio si presenta come un’alta stele composita a più elementi, che poggia su un basamento a due gradoni, con due bassi muretti a fare da ali ed un vaso antistante. Al centro risalta, nonostante le contenute dimensioni, la statua bronzea di un alpino in guardia su un blocco di pietra, ai cui lati sono collocate le lastre con i nomi dei Caduti di tutte le guerre. Lo sguardo dell’alpino è rivolto all’ingresso del paese a simbolica protezione dell’abitato.
Il monumento colpisce per l’aspetto sobrio, senza simboli o iscrizioni, e piuttosto moderno, che risulta conseguente ad un rimaneggiamento dell’originale monumento degli anni Venti e che evidenzia nella sua semplicità il perenne ricordo dei nomi dei Caduti e l’omaggio al Corpo degli Alpini.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Strada Antica di Francia, 2
CAP:
10157
Latitudine:
45.097403320945
Longitudine:
7.3620998932194

Informazioni

Luogo di collocazione:
Aiuola ai margini di una rotonda
Data di collocazione:
Monumento originale, stele e basamento, anni Venti. Monumento attuale, statua in bronzo, 2004.
Materiali (Generico):
Bronzo, Ottone, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Pietra per tutta la parte centrale, i due muretti laterali, il basamento. Bronzo per la statua dell'alpino. Ottone per le due lastre.
E' presente un'asta con la bandiera Italiana.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
ANA Sezione Val Susa, Gruppo Sant'Ambrogio
Notizie e contestualizzazione storica:
Ad un primo sguardo, il monumento presenta un aspetto recente, anche per via delle moderne lastre in ottone e per la mancanza di frasi dedicatorie retoriche. Ad un esame più attento, si notano invece sia le lettere rimosse che lo stile modernista, da primi decenni del novecento, del complesso di pietre che ne formano la struttura. Da una successiva ricerca in rete è stato possibile infatti rintracciare una cartolina del 1926 recante l'immagine dell'originale monumento, di cui quello attuale costituisce pertanto un rimaneggiamento, certamente di epoca posteriore alla seconda guerra mondiale.

Dalla cartolina emerge che la statua in bronzo, di maggiori dimensioni, rappresentava in modo diverso la figura dell'alpino, e che quindi probabilmente tale statua era stata requisita in periodo bellico per il recupero del bronzo. Infatti da una ulteriore ricerca in rete è emerso quanto segue:
"L’ultima domenica di settembre del 2004 fu inaugurata la nuova sede sociale concessa dal comune. Nell’occasione del settantacinquesimo anniversario della fondazione del Gruppo, la nuova baita delle penne nere fu tenuta a battesimo dal presidente sezionale Paolo Giuliano e dal parroco don Romeo Zuppa e la madrina fu Bruna Anselmetto. In quel periodo fu inaugurato un monumento all’alpino che sostituì quello fuso durante la guerra dal regime fascista. La statua è in bronzo raffigura un alpino in guardia ed è collocata all’ingresso del paese a simbolica protezione dell’abitato."
(Da "Lo Scarpone Valsusino", ANA Sezione Val Susa, "Gruppo di Sant’Ambrogio" p.12, a firma Mario Tonini,
http://www.anavalsusa.it/Scarponi%20in%20pdf/Scarpone%20settembre%202014.pdf)

Rispetto al monumento originale risultano anche sostituite o rimosse: le vecchie lastre in marmo con i nomi dei Caduti, probabilmente due, ma solo una visibile; la statua lapidea che raffigura la Patria, nel gesto di sollevare il velo che le cinge il capo, con le braccia alzate lungo il busto e le palme delle mani rivolte in avanti; l'iscrizione dedicatoria "Dalle schiere / dei suoi combattenti / Italia / li elesse e li sospinse / al sacrificio glorioso / 1915 1918". Non risulta leggibile una iscrizione più piccola, nell'angolo del basamento.

Contenuti

Iscrizioni:
Lastra di sinistra:

MILITARI CADUTI NELLA
PRIMA GUERRA MONDIALE 1915-1918

BOERO ETTORE
BARATTA ERNESTO
GIRARD GIUSEPPE
PEZZANA GIUSEPPE
FETTA LODOVICO
SPESSO ALESSANDRO
MUSSINO IGNAZIO
OLIVA PIETRO
BLANDINO VINCENZO
BOSIO INNOCENTE
COLOMBINO EFISIO
BIANCO STEFANO
RIVA GIOVANNI
FANTINO NORBERTO
BRONZINO BARTOLOMEO
CREMONESI PAOLO
PRATO LUIGI
CUATTO MAURINO
ELCE GIOVANNI
ROCCI GIUSEPPE
BOETTO MICHELE
BOETTO GIOV. BATTISTA
BARONETTI GIUSEPPE
SESTERO ATTILIO

CADUTI NELLA GUERRA D'AFRICA
(ABISSINIA 1935)

FALCHERO EMILIO
GIULIANI REGINALDO CAPPELLANO


Lastra di destra:

CADUTO NELLA GUERRA DI SPAGNA
(1934-1936)
RAIMONDI PROSPERO

MILITARI CADUTI NELLA
SECONDA GUERRA MONDIALE 1940-1943

COLETTO MICHELE
BERTO DON EMILIO
GIRARDI ROMANO
VINDROLA VINCENZO
GALLIZIA PIETRO
CHIRIO CARLO
GIORDA PAOLO
MARITANO MICHELE
BOERO GIOVANNI

INTERNATI

MAFFIODO DARIO
ZAVADLAV GIUSEPPE
GROSSO FILIBERTO
CURTETTI GIORGIO
GIORDA GIOVANNI

CADUTI PARTIGIANI

SPESSO ELIO
BARATTA RINALDO
FASSETTA NATALE
CASTAGNO VALERIO
PERINETTO GIOVANNINA

CIVILI

CARNINO LUIGI
RAVETTO CARLO
Simboli:
Non sono presenti simboli, ad eccezione di quelli che identificano la figura dell'alpino: lo storico cappello con la penna, il pastrano sul cui bavero risalta una stelletta, il moschetto '91 con la baionetta innestata.
La statua non riporta incisioni visibili del nome dello scultore o della fonderia.

Altro

Osservazioni personali:
Sul fronte del piedistallo centrale si notano i resti di lettere in bronzo rimosse.

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