110081 - Monumento ai Caduti di Villaggio Santo – Messina

Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale, costituito di due parti: un basamento su cui poggia un busto marmoreo, raffigurante il soldato Reginaldo Giuliani in divisa; sotto il busto è la lastra commemorativa in marmo ricante i nomi dei Caduti della prima guerra mondiale originari di Villaggio Santo. La seconda parte del monumento è rappresentata da due elementi sovrapposti in laterizio. La parte destra del monumento presenta un supporto su cui poggia una fioriera.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Villaggio Santo
Indirizzo:
Via Reginaldo Giuliani
CAP:
98148
Latitudine:
38.17319305432232
Longitudine:
15.528995050947287

Informazioni

Luogo di collocazione:
Accanto alla Chiesa di Santa Maria della Consolazione, zona recintata circondata da aiuole al centro della piazzetta Reginaldo Giuliani
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Laterizio, Marmo
Materiali (Dettaglio):
Struttura in laterizio; busto e lastra in marmo bianco
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Messina
Notizie e contestualizzazione storica:
Il monumento è collocato in via Reginaldo Giuliani, intitolata al Caduto raffigurato nel busto sopra il monumento. Andrea Giuliani nacque a Torino il 28 agosto 1887, nel 1911 venne ordinato sacerdote nell’ordine dei Domenicani e assunse il nome di padre Reginaldo. Partecipò alla prima guerra mondiale come cappellano militare prima del 55° di Fanteria, poi degli Arditi della III squadra, quindi dei legionari Fiumani; per il coraggio dimostrato in prima linea venne decorato con due medaglie di bronzo e una d’argento. Ripresa la vita sacerdotale, si dedicò all’insegnamento e, durante questo periodo lasciò molti scritti, tra cui i più famosi “ La storia degli Arditi” e “ Le vittorie di Dio” . Tuttavia ben presto, il suo carattere fortemente patriottico lo spinse a partire nell’aprile del 1935, come cappellano militare al seguito delle “Camicie Nere”, soldati impegnati nella guerra in Etiopia. Per i militari continuò nel suo compito di confessare, celebrare la messa, assistere moribondi e feriti. Addirittura, arrivò a far costruire una piccola chiesa per i cattolici del luogo. Il 21 gennaio 1936, durante la battaglia a Mai Beles, mentre amministrava l’estrema unzione ad un soldato morente, venne trucidato dalla scimitarra di un abissino che gli asportò quasi di netto una clavicola. Padre Reginaldo cadde stringendo il Crocifisso tra le mani, dopo aver detto: “Io non lascio i miei, muoio qui in mezzo a loro”. Gli venne conferita la Medaglia d’oro al valor militare.

Contenuti

Simboli:
Due stelle incorniciano lateralmente l'indicazione delle date della prima guerra mondiale sulla lastra dei Caduti.
Sulla parte alta del monumento il decoro non è identificabile.

Altro

Osservazioni personali:
Il busto del soldato Reginaldo Giuliani presenta la parte anteriore del naso scheggiata; la parte superiore delle lastre è in cattivo stato di conservazione.

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